Quando il lutto non vuole finire…

Spesso chi vive un lutto si chiede se sia “normale” stare male a lungo. A volte la morte di una persona cara è devastante, e ritrovare l’amore per la vita pare un’impresa impossibile. Forse però dobbiamo smettere di pensare con ansia a quanto tempo è passato, per riflettere sulle modalità del nostro lutto.
Uno psicologo americano, George Bonanno, esemplifica la difficoltà a superare il lutto attraverso la storia di Rachel e Franck, coppia sposata da 40 anni e senza figli, molto amici, che passavano la maggior parte del tempo libero insieme. Franck muore improvvisamente al lavoro, di un attacco cardiaco. Per settimane Rachel non riesce a mangiare nulla, piange per ore, non dorme, dimagrisce, diventa pallida e con gli occhi cerchiati, non torna al lavoro per molti mesi dopo la morte del marito. Rientrata in ufficio, resta incapace di concentrarsi, e il suo capo le consiglia di prendersi ancora un po’ di tempo: lei resta a casa a piangere, spesso a letto, e un anno dopo nulla è cambiato.
Occorre intanto sapere che un’esperienza come quella di Rachel capita a circa il 15% di chi è in lutto, nella nostra cultura: un gran numero di persone, se si considera che tutti noi dobbiamo confrontarci con il lutto.
Essere tristi è non solo normale, ma anche positivo dopo una perdita grave: coloro a cui siamo cari sentono maggiormente il bisogno di starci vicino. L’eccessiva e troppo prolungata tristezza, però, diventa perniciosa e disfunzionale, ed è bene che sia un campanello d’allarme per chi la prova. Sembra che molte persone con un lutto prolungato perdano, nei primi tempi dopo la perdita, il senso della propria identità. Chi sono io, se non sono più la moglie di Franck? si chiedeva Rachel. Molti pensano che tutto sia perduto, che nulla abbia più senso per loro, indipendentemente dagli interessi coltivati prima.
Che cosa fa sì che gli individui vivano un tale senso di vuoto e dolore? Qualche risposta comincia a emergere: ad esempio, le persone con lutto prolungato generalmente sono dominate dallo struggimento per l’essere amato, non vogliono altro se non riaverlo. E’ una reazione alla perdita diversa dalla depressione, che generalmente non ha oggetto. Sono persone inconfortabili: chi è morto non può tornare. Inoltre, non desiderano la vicinanza di nessuno. Il loro pensiero torna sempre e solo al congiunto scomparso, e il dolore si approfondisce. Una delle cause del lutto prolungato è, dice Bonanno, la dipendenza, soprattutto emotiva: l’idea di non poter fare a meno dell’altro e la paura della separazione.
Anche i ricordi non sono consolanti ma minacciosi e volti ad accrescere la sofferenza. Ci si volta spesso indietro, con senso di colpa, e si rimpiange di non essersi comportati in modo diverso in alcune situazioni (Rachel rimpiange di non aver avuto figli con il marito, e arriva a immaginare che il marito sia morto per il dolore della mancata paternità). L’enorme solitudine di chi si trova prigioniero di un lutto senza uscita è difficile da comprendere e tollerare dagli altri, famiglia o amici, che vorrebbero aiutare il dolente a recuperare una vita piena, ma che sono sovente respinti e frustrati. Spesso così essi cominciano ad allontanarsi, inasprendo il senso di solitudine.
Se intravvedete nel vostro lutto (o in quello di vostri amici e conoscenti) questi tratti, e se sono passati più di sei mesi dalla morte, chiedete aiuto. Potrebbe esservi utile una terapia psicologica, ma non necessariamente. Domandate se esistono gruppi di auto mutuo aiuto nella zona in cui vivete, consultate il vostro medico di famiglia, se avete fiducia in lui. Aiutarvi è possibile! ps. date un’occhiata a www.gruppoeventi.it

329 Risposte a " Quando il lutto non vuole finire… "

  1. Antonella scrive:

    Buon giorno, trovo davvero interessante parlare finalmente della morte. Un’esperienza così devastante e “innominabile”in questa società volta unicamente al culto della vita qui e ora, dell’espansione dell’ego, della rinuncia alla vita oltre. Premetto che non sono una cattolica e non credo in una dimensione “altra” per fede o per apologia alle fedi. Sono toccata da questo tema fin da bambina, nel senso che non ho riposto mai alcun dubbio circa la menzogna della fine ineluttabile alla vita. In me, come in tutti gli altri esserei viventi, c’è una memoria (indimostrabile ancora scientificamente) ontologica che testimonia il rifiuto della morte intesa come annientamento, sparizione definitiva dell’essere e rinuncia di una speranza di vita oltre le leggi deterministiche della nostra condizione. Infatti come mai è così collettivamente vissuta con dolore un’esperienza così inevitabile, inscritta nella nostra biologia ? Come mai i bambini nascono senza avere in sè la funzione del distacco della morte, perchè mai ci sarebbe bisogno di una elaborazione del “lutto” se questa funzione fosse realmente annessa alla nostra natura come definita dalla nostra attuale cultura? Nei popoli antichissimi la morte era vissuta come una festa, la celebrazione di un passaggio, di un’entrata verso una soglia di rinascita, verso un universo che si poteva dispiegare solo quando questo corpo avvizzito poteva lasciare andare la sua essenza. Una crisalide, questo è il nostro corpo. Allora, ricucire lo stappo culturale con quell’universo è il senso che voglio dare a questo spazio, sempre che ne siate d’accordo. Spero di incontrare persone che hanno questa consapevolezza e lasciano andare il senso di abbandono e di colpa che erroneamente contraddistingue questa esperienza.

    • sipuodiremorte scrive:

      Grazie Antonella, benvenuta in questo spazio, lo consideri anche suo!

      • Antonella scrive:

        Grazie a voi!

        • Loredana scrive:

          Quello che vi scrivo, potrà sembrare a molti strano, come appare anche a me. Vivo un dolore forte per una morte che non è quella di un familiare, ma di un ragazzo di appena 17 anni, che ha deciso di farla finita. Era un amico di mio figlio, e sebbene non lo conoscessi, vivo ogni giorno, oramai da mesi, questo dolore, mi sembra di essere entrata nella sua anima, nella sua angoscia. Penso alla madre che lo adorava, alla sorella… Lo so, potrebbe apparire tutto così inspiegabile, ma è così. Evidentemente saranno le mie paure, le mie stesse ansie e angosce che ho avuto anch’io a quell’età, forse perché sono mamma pure io, ma vi assicuro che soffro terribilmente e lo penso ogni giorno che passa.

  2. angela scrive:

    Grazie per queste considerazioni, mi ci sono ritrovata quasi completamente e mi hanno aiutata a guardarmi dentro. Avrei un fiume di riflessioni da esporre; riflessioni non razionali, ma che riguardano sensazioni, sentimenti, immagini,sogni….. Se li scrivo però mi sembra che perdano il significato profondo che hanno per me. Buon proseguimento.

  3. Lilith scrive:

    salve, ho letto con grande interesse questo articolo. Il mio “problema” riguarda sempre un lutto, ma è una faccenda un pò piu complicata. il fratello del mio ragazzo è morto 10 anni fa (suicida). quest’anno averràla prima riesumazione e già da un paio di mesi lui è diventato freddo scostantissimo e soffre terribilmente anche perchè deve sstenere la madre che è ricaduta in gravi problemi già affrontati sul momento. io sono stata esclusa da tutto.prima il rapporto andava bene ed eravamo molto intimi mentalmente parlando,ora gli ho offerto sostegno.mi ha ringraziata e dice che nei suoi pensieri ci sono sempre, ma mi esclude. come posso fare?non mi sento di imporre la mia presenza ma non voglio neppure considerare chiusa questa storia.grazie x lo sfogo

    • Lilith scrive:

      non c’è più nessuno???? 🙁

      • sipuodiremorte scrive:

        Cara Lilith, vede, dare un consiglio su questi pochissimi dati della sua vita non sarebbe serio, rischierebbe di essere controproducente, e per di più non ho neppure le competenze professionali per farlo, non essendo una psicologa. L’unica cosa che posso dirle, forse, è che potrebbe essere utile (se ha ancora questo “spazio di manovra”) suggerire al suo ragazzo di farsi aiutare nel suo lutto, partecipando a qualche gruppo di auto-mutuo-aiuto, o con il supporto di un professionista.

        • Giulia scrive:

          Io ho perso la mia unica figlia di soli 30 anni, e VI POSSO ASSICURARE non c’è aiuto che tenga….pschiatra, pscologi…il dolore è lancinante e non passerà mai , maiiii, forse gli anni allieveranno la morsa del dolore…..ma dovranno passare tanti tanti anni….

          • Luisa scrive:

            Io ho perso mia figlia di 23 anni il 29 aprile del 2013 e la penso proprio come lei se si sente di scrivermi io sono luisa

  4. Diana scrive:

    Salve io davanti Ale persone mi dimostrò felice sempre con il sorriso , però quando sono dasola sono tutta una altra no superò la morte della mia sorella , piango sempre e mi viene la anzia del non vederla. No parlo con nessuno spero mi pase grazie per ascoltarmi ,,

  5. ely scrive:

    Io vivo più o meno un dolore simile ad un lutto, forse per certi aspetti anche peggio. Il mio fidanzato è rimasto in stato vegetativo dopo un malore a soli 29 anni ed ora, a distanza di un anno non riesco che a pensare a lui, mi prendo cura di lui tutti i giorni, sono sempre vicina a lui. Ho ripreso ad uscire, a frequentare le vecchie e qualche nuova amicizia, ma il dolore che porto dentro è enorme e la mia vita non tornerà più ad essere quella di prima, nonostante mi sforzi a “vivere una normalità” e ho anche la famiglia di lui mi appoggia e desidera che mi rifaccia una vita, ma non è facile. In tanti mi dicono “devi rifarti una vita sei giovane”, questo lo vorrei anche io e lo vorrebbe anche lui, ne sono certa, ma il pensiero di frequentare un altro uomo che forse non sarà nemmeno in grado di capire che da quel maledetto giorno non sono più sola con me stessa, che magari potrà farmi altro male, o che peggio ancora, potrei essere io a farne a chi mi starà vicino, mi fa davvero paura! scusate lo sfogo.

    • robby scrive:

      Mi permetto di scrivere, nonostante tanti anni, che quello che tu Ely hai fatto e stai facendo è una cosa meravigliosa, meravigliosa nell’amore, ma anche nelle paure

  6. sipuodiremorte scrive:

    Buona sera Ely, non posso se non esprimerle un pensiero di vicinanza. Ogni lutto ha i suoi modi e i suoi tempi. E certo il suo è particolarmente complicato, perché il suo fidanzato non è veramente morto. I lutti, per essere elaborati, hanno bisogno che ci sia l’oggettività della morte. Detesto dare consigli, ma me ne viene spontaneo uno. Proprio perché è giovane, si prenda il tempo che le serve. Un pensiero davvero affettuoso. Grazie per avere scritto.

  7. francy scrive:

    Ciao,sono capitata in questo sito per caso e devo dire che è molto interessante. Io ho 25 anni e quasi due mesi fa ho perso mio padre per un errore medico… il dolore è devastante e i sensi di colpa non mancano. Credo che l unico modo per poter “guarire” sia lasciare che le nostre emozioni facciano il loro “lavoro” reprimerle peggiora tutto. Ovviamente non nascondo il fatto che mi sento sola e scoperta da ogni protezione che avevo prima.
    La fede mi da molto sostegno e aiuto.

    • michi scrive:

      Ciao. La mia esperienza è come la tua.. mi piacerebbe confrontarmi. Se ti interessa contattami

      • Teresa scrive:

        Ciao sono Teresa e poche settimane fa ho perso mia madre,non sto vivendo un bel periodo xche mio padre non sta bene appunto x la morte di mia madre,ci vorrà tempo e io spero che passi presto

        • Giovanna scrive:

          Cari amici miei, ho letto i vostri commenti perchè anch’io mi sto confrontando con la perdita di due persone amate e non è facile andare avanti. Eppure la vita è questo. Siamo tutti in viaggio su un treno e possiamo fare una parte di percorso insieme, non tutto il tragitto, ognuno sale e scende da solo. Ognuno scende da solo, non con i propri cari, purtroppo. È la legge della vita. Dovremmo vivere al meglio, con tanto amore il tempo che abbiamo a disposizione.

          • Anna scrive:

            Carissima ti sono vicina perché a distanza di 18 anni ho perso due genitori ….la perdita devastante è stata quella di mia madre quando avevo solo 16 anni in piena adolescenza…
            Il mio è stato un lutto da cui sostanzialmente ho fatto fatica a riprendermi :oggi ho 55 anni e forse la mia età mi fa capire tante cose ma all’epoca è stata durissima.
            A parte trovarmi in casa unica figura femminile di riferimento per mio padre e unica sorella dei miei fratelli tre maschi a cui ho fatto da sorella maggiore pur essendo la più piccola.
            Non so come sono state capace…
            Oggi ho una bella famiglia due splendide figlie di 22 e 18 anni ,la vita mi sorride .
            Ci vuole fiducia le cose cambiano e spesso migliorano.baci

  8. giovanna012 scrive:

    Sono quasi 5 mesi che mia sorella di 53 anni (siamo gemelle) e’ andata via. La mia sorellina morta per un sarcoma aveva una leggera infermita’ mentale e oscillava fra un’eta’ pari a 8-12-a volte 15 anni. Io sono single e immaginavo il mio futuro insieme a lei. Con lei, soprattutto negli ultimi anni mi sentivo appagata. Mi piaceva prendermene cura , sopratutto negli ultimi due anni, eravamo in simbiosi totale. Con lei mi sembrava di prendermi cura della mia bambolina, le dicevo di amarla. Dai venti ai trent’aanni non e’ stato sempre cosi’, lei era un po’ meno in simbiosi con me, e io pure (ma io sempre attenta alla sua salute, al suo benessere almeno fisico). Uno dei miei incubi ricorrenti fin da piccola era quello di perderla per la strada. Ora mi manca come l’aria, la vita e’ un vuoto enorme, a volte penso che vorrei morire , non riesco a riprendermi. Guardo e riguardo le sue foto. La trovo bellissima, delicata, mi fa tenerezza. La amo. Penso che mi ammalero’ presto.

    • Johara scrive:

      Giovanna,
      Mi dispiace leggere questo post più di un anno dopo che lei lo ha scritto. Se lo avessi letto prima avrei risposto subito. Quando si perde il compagno o la compagna di inabita (poco importa se si tratta della propria sorellina o di qualsiasi altra persona alla quale stiamo stati legati da un rapporto profondo) ci si sente privi fi senso su questa terra. A mia madre è successa la stessa cosa quando è morto mio padre. È vissuta nella sua mancanza, e pur avendo una figlia (io), non è stato possibile per lei spostare l’attenzione su qualcos’altro. Sono passati 7 anni, durante i quali mia mamma si è lentamente ammalata, e poi è venuta a mancare, due mesi fa oggi. Una vosa che ho sempre cercato di fare io, sia quando ho perso mio padre che adesso, con la perdita della mia mamma, e imparare. Imparare da loro, dall’esperienza della loro vita, dall’amore che loro hanno sempre provato per me, adesso piu che mai. Sono convinta che se la sua sorellina non c’è piu, ma lei è qui, è perché lei continua ad avere un senso in questo mondo. Non è bene che lei si ammali, che tagli fuori tutto dal suo mondo. Il dolore non passerà mai, ma prenderà una forma diversa, sua sorella sarà parte della sua vita in modo costruttivo. A volte si pensa che se si sta un po’meglio un giorno, si faccia un torto a chi non c’è più. In realtà non è così. Mia madre non sarebbe felice se io mi ammalassi, e nemmeno il mio papà. Lotterò per sempre con la nostalgia, i sensi di colpa, il disorientamento e la solitudine che sento da quando la mia mammina se n’è andata…ma io sono qui. Sono ancora qui per loro, per continuare a dare un senso alla vita che ho condiviso con loro, per le altra persone che mi vogliono bene e hanno bisogno di me. Se lei pensa che non ci siano persone care oltre a sua sorella nella sua vita, forse è perché il dolore non gliele fa vedere, o forse non le ha ancora incontrate. Mi creda Giovanna, non so come sta adesso, a distanza di un anno dal post, ma se non lo ha già fatto, si faccia aiutare e dia fiducia alla vita. E alla sua sorellina. La mia mamma prima di morire mi disse queste parole “promettimi che avrai fiducia in me”.
      Le auguro ogni bene
      J

      • Giovanna012 scrive:

        Oggi sono due anni e 14 giorni e continuando a cercare spasmodicamente chissa’ che cosa , mi imbatto nuovamente in questo post, avevo dimenticato di averlo scritto. Mi sono rivolta ad una esperta in questi 2 anni, ho preso degli antidepressivi per un anno.Non li voglio piu’, non servono. Caduta nel vuoto, non sono piu’ la stessa, la penso di continuo, ossessivamente guardo le sue foto, non faccio piu’ visite di controllo medico, neanche esami del sangue, non mi importa. Adesso so che la vita e ‘ veramente brutta. Forse sono arrivata alla follia. Ho detto alla psicologa che la mia eta’ e’ 82 anni, (non 55) perché come un’anziana aspetto solo di morire. …E intano mi viene da piangere…

        • Marta scrive:

          Cara Giovanna,
          non so se leggerà mai la mai risposta o se mai si imbatterà di nuovo durante una delle sue ricerche in questa discussione. Anche mia mamma ha più o meno la sua età e anche lei ha una gemella!
          Il fratello di una mia cara amica è morto qualche mese fa e da allora penso spesso a lei. Nonostante tutto il dolore che prova, l’ho vista promettersi di andare avanti e provare a vivere al meglio oggi giorno che la vita le regala, sia per se stessa che per suo fratello che non c’è più. Io ogni volta resto sbalordita di fronte alla sua forza straordinaria e alla sua voglia di andare avanti.
          Questo per dirle cara Giovanna, che mi dispiace molto che lei sia triste ma spero che anche lei possa trovare la forza e la voglia di voler vivere la sua vita come un dono e non come un’imposizione.
          Le mando un abbraccio
          Marta

  9. mariagrazia scrive:

    salve a tutti, il mio unico fratello è morto 25 anni fa a 18 anni , non sto a raccontare come abbia passato questi anni d’inferno con il dolore , ero attaccatissima a lui , ero super protettiva e gelosa ci toglievamo quasi 3 anni , io piu’ grande , a volte mi sentivo quasi una mamma con lui per quanto fossi sempre preoccupata che facesse cavolate ……e’ morto in un incidente con la moto sotto casa !!!!ma il mio problema e’ mia mamma , nn è riuscita ancora ad elaborare la perdita , depressa , triste …….morta apparentemente a meta’ …..sono stanca nel vederla cosi’ , ringrazio che vicino ha mio papa’ che la coccola e la tratta come una regina e questo gia’ è tanto , ma nn basta ..grazie e scusate il mio sfogo …

    • Elisa scrive:

      Salve Mariagrazia, ho 21 anni e ho perso il mio fratellino di 17 lo scorso 7 dicembre, avrebbe compiuto 18 anni questo novembre. Leggere le sue parole mi ha particolarmente colpita in quanto sembra che le abbia scritte io. Lo stesso rapporto, la stessa differenza d’età, la stessa dinamica dell’incidente praticamente sotto casa e lo stesso “problema” con mia mamma. Non so che dire in realtà, solo che mi sento totalmente persa e che non so cosa fare.

  10. umo scrive:

    E oramai un anno che ho perso mia moglie… e non riesco a riprendermi la vita.. mi trascino come un dannato, anche se non lo do a vedere. E un dolore indescrivibile, uno stato Indescrivibile. tengo duro per i figli piccoli, se dipendesse da.me forse chissa cosa avrei fatto. E dura ogni giorno.

    • sipuodiremorte scrive:

      Michi, Umo, posso chiedervi dove abitate? prendereste in considerazione la partecipazione a un gruppo di auto mutuo aiuto? Per condividere la vostra esperienza con altri, aiutandovi reciprocamente?

  11. Ishtar scrive:

    Domani 5 maggio mia madre entrava in ospedale per l’ennesima volta, ne era sempre uscita. I medici non hanno mai capito cosa avesse dopo alcuni giorni ci hanno detto che poteva morire se la febbre non fosse passata e poi è entrata in coma vigile con i suoi splendidi occhi azzuri sempre aperti ed è restata cosi’ per sei mesi, poi è morta, io sono stato con lei tutti i giorni. Dal quel Maggio 2013 la mia vita è totalmente cambiata, ho lasciato tutto e so che non mi riprendero’ mai, non sono neanche riusciti a dirci cosa è successo; il non sapere mi distrugge. Vedere la persona che piu’ ami al mondo con gli occhi aperti e non sapere se ti sente, se soffre, parlargli e ricevere uno sguardo senza sapere cosa fare è la cosa piu’ terribile del mondo.
    Vi capisco tutti.

    • alessia scrive:

      purtroppo anche io ho perso mia madre, molto giovane e gli sono stata accanto fino alla fine. è passato molto poco e anche io come te ho tante domande a cui non trovo risposta.. la vita ti cambia totalmente anche io come te credo non mi riprendero mai.

      • Danilo scrive:

        Ciao Giulia…il mio nome è Danilo e 4 anni fa ho perso la mia fidanzata…ad oggi mi trovo a sentire il bisogno di aiutare chi come me e come te,a questa età hanno dovuto fronteggiare un ingiustizia simile…io mi sono ri-fidanzato dopo 2 anni,non mi vergogno e mi farebbe piacere aiutarti a superare quei vincoli e quelle paure che hai e che conosco PURTROPPO benissimo…se hai piacere,contattami.

        • Federica scrive:

          Ciao Danilo. Mi chiamo Federica e vedo che sei disponibile ad aiutare chi si sta confrontando con un lutto. Vorrei sapere come hai fatto a superare il tuo. Mi potrebbe aiutare grazie

  12. giulia scrive:

    Salve a tutti da quasi 2 anni il mio fidanzato e morto in un incidente in moto…aveva 26 anni….abbiamo passato insieme 8 bellissimi anni…da quel giorno nn sono più la stessa…sono sempre triste scontrosa di mal umore soprattutto con la gente più vicina a me…da fuori sembra che io stia bene perché faccio in modo di nascondere il mio dolore… Però è veramente dura…nn so più cosa fare…faccio tantissimi sogni su di lui…adoro sognarlo però quando mi sveglio e un incubo…nn so quanto ci vorrà perché mi passi…

    • soleblu scrive:

      Ciao Giulia….io sono esattamente nella tua stessa situazione. Il mio ragazzo è morto in un incidente in moto quasi 2 anni fa a 28 anni…la vita ora è più sopravvivenza che altro. Ho molti sensi di colpa pervhe gli ultini mesi non erano stati sereni e dopo 15 anni insieme stavamo ricominciando a sistemare le cose…ma non c’è stato tenpo. Mi manca da morire e non so come andare avanti…spero solo che con il tempo questa sopravvivenza inizi a diventare vita…ma è dura… un abbraccio

  13. triste scrive:

    Mio marito è morto a 40 anni da 6 mesi per un arresto cardiaco. Sono bastati pochissimi minuti per portarlo via a me ed alla nostra bimba.Da allora tutto è cambiato. Mi sento vuota e tanto arrabbiata, piango molto e cerco di lavorare il più possibile.
    Sento di portare avanti una vita che non è mia e sono consapevole di dover andare avanti per la mia piccolina. Vorrei solo che questo dolore passasse

    • Elena scrive:

      Buongiorno triste…pure io da un anno ho perso mio marito aveva solo 44 anni pure per arresto cardiaco avuto in macchina con me…ho fatto di tutto…chianato soccorso ma niente da fare..e pure io mi sforzo di andare avanti per i miei due bimbi….ma difficile alti e bassi..e mi sento angosciata…e dolore…vorrei pure che questa angoscia passasse e sentirmi positiva per loro..mio marito vorrwbbe cosi..ne sono sicura…

      • Marianna scrive:

        Salve a tutti .. tre mesi fa io e il mio ragazzo abbiamo fatto un incidente in moto , ci tagliarono la strada è lui pur di salvarmi la vita è morto .. anche io sono arrivata in ospedale in fin di vita ma poi tra tante operazioni c’è l’ho fatta , stavamo da quasi 4 anni insieme , vivevamo sotto lo stesso tetto facevamo tutto insieme , tutto !! E un dolore incolmabile che nessuno mai potrà farti dimenticare .. Ho subito già un lutto 14 anni fa la perdita di mio padre uguale a quello che è successo a me .. sempre in moto !! Mi ha salvato la vita !! Anche se poteva salvarla anche al mio amore .. morire a 23 anni e assurdo !! Davvero non riuscirò mai a spiegarmelo ! Ho iniziato tarapie alle gambe , alle mani e bacino .. io credo che tutti ci poniamo delle domande senza mai aver risposte allora si a questo punto serve uno psicologo.. ma credo anche che la vera forza la troviamo in noi stessi , sempre ! E spero davvero che prima o poi tornerò a vivere la mia e la vita del mio ragazzo , prp come abbiamo sempre desiderato pke sono certa che lui non mi lascerà mai !! Lo sento ♥️

  14. geo scrive:

    Salve, senta io avrei una domanda? il mio fidanzato mi ha lasciata…lo sto vivendo come un lutto…sto davvero malissimo…
    La separazione puo essere paragonata a un lutto?
    e quanto tempo ci vuole per superare?
    grazie

    • sipuodiremorte scrive:

      Sì, la separazione è un lutto, e il modo in cui si supera è molto simile a quello in cui si riesce a stare meglio dopo la perdita di un congiunto. Il tempo è soggettivo. Non so dove lei abiti, a Milano (e Monza) ci sono gruppi di auto mutuo aiuto per chi si separa, o viene lasciato. Dovunque lei abiti, le consiglio di cercare aiuto, per poter lavorare un po’ su se stessa: è l’unico modo.

      • marisa scrive:

        Io sono stata lasciata da mio marito dopo 40 anni di matrimonio per un’altra donna. Sto male ma non voglio assolutamente pensare che il dolore di un divorzio possa esser messo sullo stesso piano di chi soffre per aver perso una persona cara. Soffrire per la morte di qualcuno che amavamo è dignitoso, farlo per uno s…….o che ha solo pensato al suo benessere senza tener conto del dolore causato agli altri è una perdita di tempo che dobbiamo subito recuperare. Leggendo i post di chi scrive il suo dolore per aver perso un familiare, magari un figlio che ti lascia ergastolano del dolore, mi sento ridicola. Sarebbe davvero ora che tanti psicologi cervelloni la smettano di considerare il divorzio un lutto. Io inizio a farlo da adesso.

  15. CRISTIANA scrive:

    il 12 maggio 2015 mia sorella se ne è andata stroncata da un tumore al pancreas, eravamo inseparabili e a tutt’oggi non riesco a sfogare il mio dolore.
    non sono arrabbiata ma profondamente triste, il cuore stretto come in un’ansia indefinita, in una attesa di non so cosa, forse non so dire fine. grazie per lo sfogo

    • Lina scrive:

      Un anno fa ho perso il mio adorato e amatissimo fratello .con uno schifosissimo tumore al cervello …..bello come il sole con due occhi azzurri che parlavano anche senza aprire bocca ma soprattutto di una dolcezza infinita con tutti .. Il dolore che ho dentro non posso descriverlo con le parole posso solo dire che il tempo passa e il dolore aumenta ! Aveva una vita da vivere con .la sua amata compagna e i suoi figli ancora troppo piccoli per camminare da soli! La mia vita è andata via con lui sopravvivo ogni giorno da un anno a questo inferno dopo aver perso papà solo quattro anni fa la colonna della nostra famiglia . La mia vita e quella della mia povera mamma sono ormai inesistenti ! Ho sempre pregato nella vita e ho sempre dato a tutti tanto amore da mettere da parte anche me stessa e non rimpiango nulla ma sono talmente arrabbiata per questa grande cattiveria che ormai le preghiere per me non esistono più ! Ho amato e amo mio fratello alla follia sarei stata disposta a dare la mia vita per lui se ne avessi avuto la possibilità ….ora mi ritrovo a vivere il mio inferno sperando prima o poi di riabbracciarlo! Lforse questa è l ‘ unica preghiera che faccio ancora a chi è più potente di noi e che ha deciso questo calvario per me è mia madre che un giorno ci facciano rivedere mio fratello e mio padre e ci diano la possibilità di stare con loro come quando eravamo qui ! Mi auguro che non siano solo fandonie che ci hanno raccontato perché questa è l unifa cosa che ci tiene ancora in vita altrimenti almeno io avrei già deciso diversamente ! Grazie per avermi ascoltata

      • Stefania scrive:

        Come ti capisco … ho perso mio fratello nello stesso modo .

        • Rita gelosi carroccia scrive:

          Ho perso mio figlio di 40anni all’improvviso .io come madre e normale Che non riesco piu a vivere, ma Mia figlia parla come te e disperata.questo e successo 3 anni fa e un anno fa abbiamo perso anche mio marito. Piu il tempo passa piu l angoscia mi consuma l anima.bello intelligente onesto padre unico di 2 bambini di 3anni e11 mesi figlio e marito esemplare,ma come si.puo solo pensare Che la nostra vita non sia stata distrutta!

          • Giulia scrive:

            VI ABBRACCIO DI CUORE, io ho perso la mia unica figlia di soli 30 anni…e non riesco a riprendermi…mi manca da morire e piango sempre….

  16. sara scrive:

    Il mio fidanzato e io stiamo insieme da 2 anni. Eravamo felici. Viviamo in città diverse.. lui otto mesi fa ha perso il fratello, in un incidente in moto,di 24anni. Sono stati mesi pesantissimi tra lontananza. .. il nostro rapporto è deteriorato. Mi tratta sempre male. Cosa che prima non faceva mai.. mi da la colpa in ogni minimo gesto che faccio è se la prende.. ho l impressione che non voglia stare con me quando siamo insieme. Sto soffrendo da morire..e credo lui di più anche ae non me lo dice mai. non so come consolarlo. Eppure vorrei solo lui. Adesso lavora in palestra Perché è il lavoro che faceva il fratello.. e gli orari sono assurdi. Non ci sentiamo quasi più. . Mi fa male tutto questo. Cosa dovrei fare? Lo amo più di me stessa lo rivoglio indietro.

    • sipuodiremorte scrive:

      Buongiorno, Sara. E’ probabile che il suo fidanzato stia soffrendo enormemente ma non voglia farglielo vedere. Da come descrive la situazione, è difficile che lui accetti di farsi aiutare, anche se può provare a proporglielo…anche solo per fargli capire che ha capito quanto lui sia in lutto.
      Potrebbe provare a offrirgli la sua vicinanza ma senza soffocarlo, e soprattutto senza caricarlo anche del suo malessere.
      Gli dia un po’ di tempo, ma non troppo.

  17. Vale scrive:

    Ciao. Il 26 aprile ho perso la mia metà…aveva 33 anni. Un male incurabile se l’ è voluto portar via nonostante la sua lotta …ed in soli due mesi.uno shock ! Sono tuttora frastornata ed incredula.siamo insieme dal 1998 e conviventi dal 2011. Piu di meta’ della mia vita insieme a lui ed adesso lui non c’è più…come si fa ad accettare una cosa del genere?

    • sipuodiremorte scrive:

      Ciao Vale, scusa se mi permetto di darti qualche consiglio, sperando di non irritarti…non avere fretta di stare di nuovo bene, né di accettare ciò che ora non ti senti di accettare. E’ normale che tu ti senta frastornata e incredula, è normale che tu stia male. Datti tempo.
      Se riesci, accetta il dolore, e piano piano guarda anche avanti. Hai persone che ti sono vicine nel modo giusto? Se ti pare di no, cerca magari, quando ne senti il desiderio, forse tra qualche mese, un gruppo di auto mutuo aiuto, dove condividere il lutto.

  18. vania scrive:

    Sono ormai 9 anni che ho perso mio figlio ma il tempo passato Non ha valore…il dolore è diventato il mio compagno di tutti i giorni e lo amo non potrei più farne a meno..nessuno riesce veramente a capire l’intimità di questo sentimento ormai la sofferenza stessa è parte del mio bambino sono il ricordo dei suoi occhi del suo sorriso delle sue mani sulla mia faccia Non so esattamente cosa significhi elaborazione di un lutto ma so per certo che finché terrò per mano questo dolore avrò per mano ancheLui è nulla al mondo mi convincerà a superarlo

    • sipuodiremorte scrive:

      La capisco, gentile Vania. Forse è possibile tenere stretto il suo bambino nel ricordo, stringere a sé tutti i ricordi, e riprendere a vivere, piano piano, anche per lui… Per testimoniare che è stato su questa terra.

    • clara scrive:

      Cara Vania, anch’io ho perso mio figlio da quasi 5 anni. Il dolore è lì, intatto, con l’aggravante della stanchezza fisica e psicologica del peso di questo dolore protratto nel tempo.
      Ho provato tante strade.
      Psicoterapeuti, gruppi di auto mutuo aiuto.
      Mi sono serviti, ma fino ad un certo punto.
      La mia vita non è più ripresa. Non che volessi ritornare alla vita di prima, certo che no.
      Ma, dopo 2 anni dalla perdita, avevo più forza, più voglia di ricominciare a vivere.
      Fatica sprecata.
      Tutti i nuovi “interessi”, il lavoro…sono una fatica enorme.
      Ed allora sopravvivo e faccio finta.
      Lo faccio esclusivamente per le mie 2 figlie, che non meritano altro dolore e la perdita della loro madre.
      Con mio marito il rapporto è “andato”.
      Mi sto lasciando vivere e penso andrà avanti sempre così.
      Tutto qui.

      • Viviana scrive:

        Gentile signora Clara anche se non posso dire di capire il Suo dolore perché la morte di un figlio è una cosa contro natura e solo chi l’ha vissuta a sua volta può comprendere, vivo anch’io come Lei. Ho perduto la mia mamma due anni e mezzo fa, improvvisamente e inaspettatamente, e da allora non vivo più. Ho perso tutto, compresa la mia casa che ho dovuto chiudere per trasferirmi da miò papà: una persona egoista, che pensa solo a se stesso e che con me non parla mai perché non ha nulla da dirmi. Sono sola, non ho amicizie e per fortuna dovendo andare a lavorare posso uscire da quella casa maledetta, che vorrei che bruciasse visto che si è presa la mia. Non ho forza a tal punto che tutto mi pesa: non riesco più a sorridere ed a godere delle piccole cose come un tempo. Fingo, semplicemente fingo, ed attendo l’arrivo della sera per poter piangere liberamente, senza essere vista, e per poter dormire qualche ora così non penso. Quando finalmente il Signore si prenderà la mia vita, visto che io sono così vigliacca da non riuscire ad ammazzarmi, lo ringrazierò per avermi liberata, finalmente, dal peso di questa croce che è la mia vita e che così io non l’avrei mai voluta.

        • antonella scrive:

          viviana ho letto il tuo post anch’io ho perso mia mamma 4 mesi fa sono stravolta vorrei morire ma ho mio papa che è anziano lolascio solo? sto così male ma tanto male che non so come descrivere quello che ho dentro ormai non mi riprenderò piu mia mamma era tutto per me buona generosa simpatica se ne è andata per gravi errori medici
          com3e faccio andare avanti? se vuoi scrivimi inprivato
          almeno ci fosse qualcosa che va oltre la morte non c’è certezza in niente su queste cose

          • cristina scrive:

            ciao antonella…anch io ho perso mia madre un mese fa…e’ un dolore che non avevo mai provato…e’ cosi’ grande che a volte non riesco a sopportare…e’ qualcosa che sembra si laceri dentro…dicono che i bei ricordi riempiranno il vuoto…ma ho infiniti ricordi di lei…ma non sono in grado di riempire quel vuoto…cerco di andare avanti …ma senza lei non e’ lo stesso…a volte mi sento come se fossi in un pozzo dove io cerco di riemergere per vedere la luce…ma come faccio se x me lei era la luce?

  19. Marco scrive:

    il 2 giugno ho perso l’amore della mia vita, dopo 13 anni di felicità insieme, l’ultimo passato a lottare contro il tumore al polmone. Era tutta la mia vita ed io per lei; ha sempre detto che lottava per me, perché voleva vivere ancora tanti anni con me e perché non voleva lasciarmi solo. È morta nel nostro letto, tra le mie braccia, fortunatamente senza soffrire grazie ai medici che la seguivano. Anche se dal giorno della diagnosi sapevamo la gravità della malattia e anche se avevamo parlato della morte e di cosa fare dopo, non ero assolutamente preparato al dolore per la sua mancanza! Le parlo tantissimo, le racconto la mia giornata al lavoro, le do la buonanotte e il buongiorno appena sveglio, come facevamo sempre. Quando mi sento troppo male e piango, le chiedo scusa perché so che lei mi vuole felice, ma ė dura, tanto, tanto dura!

    • Domenico scrive:

      caro Marco, ho vissuto la tua stessa situazione. mia moglie mi ha lasciato il 9 giugno del 2014. leggo nelle tue parole le stesse cose che mia moglie diceva a me. e dopo più di un anno non c’è un solo giorno in cui non mi manchi da morire. dobbiamo essere forti e trovare la forza di andare avanti, per noi e per loro che vivono nei nostri cuori.

      • Linda scrive:

        Undici mesi fa ho perso mio marito, aveva solo 36 anni, andare avanti è una vera agonia, si fa finta di star più o meno bene, in verità il vuoto e il dolore si allargano sempre più e ritrovare me stessa è veramente difficile…. siamo cresciuti insieme, eravamo appena sposati e avevamo tanti progetti…..oggi sento solo dolore e ancor peggio è non avere sogni e progetti x un futuro. Sento di essere assolutamente diversa da prima e di ‘vivere’ in un mondo solitario, tutto mio, dove gli altri, nonostante gli sforzi per starmi vicina, non possono entrare.

