
Il lutto negli adolescenti: silenzi, oscillazioni, bisogno di parole, di Cristina Vargas
/
0 Commenti
Cristina Vargas ci parla di come si manifesti il lutto negli adolescenti, e di come gli adulti possano comprenderne i comportamenti e stare loro vicini. Avete esperienze che volete condividere? O domande che volete fare?

Il Caring massage: intervista a Marco Vacchero, di Marina Sozzi
Abbiamo intervistato Marco Vacchero, docente della Scuola Con-Tatto e Affettività nelle relazioni di cura sul Caring Massage, a proposito di questa metodologia, che si propone di trasformare la gestualità quotidiana dei professionisti della cura in gesti consapevoli e intenzionali attraverso i quali l’affettività, il mondo delle emozioni e dei sentimenti non siano negati, ma riconosciuti e valorizzati.

Parlare di morte e di lutto nei licei, di Davide Sisto
Davide Sisto, alla luce di numerose esperienze nei licei di tutt'Italia, racconta cosa gli hanno detto i ragazzi, sulla morte e sul lutto, ma anche sull'uso dei social. Voi ritenete che sia utile che chi ha una formazione tanatologica vada a parlare nei licei? Ritenete, in particolare, utile parlare in maniera esplicita di morte con gli adolescenti? Fatecelo sapere.

L’associazione nazionale Assistenti Spirituali nella Cura, di Marina Sozzi
Qualche considerazione sull'importanza dell'assistenza spirituale nella cura e su come ci si stia muovendo finalmente anche in Italia per garantirla a tutti i pazienti che ne sentano il bisogno. Anche attraverso l'associazione nazionale degli assistenti spirituali. Cosa ne pensate? Ritenete che la spiritualità sia parte integrante della cura? Se siete operatori sanitari, avete storie da condividere a proposito della spiritualità?

I cimiteri di Tokyo, tra tecnologia hi tech e tradizione, di Davide Sisto
Davide Sisto ha approfittato di un viaggio in Giappone per visitare i cimiteri buddisti di Tokyo, soprattutto quelli hi tech, pensati per risparmiare spazio. Ha visitato anche i cimiteri per animali. Questi luoghi evidenziano un cambiamento significativo rispetto alla tradizione. Cosa ne pensate? Secondo voi si tratta di soluzioni importabili da noi?

Il lutto traumatico: quando la morte degli altri ci interroga come società, di Cristina Vargas
Anche quando colpisce una singola persona, il lutto traumatico ha una profonda dimensione sociale e interroga il modo in cui una comunità si prende cura dei propri membri. Il dolore degli altri ci riguarda. Accostarsi con rispetto e solidarietà alle storie di chi perde una persona cara in circostanze traumatiche, anche quando siamo spettatori lontani, testimonia la nostra capacità di occuparci dei legami comunitari anche nei momenti più faticosi.
E voi che ne pensate? Avete esperienze da condividere o osservazioni da fare?

Il nostro “sistema della morte” e i suoi correttivi, di Marina Sozzi
Un "sistema della morte" è l'insieme di fattori sociali, politici, economici e culturali che portano a una certa visione della morte e determinate prassi nella sua gestione. Sovente i sistemi della morte, che sono sistemi complessi, hanno bisogno di correttivi. Di quali correttivi ha bisogno il nostro? La vostra opinione, come sempre, è preziosa.

La scrittura autobiografica e il lutto, di Marina Sozzi
In questo articolo parlo della scrittura autobiografica, e della sua capacità di aiutare nel lutto. Racconto della mia esperienza di conduttrice di gruppi di scrittura, e di quello che ho imparato. Voi avete fatto esperienze di scrittura autobiografica? Vi succede di scrivere quando vi sentite appesantiti da un vissuto, o quando siete insonni? Vi saremo grati se condividerete le vostre esperienze.

L’autodeterminazione nelle scelte finali, di Cristina Vargas
Cristina Vargas ci parla del significato più profondo dell'autodeterminazione, in relazione con il suicidio medicalmente assistito ma soprattutto con la pianificazione condivisa della cura. "La delicatezza, la cura delle parole e la gentilezza possono fare la differenza fra apertura e chiusura, fra dicibile e non detto, fra alleanza e frattura. Proprio per questo, sarebbe bene non aspettare che la fine sia imminente, e cominciare a pianificare le cure in modo condiviso molto prima di quanto oggi normalmente facciamo." L'immagine è a cura della Fondazione Hospice Seragnoli.

Dal decluttering al commiato: il metodo Marie Kondo come metafora del lutto, di Nicola Ferrari
Che cosa è il decluttering? Si tratta di conversare con l’assenza tramite i vestiti, i libri, gli utensili da cucina che abbiamo in casa e che si trasformano in un tramite diretto: toccarli, guardarli, ascoltare come attivano memorie e riflessioni, decidere dove collocarli e cosa farne, ringraziare per quello che ci donano, risistemando ogni giorno la stanza, la vita. Cosa ne pensate? Avete fatto questa operazione di decluttering dopo una perdita?
