
Si può ridere della morte, e come? di Davide Sisto
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Si può ridere della morte? Si può, cioè, assumere un atteggiamento scanzonato e irriverente nei confronti di uno degli eventi più dolorosi della nostra esistenza? Voi cosa ne pensate?

Noa, note a margine, di Marina Sozzi
Poiché se ne è parlato troppo e spesso in modo superficiale in Italia, sento il bisogno di scrivere qualche parola su Noa Pothoven, la ragazza olandese morta domenica 2 giugno. Non tanto sul caso in sé, estremamente controverso e complesso, di cui sappiamo ben poco, quanto sul modo in cui è stato trattato nel nostro paese.
I vostri commenti sono benvenuti, ma vi prego, rispettosi di chi ha sofferto.

Quando si patisce il lutto per la morte di una parte della propria identità, di Davide Sisto
Perdere è anche perdere una parte di noi. Davide Sisto riflette, da filosofo, su un tema psicologico. Voi cosa ne pensate? Vi è accaduto di avere l'acuta consapevolezza di aver perso una parte di voi?

Il suicidio e gli adolescenti nell’era digitale. Intervista a Barbara Capellero di Serena Corongi
Il suicidio è la prima o la seconda causa di morte di adolescenti in Europa. Apriamo la riflessione su questo tema molto difficile da trattare, per la sua delicatezza e per il rischio, sempre in agguato, di assolutizzare la propria esperienza, con un'intervista a Barbara Capellero, psicoterapeuta e mamma di adolescenti. Voi cosa ne pensate di queste riflessioni, che sembrano affermare che il suicidio viene visto dagli adolescenti alla stregua di un gioco?

Dialoghi sul tramonto del tempo, intervista a Marilde Trinchero di Marina Sozzi
Attraverso le parole della sua autrice, Marilde Trinchero, ho voluto presentarvi un libro che cerca di accostarsi all'esperienza del morire in punta di piedi, senza preconcetti, senza idee precostituite. Cosa ne pensate di questo discorso di Marilde sul rispetto, che diventa tanto più rilevante quando le persone sono più vulnerabili, alla fine del loro tempo?

Ripartire dal dolore. L’esperienza di Luke, un americano a Roma, di Di Luke Lombardo, traduzione di Claudio Cravero
Con estremo piacere ricevo e pubblico la testimonianza di Luke Lombardo sul proprio lutto. Credo si tratti di un ampliamento di prospettiva e di un'importante suggestione per i lettori di questo blog. Attendiamo i vostri commenti: l'elaborazione del lutto (e più in generale il dolore) richiede cambiamento, ampliamento, invenzione di una nuova vita?

I riti degli altri. L’islam, di Marina Sozzi
In un contesto politico come l’attuale, dove si è estremizzato il problema dell’immigrazione ben oltre la sua reale portata per il paese, apparirà controcorrente parlare di riti funebri degli immigrati. Eppure, questo è un aspetto dell’integrazione auspicabile. Sarei molto interessata a sapere la vostra opinione sugli “altri addii”: è importante offrire agli appartenenti a religioni minoritarie, o a minoranze etniche, le condizioni per poter compiere i riti della loro tradizione? Avete episodi da raccontare in merito? O vostre riflessioni?

A che punto siamo con la negazione della morte. Le cure palliative, di Marina Sozzi
Informarsi sui possibili scenari della fine della propria vita sarebbe un segnale che la negazione della morte si è ammorbidita e che siamo pronti a fare i conti con la nostra mortalità. E voi? Siete sufficientemente informati sulle cure palliative? Cosa pensate si possa fare per divulgarle ulteriormente?

Il significato dell’oblio nell’epoca delle memorie digitali, di Davide Sisto
Oggi i social network hanno portato alle estreme conseguenze il bisogno umano, da sempre sentito, di continuare a sopravvivere all’interno delle proprie memorie. È davvero così importante soffocare la propria esistenza con le memorie delle proprie esperienze? Cosa ne pensate?

Lutto ed emergenza: intervista al dottor Marco Lesca, di Serena Corongi
Marco Lesca, medico d’emergenza del 118, ci fa capire che chi aiuta gli altri nelle situazioni più difficili della vita ha bisogno a sua volta di sostegno. Non si tratta di supereroi.
Voi siete ricorsi a servizi d'emergenza? Com'è la vostra esperienza? I medici, gli infermieri, i soccorritori, erano preparati ad aiutarvi?