        • Sara scrive:

          Ciao Linda, un mese fa ieri..ho perso il mio compagno di 44 anni a causa di un arresto cardiaco. E’ successo tutto improvvisamente e dopo 3 giorni di coma non c’era più..la mia vita da quel momento è finita..non faccio altro che pensare a lui ai 6 anni passati insieme alle cose che avremmo dovuto fare..non riesco a darmi pace il dolore diventa ogni giorno più grande e insopportabile.. Io ho 40 anni e non vedo più nulla davanti a me solo il vuoto lasciato dalla sua morte…

          • Gian Piero scrive:

            Buona sera Sara, Buona sera Linda… ma anche a tutti voi che siete in questo blog, mia moglie è morta il 15 febbraio 2015, dopo 11 anni di malattia di cui gli ultimi 5 sono stati un inferno in crescendo e con la necessità di una assistenza continua.. Come ho già scritto anche in altri blog di INFINE, la MORTE è stata più gentile e misericordiosa di alcuni medici e di persone intorno a noi. Certo non posso paragonare l’evento repentino con l’evento a “lunga scadenza”. ma la mia esperienza mi spinge a dire che quando succede NON SIAMO MAI PREPARATI e si che per noi 11 anni per prepararsi non sono stati pochi. A causa della terza recidiva nel 2010 la mia SPOSA ha subito un intervento devastante in bocca, 13 ore e mezza è durato… dopo 34 giorni tutto il tessuto dei muscoli utilizzati per coprire all’interno la mandibola ricostruita con le sue ossa prese da una gamba è andato in necrosi quindi altro intervento di 8 ore. Non vi descrivo il dolore fisico soprattutto nelle medicazioni all’interno della bocca, e quello che ha passato. L’unica cosa positiva di quel periodo è stata la possibilità che mi è stata data di assisterla completamente, dalle cose più banali come rifarle il letto, metterle la padella (Non mi ha mai detto nulla ma credo che si sentisse senza dignità in quei momenti) alla pulizia personale. Nonostante i giorni di letto sono riuscito ad evitarle le piaghe da decubito. Su 64 giorni continui di ricovero ho passato 40 notti, poi mi ha aiutato per una decina di notti una amica infermiera, e 64 giorni sempre attaccato a Lei, senza uscire dall’ospedale a parte i giorni di rianimazione, Non so perché ma i medici mi hanno sempre concesso ore in rianimazione dopo i colloqui, quindi mascherina, grembiule, protezione alle scarpe, guanti e via. Lei SENTIVA che ero li, l’AMORE che ci legava e ci ha legato nei nostri 25 anni insieme ci ha permesso di “andare avanti” Abbiamo combattuto insieme, i medici l’avevano sopranominata GUERRIERA, per me invece il più gentile mia ha chiamato il MASTINO. Forse riuscite a capire il perché. Dopo il secondo intervento (che era già il quarto) abbiamo anche “guardato” la finestra insieme, lo stesso pensiero… di farla finita era veramente dura. Credo che l’AMORE l’uno per l’altra, un po’ la nostra fede e un paio di amici sinceri ci abbiano aiutato ma che fatica! Quando siamo usciti dall’ospedale aveva la zona sotto il mento che non si rimarginava (ci è voluto un anno e altri due interventi), dalla bocca perdeva la saliva, quindi impacchi di garze, il suo viso era stravolto, non si vedeva più come donna, come moglie, come persona e gli sguardi della gente che la guardavano come una persona da evitare o come un fenomeno o con pietà la facevano soffrire in un modo che non so descrivervi arrivando persino a vergognarsi del suo stato. Si! Aveva deciso di vivere e ci ha messo due anni ad “accettarsi” ERA VITA? Insieme piano piano, con l’AMORE, la fede, e soprattutto la SUA forza siamo passati per altri 4 interventi, (grazie all’aiuto ricevuto del personale del reparto medici infermieri oss nel periodo di ricovero e presso altri reparti). Anche noi avevamo dei progetti per la vita una volta andato in pensione e invece ci siamo ritrovati in pensione con la sua malattia e la mia assistenza 24 ore continue. Non ci siamo mai lamentati e fino all’ultimo giorno abbiamo sperato che il Dio dei miracoli la guarisse. Così non è stato e in aggiunta mentre Lei era in Hospice io sono stato operato di cancro e invece di stare 7/8 giorni in ospedale ne ho passati 22 per complicazioni. HO FATTO IN TEMPO A SALUTARLA, IL TEMPO DI UN ABBRACCIARCIO, Lei non parlava più il tumore non faceva più passare l’aria e la tracheotomia era invalidante, poi il declino e sorella MORTE l’ha portata con se. Oggi dopo un anno nel gruppo di AUTO MUTUO AIUTO, mi sto riappropriando della mia vita. La mia SPOSA, il mio AMORE e sempre lì, qualcuno può forse togliermelo? No! Ma una cosa è certa per il suo AMORE io continuo a vivere, poteva essere egoista quando ha saputo del mio cancro e la necessità urgente di un intervento e dirmi:- Non lasciarmi sola! Sapeva che non mi sarei operato se me lo avesse chiesto. Non lo ha fatto e insieme abbiamo deciso di “fare” il mio intervento per essere, diceva Lei, operativo al suo “ritorno” a casa. Entrambi eravamo consapevoli della realtà e come sarebbe finita il percorso. Per quanto ho scritto sopra, alla fine di luglio del 2015 prima della pausa estiva, al gruppo ho comunicato che avevo preso un importante decisione:- VIVERE per ciò che Benedetta, mia MOGLIE, aveva deciso quando nei miei confronti era necessario l’intervento. Non pensate che sia stato facile, è stata una bella lotta ma è servita, qualcosa è cambiato. Lei ha sempre il suo posto, il dolore c’è sempre e i momenti di crisi ci sono, ma mi basta guardare il suo sorriso e il suo AMORE per tranquillizzarmi e così rientro nella pace. Vi ho scritto una piccola parte dell’esperienza vissuta il desiderio che possa essere una goccia di speranza. Secondo me si può tornare a vivere, non sarà come prima ma lo dobbiamo a noi stessi e a LORO. Questo non significa dimenticarli, qualcuno potrà mai toglierli dai nostri cuori e dalle nostre menti? NO!!! Siamo in uno stato diverso Linda e ciò che Lei scrive, penso, è comprensibile: Sentirsi assolutamente diversa da prima e di ‘vivere’ in un mondo solitario, tutto suo, dove gli altri, nonostante gli sforzi per starmi vicina, non possono entrare. AMARSI perché AMATI non è una buona ragione per provarle tutte anche un gruppo di AUTO MUTUO AIUTO se non ci ha già pensato? Ho il massimo rispetto del suo dolore e non sono un facilone conosco il problema ma la nostra vita deve poter migliorare, ognuno ha il suo percorso a volte più lungo a volte tortuoso ma ci si può riuscire magari con qualche aiuto a tornare alla VITA! A Lei Sara che scrive:- Io ho 40 anni e non vedo più nulla davanti a me solo il vuoto lasciato dalla sua morte… No Sara, questo è un momento così, non credo che si possa vivere diversamente. Come si fa ad assorbire un colpo di questa portata, repentino. Sia indulgente con se stessa e nel futuro riuscirà ad AMARSI perché AMATA. Coraggio Ragazze e tutti voi. Spero di non aver turbato nessuno con quanto ho scritto, è la mia esperienza. Un abbraccio, Gian Piero- Se volete possiamo scriverci fatemi sapere.

  20. Roberto scrive:

    Il 13 Gennaio mia madre mi ha lasciato. Improvvisamente anche se anziana. Sono stato letteralmente travolto da un dolore devastante. So bene che il ciclo naturale della vita impone giustamente che i genitori ci debbano lasciare ed i figli sopravvivano ai loro genitori. Nonostante l’amore per mia moglie ed i miei figli, non riesco ad accettarlo. Di colpo la mia vita si è’ intristita ed affronto il futuro con solo senso del dovere e non con l’entusiasmo che mi aveva sempre contraddistinto. In alcuni momenti vivo la mia vita come un peso. Prima pensavo che, pur se fosse tanto lunga, la vita sarebbe troppo breve per tutte le cose belle da realizzare, Che ne sarà’ di tutto il bello che si era costruito e condiviso insieme?
    Ora sono solo fonte di un dolore insidioso. Ho fermato la mia vita a quella triste data. Mi interrogo continuamente sul senso della vita. È’ possibile che l’amore, gli affetti e tutti i sentimenti che danno scopo e forza nella vita si trasformino solo in una fonte di dolore quando perdi una persona cara? È’ mai possibile che tutto quello che di bello che costruiamo si perda e non avremo più la possibilità’ di incontrare nuovamente le persone a noi care? Che senso avrebbe combattere perché l’affetto , l’amore rendano ricca e bella la tua vita, se poi ti rendono vulnerabili e preda del dolore? Qual’e’ il senso? Vorrei tanto acquisire la certezza che la ns. è solo una vita di passaggio…come spesso ripeteva mia madre….

    • Ferruccio scrive:

      Ciao Roberto e condoglianze per il tuo grave lutto.;Mi chiamo Ferruccio e anche io ho perso la mia adorata Mamma ormai da cinque anni…..il dolore e’ ancora intenso e credo che sia la conseguenza della dipendenza
      affettiva che sia io che te avevamo verso la figura materna… io assumo farmaci e sono stato da vari psicoterapeuti ma il mio lutto patologico sembra non risolversi.Ti auguro di riuscire presto a riprenderti….se hai piacere di confrontarti con me per ricordare le nostre amate mamme scrivimi:-Ferruccio.Brocco@libero.it.Un abbraccio

      • paola scrive:

        Oggi è un anno e 8 mesi che mia mamma non c’è più. Il dolore è ancora intenso, mi manca moltissimo e non c’è giorno se non ora che non pensi a lei. Mattina e sera vado nella sua casa, mi aspetto di vederla in cucina o a letto che guarda la televisione, apro il suo armadio dove ci sono ancora i suoi vestiti per sentire il suo odore… penso che non ce la farò mai a superare questo dolore… vorrei essere con lei…

  21. Davide scrive:

    non avrei mai immaginato di essere qui a scrivere.mia moglie 37 anni e gravemente malata con metastasi al cervello per colpa di un tumore al seno abbiamo due figli di 6 e 8 anni sono distrutto e vederla così lei che è sempre stata forte mi annienta.mi dicono di stare su per i figli ma è dura io ci provo ma il dolore è immenso. Se arriverà il momento come farò a dirlo a loro…sono distrutto

  22. elisa scrive:

    E’ passato quasi un anno dalla morte di mio padre dopo una lunga malattia al cervello,io l’ho assistito con amore sempre pur avendo due figli piccoli,non ho rimorsi,ma ancora oggi sono fragile e confusa,mi aspetto di vederlo tornare da un viaggio, non dormo piu’ da tanto tempo,sono sempre stanca e niente mi rallegra neanche i miei bambini.La mia vita mi sembra vuota,mi trascino tra il lavoro e la casa e non trovo nessuna soddisfazione.Mio padre e’ stato cremato e vive in casa, questa cosa mi conforta…vorrei stare meglio.

    • sipuodiremorte scrive:

      Elisa, posso chiederle dove vive? Se ha la possibilità di frequentare un gruppo di Auto Mutuo Aiuto, lo faccia! Si stupirà di quanto riuscirà a stare meglio, pur tenendo stretto il ricordo di suo padre.

  23. boellis luigi scrive:

    Ho perso mia moglie il giorno 11 luglio dopo un anno di lotta contro un tumore al seno che avevamo superato alla grande…..poi in pieno benessere si e’ ripresentato un nuovo tumore gastrico completamente indipendente dal precedente!…….premetto cio’ perche’ ho vissuto con lei fino al suo ultimo respiro e ancora non riesco a capacitàrmi di questa inaudita violenza che si e’ scatenata su di lei……56 anni e 40 vissuti insieme intensamente come due complici della vita in toto….ed io ora non trovo via di uscita neanche in prospettiva futura…..ho perso la mia vita e mai la riprendero’…le sensazioni sono molteplici Impossibile da descrivere in poche parole…..ma l’ atrocita’ dell’ assenza e’ un qualcosa di irreversibile e la solitudine e’ priva di odori…..che mi hanno accompagnato per 40 anni ,,,,, non avro’ scampo……
    CIAO Luigiq

  24. Mario scrive:

    Salve!
    Dal mese di agosto, anche io mi ritrovo catapultato in questo tunnel senza uscita…….
    ho perso la mia adorata moglie, a soli 35 anni per una complicanza postoperatoria, a mio avviso errore medico…..
    oramai siamo rimasti io e mio figlio di soli 4 anni che quando chiede dove sia la mamma mi annienta giorno dopo giorno! Anche se non facile, bisogna farsi forza e guardare avanti……soprattutto per i figli!
    PS: la mamma è INSOSTITUIBILE!
    Saluti.

  25. ionescu mariana scrive:

    sono 23 giorni che ho perso il mio compagno in un incidente stradale,e stato ucciso sul colpo!il dolore e fortissimo,lo voglio insieme a me per aspettare la nascita di nostro figlio che nascera a fra 4 messi!non so come fare ad andare avanti,ho il dovere di vivere x nostro figlio ,ma e dura !fa male sapere che la persona che lo ha ucciso sta bene ed e viva e si gode la sua famiglia senza pensare che cosa ha causato per la sua guida spericolata!scusate lo sfogo,ho solo sentito il bisogno di scrivere,ciao luigi,ti amo tantissimo!

    • Fabrizia scrive:

      Ciao, è passato molto tempo da quando hai scritto, ma mi trovo nella tua stessa situazione. Sono incinta e mio marito è morto in un incidente stradale. Non voglio andare avanti. Abbiamo anche un’altra bambina di quasi due anni. Non credo potrò mai superarlo. Mi sento di impazzire.

  26. ezio scrive:

    Ho perso mia madre il 29 luglio, nonostante siano passati 2 mesi il dolore sembra aumentare, i ricordi ti distruggono il cuore, a volte quando sono solo piango come un bambino, la mia speranza è di poterla rivedere un giorno, e darle un milione di baci, addio mammina cara, ti voglio e ti vorrò per sempre bene

  27. Mariuccia scrive:

    Un anno tra pochi giorni….Mamie se n’è andata e darei il resto della mia vita per riabbracciarti Mamma. Ho perso la pazienza molte volte in questi ultimi mesi, ma tu hai sempre capito che ero così infelice da sfogavo con te tutto il dolore che avevo dentro senza capire che tu non eri immortale e che tutto il dolore che provavo allora non sarebbe stato nulla difronte al dolore per la tua perdita. Perdonami Mamma e fa che questo dolore mi porti accanto a te.

    • sony scrive:

      Leggo le tue parole e le sento mie. Ho perso mia mamma ad agosto di quest’anno per un tumore che in pochi mesi, neanche il tempo di capire davvero, me l’ha portata via. Lei era il mio tutto dal momento che i miei si erano separati quando ero ancora piccola e mio padre è morto suicida molti anni fa. La amavo, ma era la mia valvola di sfogo e anche negli ultimi giorni non sono riuscita a dirle che le volevo bene come avrei voluto, come avrebbe meritato! Le ho detto che le volevo bene, che era la mia mamma bellissima, ma non le ho detto che è stata una super mamma, una persona stupenda, gentile e generosa e che gli errori commessi li aveva fatti per troppo cuore, troppo amore. Non le ho detto che mi dispiaceva per le volte che l’ho tratta male, che non l’ho saputa ascoltare e perdonare…e adesso non c’è più. Mi mancano i suoi abbracci e i momenti passati insieme. Mi sento piena di rabbia per il tempo perso e le parole non dette e vorrei solo morire x non soffrire e forse raggiungerla.

  28. zorba scrive:

    ciao a tutti, la mia fidanzata s è suicidata nel nostro appartamento circa quattro mesi fa con una pistola. l ho lasciata sola perché avevamo litigato, e quando sono tornato l ho trovata morta sul terrazzo. ho dovuto reagire da subito per star vicino a sua madre e la sua sorellina di undici anni, ma poi ho dovuto chiudere i rapporti con la sua famiglia, sono tornato dai miei e ora mi sento tanto solo, triste e anche se rido e scherzo in giro, dentro mi manca. era bella, giovane, e aveva appena 25 anni. non so piu che fare.

  29. michela scrive:

    Mio padre è morto circa venti giorni fa per problemi cardiaci è stata una perdita devastante per tutti non si è mai pronti alla morte quando mi è stato comunicato ,anche in maniera troppo diretta sarei voluta morire si è creato un vuoto profondo lui era una persona unica .adesso sono rimasta con mia madre e mia sorella io cerco quanto meno di sopravvivere ma mia sorella non ha proprio elaborato il lutto non è venuta al funerale ne tantomeno ancora è andata a
    Cimitero si è lasciata proprio andare non si cura neanche è normale viverlo così oppure sto sbagliando io?poi cerca sempre di scavare nei ricordi con lui per piangere! X favore posso avere un consiglio?

  30. Lazzara scrive:

    Buonasera.

    Non so se è il posto giusto, ma avrei bisogno di aiuto e di confrontarmi.
    Il mio ragazzo ha perso la mamma cinque anni fa, quando non stavamo ancora insieme.
    Lui è ancora immerso nel suo dolore: si arrabbia con il padre quando prova a togliere oggetti della signora, ha ancora i bicchieri e i soprammobili di cinque anni fa… Insomma, ha fatto della sua casa un reliquiario della mamma.

    Io ho perso mio padre due anni fa: ho imparato a convivere con il dolore.
    So che le persone reagiscono in maniera diversa, ma cinque anni mi sembrano abbastanza per vivere nel dolore.
    Gli ho detto che settimana prossima lo trascino all’Ikea: un pezzo alla volta rivoluziona casa.

    Dite che è un errore?

  31. ALESSANDRA scrive:

    Salve a tutti, ho perso mio marito il 04 febbraio 2014 per una leucemia mieloide acuta diagnostica il 26 dicembre del 2012. Nonostante sia passato un pò di tempo il dolore c ‘è ancora ed è più forte dell’anno scorso. A volta mi manca l’aria e mi sento costretta a vivere una vita che non è mia, costretta a sopravvivere per i ns. figli di 15 e 9 anni, di cui, nonostante il grande amore che provo per loro, non riesco a occuparmi di loro come dovrei.Non riesco a trovare una ragione, uno scopo per andare avanti . Mi sento sola. Lui era tutto per me : un marito , un amante, un amico .
    quando l’ho saputo ho capito subito che la ns. meravigliosa vita era finita. ma ho lottato e sperato che il ns. amore potesse salvarlo.. fino alla fine. Quando lo sogno a volte provo una sensazione di benessere così bella dolce indescrivibile, che vorrei trattenere,, ma non ci riesco

    • marco scrive:

      anche io ho perso mia moglie nel 2012 per me era tutto ci siamo sposati nel 1997 dopo un anno che si è ammalata di cancro al seno e dopo 9 anni di fidanzamento non abbiamo avuto figli per timore di una ricaduta ma dopo 11 anni di controlli il male è ritornato il mio amore ha combattuto con tutte le forze ma dopo 3 anni mi ha lasciata ora spero solo che Dio mi faccia dormire in eterno il momento più bello per me è quando vado al cimitero e prego per lei vorrei vederla sognarla ma non ci riesco mi manca tanto e spero un giorno di riabbracciarla prego Dio per questo possa avvenire presto spesso quando sono solo ripenso ai momenti trascorsi con lei e chiedo a Dio di poterci riunire non temo la morte ma non riesco a farla finita

      • Katia scrive:

        Ciao Marco forse il tuo dolore dopo due anni si sarà un po’ attenuato anche se presente. Io ho perso mio marito solo da pochissimi mesi e anch io avrei tanta tanta voglia di riabbracciarlo. Ma la speranza di poterlo rivedere non è quella di farla finita con la vita. Ci hanno insegnato dei concetti sbagliati sulla morte e per questo che ho iniziato a fare delle ricerche più approfondite e per chi come noi crede in Dio basta avere una conoscenza più approfondita della sua parola per scoprire una meravigliosa speranza di vita. Pensa a come sarà bello poter riabbracciare i nostri cari nel nuovo mondo promesso da Dio, dove “non si sentirà più né grido e ne dolore” e la morte non ci sarà più”. Questa speranza ce l ha da Dio non uomini quindi possiamo avere la certezza che presto si realizzerà. Se vai sul sito http://www.jw.org troverai risposte a tante domande sul perché si soffre e si muore in questa vita, quale è la nostra condizione dopo la morte,sul perché Dio permette tante sofferenze e quale é la certezza sul nostro futuro. Tutte le spiegazioni vengono prese solo dalla parola confortante di Dio e quindi è verità. Io ho avuto un grande incoraggiamento dopo aver letto un articolo su questo sito che parlava su come affrontare un lutto e quale speranza c’è…
        Alcuni hanno dei pregiudizi perché è il sito redatto da TDG e non iniziano neanche a leggerlo mentre io ho pensato solo a capire quale era il messaggio di Dio… e sono andata avanti.
        Questo sito é tradotto in più di 160 lingue quindi puoi leggerlo nella lingua che preferisci!!
        Spero di esserti utile. A presto

  32. sipuodiremorte scrive:

    Buongiorno Alessandra, mi dispiace per il suo dolore e capisco la sua acuta nostalgia. Ha mai pensato di condividere il dolore in un gruppo di Auto Mutuo Aiuto? Vive in una città in cui sono presenti dei gruppi?

  33. Genn scrive:

    Son passati quasi 4mesi da quando il mio bambino e’andato tra gli angeli…a novembre avrebbe compiuto 5anni…perche’stroncare la vita di un piccolo ,i fratellini son tanto dispiaciuti…e con mio marito non abbiami pace …signora clara capisco benissimo il suo dolore …non finira’mai…tesoro mio mi manchi tanto non posso vivere senza di te!!

    • GIULIA scrive:

      IO ho perso la mia unica figlia di soli 30 anni…sposata da 8 mesi….non riesco a trovare risposte a questo dolore infame e lancinante. Mi chiedo perchè DIO me l’ha tolta così presto??? la rassegnazione non arriva…si cade in un vortice di dolore e si viene inprigionati. Riposa in pace anima bella.
      GIULIA

      • felicia scrive:

        Salve!
        Il 3 novembre 2016 mio figlio di 33 anni si e’ suicidato impiccandosi, da allora io non vivo più, nonostante io sia una donna di fede, ma non mi aiuta.
        Ma quello che poù mi fa male e che una settimana prima in qualche modo aveva chiesto il mio aiuto ed io non ho saputo capire che stava per spegnere la sua vita.
        Nessuno ti può aiutare nessuno……io mi sento amputata, ecco come mi sento.

        • GIGLIOLA scrive:

          quanto la capisco , il 1 marzo 2017 si e’suicidata la mia unica sorella piu’ piccola di me, aveva 43 anni…mi sento come se mi mancasse una gamba od un pezzo di cuore o di anima e lo strazio aumenta col passare del tempo invece di placarsi. gli altri non capiscono , fanno come se nulla fosse…a me sembra gia’ tanto vestirmi alzarmi venire al lavoro e mandare avanti l’azienda e gia’ non era facile prima coi tempi che corrono.
          un abbraccio

          • FELICIA scrive:

            Grazie Gigliola, e vero siamo amputate e nessuno ci puo’ capire se non chi ha vissuto e vive il tuo stesso dolore. Piu’ il tempo passa e il dolore e la mancanza e’ sempre piu’ forte.
            Io conto i giorni e sono 211 giorni che il mio adorato Cry non c’e’ piu’ .
            Alla fine della giornata ti senti vuota e manca sempre qualcosa.
            La morte e’ crudele e non ve’ possibilita’ di rimediare.
            Ho trovato un modo per alleviare le mie pene: ogni sera quando vado a letto mi costruisco un sogno dove mio figlio e’ vivo e cosi’ mi addormento.
            un abbraccio GIGLIOLA

  34. Giuseppe scrive:

    storie tante storie di sofferenza… al quale potrei aggiungere la mia,,orfano di Padre dall’età di 21 anni, una giovinezza non vissuta, un carattere cambiato per sempre…
    ma tanto va sempre a finire così, e leggendo tutte le vostre testimonianze faccio mio il vostro dolore e viceversa…
    quando vedi la morte tutto Cambia, senza rimedio, per sempre…
    possa Dio avere cura delle anime di chi ci ha lasciato troppo presto, e anche di noi che restiamo qui a piangere giorno dopo giorno, anno dopo anno i nostri angeli che non avremmo mai pensato di perdere così presto.

  35. daniela scrive:

    Salve, sono l’ennesima storia triste che leggerete…
    dopo otto anni dalla morte di mio padre, molto sofferta, ho combattuto per anni ad accettarla, me ne sono fatta finalmente una ragione, ho pensato che aveva un eta’, aveva visto i figli, i nipoti crescere, e quindi bisognava continuare a sorridere, perche’ purtroppo questa e’ la vita. Ci sono riuscita vedendo negli occhi di mia madre, e in quelli dei miei due fratelli, finalmente un sorriso, mi caricavo pensando se riescono loro a sorridere devo provarci anch’io, naturalmente parlando sempre di lui, senza mai dimenticarcene, in ogni occasione di festa si brindava sempre alla sua memoria.
    Purtroppo quando cominciavo a stare meglio, una sera abbiamo ricevuto una telefonata che ha cambiato completamente quello specchio di vita che cominciava a brillare..
    il mio caro fratello ha subi’to un incidente con la moto, lo hanno sbattuto per aria a lui e mia cognata il giorno di pasquetta, mia cognata fortunatamente non ha avuto danni, ne e’ uscita illesa, il mio adorato fratello dopo giorni di ospedale e’ volato in cielo.
    La nostra vita e’ distrutta, si va avanti per rispetto di chi ci e’ accanto.
    Non ho piu stimoli, passo dal nevrotico al depresso, questo e’ il mio stato d’animo, cerco forza nella fede e sto continuamente a leggere notizie, cosa fanno i nostri cari nell’aldila’, ascolto storie di persone che erano tra la vita e la morte, e sono ritornate, raccontando dell’esistenza di cose meravigliose, di una vita fantastica inimmaginabile, addiritttura di non voler ritornare sulla terra, ma rimanere li, immerse da tanto amore.
    Ecco come vivo, spero tanto di ritrovare una pace, la auguro anche a voi che soffrite dello stesso male

  36. rossana scrive:

    dopo piu di 50 anni di vita insieme il mio adorato marito mi ha lasciata per il male del secolo il tempo è poco dalla sua

    dipartita tutto parla di lui cela farò superare questo immenso dolore’? ditemi una parola di conforto grazie a tutti

    • ezio scrive:

      Cara Rossana l’unico conforto che mi sento di darti è che tutti noi che abbiamo scritto, siamo traumatizzati da
      una perdita che ci ha segnati nel cuore, pertanto leggendoci cerchiamo di consolarci, avendo la consapevolezza
      che tutti stiamo soffrendo, nessuno può ridarti il tuo adorato marito, come a tutti noi, nessuno può ridarci la persona amata, che non c’è più, speriamo che un giorno il nostro Padre Onnipotente, ci permetta di poterci
      ricongiungere con i nostri amati, un caro saluto

      • benedetta scrive:

        io ho perso mia sorella gemella ed è molto difficile superare questo dolore io sono stata giorni e notti chiusa in camera mia non riuscivo più a fare quello che dovevo fare ma io sono una ragazza di 19 anni e piano piano la sto superando

  37. Monica scrive:

    La vita spesso ci chiama a sostenere prove più grandi di noi..io avrei una domanda ..Mia figlia ha un fidanzato al quale esattamente un mese fa è morto il padre cinquantenne dopo otto mesi di malattia..Durante questo periodo come famiglia siamo stati molto vicini ..Ora il ragazzo l’ha lasciata dicendo che dalla morte del padre non riesce più a provare nulla…lei sta molto male e io non so come aiutarla..Lui le scrive tutti i giorni..Come comportarsi in questi casi? Grazie mille

    • sipuodiremorte scrive:

      Buona sera Monica, credo sia sensato dare a questo ragazzo un po’ di tempo, invitandolo a fare qualcosa per il suo lutto. Ci sono gruppi di Auto Mutuo Aiuto nella città dove vivete?
      Cercherei anche di dire a sua figlia, però, di essere attenta, affinché non accada che il lutto si trasformi in un alibi, per non dire che un sentimento si è esaurito. Lasci comunque che se la sbrighino i ragazzi, se fossi in lei farei un passo indietro.

  38. Maria scrive:

    Ho 23 anni e dopo sei anni dalla morte di mia sorella non riesco ancora ad accettare, rassegnarmi e trovare la pace interiore. Vivo tutti i giorni nella sofferenza e con la voglia di vivere. Più passa il tempo e più mi accorgo che non c’è la faccio. Voglio solo la serenità dei miei anni…

  39. sara scrive:

    Salve. Sono una ragazza di 22 anni. Da circa due anni, precisamente dal febbraio 2014 che soffro di depressione e ansia. Nel febbrai di quell anno ho subìto una perdita che mi ha segnato profondamente, la morte della mamma del mio ragazzo. Nonostante abbia subito molti lutti famigliari, questo mi ha segnato di più di tutti. Questa donna mi trattava come una figlia; assecondava il desiderio del figlio di farmi dormire sempre a casa loro, stavo sempre da loro a pranzo, ma soprattutto mi accoglieva sempre ogni qualvolta che mia madre mi cacciava di casa perché non condivideva il rapporto con il ragazzo. Era una vita bellissima stare accanto a quella persona. Ma da quando é venuta a mancare sto malissimo perché mi vengono emozioni e pensieri contrari e negativi rispetto a quelli che provavo quando era in vita e mi causano ansia e depressione. Da quando non c é più quella persona ho cominciato ad avvicinarmi a mia madre ma mi sento accettata da lei solamente perché adesso non la lascio dormire da sola come insinuava insultandomi e adesso sopporto la sua negatività che spesso esplode in rabbia verso i miei confronti perché vuole che lascio il mio ragazzo. Io sto male perché reprimo rabbia e il che mi causa ansia, e inoltre quando cerco di parlarle dice che io sto male perché non lavoro e perché dice che il mio ragazzo mi rende infelice. Quando mi cacciava di casa ero tranquilla di rifugiarmi a casa del mio ragazzo, mi sentivo protetta e non pensavo cose brutte di nessuno. Mi sento male a pensare che la odio e dentro di me mi convinco spesso che possa essere così. Mi sento male perché a volte mostravo eccessiva confidenza e falso buonismo solo per farmi accettare dalla famiglia. Mi sento male perché nutrivo un po’ di invidia per lei. Mi sento male perché prima di morire litigai con lei senza risolvere e chiederle scusa con il cuore… Sto male perché non riesco a decifrare e riconoscere i sentimenti che provavo per lei!inoltre da quando é morta non riesco piú a mettere piede in casa del mio ragazzo e spesso passo la notte in strada perché mia madre mi sbatte fuori casa perché non lavoro e sono costretta ad aspettare la mattina seguente con la speranza che esca di casa… Vorrei un aiuto su come fare per superare questo trauma e su come capire i sentimenti che provavo per questa persona…grazie

  40. lollo scrive:

    Salve a tutti solo voi mi capite mi dispiace x tutti voi io vi capisco benissimo,ho perso mia madre 5 mesi fa all’improvviso, vivevo con lei da quando sono nato,mio padre ci ha lasciato quando io avevo 3 anni.Ho sentito in giro che bisogna pensare hai momenti belli condivisi insieme per star meglio,per me e’ assolutamente l’incontrario appena ci penso mi mancano i battiti al cuore.Non so neanche perchè sono vivo e normale.Abbiamo perso la Madre che ricordiamoci viveva solo per noi figli e basta,appena ci vedeva tristi era preoccupata ,la madre che non ci avrebbe mai abbandonato x nessun’altro al mondo, tutto il giorno che è sveglia pensa a te e basta è cosi ecco perchè uno si chiede come devo fare per stare meglio e’ impossibile non ci penso neanche a stare meglio,non troverai mai nessun altra donna come tua madre,io ne ho avute di ragazze, ma sono sempre ritornato da mia madre l’unica donna al mondo che ti vuole bene e ti ama piu’ della sua vita. quindi e’ giusto avere il dolore immenso della mancanza per il resto della nostra vita.
    Ti Amo MAMMA.

  41. Paolo scrive:

    Ciao e strano e forse inconmprensibile quello che sto scrivendo ma da qualche settimana ho perso il mio compagnoda 9 anni insieme e una proiezione alla vecchiaia e adesso mi trovo in uno stato vegetativo e come potete capire non poterne parlare con chiunque……

  42. giovanna scrive:

    buonasera la mia vita e finita il 26 09 2013 io e mio marito lavoravamo insieme la mattina e uscito a lavorate alle 07 /30 e io sono andata a lavorare alle 14 io stavo in portineria alle 15/30 doveva uscire da lavoro siccome passavano davanti alla potineria i o ho visto solo i suoi colleghi di lavoro e lui non e uscita io aspettavo che arivasse ma niente poi all16/08 e arrivata un telefonata dicendomi di andare allinterno dello stabilimento sono andata e u collega di lavoro mi ha detto vedi che vedo tuo marito accasciato nel furgono io correvo avanti e indietro chhiedendo aiuto ma finche e arrivato il 118 alle ore 16 30 hanno costatato la morte di mio marito per infarto ,mentre a me mi avevono riepita di sedativi ,poi alle 17/30 hanno fatto firmare mio figlio hanno fatto chiamare il carro funebre e me l’anno portato a casa ,ditemi voi io come posso andare avanti io sto male quelle immagine non riesco a togliermele dalla mente perche penso che mio marito si poteva salvare e non hanno fatto niente finche e arrivato il 118 ,io mi sto prendendo gli antidepressivi ma non ce la faccio piu aiutatemi,sto scrivendo ma mi manca il respiro non ho potuto nemmeno piangerlo e quardarlo perche con la posizione che stava non poteva stare scoperto con la bara

    • sipuodiremorte scrive:

      Buona sera signora Giovanna. Capisco molto bene il suo dolore, la morte di suo marito l’ha sconvolta, è stata improvvisa e inaspettata, e a lei resta, oltre al dolore e al vuoto, anche il dubbio che si sarebbe potuto salvarlo.
      Le consiglio di cercare un aiuto. Gli antidepressivi non bastano, credo che lei abbia bisogno di un luogo dove poter esprimere liberamente il suo dolore. Conosce la realtà dei gruppi di Auto Mutuo Aiuto sul lutto? Se mi dice dove vive le dò il riferimento di un gruppo vicino.

      • giovanna scrive:

        Buonasera grazie per la tua rispetto ma continuo a stare male non riesco andare avanti sto continuando con gli antidepressivi ma non mi fanno reagire non voglio uscire voglio stare sempre da sola,non voglio sentire il telofono suonare perche’ mi mette ansia” Io sono provincia di Caserta/La cosa piu brutta che gli amici anno testimoniato falso amici stretti colleghi di lavoro ancora piu delusa della vita,
        aiutatemi non ce la faccio piu’

  43. Domy scrive:

    Ciao a tutti . Io ho perso mio padre 4 anni fa, ma non riesco a farmene ancora una ragione. Penso che un lutto lo sarà sempre.. Io forse sono stato fortunato perché subito dopo la morte di mio padre ho avuto modo di poterlo percepire da sveglio tramite innumerevoli segnali anche acustici e molte volte durante i sogni. Ho fatto anche 2 sogni molto particolari che m hanno segnato… il primo riassumendo, mio padre mi è apparso in sogno una settimana dopo aver chiesto a Dio in persona, di darmi sue notizie, ed mio padre mi ha rassicurato che ora stava bene e non mi dovevo preoccupare, concluse la sua apparizione in sogno dicendo che si sentiva e si vedeva solo un poco sbiadito. Il sogno successivo accaduto circa 1 mese dopo, ed è stato l ultimo mi ha lasciato sconcertato…..ho sognato di essere in un mondo sotterraneo immerso in cunicoli e caverne adattate all uomo…..cunicoli di pietra scura levigata ed corridoi immensi e da un lato all altro con stanze…..ho visto moltitudini di persone senza abiti addosso, e con gli occhi chiusi percorrevano questi corridoi, anche quelli superi alla mia vista….uomini donne e bambini di tutte le razze e età tutti in fila e con gli occhi chiusi….sono stato attirato da una stanza in particolare ed entrai…..c era solo un tavolo con un monitor per PC sopra….il monitor riproduceva il volto di un uomo, di razza araba, moro e con i capelli biondo platino, inclusa la barba…..che mi chiese “DOVE È TUO PADRE?” risposi che era morto e non sapevo dove fosse…..allora egli mi rispose che se mio padre non si fosse unito a loro di spontanea volontà entro le ore 10 del lunedì successivo, loro sarebbero andati a prenderlo con la forza. ……da quel giorno lui non diede più segnali, ed non lo sognai più. …….mi manca e mi mancano i sogni , unico tramite per potergli parlare…… ma so che forse con il mio dolore eccessivo lo stavo trattenendo….. ed ora sicuramente sarà passato oltre…..spero di essere stato di aiuto a qualcuno con questo mio racconto…
    un abbraccio a tutti

    • CRISTINA scrive:

      salve Mi chiamo Cristina e sono 2 mesi che ho perso il mio dolcissimo marito. Tutti dicono che me ne devo fare una ragione ma io non ci riesco Lui era la mia roccia, il fulcro della mia via. Ora niente ha più senso- Non ha senso vivere , ADDORMENTARMI DA SOLA, SVEGLIARMI DA SOLA, MANGIARE DA SOLA INSOMMA FARE TUTTO SENZA DI LUI PER ME è IMPOSSIBILE, QUINDI HO DECISO DI FARLA FINITA.SENZA ANTONIO NON C’è NEANCHE CRISTINA. VOGLIO RAGGIUMGERE MIO MARITO COSì FINALMENTE TROVERò LA PACE . CHE DIO MI PERDONI

      • Rosy scrive:

        Cristina… ho perso il mio unico solo e grande amore due mesi fa…non riesco a fare nulla senza di lui….ma ti prego il tuo pensiero o intento reale che sia…l’ho pensato anche io…ma non farlo….io ho una figlia e per lei sono ancora qui…e sono qui anche per lui…che mai e poi mai avrebbe voluto che mettessi fine alla mia vita. Tieni duro, se ci è toccato questo destino ci sarà un motivo…ed io lo troverò. Rispondimi.

  44. Laura scrive:

    Ciao a tutti, io ho perso il mio primo amore quando avevo 16 anni (lui ne aveva 19) per colpa della leucemia. aveva già sconfitto la malattia una volta, ma questa seconda volta nemmeno il trapianto ha funzionato.
    Pensavo che non sarei mai riuscita a sopravvivere, ho perso molte cose, me stessa, la mia adolescenza e tutto ciò in cui credevo. Sono passati 7 anni ormai e di anni ne ho 23 e anche se a volte lui mi manca ancora, sto meglio! Pensavo che non avrei mai visto la luce in fondo al tunnel e invece un giorno mi sono accorta che c’era qualcosa di diverso in me, che iniziavo a stare bene di nuovo.
    Certo non è stato un percorso facile, sono stata male moltissimo e ho fatto molta terapia, il mio errore è stato che non ne parlavo con nessuno, non ne ho parlato con nessuno per molto tempo. Invece parlarne fa bene, sfogarsi, piangere, essere tristi o arrabbiati è ciò che ti fa accettare la situazione. Sono ancora molto legata a lui, ma ho imparato anche che la vita continua e so che lui non vorrebbe vedermi gettare via la mia vita!

    • gian Piero scrive:

      Ciao Laura, ho perso il mio primo Amore alla tua stessa età, tre anni passati a guardarci negli occhi, ad aspettare di vederla, di vederci di sentirla, di sentirci vicini, la sua piccola mano nella mia e le sue dita intrecciate con le mie, il primo bacio pulito della mia vita: LA COSA PIU’ BELLA DEL MONDO. Io Non ho avuto ne infanzia ne adolescenza. Il mio lutto però non è stato causato dalla morte ma dalla scomparsa improvvisa di Lei, causa: trasferimento. Quando ci siamo conosciuti Lei aveva dieci anni io 13. La differenza però non era nelle nostre età bensì nella “differenza famigliare”. Io vivevo in collegio (ci sono stato per quasi sedici anni) e quello era l’ostacolo NON AVEVO FAMIGLIA ero anche considerato un po’ un teppistello e solo per il fatto di essere “un ragazzo di collegio”. Così un giorno andai a casa sua ma non la trovai più, trovai però lo zio che mi aveva sempre osteggiato e che con grande soddisfazione mi disse :- Laura è morta! Come pensi che abbia vissuto? Lo puoi immaginare. Comunque piano piano la vita è ripresa e a 28 anni ho messo su famiglia, un figlio e poi purtroppo la separazione. E in questa nuova vita da singolo un miracolo che non so spiegarti neanche come sia avvenuto: Ho incontrato Laura. Mi è preso un accidente il cuore si è fermato, mi sono dovuto sedere per terra, balbettando non so cosa, appoggiarmi non so dove credevo di aver visto un fantasma poi ci sono riuscito e le ho detto:- Ma allora sei viva! Viva! Ci siamo abbracciati, un bacio innocente anche se l’istinto in entrambi era di baciarci profondamente, lo abbiamo fatto con gli occhi, i nostri sguardi increduli persi uno nell’altro, le nostre mani si sono strette, le nostre dita nuovamente intrecciate. Un INNO ALLA VITA! A riportarci alla realtà suo padre ricordando ad entrambi che Lei era sposata e che non c’era nulla da fare. Chissà cosa avrà pensato In seguito siamo riusciti a rivederci e a parlarci un’altra volta e mi sono imposto di non crearle dei problemi cercandola. Comunque la cosa paradossale che non capirò mai e che suo padre mi invitò a cena che naturalmente non rifiutai, mi bastava vederla, essere lì; non ci avevano messi vicini, e penso che tutti i presenti marito compreso si siano resi conto che non era “finito niente nei nostri cuori”. Non so cosa ho mangiato ma per tutto il tempo ci siamo riempiti della reciproca presenza e al nostro unico incontro mi disse che anche per Lei era stato difficile vivere andare avanti sopra tutto nella coercizione del silenzio impostole, non potermi sentire, scrivermi, aspettare alla finestra. Purtroppo nonostante la sua infelicità, che ho scoperto, mi disse che era troppo tardi, mi lasciò con la promessa di continuare a portarmi nel cuore. Io non ho fatto terapie se non la terapia del lavoro, ho provato ad andare ancora a scuola ma la testa era al trove. Però come Te ci sono riuscito ad uscirne, come scrivi Tu:- certo non è stato un percorso facile, sono stato male, malissimo e io aggiungo già avevo niente e dal quel niente la vita in quel momento si è preso anche quello: il niente. Ma la mia piccola esperienza conferma il tuo scritto, che si può, che si deve continuare a vivere e soprattutto oggi che è possibile con i gruppi di Auto Mutuo Aiuto o in altri modi parlarne, parlare e non tenersi tutto dentro. Sei una delle poche persone che conosce a grandi linee questa mia esperienza di vita, non voglio insegnarti niente ma spero che per Te sia ancora di più uno stimolo nel tempo per combattere anche nella vita di tutti i giorni. POI…
      Mi sono veramente innamorato di una donna stupenda dopo un paio di anni da tutte queste vicende, l’ho sposata e Lei ha sposato me. Il nostro AMORE è stato un crescendo tanto che le ha permesso di combattere non solo per se stessa ma PER NOI solo per AMORE. La MORTE più gentile e misericordiosi di alcuni medici e uomini è sopraggiunta dopo undici anni di malattia di cui gli ultimi cinque di un inferno in crescendo e si è portata via la mia sposa il 15 febbraio 2015. Mi ritrovo così nella stessa situazione di allora con Laura e devo, come allora tornare a vivere Lo devo alla mia sposa ma lo devo a anche a Laura che è ancora nel mio cuore anche se sono passati più di quarant’anni anni. Queste sono le Tue parole: Sono ancora molto legata a lui, ma ho imparato anche che la vita continua e so che lui non vorrebbe vedermi gettare via la mia vita. Confermo secondo me è così ancora e ancora rimarranno tutte, tutti al loro posto nei nostri cuori e la VITA continua. Un abbraccio grande come il cielo, Gian Piero

  45. Lalla scrive:

    Salve.. Il mio compagno, il mio amore grande, se ne è andato il 29 settembre in un incidente con la moto.. Da quel giorno tutto è cambiato.. Stavamo assieme da 4 anni.. 4 anni vissuti intensamente! Ora mi sento una sopravvissuta! Ogni giorno vado da lui anche più volte al giorno. Rimango li guardo la terra i fiori, e avrei voglia di scavare e arrivare a lui e stringermelo tutto! E sgridarlo x avermi abbandonato di essersi dimenticato di me!! Mi doveva portare con se! Ogni giorno, ogni momento gli chiedo di venirmi a prendere.. Ma ancora nn viene! Mi manca mi manca immensamente! Odio la gente che mi dice “sei giovane devi continuare a vivere e rifarti una vita” ma come posso pensare di rifarmi una vita quando lui era x me la mia vita stessa??? Cerco di alzarmi tutte le mattine e fare le cose che devo fare perché ho 2 figli che ancora hanno bisogno di me.. Ma é dura molto dura!!! Grazie x lo sfogo!

