
La legge 219 sul Consenso Informato: quali novità? di Marina Sozzi
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Il tempo della comunicazione è tempo di cura, recita la legge. Bellissima affermazione di principio, ma come ottenere che entri nella prassi clinica? Quali sono le vostre esperienze sul consenso informato e sulla comunicazione con i vostri medici?

Un fenomeno chiamato Caitlin Doughty: la curiosità per la morte, di Marina Sozzi
“Moriremo tutti, ed è ragionevole voler sapere che cosa accadrà al tuo corpo. La gente vuole sapere come un corpo si decompone, cosa succede in un forno crematorio, come un corpo si trasforma in cenere. Credo che ci sia un modo di scrivere della morte che non è raccapricciante e disgustoso, ma basato sulla scienza, la storia e la psicologia”. Che cosa ne pensate del tema della curiosità per la morte e per i dettagli macabri? Avete esperienze da raccontare o riflessioni da proporre? Che effetto vi fa Caitlin Doughty?

Il “messaggio del giorno dopo”: leggere i pensieri scritti del caro estinto, di Davide Sisto
Con la rimozione della morte dalla nostra vita quotidiana ci dimentichiamo che, improvvisamente, possiamo non esserci più e i nostri documenti rischiano di lasciare aperte ferite o di creare incomprensioni che non potranno mai più essere risolte. Avete, a proposito del “messaggio del giorno dopo”, qualche storia da raccontare? Aspettiamo le vostre risposte e le vostre riflessioni.

La morte presso i Toraja: in viaggio verso Puya, di Elisabetta Gatto
L’estrema importanza attribuita dai Toraja al rito funebre ci colpisce, a confronto con la grande semplificazione e povertà rituale del nostro tempo in Occidente. Ritenete che questa semplificazione sia positiva, o che comporti altri problemi per la società nella quale viviamo? Mi sta a cuore il vostro parere.

Il lutto per la morte di un animale domestico, di Davide Sisto
La morte di un animale domestico genera un lutto che non va in alcun modo sottovalutato, perché può creare – soprattutto, in persone che vivono da sole – un trauma. Quali sono le vostre esperienze a riguardo? Attendiamo commenti e aneddoti su questo tema molto sentito.

Stare in presenza della concretezza della morte, di Marina Sozzi
Oggi il disagio che proviamo di fronte al corpo morto è mutato rispetto ad altre epoche storiche. E’ minore la paura che il defunto possa essere ostile, ma è forte l’incompetenza su come toccare o manipolare un corpo morto, difficoltà che tende a sommarsi all’antropologico sentimento di ambivalenza di fronte al cadavere. Quali sono state le vostre esperienze a contatto con la materialità della morte?

Facebook e il bisogno di superare insieme il lutto, di Davide Sisto
In una società in cui si è gradualmente perduto il senso di comunità e la voglia di essere uniti, Facebook rappresenta un rifugio per le persone in lutto? A qualcuno di voi è capitato di utilizzare Facebook per elaborare un lutto? Se sì, vi è servito?

Paura della morte e felicità, di Marina Sozzi
Ottenere una migliore convivenza con la paura della morte è possibile, a partire dalla consapevolezza che tale paura non è un monolite, ma è composta da tante altre paure, piccole e grandi. Cosa ne pensate? E’ possibile ammansire la nostra paura della morte? Voi ci avete provato? Ci siete riusciti?

Mai più un caso Loris Bertocco. I problemi del caregiver familiare, di Giovanni Sanvitale e Davide Sisto
Non ci sono feste natalizie per chi ha un parente disabile, bisognoso di assistenza e cura 24 ore su 24. Oltre alla sofferenza emotiva che questa situazione genera, vi sono carenze di natura pratica ed economica che possono far si che le persone coinvolte si sentano isolate e abbandonate al loro destino. Raccontateci la vostra esperienza o le vostre riflessioni.

Sopravvivere nei propri cari: il rito funebre Yanomami, di Elisabetta Gatto
Tra il mondo dei vivi e quello dei morti c'è una continuità e una corrispondenza: la relazione tra i defunti e chi è in vita è salda e deve essere coltivata. È ciò che credono gli Yanomami, condividete il loro pensiero?
