
Il rifiuto della nostalgia e la ricerca del “per sempre” di Davide Sisto
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E' interessante notare che c'è una contraddizione tra il ritorno della morte nel discorso pubblico, di cui abbiamo già parlato in questo blog, e l'avversione che mostriamo nei confronti del passato e della nostalgia, grazie alle possibilità di attualizzazione che offre la tecnologia. Che ne pensate? Anche voi notate questa tendenza al rifiuto della nostalgia?

Intervista a Giuseppe Amato, medico-scrittore, di Marina Sozzi
Abbiamo intervistato Giuseppe Amato, medico internista e scrittore, che ha da poco pubblicato due volumi di una distopia, nei quali è descritta una violenta dittatura sanitaria, fondata sulla religione dell’immortalità fisica. L’accanimento terapeutico è la prassi, estremizzato fino alla plastificazione dei corpi, mentre è severamente vietato accompagnare con dolcezza le persone alla morte naturale. Solo pochi dissidenti si oppongono a questo regime perverso, e le loro avventure ci tengono con il fiato sospeso.
Benché la redazione di questo blog non condivida in toto alcune affermazioni contenute nelle risposte di Giuseppe Amato, che a noi paiono troppo pessimistiche e un po’ catastrofiste sulla medicina, sulla tecnologia e sul mondo contemporaneo, tuttavia pubblichiamo. Si può dire morte è soprattutto uno spazio di confronto. E certamente in queste righe ci sono anche molte considerazioni sulle quali val la pena riflettere. Buona lettura, e aspettiamo con curiosità i vostri commenti.

Compassionate cities: utopia concreta? di Marina Sozzi
Le Compassionate Cities prendono sul serio domande come: “in che tipo di società voglio vivere?”, “Come vorrei che le persone si comportassero quando dovrò affrontare la morte e la perdita dei miei cari?” La compassione può produrre cambiamento nei luoghi di lavoro, nelle scuole, in una parola nei luoghi di aggregazione dei cittadini. Sono molto interessata alle vostre considerazioni.

Le tecnologie digitali nei cimiteri: una svolta democratica nel ricordo? di Davide Sisto
Funerali in streaming, QR Code sulle lapidi, applicazioni per mobile device: l’insieme di queste iniziative testimonia come la crisi del cimitero tradizionale sia legata al bisogno di personalizzare il rito funebre. Si tratta anche di democratizzazione della memoria? Attendiamo i vostri commenti.

Le parole che non abbiamo di fronte alla morte, di Cristina Vargas
Le parole illuminano o celano, evidenziano o negano, allargano o restringono un campo semantico e fanno quindi parte integrante del modo in cui ci occupiamo della morte e dei morti come individui e come collettività.
Cosa ne pensate? Avete esperienza della mancanza di alcuni termini per designare una perdita subita da voi o da persone intorno a voi?

Riflessioni sulla buona morte, di Marina Sozzi
Qualche riflessione sulla buona morte, che devo allo stimolante incontro al quale ho partecipato in Vidas. E voi, che cosa pensate della buona morte? che esperienze potete raccontare? Grazie in anticipo per il vostro prezioso contributo.

“Get ready with my boyfriend’s funeral”. Il lutto su Tik Tok, di Davide Sisto
Davide Sisto ci parla dei tutorial presenti su Tik Tok, prevalentemente di giovanissimi, che propongono aiuto per prepararsi al funerale di un congiunto. Cosa ne pensate? Scelta inopportuna o condivisione del lutto?

La teoria della gestione del terrore, uno sguardo antropologico, di Cristina Vargas
Abbiamo riassunto una teoria oggi molto in voga tra chi si occupa di morte, la Terror Management Theory, dando uno sguardo un po' diverso, antropologico. Cosa ne pensate? Credete che la paura della morte sia universale, e origini sempre le medesime risposte? Aspettiamo, come sempre, le vostre riflessioni. Grazie in anticipo!

Quali foto per le cure palliative. Intervista a Domiziano Lisignoli, di Marina Sozzi
Abbiamo intervistato Domiziano Lisignoli, fotografo e teorico della fotografia, sulle immagini che raffigurano le cure palliative. Che ne pensate? Condividete la sua opinione? Avete mai scattato, o pensato di scattare fotografie in questo ambito?

I funerali sovietici che hanno fatto la storia. Intervista a Gian Piero Piretto, di Davide Sisto
Abbiamo intervistato Gian Piero Piretto sul suo ultimo libro, che tratta dei funerali sovietici più significativi dal punto di vista storico, sociale e culturale. Il tema è utile per comprendere, in senso lato, il valore simbolico che i riti continuano a conservare nonostante le grandi trasformazioni del XXI secolo. Attendiamo, come sempre, le vostre considerazioni.