  46. Walter scrive:

    Mi chiamo walter.Ho perso mio padre quasi 2 anni fa,il suo pensiero e il senso di vuoto mi accompagna ancora oggi.lo penso quasi tutti i giorni e mi ritorna sempre la sua immagine sul letto in ospedale,il ricordo della mia mano che teneva la sua,il desiderio che avvenisse un miracolo per portarlo indietro e non lasciarlo andare,il respiro che diminuiva sempre di più e quella sensazione di vedere la sua anima evaporare, infine il mio senso di infinita impotenza di piccolo essere umano che nulla poteva fare se non assistere inerme. Continuo a rivedermelo e non riesco ancora a lasciarlo andare.

  47. Maria Cristina scrive:

    Sono ormai 24 anni che il mio compagno e’ venuto a mancare dopo breve malattia….Lo amato molto..però la mia vita ..ancora abbastanza giovane…ha ripreso pin piano ,nuovi percorsi…ho riamato…ho avuto altre storie più o meno belle..ora sono una donna Nn più giovane ?. abbastanza serena ..viaggio,..ho amiche un nipotino un figlio affettuoso…ma non riesco a liberarmi del Nn sognare quasi tutte le notti del campagna mancato tanti anni fa Nn sempre sogni belli…come posso liberarmi di questo continuo…..ormai lo chiamo tormento…..qualcuno mi può aiutare a capire??grazie se riceverò risposta

  48. steve scrive:

    Buonasera mi chiamo Stefano, ho perso mia mamma due anni fa x una malattia… gli ultimi tre mesi e’ stata ricoverata in ospedale e io l’ho seguita giorno e notte.. ho preso aspettativa dal lavoro e stavo sempre con lei, tutte le notti in ospedale. . Gli ultimi giorni l’ ho portata a casa ed e’ mancata mentre le tenevo la mano…. ho sempre vissuto con lei…ora vivo da solo, in un’altra casa, al lavoro e con gli amici rido e scherzo, ma quando ritorno a casa e sono solo piango ancora…. non riesco a dirlo a nessuno, nemmeno ai miei fratelli,… stanotte l’ ho sognata, ma non sorridente, l’ ho sognata sofferente all’ospedale, piangevo nel sonno, mi sono svegliato dal dolore che provavo e ho continuato a piangere. Io spero un giorno di rivederla….l’ amore va oltre la morte

  49. Martina scrive:

    Ciao a tutti, é da tempo che sento l’esigenza di parlarne con qualcuno…ho perso mio padre sei mesi fa, a causa di un cancro ai polmoni che ce lo ha portato via in 20 giorni. Ho sempre affrontato la morte razionalmente, pensavo fosse normale dato che fino all’età di 23 anni ho avuto la “fortuna” di vedere andare via solo persone molto anziane. Ho affrontato la morte di mio padre con lo stesso distacco e questa cosa mi lascia interdetta. Sono davvero così razionale, fredda oserei dire, o sono in stallo, pronta per esplodere? Sono cosciente del fatto che mio padre non c’é più e penso spesso a lui ma conduco “normalmente” la mia vita… Vivo con mia mamma e sono diventata molto apprensiva nei suoi confronti, per dirne una: non riesco a sopportare che possa ritrovarsi a cena da sola, quindi se non ci sono altre persone in casa evito di uscire… Davvero non so che pensare, ho avuto un buon rapporto con mio padre.. É stato davvero un bravo padre, ha sempre spinto me e i miei fratelli a goderci la vita e a pretendere il massimo senza opprimerci… Allora perché piango per stupidate e non per la sua morte? Perché ci penso ma non riesco a capire se mi manca? Posso mai aver accettato una cosa tanto grande -che ho sempre temuto- in modo così razionale??? Mi sento un essere di un altro mondo..

    • Renata scrive:

      Ciao, Martina. Non saprei rispondere alla tua domanda, ma posso dirti che è la stessa che mi pongo anch’io. Mi trovo nella tua stessa situazione. Credo di avere una non-reazione alla morte di mio padre, anche se poi non è vero del tutto che non reagisco, piango, sì, ma quando capita non sono sicura di piangere per la sua perdita come persona quanto per il fatto che fosse mio “padre”… cioè, mi dico: “Sveglia! E’ morto tuo padre!”, ecco, allora, che comincio a piangere… come se non fosse accaduto a me, ma a qualcun altro, qualcuno che non meritava questo dolore, con la differenza che quel qualcuno sono io.
      Personalmente, credo sia dovuto, nel mio caso, a una situazione contingente, che spiegherò sotto e che è riuscita addirittura ad “oscurare” la morte di mio padre. Al di là della situazione contingente, però, premetto che non ho avuto un buon rapporto con lui. E’ stato sempre molto assente, aveva un suo modo sbagliato di dimostrare affetto (se spendeva un sacco di soldi in cibo, che era la sua malattia, in pratica – è morto obeso d’infarto – e schifezze varie diceva “L’ho preso per voi…”, ditemi un po’ se è normale), e poi dato che aveva un complesso di inferiorità verso la sua famiglia per una laurea non presa, a ogni evento sereno e felice della vita dei suoi figli ha creato motivi di rabbia verso di lui, rovinando ricordi e serenità. Dico solo che il giorno della mia discussione della tesi, due mesi prima che morisse, ha trovato un modo per sentirsi infastidito dalla semplice presenza di mia zia, da me invitata, e ha cominciato a sbraitare da solo davanti alla facoltà, preferendo tornare in albergo piuttosto che ascoltare la mia discussione, per la qual cosa aveva fatto insieme a mia madre un viaggio di 250 km….. Potrei dirne tantissime altre, ma basta così. Gli ho portato molto rancore, e anni fa, in più di un’occasione, ho invocato la sua morte perché ritenevo costituisse l’elemento di disturbo del mio equilibrio psichico, la persona cui additavo tutte le colpe delle mie insicurezze, del desiderio di stare con persone che non meritavano così tanto affetto, e della mia incapacità di sentirmi pienamente felice in certi momenti.

      Detto questo… passiamo alla famosa contingenza che credo abbia “oscurato” questo lutto, avvenuto circa due mesi fa.
      Stavo da sette mesi insieme a un ragazzo di 31 anni (io ne ho 27) che vedevo poche volte al mese. Era una storia a distanza. Per questa persona nutrivo inspiegabilmente un amore folle. Su di lui avevo proiettato tutte le mie aspettative, al punto tale che avevo lasciato un ragazzo d’oro con cui ho condiviso una relazione di 7 anni… che doveva finire già da un annetto perché mi ero accorta di non provare più attrazione verso di lui. Nonostante fosse un bel ragazzo, infatti, avevo smesso di desiderarlo, forse anche perché lui desiderava troppo me. Ho tagliato la corda, però, solo quando ho capito che volevo gettarmi tra le braccia dell’altro uomo e che ero corrisposta. Comunque sia, quest’ultimo sembrava una persona molto molto sensibile, piena di sofferenza (aveva perduto suo padre 10 anni prima), e io mi ero messa in testa che questo ragazzo dovevo salvarlo, dovevo alleviare la sua sofferenza e fargli scoprire le gioie dell’amore (che non aveva mai provato, carenza che io collegavo all’eccessivo amore materno: c’avete presente Robertino di “Ricomincio da tre”? Se no, andate a cercarlo su Youtube, vi fate due risate, ma… credetemi… purtroppo la realtà vi era abbastanza vicina!). Tralascio di riportare i dettagli della nostra penosa vita sessuale a causa della sua inesperienza, ma aggiungo che nonostante questo ero affascinatissima e presissima da lui, lo desideravo da morire, a differenza dell’ex, e credo fosse proprio una questione di “chimica”. Detto ciò, litigavamo tantissimo, erano continui tira e molla, litigi-conversazioni su whatsapp che cominciavano a mezzanotte e continuavano al telefono fino alle 3-4 del mattino. Eppure noi ci volevamo, lui doveva tanto a me, me lo aveva dimostrato con le parole, e io non capivo come mai continuavo a essere così presa da uno che alternava momenti di affetto meraviglioso a immatura espressione di incapacità d’amare (mi dicevo che probabilmente si sentiva in colpa a dare il suo amore a una donna anziché a sua madre…). Insomma… che successe? Lo dico tutto d’un fiato.

      La mattina stessa in cui io ho perso mio padre questo ragazzo è uscito dalla mia vita. Sparito. Non ho più sentito la sua voce (che adoravo). Ha rifiutato le mie chiamate e mi ha inviato due giorni dopo un telegramma, firmato da lui e la madre e ogni tanto, con i suoi soliti toni aulici da poeta maudit, rispondeva a qualche mio messaggio. Provavi a chiamarlo… niente. Non rispondeva e non risponde tuttora. Da quella mattina è come se lui m’avesse infettata. Come se tutto quel dolore che lui m’aveva detto di provare l’avesse dato a me: non riuscivo a spiegarmi com’era possibile essere così insensibili a un momento del genere che stavo attraversando. Gli avevo scritto di mio padre perché come ogni domenica mattina il suo tel è spento, non avrei potuto chiamarlo. Alla notizia, mi scrive a sua volta, ci resto male, e lui, a mezz’ora da quanto accaduto a Me, risponde “Non ho voglia di discutere oggi.”?!?!?!

      Davvero, aiutatemi. Non è possibile che io abbia perso la testa per un coglione del genere. Perché ancora lo cerco? Perché non penso a mio padre, però sogno che le persone mi fermano in strada per farmi le condoglianze o mandano saluti per lui, e io comincio a piangere, non solo nel sogno, al punto tale che mi sveglio in un bagno di lacrime?
      Perché non riesco a togliermelo dalla testa nonostante i suoi mille difetti? Perché è sparito, però su twitter ogni tanto scrive cose che ci riguardano, tra cui gli stessi messaggi con cui mi risponde?
      Perché questo imbecille, la sua sparizione, mi colpisce più del dolore che io provo verso la morte di mio padre?

      Per tornare a Martina: hai detto bene. “Mi sento un essere di un altro mondo”. Il senso di alterità prevale, come se non fosse accaduto a noi. Da quel giorno io ho trovato una nuova forza, dentro me stessa. Non voglio aver nulla a che fare con le relazioni. Esco con qualcuno, cerco di capire se mi interessa, ma non va. Non voglio rivedere nessuno. E loro ci restano anche un po’ male, oltre che a bocca asciutta. Faccio cose senza una logica, esagerate. Vado a casa di estranei, di qualcuno che mi pare interessante, con cui nella mia fantasia mi piacerebbe andare a letto, ma non ci riesco, la realtà non la sfiora neanche la fantasia. Vado soltanto per parlare, e non di questo dolore, ma di cazzate. Ho trovato un modo per non pensare, faccio tremila cose, sono pendolare tra due città lontane e obiettivamente non varrebbe la pena fare la vita che faccio… però io ho bisogno di riempire il mio tempo quanto più possibile, dentro ho il vuoto.

      • Gian Piero scrive:

        Mi permetto di scriverle quanto segue e sono disponibile a parlarne se vuole NON SONO un psicologo, Che dire Renata… potrebbe essere che… sembra che Lei cerchi inconsciamente una fotocopia di suo padre? situazioni diverse certo ma alla fine simili e con gli stessi risultati, abbandono, assenza, bisogno di lei fino a quando “serve”, e Lei che vive (accetta?) per un senso di colpa? per un bisogno giustificabile che vive dentro di Lei di essere accettata fin da bambina? Quindi “Perdere la testa per un coglione?” Può succedere, perché no in una situazione difficile motivata forse da “questioni” come figlia, mai risolte e che nell’evento della morte di suo padre si sono risvegliate. Perché non cerca aiuto magari cominciano a vedere come funziona un gruppo di Auto Mutuo Aiuto. Lo cerchi nella zona/città/ dove vive . Non sarà tutto perfetto ma tutto è perfettibile ed è pur sempre un inizio.
        Il nostro gruppo si incontra una volta alla settimana per un’ora e mezza. E’ una piccola cosa ma è un inizio. Che ne dice? Coraggio, forza ci provi. Può leggere un piccolissimo pezzettino della mia esperienza le allego un clip da youtube: https://www.youtube.com/watch?v=rM3Vw-AMy8U Ho sfruttato alcune parole che ho usato per rispondere a Giuliana per brevità. spero di averle dato uno spunto, Un caro saluto, Gian n Piero

        • Danilo scrive:

          Ciao Annalisa..il mio nome è Danilo…ho vissuto la tua stessa tragedia,4 anni fa…scrivimi per mail,mi piacerebbe poterti aiutare…a presto.

          • Danilo scrive:

            Ciao Annalisa..il mio nome è Danilo…ho vissuto la tua stessa tragedia,4 anni fa…scrivimi per mail,mi piacerebbe poterti aiutare…a presto.
            Rispondi

  50. Annalisa scrive:

    Salve a tutti.
    Sono 21 giorni che il mio fidanzato Giuseppe ha smesso di soffrire. Ha combattuto con coraggio e determinazione contro un linfoma che purtroppo ha avuto la meglio. Era entrato nella mia vita da circa due anni e ci siamo amati sopra ogni cosa. Credetemi, non lo scrivo solo perché lui non c’è più. Non mi serviva perderlo per sempre per capire quanto fossimo estremamente innamorati. In questi mesi di lotta turbolenta ci siamo amati ancora di più. Io non ero preparata a questa tragica eventualità perché la famiglia di lui ha scelto di non dirmelo, sicuramente pensando al bene di Giuseppe. Perché io in questi mesi ero così piena di speranza e di ottimismo che, nonostante non potessi definirmi un cuor di leone prima di questa triste esperienza, sono riuscita a stargli accanto, ad accogliere i suoi momenti di debolezza, a metterlo al centro, a portargli il mondo dentro quell’ospedale. Ho trovato persino la forza di laurearmi nonostante lui fosse bloccato in ospedale. L’ho fatto per lui che si sentiva già troppo in colpa nei miei confronti. Gli ho persino fatto assistere alla seduta tramite skype per poi correre da lui in ospedale subito dopo la proclamazione.
    Ho letto di matrimoni finiti, di madri e di padri che hanno perso i figli, di persone che hanno perso amici, amori e fratelli… e non reputo il mio dolore superiore a quello di nessuno.
    Il mio fidanzato aveva solo 27 anni e mi amava tantissimo. È sicuramente passato poco tempo dalla sua morte ma più vado avanti e più mi rendo conto che il sentimento che ci legava e che ci lega tutt’ora non potrà mai svanire. E questo se da un lato mi rincuora dall’altro mi spaventa… Stanotte l’ho sognato. Era molto provato dalla malattia e mi rivolgeva sguardi tristi e rassegnati. Ad un certo punto gli chiedo se ha qualcosa da dirmi e lui con un tono tra il seccato e il dispiaciuto mi risponde che sa che devo andare avanti, che devo rifarmi una vita ma che ne è geloso perché voleva esserci lui insieme a me. E mi sono svegliata.
    Il dolore è forte. Mi manca tantissimo, più del dicibile. E non ho potuto nemmeno dirgli addio… pino all’ultimo ho dovuto mentire per aiutarlo ad andarsene in maniera più serena. Lo amo. E avrei voluto avere il tempo di sposarlo… Anche lui avrebbe voluto sposarmi. Me lo diceva sempre…

  51. Giuliana scrive:

    Ho perso mio marito un anno fa. Ho cercato di essere forte , di riempire la mia vita di lavoro e famiglia e finchè i figli ci sono mi sento abbastanza bene. Ma sento di essere molto dipendente da loro perché appena mi sembra che non mi cerchino vado in paranoia e mi sento terribilmente sola. In questi momenti sento la mancanza del mio compagno, anche se avevamo poca comunicativa, c’eravamo e tutto era a posto, ci si trovava a tavola, si andava a prendere il caffè e tutte le piccole cose della vita.
    Non voglio andare in depressione…. che devo fare?

    • Gian Piero scrive:

      Gentile Giuliana, La mia SPOSA è morta il 15 febbraio 2016. Undici anni di malattia di cui gli ultimi cinque un inferno in crescendo. La MORTE è stata più gentile e misericordiosa di molti uomini. Cosa deve fare? nessuno di noi credo abbia la risposta giusta ma ci sono piccole cose che si devono fare. Posso raccontarle dalla mia esperienza che la prima cosa che ho fatto è stata “rifiutare proprio la depressione”. Consideri che mentre mia moglie si spegneva in hospice io ero in ospedale per un intervento a causa di un tumore, tanto per cambiare e invece di fare sette/otto giorni di ospedale ne ho fatti ventidue per complicazioni. La vita ci ha concesso meno di cinque minuti per salutarci solo, con un abbraccio senza una parola LEI non poteva parlare la sua malattia era in bocca, solo i suoi OCCHI. Non le racconto l’incontro… Le lascio immaginare il mio stato… Ma tornando al rifiuto una cosa è certa, non era fine a se stesso ma mi ha costretto a pormi la domanda:- E ora che faccio? ho cominciato a guardarmi intorno… il vuoto! undici anni di malattia hanno spopolato la “la fauna” che c’era intorno a noi. Ho però scoperto alcune amicizie che erano presenti nella nostra vita. Una di queste mi ha parlato di Marina Sozzi e della Associazione Infine, del gruppo di Auto Mutuo Aiuto. Avevo fatto una scelta e quindi perché non provare? Per carattere nella mia vita ci provo sempre e devo dire che oggi chi mi conosce e non sa della mia storia non si accorge di nulla se non fosse che qualche volta un velo di malinconia si legge nei miei occhi. Non è certo il gruppo di Auto Mutuo Aiuto che risolve i problemi ma il fatto di condividere semplicemente e alla pari lo stesso stato d’animo, la stessa situazione e poterne parlare liberamente senza timori, giudizi, sopra tutto ascoltato ha fatto molto per me. Non rinuncerei ai nostri incontri e stiamo diventando profondamente Amici. Prima delle “vacanze estive 2015” nel gruppo dissi che avevo preso la decisione di vivere. Lo devo alla mia SPOSA che ha passato, combattendo, l’inferno non solo per se stessa ma per NOI. E così eccomi qua per risponder al suo:- …Che devo fare? Cominci cercando nella zona/città/ dove vive se ci sono dei gruppi. Li frequenti e poi scelga. Non sarà tutto perfetto ma tutto è perfettibile ed è pur sempre un inizio.
      Il nostro gruppo si incontra una volta alla settimana per un’ora e mezza. E’ una piccola cosa ma è un inizio. Che ne dice? Coraggio, forza ci provi. Un caro saluto, Gian Piero

  52. Vale scrive:

    Ciao a tutti, ho 34 ani e stavo insieme a mio marito da quasi 20 anni, lui ne aveva 37 quando 2 mesi fa mi ha lasciata improvvisamente per un’assurda fatalità: una fuga di monossido che ha ucciso lui ma non me, e di questo non potrò mai darmi pace. Nella tragedia è morta anche la nostra cucciolona maremmana di 10 mesi, la nostra “bimba” pelosa. Lui era tutta la mia vita, lo era davvero, lo eravamo l’uno per l’altra. Siamo cresciuti insieme costruendo un rapporto fortissimo fatto di complicità, dialogo, amore, tenerezza, passione, divertimento e risate. Non ci mancava niente, andava tutto perfettamente da quel lontano 1997. Non avevamo figli, per scelta. Era la persona più importante di tutta la mia vita, che da quel giorno si è fermata, vado avanti in modalità automatica, ma questa non è più vita, è sopravvivenza. Non so come sia possibile uscire da un dolore così devastante, mi sento come se mi avessero svuotata, sono un anima in pena costretta dalla vita stessa ad andare avanti, ed è una sensazione terribile, indescrivibile.

    • Antonella scrive:

      Anch io ho perso una persona che amavo molto,so che significa passare giorni e notti a piangere senza avere più una identità
      Ma poi un giorno non molto lontano, mi si è avvicinato Dio ed io gli ho aperto il cuore e ho lasciato entrasse,forse dalla disperazione. Lui è rimasto al mio fianco, l unico che non mi ha mai abbandonata,ha saputo consolarmi, amarmi proteggermi.
      Questa vita è un passaggio, un giorno ci ritroveremo per una vita migliore senza malattie,ne sofferenza,ne odio ne rancore, ne guerre ,una vita fatta di solo Amore,quell Amore che Dio ci ha donato morendo in croce per noi.
      Non ho trovato nessun scritto dove si parlasse di Lui ne di sua Madre .anche Lei ha perso suo figlio anche Lei ha sofferto
      Impariamo ad affidarci a Loro nella vera Fede Cristiana imparando ad aiutare il nostro prossimo,forse solo allora sapremo di aver fatto qualcosa di buono, e di certo i nostri cari saranno orgogliosi di noi
      L amore gratuito che si dona agli altri verrà ripagato ,e impareremo a non sentirci più soli
      Vi abbraccio tutti che la Pace regni nei vostri cuori

      • pasqualina mainolfi scrive:

        amen gloria al nostro DIO che è morto sulla croce per darci la vita eterna

        • Real scrive:

          Crediamo in Dio però io l’ha penso così:Dio e egoista i miracoli li fa per lui dopo 3 giorni Gesù è resuscitato…come mai?perche a lui si e ha noi no ,la realtà è crudele e noi ci aggrappiamo a cose inesistenti .Quale la vita eterna?chi è il testimone della vita eterna??

          • mirella scrive:

            Ho perso lamia adorata figlia per un incidente stradale. Aveva 26 anni, stava per laurearsi in medicina, ma i suoi desideri si sono avverati a metà. Amava la vita ed era bela dentro e fuori. Dopo tre anni non riesco ancora a rimettere inseme i pezzi della mia vita e non ci riuscirò mai. Mi sento smarrita e persa ma ora mi sono abituata a convivere con questo dolore, perchè mi ha già lacerato l’anima e mi ha già uccisa. Non potrà farmi più male di così. E’ una condanna a vivere, vado avanti non so come, ma fare opere di bene in nome suo, mi dà sollievo. Non sono credente e quindi non trovo conforto nella Fede. Spero di non vivere troppo e cronometro il tempo e le distanze. Spero di morire presto, anche se non potrò più rivederla, perchè questa vita, la mia vita è uno spazio senza forme nè colori . Da allora mi sono chiusa in casa, sto spesso in malattia e non vado a lavorare. Ho avuto tre arresti cardiaci perchè quando l’anima soffre,anche il corpo si ammala. Sono supportata dai farmaci, dallo psichiatra, dal cardiologo ed ora anche dal neurologo perchè ho iniziato a tremare e devo prendere i barbiturici.La mia “vita” non fa vivere nemmeno chi mi vuole bene, perchè sono monitorata giorno e notte; temono che io possa commettere gesti irreversibili. Sono diventata ormai un peso e vorrei davvero chiudere gli occhi e non riaprirli mai più. Sto bene solo quando dormo e vorrei sempre dormire.

  53. Roberto scrive:

    Roberto
    Ho perso mia moglie Angela 62 anni dopo oltre 15 anni di lotta contro la mielofibrosi idiopatica .
    Quante volte in questi anni di continui ricoveri al pronto soccorso e poi in vari reparti dicevano che ormai era alla fine e ha sempre sconfitto la malattia ha vinto tante battaglie ma non la guerra finale , ormai consumata dalla malattia con tutti gli organi compromessi .
    In questi ultimi due anni e mezzo era anche in dialisi ed io ho dedicato tutto me stesso per lei ,11 marzo alle ore 21 si e spenta e con lei una parte di me dopo 40 anni assieme . E dura la vita . Mi e di conforto mio figlio .
    Sono vicino a tutti Voi che avete provato l’ amarezza della separazione dalla persona che si ama.

    • ezio scrive:

      Grazie Roberto, anche noi siamo tutti vicini a te, un giorno li rivedremo i nostri cari, io ne sono sicuro.

      • Roberto scrive:

        Grazie a te Ezio quello che hai scritto e vero l ‘ anima di ugnuno di noi soppravvive alla morte del corpo ne ho avuto la prova
        Ho ritrovato la fede .

        • alessandra scrive:

          ciao Roberto. hai avuto la prova che l’anima sopravvive?

          • Roberto scrive:

            Si Alessandra ho avuto questa grazia , non dico come non sarei creduto ma ho parlato con mia moglie mio padre e mia nonna logicamente non nel sonno.
            Dopo la morte ci aspetta una nuova vita ma dovremo fare tutti i conti con
            quello che siamo ed abbiamo fatto nella vita terrena . La preghiera e il pentimento ci puo ancora salvare sia noi sia le anime che sono ancora in purgatorio.

  54. Marco scrive:

    Quante storie, quanta sofferenza. Ciascuno con la propria unicità, ogni cuore una strada diversa e ciascuno di noi una reazione diversa. Come si fa a trovare delle costanti? Non credo che esistano dei metodi oggettivi per alleviare il dolore, ma di sicuro aiuta sapere che non si è soli, e che quella disperazione l’hanno purtroppo vissuta in tanti. Mio fratello è un angelo da quasi 4 anni. Verso ancora alcrime per lui, mi arrabbio con lui per avermi lasciato solo e per aver lasciato sduo figlio, ma per fortuna piano piano il coltello nel cuore ha smesso di affondare e si è fermato. Ciao fratello mio amatissimo, mi manchi tanto

  55. Sara scrive:

    eccomi anche io ad unirmi al gruppo ..il mio compagno è morto due settimane fa lo abbiamo trovato morto in casa ..da allora vivo in un limbo ..piango ..e spero di svegliarmi da questo incubo terribile ..ma so che non accadrà mai! sto cercando di riprendere a vivere ..ma fa male… leggere sia di chi si è rialzato sia di chi come me sta cercando di riprendere a vivere, mi da solo che speranza!

  56. Giampietro Mazzetto scrive:

    Ho perso la mia cara Lorena, di 55 anni, 3 mesi fa, dopo 4 anni di malattia, che non ha mollato la presa un attimo. Non c’è misura per descrivere il dolore. Cerco di sopravvivere , ma non’è così facile, devo fare i conti con la solitudine, non avendo avuto figli, il vuoto è troppo grande. Immaginare la continuità della vita senza di lei, per me e una cosa surreale. Siamo stati assieme 35 anni, ma abbiamo conosciuto fin da subito il male. La nostra vita è stata di gioie effimere, tanti progetti, svaniti. Ora non mi resta che il rimpianto, di tante, cose rinviate. Tuttora mi chiedo? “ma che senso ha vivere” ho perso la cosa più cara che avevo al mondo. Non credo si possa ricominciare, io al momento ho scelto di non fare niente, non ho più uno scopo, ho un motivo valido che mi dia la forza per andare avanti. Il nostro era un legame profondo, abbiamo lottato fianco a fianco, ma ha vinto il male, anche se la mia è stata solo una sofferenza psicologica, mi sono trovato, impotente, mentre lei mi implorava che la aiutassi, io non ho potuto, fare niente. Questo purtroppo mi ha lasciato una ferita profonda, non credo si possa rimarginare.

    • Franco scrive:

      Caro Giampiero anch’io ho perso mia moglie a 62 anni per un sarcoma e dopo 34 anni di matrimonio. Ora la vita mi sembra vuota e senza senso. Sono passati tre mesi dalla sua morte e la sua mancanza è enorme. Non so come trovare pace e serenità. Prego il signore di darmi la forza di andare avanti.

  57. Ivv scrive:

    Ho perso mio marito un mese e mezzo fa per un attacco di cuore. 25 anni assieme ci avevano legato in un modo unico e irripetibile, e sapevamo benissimo di non poter vivere l’uno senza l’altra. E’ successo tutto all’improvviso, lui si e’ spento tra le mie braccia, e non mi do’ pace perche’ anziche’ trasmettergli amore e tranquillita’, nel momento del trapasso avra’ sentito le mie urla di disperazione. Ora non c’e’ momento in cui non lo penso, e l’avrei gia’ fatta finita se non avessi i miei figli di 13 e 15 anni. Penso che ho 48 anni, e che tutto quello che di bello c’era da vivere l’ho vissuto, e non ha senso andare oltre. Sto andando da una psicologa, mi fa bene perche’ riesco a piangere ma una volta uscita dallo studio piombo di nuovo nel buio assoluto, ho tanti amici che mi vogliono bene ma mi manca lui, la sera e’ il momento peggiore. Avevamo tutte le nostre ritualita’, ed ora mi sento sola e stanca e spenta. Tutti mi dicono che e’ un momento che poi passa, ma come fa a passare? non saro’ mai piu’ felice nella vita, e allora che senso ha continuare?

    • Vale scrive:

      Non sai quanto ti capisca … avevo scritto un post poco sopra, il 4 marzo. Se lo leggi ti renderai conto che per me, non avendo figli, trovare la forza per andare avanti, è ancora più difficile … Il tempo ? Non lo so, lo dicono anche a me, oltre a dirmi che a soli 35 anni devo reagire. Ma di questi 35, io 20 ne ho vissuti con lui, in totale simbiosi, un rapporto più unico che raro. E la sua assenza è per me ingestibile …

      • BARBARA scrive:

        Timidamente mi unisco a voi. E’ passato un anno dalla morte di mio marito di 49 anni. Con grande forza e positività ha affrontato la malattia e come molti malati era lui che consolava me. Dopo la sua morte sono stata brava, mi sono fatta forza per nostra figlia e l’ho protetta facendomi vedere positiva e propositiva, nei limiti del possibile. Ora però mi è calata addosso tutta la stanchezza di questa finzione. Sento la sua mancanza, è angosciante non poter condividere le cose belle e di dividere gli eventi negativi. Trovo atroce veder crescere nostra figlia senza poter confrontarmi sul percorso educativo da tenete, senza vederlo gioire del vederla diventare grande, indipendente e capace.
        Non credo lui vorrebbe vedermi così ma veramente non riesco a migliorare e anche per me l’assenza è incolmabile

  58. rosamaria frammartino scrive:

    Ho perso mia madre 2 mesi fa dopo 4 mesi di sofferenze ho lottato insieme a lei con la speranza che sarebbe tornata a casa insieme a me ma purtroppo non andata cosi . Non riesco a darmi pace mi manca tantissimo e non riesco ad accettare la sua assenza .

    • ezio scrive:

      cara Rosamaria, chi come noi ha amato la propria mamma nn la potrà mai dimenticare, la mia cara mamma è
      il decimo mese che nn è più con me, e nonostante mi dicano che il tempo guarisce tutte le ferite, io noto che
      la sua mancanza mi angoscia sempre di più, e come scrivi tu nn riesco ad accettare la sua assenza, la vedo in tutti gli angoli della casa, in tutti i posti dove la portavo a passeggiare, cerco il suo sorriso nelle altre persone ma nn è mai come il suo, ma sono certo che un giorno le potremo rivedere e riabbracciare, un caro saluto

  59. Anna scrive:

    Salve, ho lavorato per una signora per 10 anni, l’ho assistita dal mattino a sera, spesso mi sono anche fermata a dormire da lei. Ho dato l’anima. Poi, purtroppo è venuta a mancare il 7 gennaio. Io ancora non mi rassegno. Mi manca tanto. Tutto mi sembra inutile, niente riesce a distrarmi, piango spesso e non accetto più di lavorare. Cosa posso fare?

  60. Laura scrive:

    Ho perso mio padre il 29 maggio. Aveva 83 anni e stava benissimo, pieno di energia e di voglia di vivere, attivissimo aveva una vita piena e riempiva anche la vita mia e della mamma che da quasi 60 anni “respirava con lui da una bocca sola”. Era un genitore molto presente nella mia vita e in quella dei miei figli: punto di appoggio pratico e morale per tutti noi, con la mamma si stava preparando a partire per il solito viaggio estivo con la solita compagnia di amici.
    Se ne è andato in dieci giorni in cui la situazione si è alternata: picchi di pressione alta, hanno tentato tutto ma non c’è stato niente da fare: è sopraggiunta una emorragia cerebrale e sotto i nostri occhi (io, mamma e i miei figli) in pochi minuti se n’è andato.
    Le tantissime manifestazioni di stima e affetto ricevute mi scaldano il cuore, ma allo stesso modo mi danno ancora più contezza del gran papà che ho perso – se gli amici non vanno in vacanza senza lui perché non ha senso, come posso sentirmi io che pranzavo tutti i giorni con lui, passavo i pomeriggi con lui, condividevo un sacco di attività, era il mio compagno di vita in cose serie e facete?
    Soffro per me che l’ho perso
    Soffro per lui, che aveva tanti progetti, tante cose lasciate in sospeso che ancora riempino casa e le cartelle del pc
    Soffro per i miei figli, che hanno perso un punto di appoggio fondamentale
    E soffro infinitamente per la mamma… che ha una salute medie e forse dovrà affrontare ancora interventi e cure.
    La vita in pratica mi è cambiata: non voglio lasciare sola mamma che non ha amici con i quali ama stare se non c’è lui, non ha interessi senza lui… e d’altra parte neanche io.
    Senza lui in casa c’è silenzio… manca la gioia e l’entusiasmo, la nostra vita era piena di lui.
    Egoisticamente avrei voglia di distrarmi, di fare un viaggio: ma la mamma non verrebbe mai e io non la lascio
    “invidio” i miei amici che pur dovendo affrontare lo stesso dolore provano a farsi un fine settimana via…
    Io non faccio altro che piangere, ogni oggetto – ogni angolo di casa o della città – ogni libro – ogni odore – ogni parola sono solo dolore e lacrime
    E le frasi della mamma “ma è vero che non torna più?” “non posso pensarci di non vederlo più” “ma perché lui, non se lo meritava” mi straziono… eppure ascolto perché so che parla solo con me
    Mi sento prigioniera del dolore, senza via d’uscita… solo lacrime, rabbia e incredulità

  61. Teresa scrive:

    Ho perso mio fratello maggiore lo scorso 18 maggio a causa di un glioblastoma aggressivo di quarto grado. Non riesco ancora a farmi una ragione e mi sembra impossibile non poter parlare e ridere insieme come prima. Ci manca tanto. Aveva 44 anni. Io e nostro fratello e i nostri genitori stiamo vivendo cercando di andare avanti come ci ha chiesto lui prima di andarsene… ma è difficile…….

  62. elisa carrera scrive:

    Si può dire morte, anche perché è forse la nostra unica certezza. E’ inutile piangere , ricordare, sentirsi in colpa.. A che serve? L’unica cosa che può esssere utile è far tesoro nella nostra mente di quelle piccole e rare cose che mai si dimenticano perché nel momento dell’ “addio” quello passerà di fronte ai nostri occhi e indipendentemente da quello che ci sarà dopo avremo un senso per chiudere gli occhi

  63. antonella scrive:

    non mi riprenderò per mai piu da quando mia mamma se ne è andata per errori medici continui piango mi dispero e non cambia niente almeno ci fosse una vita dopo la morte. ho letto i libri della givadaun anne ma che siano veri i viaggi astrali? che esiste vita dopo la morte? vorrei morire anch’io anzi non vedo l’ora che succeda perche vivere in questo stato mi provoca dolore cronico, se non l’avessi portata in ospedale …due setticemie dopo un’operazione e piu avanti altri errori medici …negligenza da parte di tutto l’sopedale infermieri ooss medici ….lo fanno apposta per far morire prima le persone

    • Roberto scrive:

      Cara Antonella
      Se Le puo essere di conforto l anima di ognuno di noi soppravvive alla morte fisica del corpo
      Io ne ho avuto la prova .
      Preghi il Padre nostro con fede e vedra che Gesu l ascoltera
      Roberto

  64. Lorenzo scrive:

    5 anni fa ho perso la mia compagna in un incidente stradale a cui ho assistito. Sono rimasto devastato per mesi. Le immagini dell’incidente mi hanno torturato per un paio d’anni. Non sono stato in condizioni di lavorare per tre anni. Il mio cervello semplicemente non funzionava. Non capivo neanche il lavoro che avevo fatto precedentemente. Ancora oggi ho serie difficoltà al lavoro. Non riesco a concentrarmi, guadagno pochissimo… Il primo anno avevo incubi notturni, attacchi di panico diurni scatenati da ricordi occasionali… Un inferno. E prima dell’incidente non ho mai avuto nessun problema. Mai. Ora il peggio è passato. Sembra quasi tutto tornato alla normalità. Sembra. Ma è come se fossi morto dentro. Lei era una ragazza extra-ordinaria, nel senso che non era solo una donna straordinaria per me, ma lo era oggettivamente per tutti, per gli amici, i colleghi, i vicini, i fornitori… Era sempre di buon umore, sorridente, super-gentile, ben educata, emancipata, sicura di sé, profonda, colta, intelligente, dinamicissima, parlava 5 lingue, di famiglia nobile, modesta, semplice, simpatica, caritatevole (portava il caffé ai clochards), mai litigato in 9 anni, mai insultati, mai sentita criticare un’amica, una collega, una vicina, mai! Neanche una volta. Anch’io ho un carattere simile, simpatico, dinamico, brillante, geniale, generoso, gentile… Eravamo come due gemelli. Non indossava gioielli né vestiti griffati, né amava il materialismo corrente. Amava la musica, conosceva a memoria la musica classica, le opere, le operette e tutti gli standard di jazz, che cantavamo insieme. Un sogno. Lei era la ragazza che ho sempre sognato da adolescente, quando invece i miei amici mi dicevano che una ragazza così non esisteva. Infatti, da adulto avevo persino dimenticato i miei sogni, quando un giorno inaspettatamente l’ho incontrata per davvero. E non mi sono neanche reso conto che lei fosse la ragazza dei miei sogni adolescenziali! L’ho capito solo dopo 7 mesi che il mio cuore tentava di dirmelo in tutti i modi! Ecco perché sentivo un’irrefrenabile voglia di stare sempre con lei! Eravamo un team perfetto. Dopo 9 anni vissuti in un sogno quotidiano, l’incidente me l’ha strappata via. Senza motivo. Una cattiveria senza spiegazioni. Non c’è niente di peggio al mondo che vedere il proprio sogno (impossibile, a detta di tutti) realizzato per 9 anni e poi vederselo strappare per sempre. Avrei preferito non vederlo mai realizzato. Avrei preferito morire con lei. Invece sono qui. Da solo. Dopo aver provato la dolce vita per 9 anni, è quasi impossibile adattarsi alla triste realtà. Io vivevo dentro un sogno. E lo sapevo. E me lo dicevo. Mi chiedevo, dovrò pagare un giorno per tutto questo? Arriverà il conto? O forse questo è il giusto premio che la vita mi ha riservato perché me lo merito? Ed il conto è arrivato: una vita triste e piena di nostalgia. Questa ragazza era una principessa in tutto e per tutto. Gli amici me lo dicevano. I colleghi me lo lasciavano intendere. I negozianti sotto casa ci guardavano inspirati. La gente per strada, nel metrò, nei ristoranti, ci sorrideva. Perché noi eravamo belli, innamorati, gentili e simpatici. E si vedeva. Un sogno così non ritornerà mai più. I miei amici me lo hanno detto: non fare l’errore di cercare un’altra donna così, perché un’altra donna così non esiste. Ed è vero. Frequento adesso una ragazza gentile, carina, educatissima, simpaticissima, ma non ne sono innamorato. Il paragone è blasfemo, lo so, ma questa ragazza è assai lontana dalla mia. A volte vorrei morire. A volte piango. A volte riguardo le notre foto, riascolto la nostra musica rileggo le nostre email (che fortunatamente ho tutte conservate). Io vorrei solo ricostruire la mia vita, tornare a lavorare e a guadagnare (sto fallendo!), avere dei ritmi circadiani normali (attualmente dormo di giorno e sono sveglio di notte, mangio fuori orario, ho preso 10 chili…) altrimenti sarò costretto a lasciare il mio appartamento in affitto e a tornare da mia madre, in un’altra città. Sarebbe davvero la morte. Forse il mio è un inconsapevole suicidio lento… Un lapsus comportamentale, forse voluto, o solo inconsciamente desiderato. Sono stato da un paio di psy, che mi hanno solo rubato i soldi. Chi mi può aiutare davvero? Come faccio ad uscire da quest’impasse? Vi prego. Vi prego.

