
Non siamo immortali di Laura Campanello
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Cosa ci fa paura della morte? Perché facciamo così tanta fatica a prenderla in considerazione? Forse confrontarsi con essa significa confrontarsi con la vita? In attesa, come sempre, delle vostre riflessioni.

CHARLIE GARD: CHI DEVE DECIDERE DELLA VITA DI UN BAMBINO? Di Davide Sisto
Il caso di Charlie Gard: per prendere una decisione sensata, occorre imparare a comprendere quale sia l’effettivo ruolo della morte nella vita. Attendiamo le vostre riflessioni.

Perché comprare casa accanto ai cimiteri ci fa risparmiare fino al 50%? di Davide Sisto
Il cimitero rappresenta il simbolo dell’integrazione tra la vita e la morte, della naturale circolarità tra le due. Oggi comprare casa vicino a questi luoghi fa risparmiare fino al 50%, come mai? Forse viene vista come una cosa lugubre? Datemi la vostra opinione!

ETER9: sopravvivere alla propria morte nel web, di Davide Sisto
Un alter ego virtuale che mima il comportamento dell'utente quando è offline e dopo la morte. Cosa ne pensate? Credete possa essere utile per affrontare la paura della morte e le difficoltà legate al lutto?

Bambini e dolore familiare, di Barbara Capellero
Come comportarsi con i bambini davanti al dolore? Spesso le famiglie tendono a non coinvolgerli, nella speranza di proteggerli, ma questo comportamento non li salvaguarda dalla sofferenza. Come fare allora?

Essere vecchi, di Marina Sozzi
Ci chiedono infatti a gran voce di non invecchiare. O meglio, di invecchiare senza invecchiare. Che fare allora?

Le cure palliative e il cinema: intervista ai registi Claudia Tosi e Rodolfo Bisatti, di Davide Sisto
Abbiamo intervistato Claudia Tosi e Rodolfo Bisatti, due registi che hanno affrontano il tema della morte e delle cure palliative. Il cinema potrebbe essere uno strumento utile per ripensare il significato della morte rispetto alla vita e per aiutarci a cogliere l’importanza delle cure palliative per la nostra società?

La morte dal buco della serratura, di Davide Sisto
Da qualche mese l’opinione pubblica mondiale si interroga sugli inquietanti video dei suicidi in diretta. Come mai secondo voi sono così cercati e visti nel web? Sarebbe lo stesso l'interesse in una società che non rimuovesse la morte?

Avere a che fare con la sofferenza: stare nella ferita è possibile? di Marina Sozzi
Varrebbe la pena capire che, senza la sofferenza non è possibile né un’autentica umanità, né la felicità stessa. E al contempo che, proprio nell’accoglimento della sofferenza esistenziale di ciascuno, siamo chiamati a vivere come scandalo la sofferenza inflitta, dovuta all’ingiustizia sociale e alla disuguaglianza. Cosa ne pensate? Qual è il vostro rapporto con la vostra sofferenza esistenziale e con la sofferenza in genere?

La morte come scultrice della vita: il fenomeno biologico dell’apoptosi, di Davide Sisto e Marina Sozzi
Sul piano biologico c’è un fenomeno che evidenzia quanto la vita e la morte siano inestricabilmente legate: si tratta dell’apoptosi o morte cellulare programmata, che ci permette di pensare alla morte come "scultrice" della vita. Che ne pensate di questa lettura del fenomeno del suicidio cellulare, come metafora della necessità dell'umana mortalità? Aspettiamo i vostri commenti!
