Per favore non dite niente

Ho letto d’un fiato il recente romanzo di Marco Ciriello, edito da Chiarelettere, che parla di malattia, di morire, di perdita, e di… calcio, e ho voluto intervistare l’autore. Secondo voi potrebbe essere una strada per aiutare i nostri contemporanei a ripensare la morte? Parlargli di morte e dolore e d’altro, al contempo?