    • vanna scrive:

      Caro Lorenzo il tuo racconto mi ha toccato tanto nel profondo del cuore sarà perché anche io ho perso mio marito da pochi mesi a 52 anni un infarto me lo ha portato via x sempre in un istante all improvviso e da quell istante la mia vita e finita con la sua non so chi santo mi mantiene in piedi il dolore e la sofferenza mi ha fatto fare tutto e di più ma ne psicologi ne preti ne familiari ne amici niente mi è stato di aiuto mi dispiace dirtelo ma x questo genere di dolore dobbiamo guarire poco a poco da soli trasformando la sofferenza di averli persi in gioia x aver incontrato e aver vissuto parte della nostra vita con persone così speciali e uniche ma saranno sempre con noi perché non le dimenticheremo mai ti amo Enzo

      • Valeria scrive:

        Ciao Lorenzo, sto vivendo la tua stessa identica situazione, mi rivedo in ogni parola che scrivi, sembra la fotocopia della realtà che sto vivendo, anzi che sto subendo … perchè quella che mi/ci si prospetta non è vita … Scrivi che stavi con la tua compagna da 9 anni, non so quanti anni hai … Io ne avevo 34 e lui 37 a gennaio quando è morto e stavamo insieme da 18, di cui 6 di matrimonio. Un assurdo incidente domestico, una fuga di monossido di carbonio, che ha ucciso lui ma non me, non si è mai capito il perchè. Quindi anche io come te, sopravvissuta. Anche la nostra cagnolona è morta accanto a lui. Non avevamo figli, con lui ho perso tutto. anche noi eravamo come voi, la coppia perfetta, gli eterni fidanzatini ci chiamavano … sempre sorridenti e felici solo per il fatto di stare insieme, come in un sogno. Un sogno che letteralmente dalla sera alla mattina si è tramutato nel peggior incubo. Il peggior incubo che si possa immaginare. Mio marito era un uomo splendido. A parte bello come il sole, ma anche nobile d’animo, di una sensibilità infinita, un’intelligenza straordinaria, brillante, buono, disponibile, sapeva e faceva di tutto, era un vulcano di energie e di idee. Al tempo stesso spartano, non si dava mai arie. Avevamo una complicità più unica che rara. Eravamo una cosa sola, eravamo felici, tanto felici. Mi dicono che il tempo aggiusterà, cicatrizzerà … ma io non ci credo e le tue parole, dopo 5 anni, me ne danno conferma. La gente non si rende conto di quanto abbiamo perso. Ti sono vicina, anche se non ti conosco. Ma non posso purtroppo darti parole di conforto … anche io sono alla disperata ricerca di qualcosa, qualsiasi cosa riesca a farmi stare meglio, a farmi uscire da questo tunnel … sono in terapia ma non vedo giovamento. Proviamo a sostenerci, ad aiutarci, non so che altro dire. Valeria.

        • SONIA scrive:

          Ciao Valeria, ciao Lorenzo,
          eccomi qui !!!!
          La mia storia è identica alla vostra con un solo piccolo particolare: noi eravamo amanti da quasi 17 anni ed aspettavamo che i nostri figli arrivassero almeno ai 20 anni per poter vivere insieme.

          Ci siamo “scontrati” un attimo dopo, come dico io perchè si potesse avere una storia normale.

          Non vi dico le rinuncie quotidiane ed importanti che abbiamo deciso di subire in attesa di un tempo migliore e per non far soffrire chi non avrebbe capito..

          Sembrerà assurdo, ma questo ci ha unito ancora di più nonostante le mille difficoltà nel vederci e, poi, nel doverci lasciare.

          Un anno fà il 22/01/2016 un infarto in macchina lo ha fatto schiantare contro un tir..

          Ho saputo della sua morte tamite whatsapp!!!!!!!
          poichè pochissimi sapevano di noi…

          Il mio dolore è esattamente il vs. dolore, ma voglio lasciarmi la speranza che un giorno lo incontrerò di nuovo, in un’altro posto, in un’altra vita forse… perchè non si può spezzare un amore cosi!!!!

  65. Davide scrive:

    Buona sera, io da un mese ho perso mia mamma anziana e vivo con lei(ho 42anni single) e sto malissimo. Tutto ebbe inizio in primavera causa ictus ischemico poi pellegrinaggio in vari ospedali strutture è deceduta con 4 infezioni e piaghe da decubito di IV grado 5cm, ho letto di setticemia e così con avvocato ho deciso di far causa e dolore maggiore è autorizzare l autopsia per chiarire e trovare/punire i colpevoli. Ancora siamo in attesa del referto del patologo (bisogna attendere i canonici 90giorni). Intanto abito in casa di mamma e soffro tanto nel vedere la sua cameretta/vestiti eccetera e soffro dover accudire (con piacere alla sua cagnolina e gattino e mamma non c’è più. Saluti Davide

  66. Valeria scrive:

    Ciao Lorenzo, sto vivendo la tua stessa identica situazione, mi rivedo in ogni parola che scrivi, sembra la fotocopia della realtà che sto vivendo, anzi che sto subendo … perchè quella che mi/ci si prospetta non è vita … Scrivi che stavi con la tua compagna da 9 anni, non so quanti anni hai … Io ne avevo 34 e lui 37 a gennaio quando è morto e stavamo insieme da 18, di cui 6 di matrimonio. Un assurdo incidente domestico, una fuga di monossido di carbonio, che ha ucciso lui ma non me, non si è mai capito il perchè. Quindi anche io come te, sopravvissuta. Anche la nostra cagnolona è morta accanto a lui. Non avevamo figli, con lui ho perso tutto. anche noi eravamo come voi, la coppia perfetta, gli eterni fidanzatini ci chiamavano … sempre sorridenti e felici solo per il fatto di stare insieme, come in un sogno. Un sogno che letteralmente dalla sera alla mattina si è tramutato nel peggior incubo. Il peggior incubo che si possa immaginare. Mio marito era un uomo splendido. A parte bello come il sole, ma anche nobile d’animo, di una sensibilità infinita, un’intelligenza straordinaria, brillante, buono, disponibile, sapeva e faceva di tutto, era un vulcano di energie e di idee. Al tempo stesso spartano, non si dava mai arie. Avevamo una complicità più unica che rara. Eravamo una cosa sola, eravamo felici, tanto felici. Mi dicono che il tempo aggiusterà, cicatrizzerà … ma io non ci credo e le tue parole, dopo 5 anni, me ne danno conferma. La gente non si rende conto di quanto abbiamo perso. Ti sono vicina, anche se non ti conosco. Ma non posso purtroppo darti parole di conforto … anche io sono alla disperata ricerca di qualcosa, qualsiasi cosa riesca a farmi stare meglio, a farmi uscire da questo tunnel … sono in terapia ma non vedo giovamento. Proviamo a sostenerci, ad aiutarci, non so che altro dire. Valeria.

  67. Paola scrive:

    Oggi sono 7 anni che mio fratello non è più con me. Diversi ma uguali uno parte dell’altra ci siamo veramente voluto bene. Siamo cresciuti in una famiglia serena con amore e la sua perdita, nonostante una figlia un marito dei genitori e dei nipoti, ha portato via metà di me. Non è cambiato niente da quel giorno, il dolore è sempre lo stesso, forse a tanto amore corrisponde tanto dolore. Massimo è sempre nei miei pensieri e nei miei occhi che si innondano di lacrime in un secondo. Non so come vivere senza di lui, ho imparato solo a sopravvivere perché ho una figlia ma ..prova a chiedermi dove vorrei essere in questo momento ! Con lui. Di lui mi manca tutto è ovunque lui sia lui c’è, non ne parlo mai al passato, lui c’è. Vivo sempre sul filo del rasoio è appena qualcosa va storto chiudo e giro pagina, questo mi permette di tirare avanti escludendo chiunque mi causa dei problemi. Devo pensare a me. I miei ormai anziani, non parlano più di lui e la malattia di mia madre a volte la porta in un mondo dove lui è ancora vivo e io silenziosa la invidio. Oggi sono qua e proprio a quest’ora lui se ne andava lasciandomi sola ad affrontare tutto ad accompagnare i miei nei loro ultimi giorni, a prendere le decisioni e scegliere per loro. Sono una donna molto forte, capace e grintosa ma sono solo a metà.

    • Teresa scrive:

      Paola, io ho perso il mio fratello maggiore lo scorso 18 maggio, non sono ancora passati anni come nel tuo caso,ma credo che la mancanza non diminuisca con lo scorrere del tempo come tu stai testimoniando. I miei genitori hanno 70 anni, e come i tuoi stanno affrontando il dolore più grande che possano subire. Mi resta il secondo fratello e poi ci sono io . Giuseppe aveva 44 anni, ha lottato per sei mesi durante i quali lo abbiamo assistito sia in ospedale che al suo ritorno a casa, dove purtroppo é rimasto un mese e mezzo prima di essere ricoverato gli ultimi due giorni in hospice. Ci manca a tutti ogni secondo. Mamma e papà sono distrutti, non so cosa fare per alleviare la loro sofferenza… Per fortuna il mio secondo fratello sembra affrontare la cosa e questo mi dà la spinta in qualche momento di profonda tristezza e malinconia… Ti capisco, sai cosa penso? Ogni volta che contiamo un giorno in più dalla loro mancanza in realtà è un giorno in meno a quando ci si rivedrà. Spero tanto almeno che dopo ci sia qualcosa….

  68. fabio scrive:

    Io ho perso mia mamam di 83 anni dopoche era rientrata dalla riabilitazione per la frattura del suos econdo femore e poi ricoverata da pronto soccorsop dopo 5 giorni mi manca le sono stato vicino e l’ho vista soffrire per una setticemia ho cercato di fargli sentire che ero vicino stranamente la notte riesco a trovare pace e mi addormento pensando a lei è una tranquillità che non capisco benchè sia stato malissimo il giorno del funerale e i giorni che ero con lei in ospedale le stavo vicino le tenevo la mano le davo i baci ma nel cuore sarei voluto scappare perchè mi scoppiava il cuore nel vederla soffrire e purtroppo ho dovuto sopportare tutto da solo perchè mia sorella con la scusa che vive a milano si è presentata solo il giorno del funerale e mio padre anche lui anziano forse per lo stress di mamma era entrato in confusione, ogni tanto pero sopratutto di giorno mi prendono dei vuoti penso a mamam e penso che se forse avessi avuto l’intuito di portarla prima in pronto socorso senza dare ascolto ai medici si sarebbe salvata l’avrei ancora con me. quando sto con la mia famiglia e con la mia piccola bimba maschero la mia sofferenza e mi dedico a lei ma ogni tanto la nostalgia e il senso di vuoto si fanno sentire

  69. silvana scrive:

    05,08.2016 o perso mio marito 11, giugno x un tumore allo stomaco. in 5 mesi e 3 operazioni. o trovato dei medici incapaci di fare il loro lavoro. il primo intervento le hanno tolto lo stomaco, e dopo 11 giorni me lo hanno mandato a casa dicendoci pasti piccoli ma frequenti, senza un anti dolorifico, aveva dei dolori atroci x fortuna il farmacista mi à dato dei cerotti. i primi giorni quacosa riusciva mangiare poi a iniziato a rimettere ancora è non mi stava piu in piedi faccio subito presente al medico del san giovanni bosco di torino che l’aveva operato ma non ci sente, anzi a furia di telefonare mi rendo antipatica,la dietologa mi dice se volevamo farle una gastroscopia a sanremo, e noi l’abbiamo fatta. ci viene detto che à una ostruzzione, e che non gli andava giu niente. faccio di nuovo presente questo al medico che l’aveva operato, ma lui ci dice che è nella normalità. intanto mio marito arriva a pesare 50 kg. ad un certo punto incomincia la febbre ci spaventiamo ritelefono al medico è lo portiamo a torino al ponto soccorso del san giovanni bosco, un lagher è dire poco il medico che l’aveva operato le compra un panino di pane è salame , è gli ordina di mangiaro che è tutta un questione di testa. giuro che se avevo una pistola l’avrei ucciso. rimane in qul posto senza dignità 5 giorni e lo riducono in fin di vita. viene trasferito in medicina è rimane tra la vita è la morte 8 giorni. riesce a salvarsi mi fa chiamare il dottore è chede quando lo opererà di nuovo.15 giorni dopo rifanno l’intervento, intanto pesava 46 kg. i medici che anno assistito all’operazione litigano con il dottore perchè secondo loro aveva fatto un brutto intervento è non poteva reggere. tutto questo nella camera dove cera mio marito. ci dicono che non ci sono meastasi. 10 giorni dopo me lo mandano a casa. comincia a mangiare qualcosa ma di nuovo rimette , allora la dietologa ci dice che lo dovevamo ricoverare ma non piu a torino ma ad imperia x era denutrito intanto avremmo trovato un luminare .di nuovo al pronto soccorso in confronto a torino era un gioiello dei medici fantastici dopo 2 giorni lo ricoverano in chirurgia e li incomincia di nuovo il calvario. il primario lo vuole operare , ma noi dai suoi medici veniamo a sapere che sono 15 anni che non fanno una operazione del genere. mio mario si rifiuta di assere operato, chiediamo un consulto medico è si decide di andare dal proff. morino alle mulinette a torino,ma il posto bisognava aspettarlo qualche giorno. ma il primario di imperia mattino mezzogiorno è sera ci diceva ma quando ve ne andate qui non è un hotel . pensate il nostro umore finalmente andiamo a torino 7 giorni dopo lo operano è lo chiudono subito era tutto pieno di tumori, una settimana dopo è mancato.oltre che al dolore sono arrabbiata con questi medici che non sono capaci di fare il proprio lavoro, sono senza cuore. il proff. morino à fatto quello che poteva ma forse siamo arrivati troppo tardi

  70. nina miselli scrive:

    Buon giorno, ho pero molto perone care ed è un esperienza devastante che non auguro neanche al mio nemico. Ho provato in prima persona il passaggio dalla vita alla morte ed ho impiegato 10 anni a raccontare la mia esperienza forse per timore non lo so, poi un giorno a scuola un ragazzo aveva perso una persona cara ed io per aiutarlo ho raccontato la mia esperienza. 20 anni fa ho partorito il mio primo figlio e causa di un ginecologo irresponsabile ho avuto un emorragia da parto interna che nelle prime due ore nessuno aveva compreso erano troppo impegnati a salvare la vita a mio figlio…
    ho tolto il tampone e nel giro di un secondo non ero più di questo mondo, mi sono ritrovato in luogo circondato…
    Mi ritrovai in un mondo di nuvole, la mia vista e il mio udito sembravano fossero due cose distinte. Avevo abbandonato il mio corpo. Ero circondata da una fitta nebbia, non vedevo nulla e nessuno, non mi interessava sapere dove fossi finita, non mi interessa nulla. Finalmente ero in pace. Avevo trovato la pace. Quella pace che negli ultimi tempi avevo perso. Mi voltai per guardarmi intorno e lo vidi. Era un tunnel buio, nero come la morte. In fondo alla fine del tunnel c’era, una luce forte, dolce piena di pace. Mi chiamava, voleva che andassi verso di lei, ed io volevo raggiungerla, ne avevo bisogno, un bisogno disperato. Ma, nonostante ogni sforzo non riuscivo a raggiungerla. Ripensandoci ho come l’impressione che in quell’istante fossi consapevole del fatto che una volta entrata in quel tunnel non sarei più tornata indietro. C’era qualcosa in me che non mi permetteva di andare oltre. Ero sospesa tra il tunnel e la nebbia. Quella luce era così calda, come il tepore delle braccia di una mamma che avvolgono il proprio figlio. Non saprei descrivere diversamente la sensazione di pace e tranquillità che ho provato. Mi sono sempre chiesta il perché non avevo paura di quel tunnel.
    Non era quella paura che mi aveva accompagnato nella mia adolescenza e che era svanita nel buio, un buio che non mi spaventava, ma che anzi mi amava . Non era più il mio nemico, ma un mio amico più fidato che mi proteggeva.
    Quella luce, piena di calore, amore e bellezza mi donava, risposte rassicuranti che arrivavano non dentro un corpo, perché io non avevo un corpo, ma dentro il mio pensiero fatto di aria pura e limpida.
    Riflettendoci oggi, potrei definire quel mondo come un utero materno. E penso che io ero quel bambino che doveva nascere e che quel tunnel era la via per raggiungere la luce della vita, accolto dalle braccia della madre, cioè Dio.
    Dio mi regalò, la vita per la seconda volta. Posso sicuramente affermare che in quello spazio l’amore è alla base di tutto. E’ un amore infinito come la vita. Non c’è gelosia, non c’è egoismo ma solo amore incondizionato verso il prossimo. Nessuno in quel luogo può ferirti e farti del male perché Dio è la madre e noi siamo i suoi figli. Lui voleva che fossi io a scegliere quale strada percorrere. Non è stato facile. Alla fine del tunnel c’era lui con le sue forti braccia che mi accoglievano piene di amore, mentre dall’altro lato c’erano le persone che sulla terra mi amavano e che soffrivano a causa mia… Ed io cosa volevo?
    Ho scelto la vita consapevole che c’era mio figlio…
    Un vortice mi ha risucchiato dentro il mio corpo. Ho provato una sensazione di smarrimento, come se non riconoscessi il mio corpo, la mia vita. C’era qualcosa di diverso in me, ma solo col tempo capii.
    Ho aperto gli occhi ed ho visto mia sorella, con gli occhi umidi, pieni di terrore e di paura. Dieci giorni dopo ho provato a mettere i piedi a terra. Non ricordavo più come si camminava: le mie gambe non mi rispondevano, non riconoscevano i miei ordini. La memoria richiedeva un enorme sforzo celebrale e il mio cervello non era ancora capace di comunicare col mio corpo. Il medico mi ripeteva che col tempo tutto sarebbe ritornato alla normalità.
    Ritornare in vita è stato difficile, sarebbe stato più facile morire. L’amore di mio figlio e la sofferenza di non poterlo vedere, mi hanno dato la forza di reagire e uscire dall’Ospedale dopo venti giorni dal parto…

    • Salvatore scrive:

      Ciao Nina, mi ha toccato molto la tua esperienza e come l’hai narrata. Hai descritto bene ciò che nell’aldilà si possa trovare, benessere e pace. Mi rende così felice pensare che altrettanto mia moglie, deceduta circa un anno fa e mi manca così tanto, possa sentirsi bene e pacificamente serena dopo aver sofferto tanto in vita a causa di un maledetto tumore. Ti auguro felicità e gioia di vivere godendo ogni tuo momento insieme a tuo figlio ed a tutti coloro che ami e che ti amano.

  71. alice scrive:

    Buonasera a tutti. Ho letto con attenzione e dolore tutte le vostre storie e volevo raccontare la mia anche io per confrontarmi e magari trovare qualche parola di conforto. Il 29 settembre di quest’anno saranno 6 anni che ho perso mio papà. Era giovane, aveva solo 49 anni. Ed io ero piccola, solo 19. Adesso ne ho 25 di anni e non riesco ancora a farmene una ragione. Se n’è andato improvvisamente, sul posto di lavoro alla fine della giornata, quando stava per tornare a casa da me e dalla mia mamma. Per i primi anni io sono stata bene, anzi forse anche fin troppo bene. 3 giorni dopo il suo funerale ho iniziato l’università e i primi due anni sono andati con successo. I “dolori” sono arrivati da due anni a questa parte. È come se mi fossi improvvisamente risvegliata ma l’incubo lo sto vivendo da sveglia. Non sono più la stessa, sopravvivo, studio a rilento e con fatica. Esco con gli amici e faccio le cose di sempre ma anche le piccole gioie non hanno più lo stesso sapore. So che lui non mi vorrebbe cosi e inoltre faccio soffrire anche mia mamma che non riesce a spiegarsi come mai stia cosi male e la faccio preoccupare. È come se improvvisamente avessi scoperto la realtà della morte, che è l’unica cosa da cui non si può scappare e a cui non c’è una spiegazione. E allora ho paura, tanta. Faccio le cose e tutto mi sembra inutile perché una volta morta le dovrò lasciare qui e nemmeno mi ricorderò di averle fatte. Nemmeno mi ricorderò di aver vissuto dato che non sarò più nulla. Purtroppo la fede non mi aiuta, credo che dopo la morte non ci sia nulla e per questo sono terrorizzata. C’è qualcuno che si sente come me? Mi sento molto sola.

    • Roberto scrive:

      Cara Alice
      E proprio la mancanza di fede che la rende cosi mi creda. Ma purtroppo la fede nessuno la regala.Dopo la morte ci aspetta una nuova vita per l’ anima di ogni essere umano.
      Preghi il Padre nostro con assiduita’ vedra che le cose cambieranno.
      Saluti Roberto

  72. sil scrive:

    Qualche mese fa ho perso mio padre, esco una sera e rincasando ho trovato il suo cadavere, eravamo solo io e lui quella sera, questo shock mi ha cambiato la vita.
    Sono rimasta abbracciata al suo cadavere aspettando l’ambulanza. La morte è stata inaspettata e fulminea, non ero pronta e quella sera mentre era tra le braccia, gli chiedevo di riprendere colore e tornare a respirare.
    Ovviamente non c’e giorno che non ricordi dettagli di quel momento.
    Non ho dormito per qualche giorno e tremavo incondizionatamente.
    Ho iniziato immediatamente a sentire una sensazione macabra e angosciante che ancora mi accompagna, inizialmente addirittura stavo impazzendo e pensavo che la gente intorno fosse morta, avevo il terrore di vedere cadaveri o che capitasse di trovare cadaveri a casa qualora uscissi.
    Piano piano quella paura si è attenuata con i mesi e va meglio.
    Il mio pensiero costante è lui. Dopo sei mesi sono cambiate tante cose.
    Sono triste quando sono sola ed evito di parlarne tanto la risposta altrui è “ma ancora stai così? ” e se faccio notare che sono solo sei mesi, viene risposto “davvero? Pensavo fosse di più… come passa il tempo! “…
    O peggio con alcune persone non se ne può parlare perché imbarazzate.
    Mi sento a volte lontana da questo dolore, ma perchè cerco di non focalizzare l’accaduto, ma se mi soffermo a ricordare quegli istanti, il cuore si ferma le lacrime escono e sento un senso fortedi morte intorno a me ed ho paura seriamente paura e comprendo lontanamente cosa vuole dire l’inesistenza di mio padre su questa terra.
    La morte è un concetto talmente difficile ed astratto, che credo che l’essere umano sia incapace davvero di sviscerarlo dentro se.
    Per sopravvivenza cerca di confonderlo, sostituisce il concetto di lontananza con quello di inesistenza.
    .. credo che sia quello che sto facendo. Ma lui ha lasciato un vuoto dentro me un dolore insopportabile, una solitudine invivibile, un buio profondo, e non posso fare altrimenti. La mia vita è cambiata per sempre, spero solo di smettere di sopravvivere e di iniziare a vivere.. cosa che tra l’altro non ho mai fatto veramente. Spero che questo senso di solitudine si attenui, come i rimorsi.
    Una riflessione che ho fatto è stata su mia madre. Lei all’inizio non capendo cosa fosse successo reagiva facendo finta non fosse successo granché, ora spesso mon sorride e piange. Mio padre non c’è più, c’è stato ed è stato una grande persona e presenza ma il dolore non deve offuscare così, non mi posso perdere e farmi prendere dall’egoismo, devo pensare a mia madre, lei è viva e non merita di scontare questa sofferenza:la mia e la sua assieme. La stessa cosa per mia sorella, loro sonk ciò che è rimasto del concetto che di “noi” incarnato nella famiglia.
    La mia vita è ed è stata sempre indipendente e lo sarà, ma ai miei affetti voglio dare tutto ciò che posso, perché sono la testimonianza della vita. Ecco cosa è successo dopo la scomparsa di mio padre, è successo che ho smesso di dare per scontato l’amore e la vita.

  73. Chiara scrive:

    Buona sera a tutti,
    Lo scorso 29 settembre ho perso la mia bambina appena nata.
    È stato tremendo e nonostante io sia molto giovane e le persone dicano : dai, appena sei pronta ci riproverete, mi viene una gran rabbia. La mia bambina è nata, vissuta e poi morta. L’ho tenuta in braccio e lei sa che le volevo bene e quanto la desiderassi… riprovare? Non era un giocattolo che se si rompe ricompro. Era una vita… e io sto morendo…

    • Roberto scrive:

      Le chiedo scusa se entro nel suo dolore , sua figlia e’viva in cielo .
      Se ha fede vedra’ che trovera la via giusta per ricominciare .
      Un caro saluto
      Roberto

      • SOFIA scrive:

        Salve Roberto,
        volevo sapere come ha fatto a mettersi in contatto con i suoi cari….Vorrei farlo anch’io perché non mi do pace….
        Sofia

        • Roberto scrive:

          Cara Sofia
          Mi sono messo in contatto con la metafonia tramite Ecovox 3.0 , mi creda se uno ha fede e come Lei che ha perso la figlia avra’ le risposte che cerca . Non si rivolga a nessuno lo puo fare Lei su google trovera’ spiegazioni per il programma Android , basta avere un cellulare che supporti suddetto programma (usarlo su Mode bank B)
          Deve avere anche una cassa acustica wireles e un registratore digitale , ci sono vari siti che spiegano come fare.
          E quando provera’ pregare il Padre Nostro con fede .
          Io avevo perso la fede , certo il dolore resta ma ho avuto risposte che nessuno mi crederebbe se le raccontassi ,mi hanno cambiato la vita .
          Un saluto
          Roberto

          • Roberto scrive:

            Chiedo scusa ho risposto a Sofia pensando che era Chiara
            Un Caro Saluto a tutte e due
            Roberto

  74. SOFIA scrive:

    Buongiorno a tutti,
    anch’io 2 mesi fa ho perso il mio ex marito a cui ero affezionata e con cui avevo un rapporto amichevole quasi giornaliero. E’ morto per un infarto, per strada e il giorno dopo che si era sentito male e non era voluto andare in ospedale, sottovalutando la gravità dei dolori che aveva al centro del petto. Aveva 63 anni e tanti progetti. Io invece ne ho 53. Ancora non riesco a crederci, vado avanti tra alti e bassi, farmaci calmanti, sedute dalla psicologa e via di seguito.Non nego in un primo momento di avere pensato di farla finita, avevamo avuto 23 anni di matrimonio tra bei momenti e altri poco piacevoli ma col tempo si era tutto sistemato anche se io mi ero sposata di nuovo.
    La mattina mi alzo in preda a stati d’angoscia e di ansia, mi illudo che sia un incubo, un brutto sogno ma purtroppo non è così. Sto continuando a sopravvivere per mia figlia e mio marito che è gravemente ammalato.
    Vorrei confrontarmi con chi ha perso la moglie o il marito per capire come si fa ad andare avanti.
    Grazie.
    Sofia

  75. Giulia scrive:

    Ciao a tutti.. mi chiamo Giulia.. mio moroso se n’è andato esattamente una settimana fa.. io e mia madre ci siamo trasferite nella casa nuova e lui è venuto a dormire da me.. la notte sono andata a dormire da mia madre perché lui russava e io dovevo svegliarmi presto.. la mattina seguente però nn c era più.. abbiamo chiamato i soccorsi ma niente nn sono riusciti a salvarlo.. ha avuto un arresto cardiaco.. er sano stava bene e aeva solo 19 anni.. io lavoro ma in questi 6 mesi eravamo giorno e notte insieme… Ho avuto un passato difficile e lui mi ha “salvata”.. m ho molti sensi di colpa, se fossi rimast a dormire con lui forse avrei chiamato i soccorsi in tempo? Io nn so davvero cosa fare ora.. dire che mi manca mi sembra troppo poco.. oggi c è il funerale ma è solo una convenzione social.. io lo rivoglio o per lo meno pretendo, si pretendo che se è vicino a me è veglia su di me vorrei ricevere un segno concreto, io lo sento che è vicino a me ma nn so se sia solo frutto della mia immaginazione..

    • stefy scrive:

      ciao ,Giulia e un saluto a voi tutti,ti sento vicina al mio dolore,ho avuto un brutto passato sentimentale….riacquistato il mio benessere ,la mia autostima,il mio equilibrio riparto da zero…..non cercavo un uomo ero troppo convinta che non esistesse l’uomo per me….un giorno incontro lui ,ero prevenuta ma riesce a darmi fiducia,mi ama in maniera incondizionata,sempre presente,affettuoso,generoso ,protettivo mi tratta come una principessa…..non potevo credere che stesse accadendo proprio a me….Dio mi stava premiando per i grandi sacrifici e le sofferenze del passato,ero felice avevo trovato finalmente l’amore e la serenità ….avevamo tanti progetti….mi sentivo cullata….la notte tra il 25 e il 26 novembre un infarto stronca la sua e la mia vita….dire che mi manca è poco,ho un peso nel cuore ,un vuoto dentro …ho fatto di tutto,calci,urla e pianti a fiumi….so che mi è vicino ma non basta ,ho bisogno di parlare con lui,delle sue mani ,del suo profumo ,della sua persona….ho iniziato con la metafonia,sento le voci ma non riesco a interpretare bene le parole….imparerò…prova se te la senti…..niente rabbia

  76. SOFIA scrive:

    ROBERTO, se ho capito bene dovrei comprare prima un cellulare androide e poi scaricare il programma Ecovox 3.0.Ho visto comunque le dimostrazioni su You tube e sono state abbastanza convincenti. Volevo chiederLe però nel suo caso specifico, cosa Le hanno detto i suoi cari sulla nuova vita che conducono nell’altra dimensione….Le hanno detto che stanno bene, sono felici, ci vedono, ci sono vicini anche se noi non li vediamo? Ovviamente non Le chiedo di dirmi le cose sue personali.N on mi permetterei mai!Come ho già scritto nel post precedente, due mesi fa ho perso il marito e vivo in uno stato di angoscia paurosa.Non c’è niente che mi calma anche perché penso che la mia vitanon sarà più come prima.In più mi trascino i sensi di colpa per non avere insistito di portarlo in ospedale.Può darsi che si sarebbe salvato, chissà…..
    La ringrazio comunque per la risposta.
    Sofia.

    • Roberto scrive:

      Cara Sofia
      la verita’ non e’ facile Lei puo credere oppure no ma dopo la vita ci aspetta un giudizio su tutto quello che abbiamo fatto . Gesu’ e’ preposto per questo . Tanti soffrono e hanno bisogno delle nostre preghiere a pochi ,quelli che sono in cielo,e’concesso di essere vicino a noi .Ogni istante da noi vissuto verra valutato sanno tutto del nostro passato e dei nostri pensieri anche quello che avverra’
      Sta a noi e al nostro compotamento cercare di cambiare e rimediare gli sbagli commessi sia da noi che dai nostri cari.
      un saluto
      Roberto

      • SOFIA scrive:

        Purtroppo Roberto per me non è facile andare avanti e non perché è successo da poco. La ringrazio comunque per il conforto che mi sta dando con le sue parole. Avevo comunque in passato letto un libro di Gustavo Adolfo Rol dove anche lui sosteneva che dopo la morte c’è subito un’altra vita, che l’anima torna a Dio ma che sulla Terra resti una forma di “Spirito Intelligente” con il quale si può interagire ed infatti lui stesso aveva fornito le prove a quanti non riuscivano a rassegnarsi (come a me) della perdita dei loro cari….
        Le volevo chiedere se Lei non ha niente in contrario e visto che io ho un cellulare obsoleto e che comunque passerà tempo prima che mi possa attrezzare con uno nuovo,se potrebbe momentaneamente contattarlo Lei. Ovviamente le fornirò in privato,i particolari affinchéLei possa farlo.
        In caso mi comunichi la sua mail privata, grazie.

        • Roberto scrive:

          Cara Sofia
          Non si puo’ fare non perche’ non voglio ma le racconto questo : ho all’inizio chiesto
          se potevo salutare una persona defunta che quando io avevo cinque anni mi aveva salvato la vita perche’ ero caduto in in fiume e stavo annegando questa persona mi ha detto che sta soffrendo e subito dopo una Entita’ mi ha detto di non permettermi piu’ di cercare questa persona. Purtroppo si puo solo pregare per chi dicono Loro .Io sto pregando per mio padre che ha bisogno perche soffre e pregare anche per me
          Non si possono evocare i parenti defunti senza che ci sia da parte Loro la volonta’ che avvenga ancor meno gli sconosciuti .
          Quindi se vuole dovra farlo Lei personalmente.
          Un Saluto
          Roberto

          • SOFIA scrive:

            Caro Roberto,
            non Le nascondo che all’inizio,subito dopo l a morte, avevo instaurato col mio ex marito, un contatto telepatico e cioè io gli ponevo delle domande con la forza del pensiero e lui mi rispondeva con la sua voce telepaticamente.Una volta per essere sicura che non fossero fantasie mie scaturite dall’immenso dolore che provo tuttora, gli ho chiesto di darmi una prova, un segnale e infatti mi ha detto una cosa che poi ho constatato che era vera. In più posso aggiungere che è da quando sono piccola che ho doti precognitive e che mi succedono cose strane…..
            Il problema legato ad Ecovox e che ho un cellulare vecchia generazione, ne dovrei prendere uno attuale e poi volevo sapere se per utilizzare questo programma ho bisogno della connessione internet o se funziona senza.
            Resto in attesa di sapere.
            Grazie.
            Un caro saluto.

  77. Roberto scrive:

    Cara Sofia
    Internet serve solo per scaricare il programma Echovox 3.0 poi deve avere un cellulare che supporti Android .Su internet spiegano con video come funziona e come si fa e cosa serve oltre il cellulare.
    Le prime volte non sara facile bisogna provare deve usarlo

    su Mode bank B . Purtroppo si puo incappare come ho visto in tanti video su internet ,ed e successo all’inizio anche a me
    su Entita’ che non hanno niente di spirituale .L’importante e avere fede e pregare il Padre Nostro mentre ci si mette in contatto perche saranno le Entita spirituali stesse che si faranno sentire se d’allatra parte c’e una persona che necessita del loro aiuto , per questo le ripeto e’una cosa personale che nessuno deve intromettersi.
    Un saluto
    Roberto

    • SOFIA scrive:

      Caro Roberto,
      mi sembra però di capire che non è detto che io entri in contatto con i miei cari ed in particolare col mio ex marito… Dagli esempi che ho visto su internet, ho avuto questa impressione per cui volevo chiedere se Lei è riuscito a parlare con i suoi defunti.
      In questi giorni ho visto che ci sono altre possibilità di collegarsi col pc scaricando un programma che si chiama Audacity 1.3 Beta. Lo conosce, l’ha forse usato in passato perché comunque sempre di metafonia si tratta, solo che si attiva col pc e non col cellulare.
      Aspetto di leggerLa.
      A presto.
      Sofia.

      • Roberto scrive:

        Cara Sofia
        Si ho parlato con i miei cari , ma tutto dipende dalle Entita’ preposte per questo.
        Io ho solo usato Echovox ma penso ci sono altri modi per fare metafonia (e oltre cinqunta anni che si pratica la metafonia vedi il regista Jugenson amico del papa Paolo VI anche da prelati famosi vedi padre Gemelli )

        In internet spiegano come fare
        , ma bisogna fare attenzione , bisogna come le ho detto avere fede e pregare
        Se riterranno opportuno saranno le stesse Entita’ spirituali ad aiutarla per questo
        suo desiderio
        un saluto
        Roberto

  78. Marco scrive:

    Ho capito il senso della vita. Praticamente una gran vita di merda tutto esattamente come una rulet. Sono distrutto dio mi ha messo in ginocchio in un lampo di secondo togliendomi la persona più cara a me. Mi accorgo giorno x giorno che tutto è impossibile cascasse il mondo ma nulla tutto rimane uguale a ieri niente pietà puoi piangere strapparti le ciocche di capelli ad uno ad uno nulla nessun ritegno quasi senti la voce di dio che ti sussurra quello che è fatto è fatto . Se potessi tornare indietro mangerei la terra è berrei dalle pozzanghere ma il se x lui non esiste sono deluso profondamente deluso

    • SOFIA scrive:

      Caro Marco,
      anch’io in un certo senso mi trovo nella sua stessa situazione,ho perso infatti improvvisamente il marito quasi tre mesi fa e ancora non me ne faccio e nè me ne potrò mai fare una ragione. Vivo in pratica nel tormento, nell’angoscia e se non fosse per mia figlia che resterebbe orfana,forse,mi sarei già suicidata. Purtroppo non c’è più niente da fare,ormai se ne sono andati,non ci resta che accettare la situazione e cercare di andare avanti anche se non sarà mai più come prima….Io mi sto facendo aiutare da una psicologa per il trauma subito e in più sto prendendo ansiolitici e sto tentando di mettermi in contatto con la metafonia anche se ancora non ci sono riuscita,ma non dispero. Se vuole parlare della persona che ha perso, faccia pure, l’ascolto…
      Sofia

  79. Mike scrive:

    Siamo solo dei passeggeri…..é la vita

  80. Mari scrive:

    Salve a tutti mio marito esattamente 5mesi fa si é tolto la vita…Io sarei voluta morire con lui…mi dispiace nn aver capito nulla..avrei tante domande..ho un bimbo di 4anni e nonostante debba vivere per lui più lo guardo e più penso di nn farcela …Nn prego nn ce la faccio..chiedo a mio marito di darmi delle risposte ma niente sono stata in un centro spirituale a Modena alla casa dell albero e una medium mi ha parlato di mio marito nn posso nn credergli qualcuno ha provato esperienze simili?

