
Il nostro “sistema della morte” e i suoi correttivi, di Marina Sozzi
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Un "sistema della morte" è l'insieme di fattori sociali, politici, economici e culturali che portano a una certa visione della morte e determinate prassi nella sua gestione. Sovente i sistemi della morte, che sono sistemi complessi, hanno bisogno di correttivi. Di quali correttivi ha bisogno il nostro? La vostra opinione, come sempre, è preziosa.

La scrittura autobiografica e il lutto, di Marina Sozzi
In questo articolo parlo della scrittura autobiografica, e della sua capacità di aiutare nel lutto. Racconto della mia esperienza di conduttrice di gruppi di scrittura, e di quello che ho imparato. Voi avete fatto esperienze di scrittura autobiografica? Vi succede di scrivere quando vi sentite appesantiti da un vissuto, o quando siete insonni? Vi saremo grati se condividerete le vostre esperienze.

L’autodeterminazione nelle scelte finali, di Cristina Vargas
Cristina Vargas ci parla del significato più profondo dell'autodeterminazione, in relazione con il suicidio medicalmente assistito ma soprattutto con la pianificazione condivisa della cura. "La delicatezza, la cura delle parole e la gentilezza possono fare la differenza fra apertura e chiusura, fra dicibile e non detto, fra alleanza e frattura. Proprio per questo, sarebbe bene non aspettare che la fine sia imminente, e cominciare a pianificare le cure in modo condiviso molto prima di quanto oggi normalmente facciamo." L'immagine è a cura della Fondazione Hospice Seragnoli.

Dal decluttering al commiato: il metodo Marie Kondo come metafora del lutto, di Nicola Ferrari
Che cosa è il decluttering? Si tratta di conversare con l’assenza tramite i vestiti, i libri, gli utensili da cucina che abbiamo in casa e che si trasformano in un tramite diretto: toccarli, guardarli, ascoltare come attivano memorie e riflessioni, decidere dove collocarli e cosa farne, ringraziare per quello che ci donano, risistemando ogni giorno la stanza, la vita. Cosa ne pensate? Avete fatto questa operazione di decluttering dopo una perdita?

La psicoterapia su ChatGPT, di Davide Sisto
Davide Sisto riflette sull'uso sempre più comune di ChatGPT come interlocutore esistenziale e psicologico, quasi come psicoterapeuta, evidenziando i pericoli e le opportunità della relazione con la macchina.
E voi? Avete mai posto domande di natura psicologica a ChatGPT?
Fateci sapere.

Occorre una riflessione sul suicidio assistito nel mondo delle cure palliative? di Marina Sozzi
Ho scritto questo articolo perché mi sembra importante che si avvii una riflessione profonda all’interno del mondo delle cure palliative sul suicidio assistito, per quanto possibile evitando la polarizzazione delle posizioni, lasciando da parte i massimi sistemi: restando invece aderenti alla pratica clinica, alla sapienza della cura, al principio della centralità del paziente. Voi cosa ne pensate?

L’alba di tutto. Come i riti funebri ci aiutano a ripensare la nostra storia, di Cristina Vargas
Chissà cosa racconteranno di noi le nostre ossa e i nostri cimiteri fra migliaia di anni... Prevarranno le fosse comuni che raccontano i genocidi, i massacri e gli stermini di massa? Oppure le testimonianze di cura, rispetto reciproco e umanità? Forse queste due dimensioni saranno inevitabilmente compresenti nella narrazione storica che i posteri faranno dei nostri tempi.

L’ascesa dei podcast sulla morte e il lutto, di Marina Sozzi
Vi presento una breve rassegna di alcuni podcast sulla morte e sul lutto, e vi propongo le mie considerazioni su questo mezzo di divulgazione della riflessione dei temi di questo blog. Voi cosa ne pensate? ne avete ascoltati? vi sono serviti?

Una ritualità che cambia: le case funerarie, di Cristina Vargas
Le case funerarie sono un fenomeno in espansione anche in Italia. Cristina Vargas in questo articolo risponde a due domande:Che cosa sono e come nascono questi spazi? Perché si stanno diffondendo? Se avrete voglia di condividere le vostre esperienze, sarà molto gradito, come sempre!

Le fotografie dei morti animate con l’intelligenza artificiale, di Davide Sisto
Siamo su un gruppo Facebook. Un utente pubblica la versione digitalizzata di una fotografia analogica, appartenente a un passato piuttosto remoto. Nella didascalia l’utente spiega che è immortalato insieme a un caro estinto e, per tale ragione, chiede a chi ne è capace di “animare” la fotografia con l’intelligenza artificiale. Davide Sisto ci propone le sue riflessioni su questo tema. Conoscete questo fenomeno, che ne pensate?