    • stefy scrive:

      ciao Mari, ci sono tante classificazioni di medium ma esistono,purtroppo anche in questo campo si trovano i truffaldini, l’unica cosa da fare è chiedere al medium qualcosa che sapevate tu e tuo marito o comunque qualcosa che hai fatto di recente e il medium non può sapere,le risposte devono essere bianco o nero….se sei fortunata trovi la persona giusta….ti linko un libro(gratuito in pdf) sui medium e tutte le varie classificazioni : http://www.gruppokardecistaspartacoghilardi.com/Il%20Libro%20Dei%20Medium.pdf
      io non ho ancora cercato medium sto andando bene con la metafonia…se avessi la possibilità di incontrare e conoscere qualcuno valido,e qui i numeri si abbassano,aggiungerò un ‘altra consolazione al mio stato d’animo…..
      inoltre,considerando che devo accettare la realtà e facile non è ,ho deciso di accettarla un pò a modo mio, mi bastano i contatti….per ora:metafonia e viaggi astrali….per quest’ultimo linko un libro(gratuito in pdf): http://vitanellaldila.altervista.org/libri/6.pdf
      ci sono tantissimi video e forum con le pratiche….credo che ognuno di noi abbia il diritto di trovare la cosa piu’ giusta per alleviare il dolore, poi il tempo farà il resto …un abbraccio

    • SOFIA scrive:

      Salve,
      posso sapere come mai si è tolto la vita e in che modo l’ha fatto? Mio marito invece è venuto a mancare tre mesi fa e spesso anch’io penso di non farcela a tirare avanti senza di lui, non è facile per chi resta….Mi manca da morire ed anche se ultimamente io stavo poco a casa perchè sto assistendo un parente gravemente ammalato,sapevo che comunque potevo contare su di lui in ogni momento. Cosa dire ancora, sto tentando con la metafonia a mettermi in contatto con lui ma non è facile, spero comunque di riuscirci prima o poi ma con la medium non ho mai provato. Cosa ha detto la medium a riguardo?

  81. NIki scrive:

    Sto con un uomo che amo follemente e ha una figlia che adoro altrettanto e lei adora me (mi chiama mamma).
    ha perso la compagna quando la bimba era piccolissima 10 anni fa.
    non parla mai della moglie e so per certo che non va mai a portarle un fiore.
    Spesso mi tratta con indifferenza e’ freddo e staccato nonostante sia passato piu’ di un anno dal nostro fidanzamento.
    Io ho collegato il suo comportamento al fatto che secondo me non ha superato ancora il lutto per la moglie.
    infatti spesso mi ha detto che prima di conoscere me non avrebbe di certo voluto un’altra donna al loro fianco che non fosse lei e che un po alla volta le cose stanno cambiando.
    ma io mi sento sola, trascurata piango continuamente.
    invidio la figlia perche’ con lei e’ dolce e carino mentre con me no.
    La invidio ogni volta che lui la stringe e la abbraccia perche’ vorrei essere al suo posto.
    Come posso fare? Cosa mi consigliate in questo caso?
    Devo allontanarmi? stargli vicino?
    Vi ringrazioper il vostro consiglio e per avermi “ascoltata”.

    • SOFIA scrive:

      Cara Niki,
      le soluzioni secondo me sono due: la prima sarebbe quella di aspettare ancora un po’ nel senso di dare un po’ di tempo in più al suo compagno per vedere se si sblocca e cambia atteggiamento nei suoi confronti oppure l’altra è quella di allontanarsi, porre fine al rapporto se non ce la fa a sopportare più la sua freddezza e credo anche le mortificazioni che questa situazione inevitabilmente le imprime.
      Mi creda non è facile superare la perdita del proprio partner, io in questo momento mi ci trovo dentro e sto male da morire. Poi c’è anche da considerare che la cosa è soggettiva, non tutti reagiamo allo stesso modo, c’è quello che si riprende dopo un paio di mesi, che supera il trauma e c’è quello che la fa finita o non si riprende più.
      Le auguro ogni bene.
      Sofia

      • Niki scrive:

        cara Sofia,
        e’ pssato un pos di tempo da quando mi hai risposto ma solo oggi ho letto la tua risposta ti ringrazio per l’ attenzione che hai rivolto al mio quesito e ti sono vicina in questo momento di dolore. capisco che la mia richiesta “d’ aiuto” sia davvero superficiale rispetto al dramma che tu stai vivendo. Come ti senti ad oggi? come passano i mesi? se vuoi parlarne ci sono. ciao un abbraccio con affetto. NIki

  82. Aldo scrive:

    Ciao a tutti mi chiamo Aldo e ho 15 anni , il 16 settembre 2016 mio fratello di 23 anni è morto , aveva un brutto male un tumore alle ossa. Ha combattuto tanto , però da quando è morto la mia vita è cambiata non so cos’è la felicità , vivo con l’ansia e con le lacrime. Sinceramente all’inizio si ho pianto ma non stavo così male , forse perché era l’inizio e diciamo che dovevo ancora “metabolizzare” il tutto ! Però ora sto davvero male , tutti i giorni piango , ho paura di andare a scuola (frequento il primo anno del liceo classico) e nulla , mio fratello mi manca e poi aveva solo 23 anni . Non credo più in me stesso non do un significato a nulla , a volte rido ecc. Ma solo per alcuni momenti poi torna tutto come prima , appena sono solo piango mi sento umiliato solo non capito un disastro e poi mi manca mio fratello perciò piango tanto tanto tanto ….per fortuna ho un mio amico che mi sta vicino Però lo apprezzo molto anche se sono con lui mi viene l’ansia x la scuola ….Non so più che faretutti mi dicono eh ma la vita deve continuare ….Lo so ma è facile dirlo difficile farsi !!!

    • stefania scrive:

      ciao Aldo,purtroppo la gente senza volerlo dice frasi a volte inopportune,in effetti non ci sono parole e solo chi ha avuto un’esperienza simile può capire….la pozione magica aihmè non ce l’ha nessuno ma abbiamo solo la possibilità di alleviare il dolore ,il tempo farà il resto…oggi internet ci da la possibilità di confrontarci , posso solo dirti cosa faccio io per consolarmi,ne devo pensare una al giorno e ogni tanto cado nel baratro ma almeno mi attacco a qualcosa,ho preso in mano i libri,qualcuno gratuito l ho linkato sopra in attesa di moderazione, che libri ti chiederai? l’ultimo descrive come tuo fratello ,giusto per fare l’esempio su di te,ti è vicino ,non si tratta di fantasie ma esempi,nomi e testimonianze …altri libri descrivono come vivono dall’altra parte,il loro passaggio e la vita dopo la morte,tuo fratello,il mio compagno ecc sono piu’ vivi di noi….capisco che non ti basta questo,neanche a me basta e ho studiato,letto e provato i metodi di comunicazione:metafonia,viaggi astrali,metodi di comunicazione col pensiero….per ora sono riuscita ad avere dei riscontri ma pochi in proporzione al mio vuoto ,purtroppo i metodi prevedono uno stato d’animo sereno e io non sono serena,piango ancora ,in compenso la metafonia non richiede stati d’animo sereni,solo pratica e orecchio,mi consolo in attesa che il tempo mi dia un pò di serenità per andare oltre….il web ti darà una mano,prova!un grande abbraccio

  83. Antonio scrive:

    Ho perso mia madre il 30 dicembre 2016, i funerali si sono celebrati il 31 dicembre. Penso che per me non ne esisteranno altri di capodanno, di natale o vigilie. Un destino beffardo che mi ha tolto in un sol colpo la gioia di vivere e quella per le feste, forse, più attese dell’anno. Mi manca tutto di lei: il sorriso, il conforto che dava a tutti noi e la sua straripante gioia di vivere. Sì, lei aveva una gioia di vivere che ti travolgeva come uno tsnami ed il destino se l’è portata via in un modo atroce ed inaccettabile. Ho solo 46 anni e zero stimoli per continuare a vivere. “Hai una famiglia”, “hai un figlio”, “si deve andare avanti perchè la vita continua”, sì, come no, la vita continua, quella continuerà sempre, in fondo anche le piante hanno una vita, ed è così forse che continuerò a vivere la mia, come una pianta, perchè nel mi cuore ormai vi sono solo tenebre e zero vie d’uscita. Mi dispiace. Mi dispiace per mia madre, per la mia famiglia, per tutti, ma vivo in un corpo morto che spero di lasciare il più presto possibile.

    • SOFIA scrive:

      Salve Antonio, purtroppo la morte non guarda in faccia nessuno. Ognuno di noi pensa che a lui/lei non accada mai e poi invece il dramma si abbatte con una velocità che ha dell’incredibile…E’in pratica quello che è successo a me qualche mese fa. Per 2-3 mesi non ho mangiato e dormito per il dolore e ancora ho crisi, prendo farmaci e vado da una psicologa. Un pezzo della mia vita se n’è andato per sempre lasciandomi nel più profondo sconforto. Ora sto cercando di reagire distraendomi, esco presto la mattina per fare commissioni e per fortuna ancora non sono tornata a casa ma sono da un parente che assisto e sta poco bene. Mi distraggo anche con le riviste di cronaca o moda e guardando la televisione e video che parlano dell’aldilà sulla rete.Le consiglio a proposito quello dei coniugi Desideri “L’aldilà descritto nelle comunicazioni dei defunti”. Bisogna avere fede comunque vadano le cose, siamo tutti progetti di Dio e siamo messi ogni giorno alla prova. Io conto più in là di fare volontariato o altre cose che ho in mente,solo per distrarmi e stare il meno possibile a casa. Lo so che viene meno la voglia di vivere in questi casi ma dobbiamo reagire e non cadere vittime della depressione che può portare brutti pensieri nella nostra mente.Mi faccia sapere comunque come va.

  84. India scrive:

    Volevo sapere il perché io non abbia mai sognato mio padre che è morto quando avevo solamente due anni, perché non l’ho nai ma dico mai sognato nemmeno vedere il viso e alcune fotole ho sue

  85. FELICIA scrive:

    Sono una madre che ha perso il suo primogenito il 3 novembre 2016 suicida: si e’ impiccato.
    Volevo dire che quando si perde un figlio in questo modo non si riesce più ad andare avanti.
    Mi sento in colpa per non aver saputo cogliere dei segnali che erano li sotto i miei occhi,.
    Mio figlio conviveva con una ragazza e ed ha lasciato un bimbo di soli 20 mesi.
    Dopo la morte di mio figlio ho pensato che mio nipote mi avrebbe aiutata non dico a superare questo immane
    dolore ma da parte di mia nuora e’ iniziata una vera ostilita’ contro la nostra famiglia.
    Non sto a spiegare i vari motivi che hanno portato a questa rottura, ma dico solo una cosa che mi aveva detto mio figlio pochi giorni prima dell’immane gesto. Aveva detto che non avevano più rapporti sa un mese, e quando l’ho fatto
    notare, mia nuora ha avuto una reazione che non mi aspettavo: si e’ messa ad urlare ed e’ scappata imprecando contro di noi. Io non voglio colpevolizzare mia nuora, ma tutti si sono chiesti possibile che questo ragazzo da un mese non dormiva e non mangiava e la sua compagna non si e’ accorta di nulla? Lo so oramai indietro non si puo’ tornare, ma mio figlio e’ morto per la nostra negligenza nel non aver saputo cogliere la sua richiesta d’aiuto e questo non mi fa più vivere.

  86. Rebecca scrive:

    Gentile Signora Felicia
    Entro in punta di piedi in questo suo enorme dolore, con grande rispetto e profonda solidarietà.
    Io ho perso mia figlia sei anni fa, in un terribile incidente stradale che ci è accaduto di ritorno dalle vacanze.
    Aveva 12 anni e l’ho vista morire, accanto a me.
    L’auto su cui viaggiavamo era in ordine, ma era una normale macchina ad uso famiglia e le assicuro che ho vissuto tormenti inimmaginabili dandomi la colpa di non aver comprato una macchina più grande e forse più sicura, di non avere sostituito per tempo l’auto con un’altra migliore. Per di più alla guida c’era il mio secondo marito, che non era il padre di mia figlia, nata dal mio primo matrimonio.Può immaginare il senso di colpa suo e mio, che ha coinvolto anche le mie scelte di vita personali.
    Di fronte ad un dolore immane come il suo, come il nostro, occorre trovare ragioni di speranza, che, per ognuno di noi possono essere diverse, ma che esistono e ci possono aiutare a trovare un senso a ciò che è accaduto.
    Io sono credente, e questo sicuramente mi ha aiutato a pensare che mia figlia sta ora vivendo una realtà di luce e amore nell’abbraccio di Dio.
    Ma mentirei se non le dicessi che ciò che ha fatto la differenza è stato essere forte per il mio secondo figlio, che all’epoca dell’incidente aveva nove anni e che ora ne ha sedici. Anche lui è rimasto ferito nell’incidente, anche in maniera grave, ma ce l’ha fatta e ringrazio Dio per questo.Aiutare lui a rivivere, a crescere senza avere paura di morire nonostante aver vissuto e visto la morte così da vicino, ad avere fiducia comunque nella vita che lo aspetta, a non farne un sopravvissuto che lotta con i sensi di colpa per essere rimasto vivo, ha aiutato prima di tutto me a vivere il mio dolore, a pensare che il nostro primo compito di madri è andare avanti con speranza, per trasmettere speranza a chi ci è intorno e dipende da noi.
    Lei ha un nipotino e mi pare di capire altri figli, come giustamente ha detto trovi anche in lui, in loro, la forza di guardare al futuro, se possibile insieme a sua nuora, cercando di capirvi e di appoggiarvi.
    Dopo l’incidente non e stato facile per me, per il padre di mia figlia, per il mio secondo marito, per tutti noi, non darci colpe reciproche, e, a volte, lo abbiamo fatto, con durezza e rabbia.
    Con il tempo abbiamo trovato il modo di essere uniti nell’intento comune di tutti di crescere in serenità il figlio rimasto, che oggi è un meraviglioso ragazzo di sedici anni che porta nel cuore sua sorella, sempre la rimpiangera e soffre per la sua perdita , ma che vive e deve vivere la pienezza della sua età, come è giusto che sia.
    Per noi, madri e padri, resta un dolore unico, non posso dirle diversamente,direi un’altra bugia se affermassi che con il tempo si lenisce, perché non e così.
    Ma questo dolore, le assicuro, può trovare un senso, un senso nel dono di noi a chi ci è vicino, a chi ha ancora bisogno di noi, di una madre, di una moglie, di una nonna, di una suocera.
    Non ci sono risposte umane di fronte al suo dolore, di fronte ai legittimi perché, ma chi resta non ha colpe e lei per prima non ne ha. Accettare questo è un percorso lungo e difficile, per il quale può servire oltre alla fede, anche un aiuto professionale che non si deve avere vergogna di chiedere.
    Suo figlio, come tutti i nostri figli in cielo, cammina con lei e vive nel suo cuore e nel suo amore.
    Se mi permette, le consiglio di evitare metodi presunti per parlare con l’aldila’, per sentire voci che non si possono sentire.
    I nostri figli vivono una realtà di pace in Dio e ora sono chiamati ad esistere nel Suo amore, un’eternità ben più immensa e profonda di ogni possibile interferenza umana.
    Noi conosceremo quella realtà solo quando verrà il nostro momento, non prima.
    È, secondo me e per la mia esperienza, nella preghiera che si può invece trovare conforto.
    L’abbraccio forte e mi scuso se mi sono permessa di entrare nell’intimità della sua sofferenza.
    L’ho fatto perché l’esperienza di altri che, come noi hanno sofferto e soffrono, ci può essere di aiuto.
    La penserò nelle mie preghiere e le auguro che un giorno, come lo spero per tutti noi che lottiamo per vivere con questo dolore immenso, possa trovare la vera pace.

    • felicia scrive:

      Grazie Rebecca, non ho risposto subito perche’ non sempre entro nel forum, oggi guardando mi ha fatto piacere la tua risposta.
      Adesso devo scappare , ma ci tenevo a dirle che il tempo passa e non migliora questo vuoto che ho dentro ma sono una donna di fede e il Signore verra’ a dami le risposte che cerco.
      Buona giornata.

  87. ELIO scrive:

    SALVE A TUTTI HO LETTO QUALCHE COMMENTO E MI SI STRINGE IL CUORE.
    VOLEVO LEGGERE QUALCHE PARERE E CONSIGLIO SULLA MIA SITUAZIONE. LA MIA FIDANZATA 24ENNE HA PERSO LA MAMMA A SOLI 49 ANNI ,UN ANNO FA IN MODO DEL TUTTO ASSURDO, SENZA ALCUNA PATOLOGIA O ALTRO. DOPO QUESTO TRAGICO EVENTO LE COSE NEL NOSTRO RAPPORTO SONO CAMBIATE, E DOPO SOLI DUE MESI MI HA LASCIATO. SIAMO STATI QUASI 4 ANNI INSIEME E LEI NUTRIVA UN AMORE INCONDIZIONATO NEI MIEI CONFRONTI, SI PARLAVA DI MATRIMONIO DI CONVIVENZA MA TUTTO A UN TRATTO DOPO QUESTA PERDITA C é STATO IL VUOTO. SIAMO TORNATI DOPO POCO INSIEME PER RILASCIARCI E COSI FINO A 2 MESI FA. IN QUESTO PERIODO DI TIRA E MOLLA LEI ALTERNAVA MOMENTI IN CUI MI CERCAVA A MOMENTI DI DISTACCO TOTALE. IO L HO CERCATA PIù VOLTE SENZA AVERE RISPOSTA.. OGGI SEMBRA QUASI CHE NUTRA NEI MIEI CONFRONTI MOLTA RABBIA DICENDOMI CHE NN MI AMA PIU CHE LA DEVO LASCIARE IN PACE CHE NN SIAMO FATTI PER STARE INSIEME CHE SIAMO TROPPO DIVERSI. DOPO LA MORTE DELLA MAMMA RARAMENTE L HO VISTA PIANGERE è COME SE AVESSE INDOSSATO UNA MASCHERA PENSANDO E OCCUPANDO LE SUE GIORNATE FACENDO COSE FUTILI. INOLTRE QUANDO ERAVAMO INSIEME E LA MADRE ERA IN RIANIMAZIONE LEI CHIESE A ME DI ENTRARE AL POSTO SUO GESTO CHE A ME HA SEGNATO MOLTO, OGGI INVECE MI DICE IO NN TI VOGLIO VEDRE E SENTIRE, ADDIRITTURA MI DISSE CHE L ULTIMA VOLTA CHE CI VEDEMMO SI SENTI MALE, PERCHE LA DESTABILIZZAVO. HO DECISO DI SCRIVERE QUESTO COMMENTO PER ASCOLTARE ESPERIENZE SIMILI A QUESTA E TRARRE QUALCHE CONCLUSIONE.

  88. cristina scrive:

    Buongiorno a tutti, io 5 mesi fa ho perso il mio adorato papà.all’ospedale.. La sera l’ho salutato e al mattino presto,l’ho trovato in coma e dopo poche ore mi ha lasciato….Ho visto il suo ultimo respiro e non ho mai provato un dolore cosi atroce,mi pareva di impazzire… e tuttora provo cio’..Tanti interrogativi mi sono posta..Perchè? nessuno sa dare risposta in merito ..sono figlia unica,ho la mamma,ma il rapporto che avevo con lui era unico.Era una persona speciale,dolce,sensibile,colta,ma umile,altruista..,,,,me l’hanno proprio strappato e io non so piu come riprendermi… senza lui nulla ha piu senso…Lui era la mia compagnia….vivevo con lui…insieme ci facevamo delle lunghe chiaccherate,era sempre di buon umore, si stava proprio bene con lui. chi lo ha conosciuto dice lo stesso…era impossibile non volergli bene.. …ora sono andata dalle stelle alle stalle,come si suol dire…con mia mamma il rapporto è diverso,lei è meno loquace . E’ troppo dura.,non si riesce piu a vivere cosi,tutto sembra inutile,..tutti dicono coraggio,fatti forza,tieni duro, ma io che credevo di essere forte,noto come cio’ non si è verificato. nulla ha piu’ senso,mi sento svuotata,come amputata senza mio papà. gli ero troppo affezionata.. x me era la mia spalla e io ero la sua..,i parenti sono assenti,quei pochi che ho e le poche amiche che ho, dicono che sono troppo giu’ e do tristezza e spesso cosi mi trovo sola,essendo single.che vita è questa? banale, senza luce…vedo la sua camera vuota ,senza lui sembra sempre buio…e pensare che ci sono persone aride e cattive che vivono 100 anni,chi è buonissimo,muore cosi presto…

    • Manuela scrive:

      Come ti capisco, si è finito di esser vivi,non riesco a dire ok andiamo avanti, mio papa’ non ce piu da venti mesi,ucciso massacrato da tante persone ,oltre ad essere distrutta x. La sua mancanza , pure il tradimento delke mia famiglia contro lui e contro me, SONO triste, arrabbuata, delysa e il solo pensiero È ricorda re i momenti che sono stati belli mi fa vivere ancora ma vorrei morire e andare con ilmio papa’, che dolore quotidiano ,,,Che senso ha fare fare fare se il premio è Questo ?

  89. Nicola scrive:

    Ho perso mia moglie pochi mesi fa per un tumore al seno, aveva poco più di 40 anni, era bellissima, forte e coraggiosa; la malattia si è presentata la prima volta a 27 anni, eravamo fidanzati, lei mi aveva chiesto di lasciala perché non voleva trascinarmi in quella brutta storia. Stavamo insieme da due anni ma eravamo già innamorati persi per cui non ho pensato minimamente di separarmi da lei e così abbiamo affrontato le operazioni e le pesanti terapie sempre insieme compresa la ricostruzione del seno mancante. Lei non ha mai pensato assolutamente di non farcela e dopo due anni ci siamo sposati, poi abbiamo trascorso alcuni anni di relativa tranquillità, i controlli erano ok ed il nostro rapporto nel tempo si è consolidato ,eravamo diventati inseparabili; ci siamo trovati e voluti in tempi non sospetti non per quello che facevamo ma per quello che eravamo, ci siamo sposati pur non avendo una situazione economica stabile, credendo nell’amore e nella vita.
    Lei soffriva molto per il fatto di non avere figli, inizialmente pensavamo all’adozione ma dopo quasi 10 anni senza malattia ci hanno permesso di provare a fare un figlio, purtroppo in quel periodo prima di riuscirci la malattia si è ripresentata con una recidiva molto aggressiva, stavolta la mazzata è stata pesante, comunque abbiamo ricominciato le pesantissime cure sempre insieme, sempre noi due; mia moglie era combattiva pensate che riusciva ad andare al lavoro anche il giorno dopo la chemio; era fiera e non voleva che gli altri sapessero della malattia, ho sempre ammirato il suo orgoglio e la sua dignità.
    il male proseguiva inesorabile la sua avanzata, mentre noi due ci siamo aggrappati a noi stessi ed alla vita, cercando di fare quante più cose possibili compresi alcuni bei viaggi con medicine varie nei bagagli. Dopo 5 anni dalla recidiva se ne andata, il suo ultimo respiro lo ha esalato tra le mie braccia, poco prima mi ha chiesto scusa per avermi rovinato la vita.
    Adesso sto iniziando a capire che il dolore è tutto mio, non posso tagliarne un pezzetto in modo da dividerlo con qualcun altro; sono una persona equilibrata, lavoro e mantengo in ordine la casa ma la sua mancanza è atroce, mi manca il respiro, mi manca una guida, mi mancano i suoi baci, mi manca il suo sorriso, il suo amore.
    Chiuso nel silenzio dei miei pensieri non riesco a fare alcun progetto, prenderò quello che la vita vorrà darmi, se vorrà darmi ancora qualcosa dopo avermi tolto la gioia della mia esistenza.

    • Niki scrive:

      Caro Nicola ho letto le tue parole e ne sono rimasta spiazzata. Ho letto il tuo immenso dolore per il lutto che stai affrontando. Io non ho provato questo dolore non posso sapere cosa si prova come ci si sente. Ma spero comunque che ti dia per quanto possibile sollievo sapere che c e qui qualcuno che ti legge che ti ascolta…

      • Nicola scrive:

        Grazie per le tue parole Niki, scrivere mi aiuta molto e sapere che qualcuno è in ascolto mi sostiene e mi esorta ad esternare quello che provo.
        In qualche modo dovrò continuare a vivere, di certo non sono più lo stesso di prima, mi sento come una barca senza timone, condividevamo ogni piccola cosa; capisco che vivere nel passato non è possibile, ma al momento è l’unica cosa che mi riesce di fare.
        Lei amava la musica era diplomata al Conservatorio ed io non posso più ascoltare quello che le piaceva; è troppo doloroso per me.
        La mia resilienza è messa a dura prova…

  90. Nicola scrive:

    Ho piacere nel condividere un ricordo di un nostro momento di viaggio.
    L’alba delle balene
    Teresa era entusiasta, era la prima volta che viaggiava in nave, l’ambientazione ed il contatto costante con il mare la mettevano di buon umore, ogni tanto si affacciava ai finestroni della cabina marcando i vetri con l’alone del suo respiro; calata l’oscurità le luci della terra ferma si affievolirono lentamente. Il tempo era buono ed il moto ondoso si percepiva appena, in ogni caso volle che prendessimo una pastiglia per il mal di mare che tra l’altro, conciliava il sonno, come se non eravamo abbastanza stanchi. La notte scorse in fretta ed alle prime luci dell’alba, mentre lei dormiva ancora uscii fuori per vedere sorgere il sole dal mare, la sagoma dell’isola si intravedeva appena in lontananza e mentre scrutavo l’orizzonte, all’improvviso a circa 200 metri a nord-est dalla nave apparvero due enormi sbuffi, ovvero uno molto più grande dell’altro, poi due dorsi ed infine le code, era una balenottera con il suo piccolo, che emozione! Dovevo svegliarla subito, feci una corsa a ritroso sul ponte deserto ed piombai in cabina, lei nel frattempo si era destata e si stava chiedendo dove fossi in quel momento.
    <>
    <>
    Pochi istanti dopo eravamo accostati alla murata della nave ed abbracciati ci godevano lo spettacolo; seguimmo con lo sguardo i due cetacei mentre il sole nasceva dal mare all’orizzonte, non dimenticherò mai il suo viso sereno e raggiante, le mani del vento manovravano l’aria che spostava i suoi capelli, le onde ed i pensieri; ci baciammo come per suggellare l’attimo, lei era semplicemente meravigliosa, ritornai ancora indietro per prendere la macchina fotografica allo scopo di immortalare quel momento indimenticabile, purtroppo le balene erano ormai fuori portata, comunque quella prima luce del giorno resterà per sempre “la nostra alba delle balene”.

  91. Veronica scrive:

    È un racconto bellissimo! E un amore meraviglioso il vostro. Io sono capitata per caso stasera in questo sito perché domani è Pasqua ed io mi sento sola senza il mio papà morto quasi 2 anni fa. Ma vorrei ringraziare Nicola per avermi fatto capire che devo vivere intensamente il mio amore attuale invece di essere sempre triste. Ho un marito che mi ama tanto e che mi è stato vicino durante la malattia di papà. Devo essere felice con lui invece di essere sempre arrabbiata con la vita. Grazie Nicola. Buona Pasqua.

    • Nicola scrive:

      Grazie infinite Veronica, si è vero è stato un amore meraviglioso, non lo dico soltanto io, lo testimoniano tutte le persone che ci hanno conosciuto, Il famoso senso della vita, più volte declamato in film e trasmissioni varie, noi lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle; le cose apparentemente più insignificanti prendono un valore che si comprende purtroppo solo successivamente; quanto valgono un bacio, una carezza, le corse per andare al mare prima degli altri per prendere il posto migliore, la notte di San Lorenzo mano nella mano, le risate senza motivo, cantare in macchina a squarciagola, un alba sul mare con il vento tra i capelli, un bicchiere di vino in terrazza al tramonto … il limite dell’essere umano è che ha il vizio di riconoscere le sue priorità solo nei momenti di dolore e sofferenza, che capisce l’importanza dell’amore solo quando non lo ha più; solo quando non abbiamo più tempo ci accorgiamo di quanto il Tempo sia importante; è inutile che ce la prendiamo con lui perché il Tempo scorre inesorabile, quando stiamo bene sembra che voli e quando stiamo male sembra non passi più. Lo scorrere del tempo è dato dalla nostra percezione, siamo noi che lo gestiamo e che decidiamo cosa farne nella nostra vita.
      L’Amore, invece, lo veneriamo quando siamo felici e lo malediamo quando siamo tristi. L’Amore è l’energia più forte che esiste, è in ogni cosa, smuove le persone e riesce a sbloccare ingranaggi arrugginiti da anni. Non si può rinunciare ai sentimenti perché senza amore la vita perde il suo senso.
      Sono molto contento se i miei ricordi possono essere di aiuto ad altre persone, a far capire che senza amore la vita perde il suo significato, se ti fa piacere sul mio profilo facebook ci sono altri ricordi ed immagini di un amore straordinario vissuto fino alla fine strappandolo letteralmente alla vita. Un abbraccio.
      https://www.facebook.com/people/Nicola-Di-Palma/100013084094155

      • Niki scrive:

        caro Nicola, che bel racconto pieno d’ amore il tuo. leggere che al giorno d oggi ci siano ancora amori cosi grandi e sinceri e’ davvero straordinario. fa piacere leggere che qui tu trovi “sollievo” al tuo grande dolore.

  92. Lu scrive:

    Sono una ragazza normale, con una vita che sembrava normale, una bella famiglia, persone brave e oneste. Poi l’inizio della fine. 17 anni fa mio cugino si è ucciso, senza lasciare presagire nulla. Abbiamo cercato di risollevarci ma da quel momento la sorte non ci ha più lasciati. 13 anni fa ho perso mio fratello in un incidente stradale. E sono rimasta sola in famiglia a cercare di colmare questi due immensi vuoti, facendo anche finta di niente e andando avanti. Ma quando pensi che sia finita devi ricominciare a soffrire. Negli ultimi tre anni ho perso mio zio e un anno fa il mio papà. Io penso che se veramente ci fosse un dio non farebbe soffrire questa gente, ma gli assassini, i cattivi, di cui il mondo e’ zeppo. Quindi Dio non può esistere x cercare di consolarci dopo aver visto la tua vita andare in pezzi. Non c’è soluzione al dolore. O passa da solo perché deve passare o ti uccide lentamente, che tanto ormai non vale più la pena. Non ho famiglia. Non ho figli. Ho passato l’ultimo anno prima che mio padre morisse, in ospedale dove avrebbero dovuto monitorarlo, a ristrutturare una casa di famiglia, vicina ai miei, e quella dove mio padre avrebbe sempre voluto vedermi vivere. Ma e’ morto prima ancora di vedere il progetto, neanche la casa…e non ho potuto tirarmi indietro viste anche le aspettative di tutti. E poi avevo preso quest,impegno. E’ stato un anno devastante, sia psicologicamente che fisicamente. Non certo quello migliore e sereno per iniziare con una casa. Non ho avuto neanche il tempo per pensare a mio padre, morto in ospedale. E adesso a distanza di un anno tutto riaffiora compresi i sensi di colpa per come è stato il mio rapporto con lui in vita e x averlo lasciato solo quando aveva ancora poche ore di vita e nessuno ci ha avvertito della gravità della cosa. Non riesco più a trovare un senso a niente. Forse perché niente ha più senso quando perdi così tanto in pochi anni. E la Corea del Nord e Trump minacciano il mondo intero e hanno tutto quello che vogliono dalla vita compresa la salute. Sicuri che Dio esiste??? Grazie per avermi dato spazio.

    • Niki scrive:

      cara Lu,
      ho letto il tuo racconto quanto dolore nelle tue parole. immagino tu possa essere devastata. Perche dici che non vale piu la pena lottare? credi davvero che lasciarti andare cosi sia la soluzione migliore?
      fatti forza noi siamoqui ad ascoltarti.

      • Lu scrive:

        Grazie Niki
        Ma non penso sia facile risollevarsi da una vita che ti ha tolto tutto, che ha deteriorato inevitabilmente anche i rapporti con chi e’ rimasto. Non ho mai avuto grandi pretese, ma poter fare una vita normale, banale anche come quella di tanti…e invece più alzi la testa e più lotti e più le prendi. E dopo un po’ sei anche stanco di alzare la testa. Non so… Non saprei neanche cosa potrebbe farmi stare meglio…o meno peggio. Grazie comunque per l’ascolto.

  93. Mauro scrive:

    Ho perso mio cugino di 25 anni lo scorso 27 aprile a causa della leucemia e da lì la mia vita è cambiata, non riesco a riprendermi e temo che non mi riprendero’ più, anche perché ho paura che capiti una situazione simile anche a me, non so più cosa fare, la vita è una fregatura colossale. Già si vive poco figuriamoci in questi casi. Sono distrutto, andrò da uno psicoterapeuta ma non so se riuscirà a funzionare la cura. Sto soffrendo molto e non so piu’ cosa dire a riguardo, non ci sono parole…..

  94. Pasquale scrive:

    Ho perso un mese fà mio figlio suicida a 21 anni, lasciando senza un perchè nel dolore più totale anche mia moglie a la sorella maggiore di 24 anni. E’ un continuo alternarsi di rammarico per le sue potenzialità e giovinezza che mai saranno espressi, rabbia per una morte innaturale per la quale nulla abbiamo potuto fare non intercettando il malessere del ragazzo, e dolore indicibile che ci ha buttato nello sconforto più totale ed ha anniantato la nostra gioia di vivere rendendo pesante l’andare avanti nel continuare la vita quotidiana. E’ un dispiacere e dolore immenso che rende fragile tutta la famiglia orfana del figlio e mi domando dove potremo trovare la forza per continuare.

  95. marghi scrive:

    buongiorno a tutti, il 20 dicembre ho perso mia madre dopo soltanto un mese e mezzo dalla scoperta del tumore…oltre al vuoto immenso che mi ha lasciato..difficilmente gestibile …ho anche un dubbio..se io e mio fratello abbiamo preso la giusta decisione non comunicandole il “verdetto” dei medici…che le davano un mese di vita…Siamo stati vicino a lei nelle tre settimane in ospedale e le due a casa..dove poi è mancata…mi turba non esser stata sincera..anche se molto probabilmente mia madre l’aveva capito.. è sempre stata una donna intelligente ed ottimista..e voleva combattere.
    Il lutto…è un punto di svolta nella vita…per me è come aver concluso la mia vita per come la conoscevo…dal 20 dicembre tutto è cambiato..io sono cambiata..ed è inutile dirvi che non è stato un cambiamento positivo.. il mondo come lo conoscevo è finito…quello che mi si presenta davanti è un mondo nuovo..che a dire il vero non mi attira molto…mi ritrovo spesso a pensare che sarebbe bello se partissi anche io come lei…
    Della mia famiglia siamo rimasti io e mio fratello. Questo vuoto, questo distacco da mia madre è difficile da gestire tutti i giorni..il” non esser più figli”..è una grande batosta..
    Sono passati 5 mesi..e mi rendo conto di non avere più quella gioia di fondo..ciò che mi accade attorno non ha più lo stesso sapore perché non posso più condividerlo con lei…lei era la mia forza e la mia migliore amica.
    Non c’è giorno che io non pensi a lei…

    • Beppe scrive:

      Cara Marghi ho perso mia mamma circa un mese fa, all’improvviso per una caduta battendo la testa e procurandosi un’emorragia interna, se n’è andata in 2 giorni di ospedale, dopo essergli stato accanto quasi 20 anni rinunciando alla mia vita, ora devo ricominciare, ma sento un vuoto dentro, ed ho perso interesse nelle cose, ma devo riprendermi e continuare, lei avrebbe voluto questo, e me lo diceva sempre, per cui il mio messaggio per te ed anche per me è quello di continuare una nuova vita, come la nostra mamma penso avrebbe voluto, almeno da lassù può guardarci serena senza il rimorso di averci lasciato soli.

      • marghi scrive:

        …mi spiace per la tua perdita.. e ti ringrazio per le tue parole..scalda il cuore sapere che qualcuno ha sentito nelle poche righe scritte il mio dolore..ed ha condiviso il suo.
        il tempo passa..si porta via un po’ di dolore..ma c’è sempre il vuoto…. Bisogna solo decidere di riempirlo con cose belle..con l’amore. L’obiettivo è concentrarsi sulle cose che mi possono far bene..che possono portare un sorriso nella mia vita..e capire che vale la pena continuare a vivere. E’ un lavoro lungo. Mia madre mi mancherà sempre..

        • Beppe scrive:

          Certo, condivido il tuo pensiero, bisogna continuare a vivere e pensare alle cose belle, anche se la mamma è un’amore viscerale, più profondo forse anche di quello per un padre, appunto perchè usciamo dalla sua pancia, penso che quello per la mamma e un figlio/a sia l’amore più puro al mondo… “la mamma è come una stella cadente che passa nella nostra vita solo una volta, amiamola finche possiamo… perchè quando la sua luce si spegnerà non la potremo rivedere mai più! Si! ci mancherà per sempre, ma la porteremo per sempre nel cuore…….

          • beppe scrive:

            Mia madre si è spenta in ospedale (per una caduta in casa) il 1 settembre del 2017 alle ore 22.52, il giorno prima, in ospedale era ancora lucida gli ho spiegato come fosse caduta in casa, e lei mi disse: “ma guarda come mi sono ridotta”, non aveva dolore, si lamentava un po’ che voleva andare ad urinare, ma io le dissi che aveva il catetere, ma lei per un paio di volte insistette perchè aveva paura di sporcare le lenzuola poi lei mi guardò e mi diede una carezza, e cominciò a cantare la sua canzone preferita: “piemontesina bella”, i medici finito l’orario di visita mi mandarono via. Il giorno dopo la trovai aggravata, non poteva parlare più, ma sentivo che con i gemiti che faceva intonava ancora la sua canzone, ritornai alla sera verso le 18 e l’avevano trasferita in una stanza dove erano i malati terminali, la dottoressa mi disse che era alla fine ed era molto agitata, quando arrivai da lei penso mi abbia riconosciuto, perchè si è subito calmata, gli ho tenuto la mano, e lei poco a poco si è assopita ed è andata in coma solo per pochi minuti e poi ha smesso di respirare. In memoria della mia adorata mamma Barbero Vanda.

  96. FELICIA scrive:

    Buongiorno a tutti.
    Avevo gia’ scritto tempo fa. Sono la Sig.ra Felicia che 8 mesi fa ho perso mio figlio suicida (impiccato).
    E dopo otto mesi, finalmente ho potuto visionare tutto il fascicolo che lo riguardava. Premetto che mio figlio il giorno 3 novembre del 2016 era partito da Monza per andare a Genova a finire un lavoro: montava condizionatori e poi verso le 12 di quel giorno maledetto ha detto di andare a prendere dei ricambi e non e’ piu’ tornato.
    Ha scelto un bosco per andare a impiccarsi.
    Il giorno 29 giugno sono andata in procura a Savona ed ho voluto fortemente vedere le foto di mio figlio appeso all’albero…lo so tanti mi hanno detto che volevo farmi del male, ma sono una madre e volevo vederlo in quegli ultimi momenti e vedere come era vestito e guardarlo e capire il perche’ di questo gesto.
    Una cosa l’ho capita adesso e che l’ha voluta mio figlio questa morte assurda. Ma parra’ strano ma vedere le foto di mio figlio in un certo qual’modo mi hanno aiutato a rassegnarmi che non tornera’ piu’ anche se sono delle foto cruenti ma le conservero’ forse pe quando sara’ adulto suo figlio e dovremo dare delle spiegazioni a questo gesto e fargli capire che anche se l’ha lasciato a soli 19 mesi il suo Amore era grandissimo seppur breve.
    Sono convinta che tornero’ a sorridere ci sara’ ancora gioia nella mia vita.

  97. Giulia scrive:

    Ciao a tutti.. è tardi e anche se non l’avrei mai immaginato sono anche io a scrivere su questo sito, ho letto alcuni dei vostri racconti e mi sono commossa in molti.. io ho 19 anni e ho avuto due morti che per mi hanno ucciso per metà. La prima morta è avvenuta nel 2015 ed è quella di mio nonno, a lui volevo e voglio tutto ora un bene dell anima per me è stato sempre il papà che ho sempre desiderato era più di un nonno si è preso cura di me per 18 anni.. però pur troppo un tumore al polmone se lé portato via in 2 settimane, era entrato per fare una biopsia e da lì non è più uscito.. quando ho saputo della notizia inaspettata il dolore è stato fortissimo e andarlo a vedere più il funerale mi ha traumatizzato .. però allo stesso tempo durante il 2016 mi sono impegnata molto nelle cose in cui lui voleva che io mi realizzassi ad esempio la patente e ogni conquista che ho ottenuto nel 2016 l’ho sempre dedicata a lui e ho sempre sperato che lui fosse fiero e orgoglioso di me..ho pianto molto per lui e specialmente all’inizio non riuscivo a farmene una ragione ma poi col tempo piano piano me la sono riuscita a fare.. invece pochi mesi fa nel 2017 è morto il mio ex ragazzo con la quale sono stata due anni, è stato il mio primo amore, ci sono cresciuta insieme, stavamo sempre insieme eravamo inseparabili poi però col tempo il nostro bellissimo rapporto si era rovinato al punto che ho deciso di separarmi da lui e prendere un altra strada .. lui ha sofferto per questa separazione, tanto che inaspettatamente due mesi prima dell incidente lui mi disse per messaggio che gli mancavo perché ero l’unica persona che sapeva renderlo davvero felice.. e io gli dissi che nonostante fosse passato un po’ di tempo e avevo conosciuto altre persone per me era un ragazzo eccezionale, l’unico di cui mi potevo fidare davvero e anche se erano passati altri 2 anni da quando ci eravamo lasciati io non lo avrei mai dimenticato e fini così.. quel che non dimenticheró mai mi arrivó un messaggio con scritto sta notte lui ha avuto un incidente ed è morto sul colpo.. quel giorno non lo dimenticherò mai la mia vita è cambiata per sempre.. il primo mese non mangiavo,non vedevo bene, mi sentivo fuori luogo, piangevo spesso e ogni sera quando tornavo a casa dicevo sempre che volevo morire anche io.. poi sono un po’ migliorata sopratutto ho ripreso a mangiare ma comunque spesso ripenso a quando l’ho visto in quel modo, alla sua famiglia (con la quale sono in contatto e forse sono le uniche persone che ad oggi con un messaggio riescono a rendermi davvero felice perché è come se mi avesse scritto lui), a noi e a tutto ciò che abbiamo vissuto ascolto le nostre canzoni e rivedo spesso le nostre foto, ripenso a tutti i momenti belli e a volte anche quelli brutti ci penso sempre sono ossessionata, vado sempre a trovarlo.. mi sento in colpa di non aver potuto far niente, (una notte ho anche sognato che ero nella macchina con lui e i suoi amici e cercavo di non far accadere l’incidente) mi sento in colpa per non essergli rimasta accanto .. io gli avevo promesso che sarei rimasta con lui per sempre e che ce l’avremmo fatta contro ogni cosa, penso anche che quel giorno in cui mi ha scritto se io magari lo avessi rivisto forse poteva rinascere qualcosa e magari avrei potuto evitare tutto questo.. Da quel maledetto giorno ogni mattina quando mi alzo penso sempre forse era un sogno e invece è tutto vero, piango spesso anche vedendo solo una foto o qualcosa che mi ricorda di lui, penso perché io oggi vivo questa giornata e lui no? Chissà come sta.. chissà cosa prova.. perché proprio a lui? Perché è successo? Perché nessuno ha potuto farci niente?! Se dio esiste perché a lui non l’ha salvato? Io penso che non posso farcela a vivere tutta la vita in questo modo.. vivo male, mi sento come un peso sulla coscienza.. sono sempre triste e arrabbiata con tutti, alcune persone le odio profondamente e le io non sono mai stata una persona così. Sono l’opposto. Mi manca tanto e so che nessun fiore o qualsiasi altro gesto per lui possa colmare questa sensazione di vuoto e di dolore che provo.. e penso che nessuno possa capirmi a fondo a meno che non ci sia passato.. io ho paura della morte e di cosa ci sia dopo.. mi sapeventa la sensazione del nulla e del vuoto tanto che se iniziò a pensarci mi prende un ansia fortissima che devo riuscire a gestire e pensare che questa cosa è successa a lui mi fa sentire male.. avrei voluto che lui fosse felice e mi dispiace per non averlo apprezzato abbastanza quando era in vita.. apprezziamo le persone sempre quando è troppo tardi.. vorrei tornare a pensare a tutte le cose che pensavo prima anche quelle più stupide.. vorrei tornare ad essere spensierata come prima non non ci riesco e non ci riuscirò mai perché la morta non è un problema che può risolversi la morte è un qualcosa di irreversibile che non si può cambiare e quindi non c’è una soluzione e non me ne farò mai una ragione mai!! Non pensavo la vita potesse essere così brutta e dolorosa.

    • robby scrive:

      Sei così Giovane, Sei così tenera nella tua espressione. La vita è stata proprio tanto dura con Voi ragazzi… troppo troppo presto…

  98. Giuseppe Bettoni scrive:
  99. Giovanna scrive:

    Buongiorno a tutti…io sono l ultima di quattro figli…ed ero attaccatissima al mio papà…una persona di cuore meravigliosa e generosa…x alcuni motivi legati alla religione sono stata abbandonata dalla MIA famiglia…mentre il mio papà non mi ha MAI E POI MAI ABBANDONATA…era Sempre li ogni giorno..veniva a trovarmi nel mio ufficio mi salutava..era orgoglioso di me anche se avevo scelto strade diverse rispetto a quella che
    Mi avevano insegnato loro….un giorno di 10 mesi fa..viene a trovarmi nel mio ufficio..mi salute mi abbraccia…esce dal mio ufficio…una moto lo INVESTE e me lo LASCIA IN FIN DI VITA…in ospedale continuava a gridare il mio nome..ed io ancora oggi…Non riesco a sopravvivere SENZA DI LUI….LO AMO DAL PIÙ PROFONDO DEL MIO CUORE E MI MANCA PIÙ DELL ARIA…..ho un compagno veramente meraviglioso che cerca di starmi vicino in ogni momento..ma il mio papà….Non c’è più…

  100. cristina scrive:

    ciao ,come ti capisco,io ho perso mio papà nell’ottobre scorso ed è una continua sofferenza..Dopo soli 3 giorni,d’ospedale ,entrato per una cosa banale,l’ho trovato in coma,all’alba,senza una spiegazione e mi sento tremendamente in copla per averlo portato all’ospedale.. Era una persona speciale,buonissima,colta,sempre allegra.Con lui avevo un legame fortissimo,essendo figlia unica,single che coabitava con i miei..Con mia mamma il rapporto è diverso,in quanto lei ha un carattere piu’ chiuso e silenzioso..Ora da 1 anno,dormo poco,sto sempre male,vado in cimitero 2 volte al giorno,a portargli fiori,ha la tomba come una serra..lo sogno e lo penso di continuo,piango,non mi do’ pace..mi manca troppo. E’ volato via troppo presto,non meritava cio’..Lui era sempre pronto ad aiutare il prossimo..Non riesco a stare senza vederlo,sentire la sua voce..Lui mi chiedeva sempre come era andata a scuola,al lavoro, si interessava dei miei problemi,mi dava consigli. era un vero amico..Senza di lui è durissima,mi pare di stare in una bara aperta.. dopo 1 anno non è cambiato praticamente nulla,non riesco ad elaborare il lutto… Nulla sembra avere significato..Prima ero sempre allegra,ora non riesco neanche piu’ a sorridere…

  101. Manuela scrive:

    Come posso accettare la morte di mio papà ,aveva 82 anni, mi manca anche se ta ce va, mi.sembra inutile la vita da quando l hanno gettato nella terra il.mio papà,,, ed è ancora piu dura perche lo hanno gettato imiei fratelli mettendogli un tutore x soldi, che in un anno lo ha ridotto a uno scheletro vivente,e loro non hanno fatto niente x fermare questo essere che incontro e vorrei dire tante cose,perche lui passegg ia con il suo staff di avvocati e mio padre è sottoterra anche x causa sua, perche un medico a veruno il tre luglio 2016 ha sospeso l ossigeno terapia a mio papà, perché morto x shock ipovolemico, so cosa vuole dire,perche stava male e non siamo stati avvisati, perche è stato lasciato solo. Invalido al cento x cento solo a morire,petche non ho capito che lo stavano uccisdendo,,,potevo intervenire ,mi sento colpevole come il monossido dovuto alla prorietaria di casa, del tutore di due fratelli suoi figli, Che potevano fare e non hanno fatto, mio papà è stato ucciso da tante persone e ora la sua sofferenza nel morire solo mi tormenta e mi manca,non so come uscirne da questo dolore,,Sono stata idiota,e ora non ce piu,sono io la piu colpevole perche gli volevo bene e potevo salvarlo,,,,

  102. Manuela scrive:

    Ho perso improvvisamente mia madre, comeun fulmine a ciel sereno, 5 mesi fa. Non riesco a riprendermi. Sto sprofondando nell’apatia più totale, nella depressione. Non ho più voglia di niente, interesse per nulla. NULLA. Piango, non mangio più. Non mi curo, fatico persino a lavarmi e a tenere casa. Sto facendo soffrire mio padre, ma non fsccio apposta. Gli voglio un bene dell’anima, ma non riesco a reagire a nulla. Temo di finire in un ricovero psichiatrico. Ho continui brutti pensieri. Capita a qualcuno di voi? Io e mamma eravamo una cosa sola. E lei aveva solo 67 anni. Sempre assieme. Aiutatemi!!!

  103. Marty scrive:

    Ho perso ieri la mia AMATISSIMA nonna materna, a 82 anni. Lo so che è un caso quasi “ridicolo” in confronto a quelli descritti sopra, perché è passato pochissimo tempo, perché mia nonna aveva una certa età… Ma sto piangendo come non mi era mai capitato prima d’ora, mi sento che mi abbiano lacerata, strappato via un pezzo della mia anima, la mia parte più pura ed ora sono vuota. Non è la “vuotezza” della depressione (di cui ho sofferto, sono sotto Cipralex e seguo terapia psicologica), quella è apatia. Mi sento un tumulto, un maelstrom di disperazione, vorrei che il mondo si fermasse perché abbiamo perso la persona più pura di questa terra. Perché mia nonna era così, semplice, senza peccato. Devo farmi forza per mia madre e mia sorella ma non ci riesco… Mia nonna era il baluardo della mia vita, e da lei mi rifugiavo, parlavamo, ridevamo… Se ne è andata via in pochissimo tempo e non riesco ad immaginare la mia vita senza di lei. Non vedrà mia sorella sposarsi.. non mi vedrà laurearmi… Volevo renderla orgogliosa di lei come io lo ero di lei.. nonna, perché mi hai lasciata? Ho bisogno di te!

  104. sherrue scrive:

    Quando mio marito mi che ero lasciato cuore rotto poi ho contattato greatmutaba@gmail.com mi ha aiutato a lanciare un incantesimo di amore che riportare indietro mio marito

  105. Jenny scrive:

    Salve a tutti sono una ragazza ventenne. Ho perso il mio fratellone maggiore che si è tolto la vita io non vivo più da quel giorno…lo so la mia vita non sarà mai quella di prima ma vedo solo il buio..spero di poter parlare con qualcuno…perché vorrei non esistere…

    • ... scrive:

      Mi trovo nella tua situazione solo che mio fratello se né andato insieme alla sua ragazza o ex ragazza ci sono ancora le indagini. Capisco come ti senti. Dal quel giorno è cambiata la mia vita . Mi sembra ieri ma allo stesso tempo mi sembra di non vederlo da una vita intera, ma non è passato neanche un anno. Ho 22 anni appena fatti e vorrei solo sparire . Lui era il genio della famiglia. E quello amato da tutti. Io dovevo capire. Avendo avuto tanti problemi . Dovevo riconoscere il suo dolore ma non me ne sono accorta e non me lo perdonero mai. Quel giorno con lui sono morta anche io e ora sto qui a ripetermi solo che mi doveva portare con lui e non lasciarmi qua. Non riesco più a fare nulla. Ho 22 anni e non esco quasi mai . Sto lasciando l università perché non riesco ad andare ai corsi e a studiare. Non sono più come prima. Vico perennemente con l ansia. Non riesco ad avere rapporti e ad uscire come i ragazzi normale. Se tempo fa quando volevo me ne ero andata io forse lui non avrebbe fatto tutto questo . Come ora non posso andarmene io perché tutta la famiglia si regge su di me. E non riesco a fare nulla di buono. Lui si meritava di stare qui non io. Lo vorrei solo vedere . Abbracciare di nuovo e dirgli quanto gli voglio bene. Quel giorno mentre lui se ne andava io parlavo di lui e dicevo che anche se con mille impegni non ci vedevamo molto sapevamo di poter fare affidamento sempre e per sempre l uno sull’ altro . Ma appena due massimo tre ore dopo ho scoperto che lui invece se ne era andato . E mi aveva lasciata qui. Legata tra la vita e la morte. Non posso morire ma allo stesso tempo non posso vivere. Allo stesso tempo vorrei provare ma non voglio provarci neanche a vivere. Perché non me lo merito. Tutti si reggono su di me. Mio padre è l unico che mi ha sempre capita e se tanto tempo fa non me ne sono andata io è stato solo per mio padre. Ci siamo salvati la vita a vicenda. Quindi lui è l unico che anche se sono bravissima a mentire capisce come sto e sa che quando loro non ci saranno più io voglio andarmene con loro e non voglio legarmi a nessuno in modo da potermene finalmente andare con loro. Anche se ho paura perché essendo l ultima ho paura di che fine farà il mio corpo ma spero che una volta dilla non mi preoccuperà piu. Per il resto nessuno si immaginerebbe mai come sto. Si pensano che sia strano che non esco molto e delle volte si preoccupano ma sono la tipica ragazza che sorride di continuo e ride e scherza. Sono molto brava a nascondere le mie emozioni ma mio fratello è stato pii bravo . Vorrei solo poter tornare indietro e dare a tutti una possibilità di vita . Quel giorno dovevo morire con lui. E sono morta con lui. Ma ripeto per gli altri non ho un problema, ho superato tutto e sono molto forte. E devo dire che per gli altri sono forte davvero perciò di qualsiasi cosa tu abbia bisogno sappi che anche se non ci conosciamo ci sarò sempre puoi scrivermi in ogni momento sempre senza problemi . Non sei sola.

      • ... scrive:

        Scusate per lo sfogo. Non lo faccio mai, davvero scusate sarà che sono un Po più instabile diciamo che prima che succedesse tutto ero finalmente riuscita a risolvere o comunque migliorare i vari problemi.. come tendenze suicide, anoressia nervosa, autolesionismo etc etc e ora invece dopo tutto quello che è cussesso insieme alla mia vita stanno sfuggendo anche quei miglioramenti.. Mi scuso davvero per lo sfogo.. comunque ripeto davvero Jenny in qualsiasi momento quando e se vorrai contattami, rispondimi e parliamo, non sei sola mai ricordatelo. Io sono qui quando e se lo vorrai. Controllero il sito in modo che se mi rispondi me ne accorgero. Grazie e scusate. Un abbraccio a tutti. Se avete bisogno di qualsiasi cosa non esitate a chiedere, Non sono una psicologa ma so ascoltare ed è tanto. Un abbraccio forte.

        • Fabrizio scrive:

          Ho perso, da poco, per suicidio da depressione, la mia cara amata moglie, 30 anni di vita insieme, 24 di matrimonio e sette di fidanzamento. Lei aveva diciassette anni e mezzo quando ci siamo conosciuti, io nemmeno 20. L’anno prossimo sarebbe stato il venticinquesimo di matrimonio. Ho due figli stupendi di quasi 21 e quasi 23 anni. Sono eccellenti studenti universitari, la media dei voti è superiore al 29. Non si contano i 30 ed i 30 con lode.
          Sono riuscito a soccorrerla, dopo il suo gesto estremo, e ad iniziare la rianimazione che sembrava stesse riuscendo. Poi i medici, del soccorso, quando sono arrivati hanno continuato nella rianimazione. Io aggrappato ad un filo di speranza. Che subito si è spezzato. In quel preciso istante il mondo mi è crollato addosso, la mia vita si è lacerata.
          Quel giorno, tra i primi di novembre dello scorso anno, io sono morto con lei. I nostri figli invece si sono risollevati subito, si sono gettati nello studio e stanno ottenendo ottimi risultati, hanno già dato quattro, esami a testa. Ci siamo affidati a degli specialisti per cercare di venirne fuori. Ho un gran senso di colpa nel non aver preso una vacanza per stare insieme a mia moglie in un momento di grande sofferenza per una recidiva di depressione maggiore. I medici mi avevano rassicurato che mia moglie aveva una progettualità, che non sarebbe arrivata a tanto. Mi verrebbe voglia di finirla qui, di fare il barbone, ma ho i figli che mi stanno aiutando, ed io devo aiutare loro. La ferita si rimarginerà ma la lacerazione, la cicatrice rimarrà. Vivo la vita aspettando che arrivi la notte per dormire e dimenticare per qualche ora la tragedia. Io amavo il lavoro, ora non più. Perché il lavoro a volte andava a scapito delle attenzioni per la famiglia e per mia moglie.
          Ora il lavoro è come la pena del contrappasso.

  106. p scrive:

    Comunque non se la prenda non volevo offenderla è solo la mia opinione.
    Buonasera.

  107. nxnxn scrive:

    Non ti preoccupare greatmutaba@gmail contatto. com se avete bisogno il tuo ex amante indietro.

  108. greatmutaba@gmail.com scrive:

    Occorrono il vostro amante indietro con un incantesimo di grande amore, contattare l’indirizzo e-mail sopra questo commento egli può aiutarvi a riportare il tuo ex amante

  109. Alex scrive:

    Salve a tutti, ho 23 anni e 8 anni fa ho perso mio padre, siamo rimasti solo io, mia madre e mio fratello. Il 7 novembre scorso ho perso mio fratello. Sono rimasto solo con mia madre, e mi sento come se la mia vita sia maledetta, grazie a Dio ho una ragazza che mi ama, ma nonostante questo, mi sento disperso.

    Grazie e scusate

    • Carlo scrive:

      Ciao, Alex.
      E’ duro perdere il proprio padre quando si ha quindici anni. Ora, con il lutto per la scomparsa del fratello, il mondo sembra crollarti addosso e la disperazione può essere troppo forte. Anch’io ho perso ormai i miei genitori. Penso però che una parte importante sopravviva in me, con i loro esempi, il loro affetto, i loro insegnamenti… Prova anche tu a ritrovare, nella tua stessa vita, lo spirito di tuo padre e di tuo fratello. E’ uno spirito che ti segue ancora, con affetto. Non è stata inutile la loro corsa breve in questa terra, perché la tua persona è fatta anche delle loro esperienze, dell’amore che vi siete scambiato in vita, di quello che ancora puoi provare adesso. Lascia scaldare il tuo cuore dal ricordo che puoi sempre coltivare, nell’intimo del tuo animo.

  110. lllkaie scrive:

    Voglio condividere la mia testimonianza e la mia felicità con tutti voi in questo sito, l’anno scorso mio marito mi ha lasciato per un’altra donna nel suo posto di lavoro e ha abbandonato me e i miei 2kids, tutto era così difficile per me perché lo amo così tanto, così ho visto le testimonianze di (GREUT MUTABA) che ha aiutato le donne a far tornare il marito così l’ho contattato e lui mi ha aiutato a lanciare un incantesimo di ritorno per mio marito e in 2 giorni mio marito ha lasciato l’altra donna e lui è tornato per me con così tanto amore e cura. non dimenticherò mai questo aiuto che GREAT MUTABA ha dato a me e ai miei figli se sei qui hai bisogno di aiuto per farti tornare indietro amante puoi cercarlo su NET (GREUT MUTABA) sono orgoglioso di essere sulla sua testimonianza.

  111. kia scrive:

    Voglio condividere la mia testimonianza e la mia felicità con tutti voi in questo sito, l’anno scorso mio marito mi ha lasciato per un’altra donna nel suo posto di lavoro e ha abbandonato me e i miei 2kids, tutto era così difficile per me perché lo amo così tanto, così ho visto le testimonianze di (GREUT MUTABA) che ha aiutato le donne a far tornare il marito così l’ho contattato e lui mi ha aiutato a lanciare un incantesimo di ritorno per mio marito e in 2 giorni mio marito ha lasciato l’altra donna e lui è tornato per me con così tanto amore e cura. non dimenticherò mai questo aiuto che GREAT MUTABA ha dato a me e ai miei figli se sei qui hai bisogno di aiuto per farti tornare indietro amante puoi cercarlo su NET (GREAT MUTABA) sono orgoglioso di essere sulla sua testimonianza.

  112. Emilio scrive:

    Salve a tutti, ho letto praticamente tutto di questi anni che avete scritto… ammiro molti di voi e mi chiedo se mai io ce la faró… dico questo perchè sto vedendo morire la mia compagna giorno dopo giorno…ormai non manca tanto… le ho provate tutte…veramente tutte… e a giorni ci sposiamo… è il nostro più grande sogno anche se fatto velocemente visto il tempo che ci rimane…il mio ultimo grande gesto d’amore che posso regalargli e so che sará ancora più dura dopo. Vorrei tanto avere la forza che ho letto in molti di voi… ma sinceramente sento solo frantumare il cuore sempre di più inerme davanti tutto ció. Non sono credente ma ora spero solo che esista qualcosa oltre per poterla rivedere il prima possibile. Scusate lo sfogo. Un abbraccio.

  113. Paolo scrive:

    Persone “inconfortabili?! Non è che volevate dire “inconsolabili”?

  114. Diana scrive:

    Io non credo che siamo stati creati per soffrire in modo disumano, non credo sia giusto che per noi il risveglio al mattino sia sempre un incubo, non siamo stati creati per vivere dolori atroci e inaccettabili, non possiamo soffrire sentendoci in colpa di essere ancora vivi. Anch’io da un mese sto provando una sofferenza ” disumana”..allora ho pensato….se ad esempio fosse successo il contrario…che sia io ad essere morta….mia sorella sarebbe contenta di vedermi così disperata? Non credo… dobbiamo trasformare questo dolore in qualcosa di “vivo”…se siamo disperati rendiamo inutile tutti gli sforzi che in vita la persona ha fatto per farci essere felici…. assurdamente la uccidiamo ogni giorno…invece potremmo renderla viva e vivere sperando un giorno di poterla rivedere. Non è facile ma è l’unico modo.

  115. GIANFRANCO scrive:

    Sono rimasto vedovo nove mesi fa , per un po di tempo ( MOLTO POCO ) ho cercato di rassegnarmi alla mancanza della mia adorata e amata Barbara . Con gli amici e conoscenti mi faccio vedere tranquillo, ma quello che ho nel cuore E nella mente vi è solo BARBARA . MI MANCA TANTO.

  116. Rosaria scrive:

    Trenta anni di vita insieme, trenta anni di amore, di risate, di viaggi, di litigi. Conosco ogni angolo del suo viso, delle sue mani, dei suoi occhi, del suo corpo,. Il peggiore male del secolo lo ha consumato, togliendogli ogni dignità. L’amore della mia vita non doveva soffrire in quel modo, mesi di sofferenza, eppure mai pensavo di perderlo, abbiamo lottato insieme fino …alla fine. Il tempo misurato in anni è di due anni e due mesi, ma per me è successo ieri, il dolore è lo stesso e il mio stato emotivo non migliora, all’esterno cerco di essere naturale, ma il mio cuore, la mia mente, la mia anima è lacerata e nulla mi interessa più della mia vita. Ho una figlia bellissima che gli somiglia tanto e a volte non riesco a guardarla, perchè vedo lui, le sue espressioni, la sua bellezza, ed è dolore immenso. Leggo di quanto il dolore sia simile per tanti di noi, e capisco che nulla cambierà mai. Lui non è più con me e non può più gioire con me, non può condividere con me le gioie della vita. Allora perchè sono ancora qui? Se non posso continuare a condividere con lui la vita? Non trovo risposta e vado avanti perchè mia figlia un giorno guardandomi negli occhi mi ha detto, “mamma io sono ancora qui ed ho bisogno di te.” E non è solo non sentire la sua voce, il suo profumo….questa solitudine mi sta consumando, e mi sono lasciata adescare dal cibo, quindi ingrasso, forse mi ammalerò. Questa è oggi la vita che sto facendo e a lui non piacerebbe, ne sono certa, bene provate a fermarmi, io non ne ho più nè la voglia nè la forza. Mi ripeto che voglio farcela da sola e ogni tanto, quando cammino, riesco a sentirmi più leggera, ma accettare tutto questo non lo potrò mai fare. Lui voleva vivere e non gli è più possibile farlo, non è giusto.

  117. Enrica scrive:

    Buongiorno a tutti. Un mese e mezzo fa ho perso il mio compagno per un infarto fulminante. Aveva 45 anni e non ho potuto fare nulla per salvarlo. Stavamo insieme da 23 anni e da 10 convivevamo. Mi sto facendo aiutare da una psicoterapeuta e sono in cura. Cerco di tenere duro, di stare meglio, di uscire.. Ma mi sento in colpa di sorridere se lui non c’è più. Mi manca in maniera fisica. È talmente dura che non so come potrò mai riprendermi. Ho mille sensi di colpa per quello che avrei potuto fare o dire, nell’ultimo mese avevamo avuto qualche problema. Io mi sento nulla, è come se il mondo avesse perso i suoi colori. Grazie per avermi ascoltato.

  118. Stefania scrive:

    Voglio raccontare la mia esperienza di lutto, è sempre bene condividere. Premetto che quando sono nata i miei genitori non erano sposati, mio padre non mi ha riconosciuta come sua figlia e sono stata cresciuta dai nonni materni. Mio nonno era più di un padre per me e mi faceva sentire una regina. Ci amavamo tantissimo. La vita è andata avanti, mio padre e mia madre si sono infine sposati e sono entrata in una nuova famiglia, già grande, ma le cose non andavano bene: mio padre non mi trattava bene e l’atmosfera era angosciante. In compenso i fratelli e le sorelle di mio padre mi hanno dimostrato grande affetto per tutta la vita. Questa la premessa.Ora arrivo al lutto. Ormai adulta, verso i 40 anni, con marito e due bambini, comincia il dolore. Muore una mia cara zia. Dolore forte ma gestibile. Passano pochi mesi, ne muore un’altra. Ho ancora la forza per partire ed andare alle esequie e condividere con la famiglia il nuovo dolore. Dopo pochi mesi, muore un altro zio. Comincio ad accusare il colpo, perché non ho tempo di elaborare un dolore che se ne aggiunge un altro. Dopo pochi mesi ancora, arriva la mazzata più temuta e muore il mio adorato nonno,il vero padre. Pur essendo nell’ordine delle cose, pur essendo una vita che mi preparavo a questo, crollo. In quel tempo avevo anche un feroce conflitto con mio marito, ero carica di lavoro e doveri familiari. Il dolore è troppo e mi mangia tutte le energie, vado in uno stato depressivo. Il tempo umano sparisce, subentra un nero tempo interiore. Vivere mi è così insostenibile che desidero morire per trovare pace. Solo il sonno mi dà un vago sollievo. Piango torrenti di lacrime quando nessuno mi vede, mentre lavoro, mentre guido, mentre faccio qualsiasi cosa i miei occhi buttano fuori litri di lacrime. Davanti ai figli mi trattengo per non deprimerli ingiustamente, ma è una fatica immane. Mi sento sola, orfana, distrutta. Mi rendo conto solo che non voglio prendere medicine, non voglio ottundermi, conosco le cause del dolore e devo aspettare. La vera causa è che quelle persone che ho perduto erano quelle uniche che si erano prese cura di me, e ora senza il loro affetto sono nuda e sola. Attraverso quel periodo tremendo come si attraversa un deserto interiore. La mia fragilità mi si manifesta in tutta la sua sconosciuta estensione. Non so quanto tempo passa, perché sono fuori dal tempo. Mesi, anni, non so. Poi, una notte faccio un sogno. Vedo mio nonno che mi guarda con rimprovero. Vicino a lui uno spirito luminosissimo che si avvicina a me e mi parla. Con grandissima armonia mi dice queste parole: AI MORTI DISPIACE SE SI SOFFRE TROPPO PER LORO. È MOLTO PIÙ IMPORTANTE AIUTARSI TRA VIVI. Mi sveglio, e capisco tutto, capisco che è il mio egoismo che non vuole lasciare andare quelle persone perché ho bisogno del loro affetto, che la sto tirando troppo alla lunga col mio piagnisteo, che forse sto disturbando il cammino spirituale di coloro che amo, che amare è anche lasciare andare per la propria strada chi si ama, che la vita è complessa più di quel che vediamo con gli occhi e dobbiamo sapere accettare la gioia ma anche il dolore perché nulla è senza scopo. Piango un’ultima volta e comincio la mia scalata per uscire da quel pozzo oscuro. Ci vuole tempo. Accetto anche questo, che ci vuole il suo tempo, qualunque esso sia. Passo passo, percorro questa risalita. Si riaffaccia il piacere della vita. Per un lungo per mi sento borderline, come se camminassi su un sottile bordo su un baratro in cui un evento imprevisto potrebbe farmi ricadere. Passa altro tempo e mi rinforzo, sono tornata alla vita. Oggi vivo con più equilibrio il lutto, che si è ripresentato altre volte. Oggi è una cosa più naturale. Allora ero immatura, impreparata. Oggi penso che è stato utile attraversare quel deserto a piedi nudi e da sola. È stato tremendo ma ora conosco meglio me stessa e alla fine ho trovato un giardino. Ognuno di noi ha i suoi motivi per attaccarsi al dolore, bisogna saperli guardare in faccia, accettare le proprie debolezze ed il tempo che occorre per la guarigione. La comprensione di qualcuno aiuta molto, se siamo fortunati ad averla. Non so dire se quel sogno è stato un messaggio dell’inconscio o uno squarcio dell’aldilà, ma conteneva una verità ineluttabile e l’ho accettato. Vi abbraccio tutti.

    • annalisa scrive:

      Stefania leggo ora questo sito e per ultimo la tua descrizione..questo sto provando io ..dolore inconsolabile dopo la morte del mio papa’..non ho più nessuno dopo di lui..10 anni fa la mia mamma per la leucemia, 6 mesi di lotta insieme..a marzo di questo anno io e papa’ contraiamo il covid..separati dopo mezzora in ospedali ci portano in posti differenti..rivedo da guarita finalmente il mio papà allo spallanzani ma non sono riuscita a salvarlo perchè alcuni giorni hanno ftto la differenza..sovraesposizione batterica ed è morto lentamente soffocando e senza poter fare altro oltre le cure che gli stavano effettuando..una disperazione per lui e per me. mi scrisse su un block notes con tutto che aveva le braccia piene di flebo: se non si rimane qualcuno meglio morire..io vorrei vivere fino all’ultimo giorno ma così non è possibile, st morendo soffocato..
      Chiedo aiuto non riesco a dormire la notte, dormo la mattina ma non vorrei mai alzarmi; al mondo ho solo la mia cagnolina. Il mio papà ed io ci aiutavamo moltissimo ed il loro amore mi ha reso fortunata nell’averli come genitori; in amore la mia vita è stata molto piu’ complessa. Mi sento nuda, sola come se non avessi identità. cosa che non è e che mai vorrebbero i miei genitori. anche i miei amici mi sono stati vicini ma ognuno ha un percorso che non è sempre simile quindi l’empatia è differente.

  119. FELICIA scrive:

    Buongiorno a tutti, avevo scritto nel 2017 dopo la morte di mio figlio suicida. Ed ora a distanza di un anno voglio lasciare ancora un commento per farvi sapere come si vide il “dopo.” Il tempo non passa invano ed e’ vero. A quasi due anni dalla perdita di mio figlio, le giornate sono leggermente migliorate, mi accorgo che, all’inizio il pensiero era sempre li 24 h. su 24 mentre ora vi sono delle ore che non ci penso, certo la sera e’ il momento peggiore in cui le domande sono sempre quelle che in quasi due anni avro’ fatto un miliardo di volte, eppure tante mattine mi sveglio e non e’ piu’ il primo pensiero della mattinata. L’angoscia dei primi tempi e’ sparita, certo il dolore e’ ancora lacerante e alcuni giorni la mancanza fisica insopportabile, ma e’ subentrata la consapevolezza che mio figlio non tornera’ mai piu’.
    la vita e’ cambiata di questo ne sono consapevole, il vuoto e’ sempre li a dirti che il dolore non andra’ mai piu’ via, ma che la vita deve continuare e devo trovare un senso un nuovo senso che non ci fara’ piu’ gioire ma che possiamo ancora tornare a sorridere.

    • Mary scrive:

      Ciao.. mia figlia bambina si è suicidata poco più di un mese fa… non scrivo della voglia di morire… tornare indietro… non posso morire perché ho un altro bambino e morendo sarebbe come uccidere anche lui…. ma la mia paura più grande è proprio quella di stare meglio… di non pensare sempre a mia figlia… di vivere ‘normalmente’ come se non avesse lasciato un vuoto incolmabile… ho paur di riuscire a ridere a gioire… lo so che lo devo a mio figlio…. ma io non posso e non voglio stare meglio.

  120. Chicca scrive:

    Mio marito se ne è andato nel giro di 4 mesi, a 44 anni.. Ha lasciato me, mia figlia di 6 anni e l’altro di soli 3 mesi. Non riesco a piangere, non ho pianto nemmeno al funerale, ho amici e famiglia stretti intorno a me, ma sono sola di fronte ad una vita piena di responsabilità ancora. Lavoro e ci metto tutta me stessa, fingo una normalità che non esiste. Cerco di trovare il pianto di fronte alle nostre foto sparse per la casa, ma nulla.. Sono disperata ma non riesco a dimostrarlo nemmeno a me stessa. Da che parte si ricomincia? Come ci si può abituare a passare cene e serate da soli? Come si affronta la crescita dei propri figli senza il proprio compagno..? Come si fa a rivivere una vita normale..? Guardo le coppie in giro e mi rendo conto di come la mia vita sia stata completamente distrutta. Nonostante tutto non tiro fuori una lacrima, ne avrei bisogno, ne sento l’assoluta necessità e non so come fare ad aiutarmi.

    • Fabrizia scrive:

      Non ti so rispondere. Mio marito è morto in un incidente stradale sul colpo. 33 anni. Due bambine, una di quasi due anni ed un’altra che nascerà a marzo. La mia vita è distrutta completamente. L’idea di crescere le bambine da sola, l’idea che il loro papà meraviglioso non le potrà mai conoscere, l’idea di non poter più condividere la vita con lui, è uno strazio. Non sto riuscendo a vivere, troppo dolore. Vorrei chiamarlo ogni momento e raccontargli tutto, la mia giornata, i progressi della nostra piccola, la mia sofferenza. Niente, puoi comunicare con tutti, tranne che con lui. Nessuno può capire. Vedi attorno a te vite inutili, vecchi che magari desiderano morire, gente che invece neanche merita di vivere, eppure vivono. Famiglie complete, fatte da una mamma e un papà. E mi chiedo, dov’è il mio compagno di sempre, dov’è il papà delle mie figlie. Sono completamente sola senza di lui. La sua vita è finita in un attimo per una orribile casualità. Potevamo vivere ancora tutto insieme. La vita si accanisce su alcune persone e le condanna ad un dolore eterno. I nostri figli che crescono saranno lì ogni giorno a ricordarci che anche loro dovevano avere un padre, ma che quel padre che li avrebbe voluti tanto vedere crescere, non vive più. Scusa, ma non so come consolarti. Sono delle ingiustizie schifose. Ti abbraccio

  121. S. S. scrive:

    Buongiorno, mia sorella è morta a seguito di un cancro fulminante tre anni fa. È scomparsa in solo due mesi. Mi manca moltissimo e non riesco a farmene una ragione. Ho dimenticato quando è stata l’ultima volta che ho riso. Sono una donna adulta, ho famiglia, ma non riesco più a trovare la gioia nella vita. Vado avanti solo per amore di mia figlia. Grazie

  122. tittahenry scrive:

    Ti capisco! E una tragedia grande perdere l’unica sorella che ami in maniera folle; ti è rimasta solo lei in quanto il destino crudele ti ha già portato via mamma e papà in giovane età! Sei sola, adesso hai solo lei, il tuo amore più grande. Lei e’ mamma, papà, figlia, sorella, amica unica e sincera, buona, ingenua e generosa, Speri di invecchiare con lei e invece un cancro fulminante al polmone me l”ha portata via in 4 mesi. Dopo due anni vorrei raggiungerla perché non resisto più a sopravvivere senza di lei! Vienimi a prendere Paola!

  123. ale scrive:

    Io ho 50 anni e con mia madre litigavo spesso ma ci parlavo anche. Ora mia madre è da quattro anni che ha un tumore che non si può operare. In questi ultimi tempi è sempre più debole e quando sta in piedi è solo grazie agli antidolorifici. Qualche giorno fa ha detto di aver così tanto dolore da pensare di morire in questi giorni. Io è da un paio di settimane, da quando la vedo molto dolorante, che piango sempre da solo, alla mattina e alla sera. Non mi faccio vedere da lei piangere per non intristirla ulteriormente. Anche lei a volte piange pensando che tra breve se ne andrà per sempre. Non mi era mai capitato di piangere così tutti i giorni per così tanti giorni. Mi sento molto triste e smarrito come se non ci fosse un futuro. Non so cosa pensare. Non so cosa devo fare.

  124. Anna scrive:

    Buongiorno
    mio padre se n’è andato nel giro di 2 giorni un mese fa, ricoverato per conseguenze di un infarto silente probabilmente ignorato o sottovalutato. La mia mente ha anche meditato il fatto che si sia lasciato andare perchè il suo cuore era “spezzato” per i molti colpi della vita. Non lo sapro’ mai veramente. Ho appena avuto il tempo di vederlo e parlarci, vivo in Inghilterra e per fortuna ha potuto vedermi. La mia vita si è trasformata nell’arco di una notte. Faccio fatica a fare tutto, anche lavorare. Ditemi che passerà..almeno un po’..

  125. Paolo scrive:

    Buonaera a tutti, leggendo le vostre storie si capisce quanta gente soffre per un lutto di una persona importante nella propria vita, questo mi fa piangere ancora un po’ dopo tutti i pianti che ho fatto da quando è mancata mia moglie 10 mesi fa, (Praticamente tutte le sere quando rientro a casa) Però leggendo alcuni dei vostri commenti mi danno un pò di coraggio ad andare avanti anche se la mia vita, come voi è cambiata improvvisamente dall’oggi al domani, nel Gennaio 2018 dopo che per una maledetta polmonite si portasse via la mia amata moglie Nicoletta, pensate eravamo in montagna per la fine dell’anno, siamo venuti giù di corsa per un influenza e poi dopo poco ricovero all’ospedale per la polmonite, 20 giorni terribili di in rianimazione,intubata in coma farmacologico e poi… se nè andata, non ce l’ha più fatta a resistere la mia “Picci” così la chiamavo! Dopo 40 anni assieme, anche sul lavoro, 24 ore su 24, non so se vi capitava anche a voi ma la gente ci diceva come facevamo ad andare così d’accordo. Oggi è ancora più dura di prima più passa il tempo più sento la mancanza, io l’amavo troppo! purtroppo non abbiamo avuto figli per un motivo o per l’altro, di giorno lavoro in agenzia come un automa, senza più obiettivi, ti senti vuoto! vivo alla giornata, ma alla sera è terribile disperazione totale!Posso solo dire che le sto tentando tutte per uscire da questa morsa, ma è durissima! Fortunatamente ho le sorelle e i cognati che mi aiutano molto. Inoltre io sono credente cattolico, e devo dire che prego tutte le sere che il Signore mi faccia stare vicino la mia amata, sperando un giorno di rivederla o di sentire almeno la sua voce, magari solo in sogno, purtroppo lo sognata solo poche volte, ma qualcuno mi ha detto che la sognata e gli ha detto che lì dove si trova sta bene e di non preoccuparsi, di non piangere troppo perchè lei soffre vedendomi così. Quindi auguro a tutti di avere la stessa fede, perchè è impossibile che la nostra vita finisca in questo modo! Qualcuno lassù ci pensa e ci sta vicino!

  126. Maurizio cespa scrive:

    Mio figlio muore nel sonno a 29 anni molto religioso praticante viveva di pane e chiesa eppure Dio se l’è ripreso posso ancora credere in Dio?

  127. Giovanna scrive:

    Buongiorno,
    anch’io mi sto confrontando col dolore. Mia madre ha sviluppato una demenza senile, da un’ora con l’altra non si ricordava più di me, la figlia adorata. Ora, dopo cinque anni alterna momenti in cui mi chiama per nome ad altri in cui è confusa. Ancora nomina la sua mamma. Quando si ricorda di me pronuncia il mio nome con una dolcezza tale e uno sguardo carico di amore, che solo una madre può fare. Anche il suo fisico cede anno dopo anno. Ora è sulla carrozzina, quasi paralizzata. L’ho tenuta con me a casa fin quando ho potuto, poi, l’ho portata in una struttura per anziani perché anche farla alzare dal letto era molto complicato, bisognava usare il sollevatore. Mi manca tanto la mia cara mamma, l’amore di una madre è unico.

  128. Giovanna scrive:

    Mia cugina dopo la perdita della cara mamma mi aveva inviato il filmato del Treno della vita. Non so se può essere di conforto a qualcuno, mi ha fatto però riflettere.
    Sia noi sia i nostri affetti siamo su quel treno. Siamo saliti a fermate differenti e scenderemo a fermate diverse. I nostri genitori, i nostri mariti o mogli e i nostri figli, se ne abbiamo, salgono a fermate differenti, si siedono vicini a noi, percorrono e condividono con noi una parte del tragitto, poi scendono. Non sappiamo quando accadrà, è il mistero della vita, anche noi scenderemo quando arriverà il nostro momento. L’unica cosa, la grande cosa, che possiamo fare è amare i nostri cari e fare tutto per loro ed essere grati loro per essersi seduti vicino a noi sul treno della vita e aver condiviso una parte del tragitto.

  129. Elisabetta scrive:

    Pur avendo marito e figlio e quindi essere madre a mia volta, senza mia mamma la vita è diventata più triste. Non c’è più quello sguardo sorridente nei miei confronti, solo per me, quelle parole di incoraggiamento e di conforto. Un marito che non è cattivo, ma non può sostituirla.

  130. Giulio scrive:

    Venerdì scorso stavamo uscendo per andare a cena con un amico. Mia moglie mi ha guardato e mi ha detto “mi sento male”: è crollata a terra senza rimedio, nonostante l’intervento di due squadre di rianimazione del 118.
    Abbiamo avuto una lunga vita in simbiosi godendo delle stesse cose, non separandoci mai nemmeno per un giorno e avendo la fortuna di avere la stessa mentalità, gli stessi obiettivi e la stessa lunghezza d’onda su tutto.
    Ora il mondo è senza più senso ed in casa regna un silenzio irreale: ogni cosa mi ricorda lei invadendomi l’anima con una forza d’urto pazzesca ed il dolore non ha nome e confini. Non so se voglio continuare a vivere così.

  131. Fabrizia scrive:

    Giovedì 29 novembre mio marito stava tornando da lavoro con lo scooter. Era notte ed io lo stavo aspettando sveglia per parlare dei nostri nuovi progetti, della nostra nuova casa, visto che la famiglia si sta allargando, sta per nascere la nostra seconda figlia e la prima farà due anni a marzo. Ma non è mai tornato. È morto, qualcuno lo ha travolto. Aveva 33 anni, come me. Impossibile cercare di spiegare il rapporto che ci legava, da quando di anni ne avevamo appena 20. Le mie figlie non saranno la mia forza, come le persone attorno a me spesso dicono cercando di confortami, ma solo un motivo per sopravvivere e non lasciarmi morire, come invece spesso sto desiderando in questi giorni. Mio marito, l’unico amore della mia vita, non era solo un compagno per me. Mi sentivo e mi sento con lui un’unica anima ed in quella bara ci sono anche io con lui adesso. Mi sento in colpa per il fatto di dover continuare a vivere mentre lui non potrà più farlo. Non potrà vedere crescere le sue figlie. Non potrà viaggiare. Non potrà ridere. Lavorava tanto, per noi. Avevamo gli stessi valori, la stessa visione della vita, che speravamo di trasmettere alla bambine. Immagino ogni secondo che lui entri dalla porta e mi abbracci. Sono consapevole del fatto che dovrò vivere perché ho due figlie, ma so che sono condannata ad una vita misera, perché non ci sarà un giorno in cui non mi mancherà e perché mai potrò avere al mio fianco una persona speciale come lui. Mi amava più di qualsiasi altra cosa al mondo. Con lui al mio fianco mi sentivo protetta in questo mondo così spietato, in questa società così superficiale. Purtroppo ho solo 33 anni e dovrò vivere per molto tempo senza di lui. Perché lui non è affianco a me, non mi starà vicino nei momenti difficili e non sarà al mio fianco ad invecchiare con me. Lui è morto e non c’è più niente di lui. Dio non esiste, già ne ero convinta prima, ma adesso ancora di più. Sono condannata a soffrire per una vita intera, ma, cosa molto più terribile, il mio amore non potrà più vivere… E avrebbe avuto ancora così tanto da dare a me, alle sue figlie e al mondo. Aspetto con angoscia la nascita di questa seconda bambina, perché sarà solo un momento drammatico senza di lui. Oltretutto non riesco ad occuparmi di una, figuriamoci di due bambine adesso. Non c’è niente da dire. La vita fa schifo.

    • Alessandro Perucci scrive:

      Noi abbiamo perso un figlio. Abbiamo una figlia la situazione e tragica. Ti capisco ma se serve aiuto da noi siamo della provincia di Taranto. WhatsApp 3913393103.
      Pensiamo che per superare queste cose ci vogliono persone buone per condividere il dolore.

      • Fabrizia scrive:

        Grazie, non credo che qualcuno possa aiutarmi, né tanto meno di poter aiutare qualcuno. Non sono dolori sopportabili dall’essere umano, non sono morti che potranno mai essere accettate. È atroce perdere vostro figlio a 15 anni. Abbraccio forte te e tua moglie

        • Miri scrive:

          Anche io ho perso mio marito un mese fa. Un dolore inenarrabile… E la vita è diventata una condanna… Purtroppo anche io ho soli 32 anni e dunque durerà ancora molto, questa condanna… Dicono che dopo qualche anno il dolore diviene meno forte… Non ci credo sinceramente ma… Non posso che proseguire a vivere perché altrimenti tradirei mio marito che me lo ha chiesto… Ma la sofferenza è così forte che ti viene da sperare che la vita finisca pure per te, e quanto prima… Sono dolori sovrumani…

          • Fabrizia scrive:

            Ciao Miri,
            Abbiamo praticamente la stessa età e la vita ci ha condannate a questo terribile futuro. A giorni partoriró, senza il mio amore al mio fianco. Non potrà nemmeno prendere in braccio sua figlia. Sono giorni terribili per me quando dovrebbero essere i giorni più felici della vita. Che crudeltà. Se vuoi ci possiamo sentire in privato e sfogarci quando ci va del nostro dolore, che nessuno potrà mai comprendere, se non chi l’ha provato e chi amava e ama così profondamente, come noi. Sento di aver perso tutto. Ti capisco, ti capisco nel profondo.

  132. Lucia scrive:

    Mi chiamo Fredrick Peters.
    Vorrei condividere la mia testimonianza e la mia
    esperienza con la grande Africa occidentale
    Wheeler per nome: Great Lapola, con tutto
    in tutto il mondo. È così che ho trovato il mio
    Salvatore. Ho sposato mio marito circa 2
    anni fa, abbiamo iniziato ad avere problemi in
    la nostra casa, op, smette di dormire allo stesso modo
    letto, lotta per le piccole cose, lui sempre
    tornare a tarda notte e anche bere
    lui dorme con altre donne. Non mi è mai piaciuto nessun uomo nella mia vita.
    tranne lui. Lui è il padre di mio figlio e
    Non volevo perderlo perché lo abbiamo
    ha lavorato così duramente insieme per diventare cosa
    siamo e abbiamo oggi. Qualche mese fa
    Ora ha deciso di lasciare me e il ragazzo. e
    essere una madre single può essere difficile
    a volte e non ho nessuno a cui rivolgersi
    e avevo il cuore spezzato a causa di cosa
    successo ho chiamato mia madre e ha spiegato
    tutto per lei. Fu allora che mia madre mi parlò della grande Lapola, del modo in cui aiutò
    lei ha risolto il problema tra lei e
    mio padre. Ero sorpreso,
    erano senza l’altro
    tre anni e mezzo e mi chiedo come siano tornati l’un l’altro.
    Sono stato indirizzato alla grande lapole via e-mail
    L’ho immediatamente contattato:
    (Greatlapola67@gmail.com) e io
    spiegare tutto a lui, così ha promesso
    aiutarmi. Che farà un incantesimo
    e riportare le cose a dove erano.
    Che io e mio marito stiamo tornando e che era un’altra donna
    mente che controllava mio marito. lui
    mi ha detto che il mio problema sarà risolto
    in due giorni, solo se credessi. E io dissi
    GIUSTO. Mi ha lanciato un incantesimo. e dopo due
    Mio marito è tornato a chiedermelo
    Perdonalo. Sono così felice ora, la mia famiglia è
    Ora insieme e felici. Ecco perché ho deciso di condividere
    la mia esperienza con tutti quelli che hanno
    problema simile a quello che avevo prima. Contatto
    la grande lapola nella tua
    indirizzo email (greatlapola67 @
    gmail.com). oppure puoi WhatsApp / chiamalo con questo numero:
    2.349.034,970099 millions. Ho visto e sentito
    la gente ne è testimone per problemi come
    quelli sotto. Essi
    include (1) Se vuoi la tua ex schiena. (2) se
    Hai sempre degli incubi e lo vuoi
    fermato. (3) Se vuoi essere promosso in
    il tuo ufficio. (4) Se vuoi donne / uomini
    ti sta perseguitando. (5) Se vuoi un figlio (frutto di
    l’utero). (6) Se vuoi essere ricco. (7) Se
    Vuoi legare tuo marito / moglie per essere
    tuo per sempre. (8) Se hai bisogno di aiuto finanziario
    aiuto di uno dei suoi ricchi
    parente. (9) Vincere e vincere LOTTORY. (10) incantesimo
    CURE OF HIV CURE, BARRENNESS,
    EPILESSIA, PARALISI di qualsiasi tipo e molti
    Di Più! Li rende tutti perfettamente … Puoi
    contattalo ora, e anche tu puoi
    estendere questa testimonianza a un amico
    bisogno ..

    • FELICIA scrive:

      LUCIA, NOI GENITORI CHE ABBIAMO PERSO UN FIGLIO AVREMMO BISOGNO DI UN MIRACOLO PER FAR TORNARE I NOSTRI FIGLI…..SOLO DI QUELLO.

  133. Perucci Alessandro scrive:

    Abbiamo perso nostro figlio di 15 anni questo ottobre 2018. Io personalmente ho bisogno di aiuto. Non credo riesco a farcela ad uscirne. Alessandro Perucci WhatsApp 391 3393103. Grazie. Chiedo qualsiasi tipo di aiuto.

  134. Donatella Fantin scrive:

    Alessandro vivi a Roma? Io sono a Roma e ho perso il mio compagno dopo 40 anni di amore totale.Frequento un gruppo di mutuo aiuto che mi sta facendo bene.La codivisione è molto importante per nn sentirsi soli lo consiglio a chiunque ha subito una grave perdita.
    Puoi controllare anche il sito “gruppo eventi” anch’esso è di aiuto.
    Siamo tutti uniti dallo stesso legame: il dolore ma nn siamo soli.

    • Luciano scrive:

      Voi che provate il dolore straziante del “distacco”, la separazione dall’amata, dall’amato, leggete: vi sentirete meglio.
      Ho dato fondo alle esperienze e riflessioni di chi ha vissuto anche 2000 anni fa.
      Sono approdato per caso alla lettura, nel tentativo di trovare una spiegazione sul perche’, dopo aver tenuto il capo dell’amata, priva di vita, adagiato sul braccio, accarezzandola e coprendola di baci, lacrime e parole di disperazione,poi, giunto il momento della separazione, da allora non ho provato alcuna sensazione di timore, di negativita’ verso la morte. Anzi.

      La morte è requie dalle impressioni dei sensi e dagli impulsi che ti fanno muovere come una marionetta.
      Adatta te stesso alle cose a cui la sorte ti ha assegnato. E ama, ma veramente, gli uomini coi quali il destino ti ha unito. ( Marco Tullio)
      Requie: Riposo, calma, pace, nelle fatiche e nelle sofferenze fisiche o morali.
      La ruota è un cerchio, una circonferenza che può essere tracciata solo in modo tale che l’inizio corrisponda alla fine e se la si segue in continuazione non si trova mai un estremo, un termine ultimo.
      Ciò, fuor di metafora, significa che ogni cosa che muore rinasce in altra forma o in un’altra dimensione da sempre per sempre
      Così anche per l’uomo che quando muore in questo mondo rinasce in un altro mondo e quando muore in quello nasce di nuovo in questo.
      Se con la morte, infatti, la coscienza si stacca, si separa, da questo mondo materiale, l’anima ‘nasce’ contemporaneamente, cioè ‘compare’, ‘risorge’ nella dimensione spirituale.
      E quando poi, esaurita l’esperienza oltremondana, ritorna alla vita in questo mondo, si ‘re-incarna’ è costretta a ‘morire’ in quel mondo spirituale, cioè ad abbandonarlo ‘precipitando’ nel mondo delle forme materiali.
      Questo è il ciclo della ‘metempsicosi’(metempsýchosis) o ‘metensomatosi’ (metensomátosis), termini che letteralmente significano che l’anima, alternativamente, va oltre (metà) il corpo con la morte ‘fisica’ e poi vi ritorna (la preposizione èn corrisponde al latino in) con la morte ‘psichica’.
      Nella concezione ciclica del mito, sia cosmologica che antropologica, vale il principio sotteso che ‘nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma nella Ruota del Tempo’ per cui il Mistero della Vita è lo stesso che quello della Morte. Per questo chi non conosce la Vita non conosce neanche la Morte e viceversa perché ogni Inizio è anche, per altri versi, una Fine.
      I racconti mitologici legati, poi, alle tre Parche non fanno altro che sottolineare ed insegnare la precarietà della condizione umana: Cloto, Láchesi ed Atropo, divinità oltremondane, presiedono al destino degli individui: la prima fila, la seconda avvolge il filo all’aspo, la terza lo recide imprevedibilmente.
      Il mito ‘insegna’, insomma, che la Natura è regolata da leggi inesorabili e da una successione ciclica degli eventi, essa è il Regno della Morte ma insegna anche che l’Uomo, pur soggetto alle leggi della Natura in quanto dotato di un corpo, ha nella propria coscienza un principio sovrannaturale che sopravvive alla sua dissoluzione e che appartiene quindi al Regno dell’Immortalità.
      I Misteri dicevano che per conoscere la Morte bisogna ‘provarla’, ‘sperimentarla’ già da vivo acquisendo la capacità di uscire lucidamente e deliberatamente dal corpo, anticipando quell’esperienza che ciascun uomo dovrà fare al termine della propria esistenza.
      Poiché, però, quella straordinaria esperienza poneva l’adepto al confine tra la vita e la morte esse era e doveva rimanere rigorosamente ‘esoterica’, cioè riservata a persone dotate di una particolare capacità e qualificazione.
      In effetti la convinzione che l’anima dell’uomo possa distaccarsi dal corpo già nella vita terrena è al fondamento della religiosità arcaica pre-filosofica dell’Ellade, cioè a quel periodo che gli studiosi indicano come caratterizzato dallo ‘sciamanesimo’. Con tale termine, originario della lingua tungusa siberiana, si fa riferimento ad un’epoca remota in cui vissero in Grecia alcuni ‘sciamani’, cioè veggenti, sacerdoti, maghi, guaritori che svolgevano il compito di fare da intermediari tra il mondo materiale e quello spirituale. Si tratta di straordinari personaggi, a metà strada tra la storia ed il mito, che si dimostrarono dotati di poteri sovrumani, divini, come quello della telepatia, dell’ubiquità, della preveggenza, della guarigione psichica, dell’estasi, della resurrezione ed apparizione post-mortem ed altri ancora. E’ molto significativo il fatto che le cronache che a distanza di tempo ne raccontarono le straordinarie imprese li abbiano appellati come ‘sofoi’, cioè sapienti, saggi, oltre che ‘filosofi’ e ‘teologi’: si tratta di ‘uomini divini’ (così, per lo più, venivano appellati) come Aristea, Epimenide, Abaris, Ermotimo ed altri.
      E’ fondamentale ricordare che alcuni dei principali filosofi del periodo pre-socratico ebbero la stessa fama di maghi ed iniziati: ad esempio Empedocle e persino Pitagora, colui che, secondo alcuni, inventò lo stesso termine ‘filosofia’.
      E Apuleio fa dire ad un iniziato sostanzialmente le medesime cose collegando l’esperienza del distacco dell’anima dal corpo con la ‘visione’ mistica ottenuta con il santo rito. La teletè permette agli iniziati di non avere lo stesso terrore della morte che prova l’uomo comune poiché essi l’esperienza della morte l’hanno provata già da vivi e sanno che essa è solo un passaggio ed il preludio di una possibile felicità ultraterrena nel mondo degli dèi:
      “Tutte le anime che non sono state iniziate provando un grande tormento si allontanano dalla visione dell’Essere e, essendosi del tutto distaccate dalla Verità si nutrono con il cibo della opinione (basata sui sensi). Ma a causa di ciò esse provano una grande e tormentosa difficoltà a vedere la pianura della verità e scoprire dov’è: il pascolo che si addice alla parte migliore dell’anima si trae appunto dalla prateria di lassù, e di questa si nutre la natura delle penne e delle piume da cui l’anima, resa leggera, viene sollevata”
      (Platone, Fedro, 244 e – 245 a. Trad. dell’aut.)
      “E la Bellezza era fulgida a vedersi nel tempo in cui vedemmo, assieme al coro felice, la beata apparizione e visione, noi nel corteggio di Zeus e altri al seguito di un altro dio, ed eravamo iniziati in quella che è giusto chiamare la più beata delle iniziazioni, quel rito segreto che celebravamo, noi stessi integralmente perfetti e sottratti a tutti i mali che ci attendevano nel tempo successivo, mentre integralmente perfette e semplici e senza tremore e felici erano le apparizioni – entro uno splendore puro – in cui eravamo iniziati e raggiungevamo il culmine della contemplazione: puri noi stessi, senza essere sigillati nella tomba che ora appunto portiamo in giro e chiamiamo ‘corpo’, avvinti strettamente a lui con l’ostrica al suo guscio”.
      ( Platone, Fedro, 250 b-c; Colli, I, p.103)
      “ Il morire è una di queste due cose: o uno stato per cui il morto non è più nulla e non ha più sensazione di nulla, oppure è, come dicono certi, una sorta di cambiamento o di migrazione dell’anima da questo luogo terreno ad un altro. Dunque, se il morire vuol dire davvero assenza di percezione ed è paragonabile ad un sonno all’interno del quale non si vede più nulla neanche in sogno, è allora un guadagno meraviglioso. Penso che se qualcuno dovesse, dopo aver scelto nella sua mente tale notte in cui si è addormentato tanto profondamente da non sognare neanche e poi, dopo aver confrontato a questa notte i giorni e le altre notti della sua vita, dovesse, con ponderazione, dire quanti giorni e notti egli per tutta la vita ha trascorso più felicemente di quella, allora penso che questi, sia un uomo qualsiasi o addirittura il Gran Re di Persia, ben poche anche lui ne troverebbe di questi giorni e queste notti. Se allora questa è la morte, io posso serenamente affermare che è un guadagno, anche perché l’eternità della morte non appare per nulla più lunga di un’unica notte. Del resto, se morire vuol dire andare da un luogo ad un altro, ed è vero quello che si dice, cioè che là si ritrovano effettivamente tutti i defunti, qual bene maggiore di questo potrà esserci o giudici?… Ad un uomo perbene non può capitare alcun male né da vivo né da morto… Ma è ormai tempo di andare via, io a morire e voi a vivere: chi di noi vada verso la miglior sorte è oscuro a tutti, tranne che al dio.”( 40 c-e, 41 c-d)
      Sembra che ci sia un sentiero (quello filosofico) che ci porti, mediante il ragionamento, direttamente a questa considerazione: che, cioè, fino a quando noi possediamo il corpo e la nostra anima resta invischiata in un male siffatto, noi non raggiungeremo mai in modo adeguato ciò che ardentemente desideriamo, vale a dire la verità. Infatti il corpo ci procura innumerevoli preoccupazioni per la necessità del nutrimento; e poi le malattie, quando ci piombano addosso, ci impediscono la ricerca dell’essere. Inoltre, esso ci riempie di amori, di passioni, di paure, di fantasmi di ogni genere e di molte vanità, in modo che, come suol dirsi, veramente per colpa sua, non ci è neppure possibile fermare il nostro pensiero su alcuna cosa. Infatti guerre, tumulti e battaglie non sono prodotti da null’altro se non dal corpo e dalle sue passioni. Tutte le guerre nascono per brama di ricchezze, e le ricchezze noi dobbiamo di necessità procacciarcele a causa del corpo, essendo asserviti ai bisogni del corpo. E così noi siamo distolti dalla filosofia, per tutte queste ragioni. E la cosa peggiore di tutte è che, se riusciamo ad avere dal corpo un momento di tregua e riusciamo a rivolgerci alla ricerca di qualche cosa, ecco che, improvvisamente, esso si caccia in mezzo alle nostre ricerche e, dovunque, provoca turbamento e confusione e ci stordisce, sì che, per colpa sua, noi non possiamo vedere il vero. Ma risulta veramente chiaro che, se mai vogliamo vedere qualcosa nella sua purezza, dobbiamo staccarci dal corpo e guardare con la sola anima le cose in se medesime. E allora soltanto, come sembra, ci sarà dato di raggiungere ciò che vivamente desideriamo e di cui ci diciamo amanti, vale a dire la conoscenza suprema: cioè quando noi saremo morti, come dimostra il ragionamento, mentre, fin che si è vivi, non è possibile…E nel tempo in cui siamo in vita, come sembra, noi ci avvicineremo tanto più al sapere quanto meno avremo relazioni col corpo e comunione con esso, se non nella misura in cui vi sia imprescindibile necessità, e non ci lasceremo contaminare dalla natura del corpo… Se queste cose sono vere grande speranza ha colui che giunge là dove io sto per andare, di venire in possesso, là appunto e pienamente, se mai in qualche luogo è possibile, di ciò per cui ci siamo dati tanto da fare nella vita passata; così che questo viaggio nell’al di là, che mi viene ora comandato, si compie con buona speranza, e per me e per chiunque altro ritenga di aver preparato la sua mente a questo in modo da averla purificata…”(66 b-67d-e).
      Non altro vuol dire quindi l’ammonimento socratico-platonico a ‘separare l’anima dalle cosesensibili e dal corpo’ per ‘isolarla’ e farla così ‘volgere verso il mondo intellegibile’
      Nel Fedone (67 c-d)si dice che con tale prassi si opera una ‘catarsi’ che è “la stessa dell’antica dottrina (chiaro riferimento alla sapienza sacra ed in particolare, forse, a quella misterica e orfico-pitagorica) e consiste appunto nel separare il più possibile l’anima dal corpo e nell’abituarla (e ciò presuppone una costante prassi meditativa) a raccogliersi e a restare sola in se stessa (la ‘con-centrazione’ !) e a rimanere per il tempo presente (nella vita ‘terrena) e futuro (dopo la morte) sola in se medesima, sciolta dal corpo come da catene. Tale condizione infatti è importante mantenerla anche dopo il decesso poiché l’anima di chi rimane ‘attaccato’ al corpo, dice Platone, non riesce ad allontanarsi dal piano di esistenza da cui è appena ‘uscita’ e precipita in una condizione di angoscia e di turbamento.

  135. Anonimo scrive:

    Salve, mio padre e’ morto questa estate dopo una lunga malattia e mia madre, che inizialmente sembrava aver reagito ok (per quanto possa essere possibile dopo 50 anni di matrimonio), ha avuto improvvisamente un crollo psicofisico. Purtroppo io vivo all’estero e quindi mi e’ difficile starle fisicamente vicino ma le mie due sorelle che vivono in Italia, stanno cercando in tutti i modi di non farla sentire sola e di aiutarla. Anzi, cercavano perche’ da gennaio mia madre ha avuto questo crollo: non le interessa nulla, non le va di vedere gente, si rifiuta di avere un sostegno psicologico e dopo una caduta in casa di qualche giorno fa (ha 77 anni) si e’ ancora piu’ chiusa in se stessa. Un giorno quando ero da lei per Natale, mi ha detto che non le interessa piu’ vivere ed e’ come se il suo corpo stesse obbedendo. Nel paese in cui vive, nel Sud Italia ed anche un posto piuttosto remoto, non ci sono strutture o gruppi di sostegno. I vicini ed i familiari non sono molto presenti o di aiuto anche per cose minime. All’inizio, subito dopo la morte di mio padre, alcuni vicini si erano offerti di andarla a trovare regolarmente ma mia madre ha cominciato a non rispondere. Io e le mie sorelle non sappiamo cosa fare: la porterei volentieri qui da me ed anche le mie sorelle (che non vivono nel sud) vorrebbero portarla su da loro ma mia madre non vuole. Capisco che lasciare la casa sarebbe dover dire di nuovo addio a mio padre ma non possiamo permettere che si consumi cosi…

  136. Daniela scrive:

    Ho perso mio padre da un anno. Non ho sensi di colpa ne rimpianti. Sapevamo che non stava bene e per questo nell’ anno precedente la sua morte mi ero ritrasferita dai miei. Per aiutare e godermelo il più possibile. Non ce l’ho con nessuno, ne’con Dio, ne’ con i medici, ne con la sorte avversa. Per lui sono contenta. E’ morto in dignità, senza grandi sofferenze, con l’intera famiglia accanto e forse senza neanche accorgersene( alla fine e” stato intubato). Ma con lui e’ finito interamente il mio mondo. La morte di un genitore, anche se sei adulta, significa di un colpo vedere annullata la tua infanzia, la tua adolescenza, la tua laurea, il lavoro che condividevano. Significa perdere la guida, il rifugio, ma anche l’ amico con cui da grande ti rapporti. Mio padre era un uomo eccezionale. Nel pubblico e nel privato. Sono stata la figlia, l’amica, ma anche la spalla o ” il suo bastone della vecchiaia” come lui diceva, nei momenti di fragilità delle malattie. Ho adorato mio padre. Noi tutti lo adoravamo. E non riesco a sentirlo vicino dopo la morte. A me manca e basta. Dicono che ero troppo figlia, che e’ perche’ non ho figli miei e tutte le amenità del caso. Non e’ vero. Mi manca perché mio padre ci rendeva felici. Perché senza di lui e’ buio. Perché non ho più il suo affetto, l’ abbraccio, la coccola, la battuta, la guida. E perché non posso darglielo. Devi andare avanti e’ una frase cretina che odio. Certo che devo. Ma è proprio il devo che spiega tutto. Dovevo andare avanti quando stava male, quando lo abbiamo ripescato da un’ aneurisma all’ aorta, quando me lo sono caricato in macchina incosciente, quando era in terapia intensiva. Dovevo perché volevo, perché, lottare aveva un senso e una speranza. Ora perché devo? Certo non posso morire anche io, devo mangiare, devo curarmi, devi essere gentile con mio madre. Oltre questo non devo niente. A nessuno. Neanche al mio fidanzato. La vita non sarà, più uguale. E non sarà mai meglio. Ed d’ una certezza. Non quando hai avuto quello che ho avuto io. Non quando perdi qualcosa di veramente grande. Non sono fortunati quelli che dai lutti si rialzano in due secondi. O non hanno perso molto. O non sentono molto.

    • Fabrizia scrive:

      Condivido tutto ciò che hai detto rispetto all’aver perso qualcosa di grande e rispetto alle frasi fatte che purtroppo ti vengono propinate in queste situazioni. Devi andare avanti per le tue figlie. Questo è quello che mi sento dire. Ma, come dici tu, devo. Un dovere, una responsabilità, nonostante io ami ovviamente le mie figlie, ma niente ha piu senso ormai. Questo è quello che sento dopo la morte di mio marito. Tu hai perso un padre ed io mio marito, ma la sofferenza che si prova dipende dall’intensità del legame che ci univa alla persona che ci ha lasciato per sempre. Evidentemente tu “quel legame”, quello unico, quello che insostituibile, quello che ti lascerà un vuoto per tutta la vita, lo avevi con tuo padre. Io lo avevo con mio marito, il mio compagno di sempre. E non ho avuto nemmeno la lucidità di salutarlo per un’ultima volta dopo che ho saputo che stava in un obitorio, appena due ore dopo averlo sentito per telefono. Rifiutavo quell’idea, non era reale in quel momento e così mi porterò dentro per sempre il fatto di non averlo baciato, abbracciato, toccato un’ultima volta, dopo 13 anni di vita insieme. Sto per partorire, non conoscerà mai la nostra seconda figlia. Mi sento di dirti che io soffro molto all’idea che le mie figlie non avranno mai quel rapporto speciale che tu hai avuto con tuo padre. Non lo conosceranno, se non tramite me. Ma non parleranno mai di lui come tu parli di tuo padre. E mio marito era proprio quel tipo di padre di cui le figlie sarebbero state fiere. Mi manchi Massimo, la mia vita sarà una sopravvivenza senza di te

  137. silvano scrive:

    nel maggio 2018 ho perso, all’improvviso, un figlio di 54 anni a causa,dicono, di aneurisma all’aorta toracica; in 20 ore se ne è andato. nel luglio del 2016 ho perso mia moglie a causa di tumori leucemici coi quali ha lottato x ben 23 anni. ora vorrei sapere se, a 80 anni, mi rimane qualche voglia di vivere; che ci faccio qui? che cosa abbiamo fatto x meritarci tutto questo? ditemelo, forse è meglio andarsene in qualche maniera.

    • Fabrizia scrive:

      Ciao Silvano,
      Non sono qui ad infonderti coraggio e a dirti che tua moglie e tuo figlio sono al tuo fianco e ti sono vicini o di accettare con serenità quello che ti è successo. Ti dico solo che io di anni ne ho 33, ma ne vorrei avere 80, proprio come te, per avere la consapevolezza che nessuno si aspetta da me che io ritorni a vivere e che non avrò poi così tanti anni di vita davanti. Ti posso dire che io ho perso mio marito di 33 anni, non per cause naturali, ma perché è stato travolto mentre tornava serenamente a casa con lo scooter. Ti voglio anche dire che tu hai vissuto una lunga vita con tua moglie mentre a mio marito è stata negata anche la possibilità di prendere in braccio la nostra seconda figlia, che nascerà a giorni. La prima, due anni tra qualche giorno, non lo ricorderà. Non potrò condividere niente con lui ed era tutto ciò che volevo, invecchiare insieme a lui. Ti dico che come te, ci sono due genitori, i miei suoceri, che sono dovuti andare al funerale di un figlio, cosa che a nessuno dovrebbe mai accadere. Ma sono più giovani di te, e dovranno convivere con questo peso per molti più anni. Non ti voglio consolare né dirti che ci sono casi peggiori del tuo. Il dolore, quel dolore, è quello di tutti noi. Poi, c’è chi se ne fa una ragione, chi ha fede e chi invece è consapevole del fatto che la vita può essere davvero troppo crudele e non si dà pace. Io non mi darò pace, ma la mia dannazione mi accompagnerà per ancora troppi anni. Ti sono vicina e ti abbraccio

  138. Lucia scrive:

    Due mesi e mezzo fa ho perso improvvisamente mio figlio. Sono distrutta dal dolore e disperata. Non so come continuare ad andare avanti. Il tempo ci é ostile e lo fa aumentare aumentare, invece di alleviarlo. Prima di questo tremendo lutto ho dovuto sopportare anche la perdita di due fratelli e di un nipote. Ma il Signore dov’e? Perché tutto questo accanimento verso la mia famiglia? Spero di raggiungere, al più presto, il mio adorato figlio Luigi ❤❤❤

    • felicia scrive:

      Cara Lucia, so esattamente quello che provi e non c’e’ nulla che possiamo fare per consolarci, purtroppo il tempo sembra essersi fermato a ieri ed e’ una ferita sempre aperta. Il mio ragazzo morto suicida un dolore che non passa anche se sono trascorsi 998 giorni. Si vive senza piu’ una gioia e senza speranza. Credo che non vi sia un perche’ a “noi” succede, solo che non lo si accetta mai. Ti abraccio forte anche se non ci conosciamo.

      • Lucia Sorbera scrive:

        Cara Felicia, la morte deimiei fratelli e di mio nipote è stata dolorosa ma la perdita improvvisa di mio figlio é stata ed è devastante. Io sono morta con lui, nello stesso istante in cui lui é spirato. Non mi rassegno e non mi rassegnero’ mai alla sua perdita e mi chiedo perché il Signore se l’è preso. Perché ? Mio figlio era un ragazzo d’oro e amato da tutti. Con tutti i delinquenti e assassini che ci sono in giro, perché il Signore me lo ha tolto? La mia vita é un inferno e lo sarà fino a quando quando, finalmente, raggiungero’ il mio adorato figlio Luigi

        • felicia scrive:

          Ciao Lucia, e strano ma pare che dentro di me ci siano due persone; una forte che vuole ritornare a vivere quella vita che avevo prima e poi si alterna con l’altra me stessa che continua a pensare il perche’ mi figlio si sia suicidato. la mia vita e’ cosi’ ora. Ma sto lottando con tutte le mie forze di dare un nuovo senso alla mia vita dove ce mio figlio che sono sicura e’ vivo da un’altra parte e non soffre piu’. Sono convinta che era un destino per mio figlio e anche per tutti gli altri figli volati in cielo. Non dobbiamo piu’ pensare alla nostra sofferenza ma al giorno in cui li ritroveremo e sara’ come se non fosse passato nemmeno un giorno. Fallo anche tu. Io sono troppo stanca troppo e voglio trovare questa forza di sorridere quando penso al mio Cry e non piangere. Ti abbraccio forte.

  139. Simona scrive:

    15 giorni fa, ho sentito mio marito respirare velocemente mentre dormiva…L’ho chiamato e toccato per vedere cosa stava succedendo…ho acceso la luce ed era già in arresto cardiaco…54 anni…nell’ attesa dei soccorsi ho fatto il massaggio cardiaco, mentre i nostri figli di 15 e 17 anni urlavano disperati…poi sono arrivati i soccorsi ma non c è stato niente da fare… Continuo a piangere e a parlare al vuoto rivolgendomi a lui, credo di stare impazzendo, ho perso la capacità di reagire, vorrei solo dormire per non pensare…

  140. joy scrive:

    Devo dire che sei il miglior incantatore d’amore e devo dire al mondo del Dr Akhere che è un brav’uomo e anche il suo incantesimo d’amore è molto efficace e sono molto felice di dirlo al mondo puoi contattarlo anche Email: Akheretemple @yahoo. com o whatsApp lui su 2348129175848 ….

  141. kate scrive:

    Ho fatto una promessa che farò in modo che tutti quelli che hanno difficoltà a rimanere incinta debbano contattare questo grande uomo che mi ha mandato delle erbe per curare il mio TUBO BLOCCATO. Ringrazio Dio per averlo reso possibile e so che ci sono molte donne là fuori che sono state a molti medici e ti dicono che stai bene, ma non puoi ancora rimanere incinta, quindi devi contattarlo tramite whatsapp +38972751056 OR ededetemple@gmail.com o Words non possono esprimere quanto sono felice. Sono per sempre in debito con te, dottor Edede. Grazie ancora. Contattalo per aiuto se hai problemi con:
    *Lupus
    * Periodo irregolare
    * PCOS
    * Fibroide e cisti
    * Tubo falllopiano bloccato
    * Aborto Spontaneo
    * Scarico della vagina
    * Scarica del seno ecc.

  142. Giancarlo scrive:

    Sono Giancarlo ho perso mia moglie a marzo sono in uno stato di sospensione e dolore immenso. Non si può morire a55 anni in un ospedale soffrendo. Sono solo anche con gli altri. Sono comunque forte e posso farcela. Però la mia mente non accetta questa perdita. Il dolore interiore rimane sempre e mi ricorda cosa è la pietà un sentimento umano che se non ci passi non sai cosa sia. Abbiate cura di tutte le creature del mondo. La vita è una fiamma che ci hanna trasmesso nella notte dei tempi poi si spegne ma restano le altre accese….

    • Clara scrive:

      Ho perso il mio compagno in 2014 è vero ho sofferto tantissimo per un mese intero sono andata tutti giorni al cimitero apoi i miei figli mi hanno impedito ,e vi dico una cosa io non ho paura della morte l’unica cosa di cui ho paura di una malattia di sofferenza

  143. Emanuele scrive:

    Ciao a tutti, sono Emanuele. Io non ho ancora capito quando l’elaborazione di un lutto va avanti verso la risoluzione e quando invece si blocca ed entra in uno stato patologico.
    Per questo vorrei descrivere velocemente la mia situazione.
    Ho perso mia madre nel 2012, quando avevo 19 anni, dopo una malattia. Mesi dopo la morte passavo brevi momenti di tristezza in mezzo a lunghi periodi di assoluta freddezza nei confronti della perdita tale da farmi sentire in colpa per non provare un vero dolore.
    Questa fase di freddezza è durata molto a lungo e il mio atteggiamento col tempo si è fatto più duro nei confronti della vita, parenti e amici anche se ho continuato normalmente con il mio percorso universitario.
    Sentivo in me la tristezza ma questa non emergeva abbastanza perché soppressa dalla mia “indifferenza” salvo che in alcuni sporadici momenti. Nonostante ciò dedicavo a mia madre opere dei miei hobby personali (musica e scrittura).
    Poi all’improvviso a febbraio 2019 (ben sette anni dopo la sua scomparsa), dopo aver rivisto vecchie videocassette della mia infanzia in cui c’era anche lei, qualcosa si è mosso in me come se avesse perforato la corazza della mia indifferenza facendo sfociare la tristezza (e la disperazione) come un fiume in piena. Da quel momento fino ad ora (sono passati circa due mesi) vivo un periodo di enorme nostalgia per il passato e mia madre e la malinconia è uno dei miei stati d’animo più frequenti nel corso delle giornate. Piango anche più frequentemente rispetto a prima.
    La cosa che però non capisco è come sia possibile che questa fase depressiva, nostalgica e amara sia giunta con impeto e improvvisamente dopo 7 anni dall’accaduto.
    Ecco perché attualmente non so se il mio lutto prosegua verso l’elaborazione o stia ristagnando patologicamente.

  144. Barbara scrive:

    Salve.. sono Barbara.. ho 43 anni.. 21 anni fa ho perso mio marito e mia figlia di 4 anni in un incidente .. dopo anni di sofferenza ho imparato a convivere con mio destino.. ho avuto qualche storia damore..ma niente matrimonio e nemmeno figli.. a ottobre 2018 ho conosciuto un ragazzo Ci siamo innamorati.. mi ha ridato voglia di una famiglia.. di un figlio.. siamo andati a vivere subito insieme.. e abbiamo deciso di sposarci a dicembre.. una domenica di aprile mi arriva una telefonata.. che e deceduto.. non e chiaro.. un incidente.. suicida.. non so.. e non voglio Nemeno sapere.. mi spiegate come cazzo devo vivere adesso???? Era un bravissimo ragazzo.. non meritavamo tt ciò.. Mha..

  145. Isaby scrive:

    Leggendo i vari post mi rendo conto che non sono la sola a provare un dolore immenso…
    Lo scorso 22 marzo ho perso mio marito tragicamente a soli 42 anni, in una maniera così assurda che mai riuscirò a comprendere… ucciso dal nostro stesso cane durante la consueta passeggiata quotidiana. Abbiamo preso quel cane da cucciolo e lo abbiamo cresciuto con tanto amore, mio marito lo adorava, era lui da 3 anni a prendersene cura ogni giorno, a dargli da mangiare, a portarlo a spasso… Eppure quel pomeriggio qualcosa di incomprensibile è accaduto… Sono stata io a ritrovarlo perché non vendendo rientrare e non ricevendo risposta alle chiamate sono uscita a cercarlo con mio figlio minore e l’ho trovato a terra in un prato a pochi metri da casa… una scena inimmaginabile… Il buio è piombato nella mia vita, sono rimasta sola con 2 bambini di 8 e 10 anni, tutto quello che avevamo, che eravamo, è stato spazzato via in pochi minuti nella maniera più dolorosa possibile. Ciò che provo è straziante, sto cercando di andare avanti giorno per giorno, devo prendermi cura dei miei figli l’unica cosa che mi resta di mio marito, ma non so come far fronte a tutto questo, ho tanta tanta paura, eravamo insieme da 27 anni, avevo solo 16 anni quando ci siamo fidanzati ed eravamo insieme anche nel lavoro, ora la mia vita è stravolta. Non ho più neanche mia madre, di cui avrei tanto bisogno ora, mi sento smarrita… Come si può superare una cosa simile, perchè è successo a noi, perchè una morte tanto assurda e crudele, da solo senza nessuno accanto, tradito da quello che doveva essere l’amico più fedele, perchè due bambini piccoli dovranno crescere senza il loro padre… perchè, perchè… Non vedo futuro per me senza di lui, non mi sento più donna, solo una madre che cerca di andare avanti per i figli, il resto non esiste più… Nelle mie preghiere chiedevo solo una vita semplice e tranquilla per la mia famiglia… quale persona al mondo merita una cosa come questa…

  146. theresese4 scrive:

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  147. FELICIA scrive:

    Conto i giorni da quando mio figlio si e’ suicidato e sono 998. Il dolore atroce dei primi mesi si e’ attenuato, ma e’ sopraggiunto una sorte di torpore esistenziale dal quale non so scuotermi e non e’ questione di depressione. e’ come se la mia anima si fosse spenta. E i colori della vita si fossero trasformati in un anonimo bianco e neroche toglie ogni sapore ad ogni cosa. Non trovo un senso, non trovo un significato. Non so trovare il perche’ a tutto questo. No non c’e’ senso. La vita e’ un caso, una sorte casuale. Puo’ andare bene o male ma non c’e’ nessuna pieta’ per noi esseri umani. Non c’e’ stata pieta’ per mio figlio, e nemmeno per me che ho perso tutto insieme a lui. ho paura che dopo non c’e’ piu’ nulla.
    UNA MAMMA TRISTISSIMA

  148. Alex scrive:

    Come la comprendo gentile Felicia (e la abbraccio): non oso neanche immaginare lo strazio di mia madre se mi avesse perso prematuramente. Ed invece da un mese se ne è andata lei, la mia adorata, dolce e fragile mamma. La premessa è che io ho 40 anni e per tanti motivi, compresi i miei cronici problemi di salute, con lei avevo un legame unico e assoluto. Un gesto uno sguardo, mezza parola erano sufficienti a riempire la sua e la mia vita. Ora invece tutto è grigio e vuoto, nulla ha significato. Io sono un tipo razionale ed ironico, sono consapevole di essere stato fortunato rispetto a tanti altri ad averla con me per un certo tempo, ho un lavoro ottenuto con tanto impegno, eccetera. Eppure questo non attenua di un millimetro la mia tristezza: anzi la consapevolezza di non poterla più rivedere anche un solo attimo finchè campo rende la mia malinconia ogni giorno più profonda. Eppure la realtà è questa, faccio quello che devo fare e vado avanti. Ma la ferita non si rimargina, quello no purtroppo.

  149. cristina scrive:

    Buonasera., il mio adorato papà è morto 2 anni e mezzo fà, in 3 giorni d’ospedale.Non capisco come è stato possibile cio’. l’ho trovato in coma al mattino presto e per me è stata la fine E’ stato un vero schick,io gli ero affezionatissima,era il mio piu’ grande amico,il mio mentore, senza di lui tutto è grigio. La vita ora ha perso valore, mi sento svuotata e penso a lui spesso nelle mie giornate. Sono figlia unica,ho una mamma che ha problemi di salute ,e siamo rimaste in due ..ma la casa senza di lui è vuota e molto triste. Ora Pesa fare ogni cosa,tutto sembra senza senso.anche se mi sforzo di tirare avanti..non riesco piu’ a sorridere.E’ proprio dura,sempre di piu’.Sento ancora a distanza di anni la lacerazione e lo strappo mi fà tanto dolore interiore. Le persone migliori se ne vanno presto. Anche lui era ancora giovane e poteva vivere ancora…per me è tutto cambiato ………

  150. Elena scrive:

    Il mio lutto è abbastanza particolare. Da quando ho conosciuto mio marito
    nel 1973,avevo solo 16 anni e Lui 34 divorziato con 3 figli piccoli. Ci siamo sposati quando avevo 18 anni. È tutt’ora un grande Amore. Io ero la sorella grande di questi figli,2 bambine ed un maschietto di tre anni. Ho sempre fatto da confidente e non ho mai parlato male della loro Mamma. Gli anni sono passati ed io pensavo di avere una famiglia,sopratutto che una grave patologia mi ha impedito di avere figli miei.
    Mio marito si è ammalato 30 annifa,cuore,ischemie,diabete ed adesso cancro. L’ho sempre assistito da sola senza pretendere niente dai suoi figli,anche perché vivevano tutti all’estero. Allo stesso tempo la prima figlia di mio marito si è ammalata di cancro ed è morte. Grandissimo dolore per noi due. Un’anno fa si ammala la seconda figlia alla quale ero particolarmente attaccata. Mio marito aveva aperto un piccolo conto in banca insieme alla seconda figlia. Voleva essere Lui unico proprietario e sua figlia poteva fare piccole operazioni bancarie. Ogni volta che Lui gli chiedeva negli anni di poter entrare nel suo conto,Lei trovava sempre una ragione per impedirglielo ed i soldi depositati li erano soltanto suoi,una piccola pensione di quando mio marito ha lavorato in Germania per 15 anni. Desiderava lasciare questi risparmi per i suoi tre nipotini avuti dalla prima figlia morta di cancro anni fa.
    Due mesi fa la seconda figlia anche Lei molto malata di cancro decide di venire a trovarci un’ultima volta in Italia,vive a l’estero.
    Mio marito gli dice che gli vuole togliere il peso di occuparsi del suo conto e che d’ora in poi vorrebbe occuparsene,cosa che chiedeva da anni. L’avesse mai fatto !!! Dopo pochi giorni è ritornata con suo compagno dove vive e non ci ha mai più parlato ne comunicato con noi. A prescindere che mio marito anche Lui è molto malato ed è anziano. Attualmente deve subire un’intervento anche Lui per cancro. Noi abbiamo cercato di mettersi ogni giorno in contatto con Lei,niente da fare !
    Nel frattempo abbiamo saputo che il conto è stato aperto con l’inganno di sua figlia ed anche Lei era proprietaria della pensione di suo padre. Praticamente non voleva che Lui potesse fare quello che voleva con i suoi risparmi. Questo conto sta a l’estero ed è troppo malato per risolvere la situazione è non puoi neanche disporne.
    Dopo un mese riceviamo una lettera di sua figlia che ci dice che prima di lasciare questo mondo ci vuole dire che siamo molto cattivi e che pensavamo solo ai soldi. Lei voleva solo Amore e Pace … poi è deceduta lasciando il suo Padre pieno di problemi. Tutto è bloccato e non puoi dare i suoi risparmi ai suoi tre nipotini come desiderava,visto che sono cresciuti senza una mamma. Il 50% dei soldi andranno al compagno. Ci ha dato un tale dolore ricevere questa lettera piena di rabbia,senza un’attimo Vedere le cose belle che abbiamo fatto per Lei durante questi 45 anni. Poi,alla fine il grande dolore è stato la sua reazione,l’inganno,non tanto il fatto di avere perso una parte di questo conto.Si possono cancellare 45 anni con un padre ed io che l’ho amata come una sorella piccola. Si può morire sapendo di aver ingannato un genitore e di conseguenza anche rubare i figli di sua sorella deceduta prima di Lei ? Non riesco a metabolizzare questo lutto così crudele. Non si lasciano le persone che ti amano senza avere il coraggio di parlarci guardandoci negli occhi. Ogni giorno prego per capire se abbiamo sbagliato noi,perché se abbiamo sbagliato voglio anche essere pronta ad ammetterlo e migliorare. Ecco …. non riesco ad elaborare questa situazione perché non c’è più possibilità per spiegarsi sinceramente. Ma si può morire con tanta rabbia ? Nemmeno farci sapere la data del funerale…

  151. Silvia scrive:

    Ciao a tutti, la mia adorata mamma mi ha lasciata un mese fa a 73 anni dopo due anni e 4 mesi di lotta contro un osteosarcoma al 4 Stadio ma di natura occulta; le fecero di tutto per capire dove si trovasse il tumore primario ma nulla di nulla; chemio, sostegni, cateteri venosi che facevano infezioni Fino ad arrivare ad una candidosi allo stomaco, ad una esofagite che non le permettevano di mangiare, e la necessità di trasfusioni ormai continue
    Diversi ricoveri dove mamma è sempre tornata a casa.
    Il suo carattere esplosivo e divertente che lasciava di stucco sempre tutti e ora lei non c’è piu, le sono stata vicino ogni momento, se mi avesse chiesto la luna sarei andata a prenderla giuro ma niente, non sono riuscita a salvarla, si è spenta come una candela e ora la mia vita ha ben poco senso. Ho 41 anni, un fidanzato ma nessun figlio e un papà con un inizio di demenza senile.
    Vorrei solo che lei mi desse un piccolo segno per ricominciare a vivere….perché in questo momento l’unica cosa che vorrei sarebbe raggiungerla.
    Vivo senza rimpianti perché ho davvero fatto tutto ma anche senza di lei e questo mi è inaccettabile
    Conoscete per caso un gruppo di auto mutuo aiuto a Torino?
    Un abbraccio a tutti voi di cuore

    • Attila scrive:

      Due giorni fa è andata in cielo mia madre e anche io mi sento distrutto e impotente. Avrei voglia anche io di raggiungerla ma non è possibile. Ti capisco

  152. Federica scrive:

    Ciao a tutti , il mio amore se ne è andato per un incidente il 30 agosto e mi manca da morire… il pensiero di proseguire da sola mi fa male … lui era il mio mondo , con lui mi confrontavo , condividevo ogni giorno tutto con lui ed ora sento solo un vuoto enorme… arrendersi al vuoto non è semplice .. vorrei mi desse un segno … vorrei rivederlo per un secondo perché così è davvero troppo dura.
    Ho 41 anni nessun figlio e senza di lui mi sento sola e persa .
    Grazie a tutti

    • Elena Ricciuti scrive:

      Ciao, Federica. Ancheio marito è venuto a mancare il 30 agosto, per ul linfoma cerebrale. I primi segni della malattia erano cominciati circa 6 mesi prima, ma nessuno sapeva né immaginava cosa avesse. Alla fine se n’è andato in circa 2 mesi… lasciandomi incredula e disperata. Senza di lui mi sembra che nulla abbia più senso. Mi colpevizzo per non aver capito cosa stava succedendo… Avrei potuto stargli vicino e confortarlo meglio, se solo avessi saputo cosa sarebbe successo. Ora non mi do pace. Spero venga ad abbracciarmi in sogno e spero di rivederlo in un’altra vita. Con lui è andata via una gran parte di me. Ho 55 anni e lui ne aveva 11 di più. Quando ci siamo conosciuti avevo 22 anni ed ero vissuta sempre in casa sui libri. Lui mi ha insegnato tutto: a vivere alla giornata, a viaggiare, l’amore per l’arte. Mi adorava ed io amavo profondamente lui
      Ho una figlia di 16 anni e sto andando avanti per lei. Il 1′ agosto mio marito era andato in pensione ed avevamo fatto tanti progetti: senza il lavora sarebbe stato libero, avrebbe accompagnato la figlia alle due numerose attività, si sarebbe dedicato allo sport che ha portato avanti per tutta l a vita facendo l’allenatore: il basket
      Ma ora tutto è andato in fumo e mi ritrovo sola e disperata. Spero di essere in grado di andare avanti senza di lui per il bene soprattutto di mia figlia
      Tu sei giovane e ti auguro di trovare nuove strade che ti portino ad una nuova pienezza di vita. Un abbraccio. Se vuoi parlare io sono disponibile.
      E

      • Elena scrive:

        Scrivo di nuovo: ho molto da dire. Ho perso mio marito il 30 agosto, come ho già detto. Eravamo molto uniti e ci volevamo bene. Se n’è andato improvvisamente nel giro di due mesi per un linfoma cerebrale, diagnosticato solo dopo il decesso e grazie ad un esame autoptico richiesto da noi parenti. Lui per me era tutto e facevamo molte cose insieme. Ora mi manca da morire, mi mancano le sue attenzioni, le sue coccole, la sua simpatia, con cui sdrammatizzava ogni contrarietà, mi manca un interlocutore con cui condividere il quotidiano. Ora sono sola ad andare avanti e ad occuparmi di mia figlia sedicenne, che mi impegna anche con le sue innumerevoli attività, a cui devo accompagnarla quotidianamente. Prima lo facevamo in due, in compagnia e complicità, ora devo farlo da sola. Il mio dolore è forte. È terribile per me fare ciò che prima facevo con lui, ripercorrere le stesse strade, passare negli stessi luoghi, vivere le stesse esperienze. Il tutto senza di lui. Spesso mi sorprendo al tentativo di fare acquisti per lui. Cosa che facevo per abitudine. Sono ancora stupita e incredula di quello che è successo. Vado avanti grazie a mia figlia, che è più forte di me e mi dà uno stimolo per andare avanti. Ci siamo strette e ci facciamo forza a vicenda. In casa ritrovo gli oggetti di mio marito, i suoi libri, i suoi vestiti… Non ho avuto ancora il coraggio di buttare qualcosa. Ció che mi ferisce di più e pensare che lui, ovunque ora sia, possa avermi dimenticata… Non riesco a sognarlo. E vorrei tanto sapere qualcosa da lui. Ma devo dire che mi aiuta la fede. So che mio marito continua a vivere, anche se in un’altra dimensione. Spero possa guardarmi e, se prego per lui, aiutare me e la figlia. Mi illudo di percepire ogni giorno un piccolo aiuto da parte sua. E lo aspetto nei miei sogni. Se avete esperienze analoghe vi prego, rispondete.

        • Anna Maria scrive:

          Salve,mi chiamo Anna Maria ho perso il mio unico figlio il 1 agosto 2015 e non ci sono parole amici parenti che possono sollevare un tale dolore .
          L’unico medico che può guarire da questo profondo dolore è CRISTO GESU’.
          La sua PAROLA è più di un conforto è la certezza di RISURREZIONE e che nulla è perduto, voglio sottolineare una Scrittura in 1 lettera ai Tessalonicesi : “OR FRATELLI NON VOGLIAMO CHE SIATE IN IGNORANZA CIRCA QUELLI CHE DORMONO AFFINCHÉ NON SIATE CONTRISTATI COME GLI ALTRI CHE NON HANNO SPERANZA , PERCHÉ SE CREDIAMO CHE GESÙ MORI’ E RISUSCITO’ COSI’ PURE QUELLI CHE SI SONO ADDORMENTATI ,IDDIO PER MEZZO DI GESÙ LI RICONDURRA’ CON ESSO , POICHÉ QUESTO VI DICIAMO PER PAROLA DEL SIGNORE CHE NOI VIVENTI I QUALI SAREMO RIMASTI FINO ALLA VENUTA DEL SIGNORE NON PRECEDEREMO QUELLI CHE SI SONO ADDORMENTATI; PERCHÉ IL SIGNORE STESSO CON POTENTE GRIDO , CON VOCE D ‘ARCANGELO E CON LA TROMBA DI DIO, SCENDERÀ DAL CIELO E I MORTI IN CRISTO RISUSCITERANNO I PRIMI ; POI NOI VIVENTI CHE SAREMO RIMASTI VERREMO INSIEME CON LORO RAPITI SULLE NUVOLE A INCONTRARE IL SIGNORE NELL’ARIA E COSI SAREMO SEMPRE COL SIGNORE,CONSOLATEVI DUNQUE GLI UNI GLI ALTRI CON QUESTE PAROLE “.
          Cari amici questa è la Buona Novella e sta per accadere perché GESÙ sta per ritornare ed il rapimento dei viventi è il prossimo miracolo mondiale quindi se vogliamo fare parte della raccolta dobbiamo prepararci spiritualmente con forza d’animo pronti a riabbracciare i nostri cari chiaramente con un corpo diverso da quello che abbiamo in questo spazio tempo .

  153. alex scrive:

    Riscrivo. Sono passati 120 giorni dalla perdita di mia madre ed è come temevo. Lo scorrere del tempo non lenisce nulla, anzi acuisce la tristezza e lo sconforto.
    Non puoi fare assolutamente niente: il dolore diventa parte di te, non c’è rimedio. Avessi fede mi placherei, sapendo comunque che è dove merita, ma niente non ne ho mai avuta.
    Non so che dire, per me è così , spero che per almeno alcuni di voi col tempo vada invece un po’ meglio.

  154. David scrive:

    DEVO DIRE Grazie mille dottor Sallam! Mi chiamo David, sono così scioccato dal tuo grande risultato dell’incantesimo. L’incantesimo d’amore che hai fatto per me ha iniziato a manifestarsi immediatamente dopo 24 ore dal lancio dell’incantesimo. Mia moglie è tornata da me ora con così tanto amore e felicità. Si stava pentendo della sua azione e promise di rimanere con me per sempre. Non ho mai avuto così tanta gioia! Dr Sallam, i tuoi incantesimi sono i più grandi! Ho cercato aiuto ovunque, Words non può ringraziarti abbastanza. Ha il potere di qualsiasi problema, ecco perché sto usando questo mezzo per raccomandare “THE MIRACLE TEMPLE” a chiunque sia in procinto di divorziare, avere problemi di relazione o di denaro, E.T.C. contattare il dott. Sallam sul suo WhatsApp: +27748693869 Email: sallamgreattemple77@gmail.com. I suoi incantesimi funzionano così velocemente.

  155. Pamela ciccarelli scrive:

    Dopo la morte il lutto una comunicazione formale soggettiva personale per rimanere ancora presenti nel contesto di morte del nostro caro.
    Una tradizione il lutto che esprime un ultimo periodo di contemplazione del defunto e per non dimenticarlo ma lasciarsi armoniosamente.

  156. Alfredo scrive:

    io ho una zia che ha perso 2 figli per fibrosi cistica …e penso che il suo dolore e ‘ talmente forte che si e’ azzerata in tutto non ha più stimoli spesso ha crisi depressive
    ….2 figli non e’ poco ….perché la vita con molte persone è troppo ingiusta

  157. Floriana scrive:

    Ciao Elena ho perso il mio amore sedici mesi fa, all’epoca nostro figlio aveva 11 mesi, è stato terribile e lo è tuttora. Mi manca tantissimo ogni giorno a volte ho la sensazione di averlo vicino. Gli parlo spesso come se fosse con me. Non so dove sia ma mi voglio illudere che è con noi questo mi da la forza di affrontare la vita e di crescere nostro figlio. So quanto è devastante il dolore e come te anche oggi andando al supermercato vedo quello che gli piaceva e una fitta mi attraversa il cuore. Un abbraccio

  158. Sandro scrive:

    Ho perso mia moglie per un tumore al cervello 11 mesi fa.
    Aveva 56 anni. Subito dopo mia figlia e’ andata a convivere a 250km di distanza, il mese scorso anche mio figlio e’ uscito di casa, per fortuna e’ rimasto vicino. In casa sono rimasto solo. Vivo come un automa, ogni giorno mi sembra di scalare una montagna, la vita non ha piu’ un Senso e sono distrutto. La vita sj e’ completamente stravolta per la perdita di mia moglie. Spero in futuro di trovare un po di serenita’, perche’ as uesta non e’ vita, e’ un inferno.

  159. belive scrive:

    COME HO RITORATO IL MIO MARITO EX DA AIUTO DEL DR omoogu
    Sono così eccitato perché il mio matrimonio fallito è stato restaurato e mio marito è tornato dopo aver lasciato me e i nostri 2 figli per un’altra donna. Dopo 8 anni di matrimonio, io e mio marito abbiamo avuto un litigio o l’altro fino a quando mi ha lasciato definitivamente e si è trasferito in California per stare con un’altra donna. sentivo che la mia vita era finita e i miei figli pensavano che non avrebbero mai più rivisto il padre. cercava di essere forte solo per i bambini ma non riuscivo a controllare i dolori che tormentano il mio cuore, il mio cuore era pieno di dolori e dolori perché ero davvero innamorato di mio marito. Ogni giorno e notte penso a lui e vorrei sempre che tornasse da me, ero davvero arrabbiato e avevo bisogno di aiuto, quindi ho cercato aiuto online e mi sono imbattuto in un sito web che mi ha suggerito che DR
    omoogun può aiutarti a tornare indietro velocemente. Quindi, ho sentito che avrei dovuto provarlo. io
    lo ha contattato e mi ha detto cosa fare e l’ho fatto, poi ha fatto un (Lovespell) per me. 28 ore dopo, mio ​​marito mi ha davvero chiamato e mi ha detto che gli manco tanto e ai bambini, così incredibile !! È così che è tornato lo stesso giorno, con tanto amore e gioia, e si è scusato per il suo errore e per il dolore che ha causato a me e ai bambini. Quindi da quel giorno, il nostro matrimonio era ormai più forte di prima, grazie a DR omoogun. è così potente e ho deciso di condividere la mia storia su Internet che DR omoogun è reale
    e potente incantatore che pregherò sempre di vivere a lungo per aiutare il suo
    bambini nei momenti difficili, se sei qui e hai bisogno che il tuo ex sia tornato o tuo marito si sia trasferito da un’altra donna, non piangere più, contatta ora questo potente lanciatore di incantesimi. Ecco il suo contatto :, puoi anche chiamarlo o aggiungerlo su Whats-app: +2348149416142, GRAZIE AL DR omoogun ..

  160. naomin scrive:

    Ho qualcosa da condividere con te !!! C’è una grande gioia nel mio cuore che voglio condividere con tutti. Mi chiamo Cacalin, vengo dagli Stati Uniti. L’anno scorso ho avuto un malinteso con il mio amante che ci ha portato a scioglierci e non ha mai voluto sentire più la mia voce. Ha visto una donna bellissima che trova più carina di me, ma col passare del tempo ho incontrato il dottor omoogun. È un grande incantatore (uomo di medicina). L’ho contattato tramite la sua e-mail e gli ho spiegato tutto. Ha detto che non dovrei preoccuparmi, che il mio amante tornerà da me in ginocchio chiedendo perdono. Dopo che tutto è stato preparato, mi ha detto che il mio amante verrà da me entro 48 ore a supplicare. La mia più grande gioia ora è che in realtà è tornato da me e si è inginocchiato chiedendo perdono, e oggi siamo felici. Hai qualche problema con la persona amata? non sai cosa fare? non preoccuparti più perché il dottor omoogun può fornirti un incantesimo d’amore per riaverlo nel modo in cui mi ha aiutato. Quindi amici, il mio consiglio è che se avete una tale malattia o qualsiasi altra cosa, potete contattare il dott. Omoogun per aiuto via e-mail: omooguntempleofanswer@gmail.com O chiamarlo tramite il suo cellulare: +2348149416142 Grazie ancora il dott. Omoogun.

  161. WYNN CHRISTY scrive:

    Ciao a tutti, mi chiamo wynn christy, vengo dal Sudafrica ma vivo negli Stati Uniti. Voglio solo sfruttare questa opportunità per ringraziare il dottor Idemmiri per il suo buon lavoro nella mia famiglia oggi. Sono felicemente sposato da oltre 5 anni e, da quando mi sono sposato con mio marito, non abbiamo mai avuto fraintendimenti che amiamo, ci prendiamo cura l’uno dell’altro, le cose stavano andando bene e bene. Gli ultimi 2 anni del 4 agosto, perché non posso dimenticare quel giorno Per la mia vita, mio ​​marito ha iniziato improvvisamente a comportarsi in modo strano e poche settimane dopo ho scoperto che mio marito sta vedendo qualcun altro. Ha iniziato a tornare a casa tardi dal lavoro, non si preoccupa più di me o di suo padre, a volte esce e non torna nemmeno a casa per circa 2,3 giorni, cerco di fare tutto il possibile per fermare questo problema, ma nulla sembra essere Tutto a posto. sono diventato così preoccupato e ho bisogno di aiuto. Mentre stavo navigando su Internet un giorno, mi sono imbattuto in un sito web che mi ha suggerito che il dottor Idemmiri può aiutare a risolvere problemi coniugali, ripristinare relazioni interrotte ecc., Ho sentito che avrei dovuto provarlo. lui e lui ha fatto un incantesimo per me, dopo qualche giorno dopo mio marito è venuto da me e si è scusato per i torti che ha fatto e promette di non farlo mai più. Ogni peccato, poi tutto è tornato alla normalità. Io e la mia famiglia viviamo insieme felici Di nuovo Idrmiri è un grande uomo spirituale, perché non fallisce mai e puoi anche contattarlo per qualsiasi tipo di problema e sarà lì per trasformare il tuo dolore in gioia, te lo prometto, provalo e basta … Questo è la tua opportunità di contattarlo tramite: Email Idemmiri9@gmail.com o n. whatsApp: +2349070818779.

  162. WYNN SMITH scrive:

    IL MIGLIOR CASTER DI INCANTESIMO DI AMORE ONLINE PER RITORNARE IL TUO EX LOVER, IL MARITO, LA MOGLIE, LA RAGAZZA O IL RAGAZZO. AGGIUNGI SU SU WHATSAPP: +2349070818779.
    Questo è il sito web che ho letto su IDEMMIRI MEDICO e l’ho contattato per aiutarmi a riportare il mio ex fidanzato a sposarmi durante il mese di febbraio di quest’anno e sono tornato qui per postare su di lui. MEDICO IDEMMIRI ti aiuterà a risolvere il tuo problema, qualunque cosa tu stia attraversando. Mi chiamo WYNN SMITH di MARYLAND USA. Pubblicare un incantesimo è molto strano per me perché non ho mai creduto di poter dire di essere stato aiutato da un incantatore a riportare il mio ex ragazzo dopo 3 anni senza contatto. Ho letto del MEDICO IDEMMIRI da altri siti Web e l’ho contattato per aiutarmi e in meno di 28 ore il mio ex ragazzo mi ha chiamato ed ero felice che volesse tornare da me. Ci siamo incontrati venerdì e mi ha proposto, … Era l’anello più bello. Per favore, tutti qui, contatta IDEMMIRI MEDICO per risolvere il tuo problema e renderti felice con la tua relazione che ti sta ferendo. L’amore è il miglior sentimento mai provato. Mandalo via email a idemmiri9@gmail.com o direttamente sull’app Whats +2349070818779.

  163. swevent scrive:

    Mi sono completamente fidato del dott. Omoogun dal momento in cui ho parlato con lui durante il periodo in cui mio marito mi ha lasciato dopo 11 anni di matrimonio, ha iniziato l’incantesimo su mio marito e mi ha dato così tante garanzie e mi ha garantito che stava per riporta mio marito in piedi in sole 48 ore dal lancio dell’incantesimo. Ero così fiducioso nel suo lavoro e proprio come ha detto all’inizio, mio marito è tornato di nuovo da me, sì, è tornato con tutti i suoi cuori, amore, cura, emozioni e fiori e le cose ora vanno meglio. Non esiterei a raccomandare questo potente lanciatore di incantesimi a chiunque abbia bisogno di aiuto. E-mail; omooguntempleofanswer@gmail.com O aggiungilo a whatapps; +2348149416142

  164. MARTINA scrive:

    Mi chiamo MARTINA, vengo dal Canada. Quando leggo una testimonianza online su come il dottor Idemmiri, il grande e più potente lanciatore di incantesimi, aiuti a riportare indietro il marito o la moglie Divorzio EX LOVER. Mi chiedevo come potesse essere vero, perché molti mi hanno fallito in passato senza alcun risultato da loro. Ho appena lasciato passare il post e spostarmi sul forum. A mio avviso di nuovo, Qualcuno ha pubblicato e dichiarato l’incantatore testato e affidabile. Dopo aver letto la posta, stava parlando dello stesso uomo chiamato Dr IDEMMIRI. Quindi non ho altra scelta se non quella di controllare davvero come funziona. Sono stato completamente devastato quando il mio amato marito mi ha lasciato. Era come se il mio intero mondo svanisse nel dolore e nella sofferenza. So che sembra strano ma, tra tutti gli incantatori che ho contattato, è stato l’unico a darmi l’impressione di essere così vero e fiducioso. Più delle sue parole, ha riportato indietro mio marito e ha realizzato tutti i miei desideri. Ora è leale, mi presta attenzione, mi offre fiori ogni domenica e spesso usciamo al cinema e al ristorante. mio marito venne da me e si scusò per i torti che aveva commesso e promise di non farlo mai più. Da allora, tutto è tornato alla normalità. Io e la mia famiglia viviamo di nuovo felici insieme .. Sarò per sempre grato per aver trasformato la mia vita dall’inferno al paradiso! credo che chi ha bisogno di aiuto dovrebbe rivolgersi a lui per aiuto. Possa Dio continuare ad usarti per salvare una relazione interrotta. A tutti coloro che hanno problemi coniugali, divorzi, amante perduto o problemi legati alle relazioni, è possibile contattare il dottor IDEMMIRI, si chiede l’incantatore per eccellenza tramite l’indirizzo e-mail idemmiri9@gmail.com
    Whatsapp +2349070818779

    • Lea scrive:

      Sono una ragazza di 28 anni e sono orfana di entrambi i genitori. Ho perso mia mamma ormai 7 anni fa e mio padre 4. Mi sento vuota, mi sento mancare i punti di riferimento più importanti. Ringrazio solo che entrambi mi hanno reso abbastanza forte da sopravvivere da sola ma il dolore è sempre grande e soffro a vedere tutte le persone accanto a me che non possono capire cosa provo. Voreei tanto mettermi in contatto con qualcuno che vive la mia stessa esperienza e che è solo al mondo come me…

      • Fra scrive:

        Ciao Lea,
        ho 34 anni e ho perso il mio compagno 7 mesi fa. Non sto vivendo la tua stessa esperienza, ma anch’io sento un vuoto profondo.
        Spero veramente tu possa trovare presto un po’ di serenità.
        Anche se non ci conosciamo, ti mando un forte abbraccio, spero ti faccia sentire un po’ meno sola.

  165. Ivano scrive:

    Quasi per caso ho aperto questo sito, ho iniziato a leggere le testimonianze e ho trovato una parziale consolazione…
    Mi chiamo Ivano, un mese fa ho perso mia madre. Il nostro rapporto andava oltre l’aspetto parentale, eravamo buoni amici e parlavamo di tutto, c’era un legame speciale. Le hanno diagnosticato un tumore e in tre settimane se ne é andata. Ho vissuto letteralmente il suo ultimo respiro, non riesco a elaborare il lutto e la perdita. Come mio padre, che se ne é andato alcuni anni fa, é morto tra le mie braccia, mentre cercavo di soccorrerlo. Anche lui mi ha lasciato dopo aver combattutto contro un tumore. Ho rivissuto, come in un film e a distanza di anni, un copione che conoscevo, spettatore impotente di chi sa come va a finire e cerca di convincersi che il finale sarà diverso. Illuso dai piccoli miglioramenti che la vita, in modo beffardo, concedeva in casi come questi, per poi presentare il conto e mettere davanti agli occhi la dura realtà. Tutto quello che facevo, oggi ha perso il suo interesse: il lavoro, il cibo, i discorsi delle persone, gli svaghi. Tutto sembra inutile e, lo confesso, in diverse occasioni ho amato la morte più della vita, in quella strana alternanza di sentimenti che ti porta a voler raggiugere i tuoi cari in un’altra dimensione, mettendo la vita in secondo piano.
    Molti mi dicono che devo ricordare gli episodi belli trascorsi con loro, a me fa l’effetto contrario e, più ci penso, più verso lacrime amare. Altri mi dicono che vivere secondo i loro insegnamenti é il modo migliore per dar loro dignità e che li renderebbe orgogliosi. Sarà pur vero, sarà vero anche che il loro spirito non ci abbandonerà mai, tuttavia la presenza di una persona vale più di tante parole e per me, che sono molto sensibile, questa situazione di solitudine pesa come un macigno. C’é infine chi mi suggerisce di riempire la giornata di lavoro, ma a loro rispondo che siamo esseri umani, siamo fatti per amare ed essere amati, siamo fatti per la relazione e non per l’egoismo. Scusate lo sfogo, scusate le mie parole e i miei lunghi discorsi, ma ho trovato così famigliari le vostre parole che non ho esitato un attimo a scrivere.
    Vi ringrazio se avete avuto la pazienza di essere arrivati fino a qui a leggere. Mi sento un pò sollevato. So che questi minuti hanno rischiarato la mia vita, so anche che tornerà il buio, ma mi sento virtualmente parte di una famiglia che condivide le stesse esperienze. Grazie

  166. Gloria scrive:

    Vorrei poter trovare conforto nei vostri messaggi ma leggendo le vostre storie,mi dispero ancora di più. Ho perso mio marito 40 giorni fa,il Covid non centrava ma la chiusura dei reparti “sani” alle visite dei familiari,l’assoluta insensibilità di certi medici ospedalieri,hanno fatto sì che il mio adoratissimo marito,non vedendomi più, si sia lasciato andare rifiutando cibo,acqua e medicine.Alle mie richieste di ederlo per fermare la depressione ,mi è stato sempre detto di No.Cosi lui si è spento e non sono riuscita neppure a fargli una carezza…da impazzire.Non ho potuto neppure vederlo nella bara,perché TUTTI indistintamente dalla patologia venivano chiusi in bara e mandati al cimitero o per la cremazione.Ora,potrò pregare sulla sua tomba solo dal 12 maggio.Ditemi come elaboro questo lutto,bisto che non ho ge itori,non ho figli e 3/4 della mia vita è finita con lui.

  167. Etnarotsir scrive:

    Alle volte la vita ci dà dei colpi troppo forti. Che ti lasciano segnato per sempre.
    Ho perso mia sorella suicida. Le conseguenze psicologiche di un evento di questo tipo non possono ricadere né nella nefasta eventualità, né nella malattia incurabile né tantomeno nel naturale avvicendamento delle generazioni. E questa anomalia ti rende impossibile tornare quello di prima. Se combatti e non ti abbandoni alla disperazione, dovrai combattere ogni giorno. Ogni santo giorno e nulla ti sembrerà più come prima. Sarà una lotta perpetua, vivrai lottando contro te stesso per provare a continuare a vivere. Non è facile, non è così facile

  168. Daniela scrive:

    Buonasera,
    ho perso mio marito suicida un anno e mezzo fa e ancora non riesco a farmene una ragione.
    La mia vita non è più la stessa. Ho perso interesse per tutto anche e soprattutto per me stessa. Sono diventata un’ombra che si aggira dentro casa in cerca di non so che. Il senso di vuoto è dilaniante e anche i ricordi fanno male.
    Sono in cura da una psicologa e prendo un farmaco per dormire ma tutto ciò non mi aiuta. Sprofondo ogni giorno che passa.
    A volte mi sembra di rasentare la follia e allora arrivo a comprendere il suo gesto.
    Non c’è conforto nè rassegnazione ma solo tanta tristezza.

    • FELICIA scrive:

      Ciao Daniela, la morte e’ uguale per tutti ma non tutti soffriamo allo stesso modo. una cosa posso dirla da madre che ha perso un figlio suicida. il tempo non migliora le cose e come dici tu, alcuni giorni sono davvero difficili molto difficili. Tutti cercano di darti lezione di coraggio di fede ma nessuno puo’ entrare nel tuo cuore.
      la verita’ e che non abbiamo piu’ un cuore (parlo per me) il mio cuore e’ diventato di pietra. Aspetto che il Signore venga a cercarmi perche’ io ho smesso di parlargli. Pero’ Daniela cerca di scuoterti le cose non torneranno piu’ indietro e dobbiamo cercare qualcosa che ci faccia stare un pochino meglio ne abbiamo bisogno.

      • Daniela scrive:

        Ciao Felicia,
        credo che non esiste dolore più grande che la morte di un figlio.
        Spero che tu abbia un compagno che ti supporti, una spalla su cui piangere.
        Io non posso appoggiarmi a nessuno perchè con le mie figlie è difficile parlare del loro padre. Sono in sofferenza anche loro ed io non riesco ad aiutarle. Sono troppo presa dal mio dolore che quasi il dolore degli altri sembra scivolarmi addosso.
        I sensi di colpa non mi abbandonano mai e torno sempre con la mente a quella maledetta domenica e mi chiedo sempre se forse quello che ho detto o non ho detto avrebbe fatto la differenza, E così passano i giorni, le settimane e i mesi senza nessun senso.
        Ti abbraccio.

  169. Sonia scrive:

    Ciao mi chiamo Sonia e 3 anni fa è morto mio marito lasciandomi con due bambini di 8 e 9anni. Io non ho paura di non farcela ,devo essere forte per i miei bambini , so che ce la farò. Mi sveglio la mattina ,penso ai ragazzi ,la scuola ,il lavoro ,la spesa , riesco perfino a sorridere a ridere, faccio tutto quello che c’è da fare . Il problema non è farlo , il problema è come mi sento dentro mentre lo faccio , Tutto è automatico mi sembra d’essere un robot , non riesco più a vedere il bello delle cose . Guardare un bellissimo tramonto è come guardare un cassonetto del pattume , non vedo nessuno dei due . Non riesco a provare emozioni se non quella del dolore . Mi sveglio e il mio primo pensiero è Roberto è morto , sto ridendo e penso Roberto è morto ,vado a letto , mi fermo un attimo e penso sempre che lui è morto. Io ho paura di sentirmi così per sempre .

  170. Maurizio scrive:

    Ho perso mia mamma dolcissima,dolore immenso catastrofe della mia anima come si può sopravvive re a tutto questo cui senso ha la vita se ci toglie l’amore più grande il senso della vita mi domando come fare per dare un senso a questa vita dopo un dolore simile?

  171. Guido scrive:

    Buonasera ,volevo scrivere dure righe anch’io ho perso mi moglie da circa due anni per tumore ovarico e dieci anni di chemio operazioni ecc ecc..ma ancora ad oggi il pensiero è sempre costante gli parlo tutti i giorni sperando un giorno in un su risposta o un segno ho conosciuto un altra persona ma non riesco molto ad relazionarmi con lei una brava donna ma nei miei pensieri c’è sempre mia moglie quando esco con amici non vedo l’ora di tornare a casa mia e restare solo con i miei pensieri tanti dicono di lasciarla andare ma come faccio ho paura di deluderla anche se non c’è piu in qualsiasi cosa faccio aspetto un suo segno o altro vorrei risentire la sua voce il suo profumo Piango a casa al lavoro non so’ più che fare mi manca troppo scusate per questo mio sfogo….

    • Daniela scrive:

      Ciao Guido, capisco perfettamente il tuo stato d’animo perché anche io vivo le tue stesse emozioni.
      Io come già detto ho perso mio marito suicida un anno e mezzo fa ed ancora non riesco a convincermi che sia accaduto proprio a me.
      Io ho scelto l’isolamento, mi sono allontanata da tutti e gli unici contatti sociali sono dovuti al mio lavoro che sicuramente un po’ mi aiuta.
      A differenza tua per me non c’è solo il dolore atroce e la mancanza continua di chi era il mio punto di riferimento, ma ci sono i sensi di colpa che spesso riaffiorano e mi divorano.
      Credo però che gli stimoli che anche se a fatica riesci ad avere non sia giusto reprimerli. Se riesci ogni tanto ad affacciarti alla vita è giusto che tu lo faccia. Non devi considerare tutto questo come un tradimento ma la continuazione della tua vita anche se non sarà più come prima. Sono sicura che tua moglie voglia questo. Saperti sereno.
      Non credo dobbiamo scusarci di nulla per il destino crudele che ci ha colpiti.

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