Riti africani

In questo breve racconto, so che non riuscirò a comunicarvi ciò che ho vissuto nella sua totalità, perché le cose paradossalmente muoiono nel momento in cui si scrivono, eppure dalla scrittura nasce sempre del nuovo ed eccomi quindi a voi con la mia storia.
Mi trovavo con mia moglie presso alcuni amici in un paese dell’Africa occidentale, i nostri abitavano in città e ci portarono al villaggio dove continuavano a vivere le rispettive famiglie di origine, lì abbiamo trascorso un periodo di squisita ospitalità.
Un giorno in particolare capitò un evento che coinvolgeva tutta la comunità: una giovane donna era appena deceduta, la sera si sarebbe celebrato il funerale. Parlando io poco il francese e per niente la lingua della zona non so descrivervi i dettagli e le ragioni di quel fatto, ma questa fu un’opportunità più che un limite, ne capirete il perché.
Quella sera quindi m’incamminai con mia moglie e i miei amici su una strada di campi, man mano che procedevamo apparivano dall’oscurità altri compagni che si univano al nostro viaggio, parlavano e ridevano, molto e veloce, per cui faticavo a capire i discorsi, percepivo invece il clima di quel momento, qualcosa stava per succedere.
In poco tempo, eravamo già un centinaio di persone radunate davanti al porticato di una casa isolata; non mi soffermerò sul rituale funebre, che per quanto ricordo è stato molto semplice, vi racconterò piuttosto la parte dominata per tutta la notte dal canto.
Sotto il portico si cominciò a suonare strumenti a percussione, un cantante guidava guardandoci, fui subito rapito dalla bellezza di quei suoni, le struggenti melodie del cantante costruivano armonie sapienti e sorprendenti con i controcanti, danzando gioiosamente sulle percussioni.
Il pathos del cantante ci attraversava tutti e mi ritrovai all’istante travolto da un inarrestabile fiume di lacrime.
Non conoscevo quella donna eppure mi sentivo intimamente unito a queste persone, il dolore della loro perdita abbracciava i dolori delle mie perdite, per qualche ignota magia avevo perso me stesso.
Nei giorni successivi quei canti continuarono a risuonarmi dentro e sentivo che questo era un medicamento che dava senso alla morte, proveniva da una sapienza non intellettuale molto evoluta che parlava un linguaggio comprensibile, questo sì, anche a uno straniero come me.

7 Risposte a " Riti africani "

  1. Paola scrive:

    Bellissimo questo racconto! Forse conoscere una cultura come quella africana, in cui nascita e morte sono due fatti assolutamente naturali, può aiutarci. Il funerale in occidente è un rito troppo triste e malinconico.

  2. Sandro Milano scrive:

    Grazie Massimo per aver voluto condividere questa esperienza! In un villaggio africano riescono a coinvolgere anche un perfetto estraneo,ai funerali occidentali il coinvolgimento emotivo raramente passa la terza fila del corteo funebre,e le chiacchiere vanno da uno scontato: “era una brava persona”, al commento sulla situazione metereologica passando per il classico: “ci vediamo solo in queste occasioni” …! Un saluto.

  3. Massimo Crucitti scrive:

    Grazie per i calorosi commenti. Ci tengo a sottolineare che il soggetto da sottoporre allo studio degli antropologi non è il villaggio africano bensì il turista italiano…

  4. Marco Comandè scrive:

    Non vorrei sembrare guastafeste, ma a me piacerebbe sapere di più sul rito funebre. Avevo letto nel libro “Virus” di John McCormick che in certi posti africani avevano l’abitudine di pulire tutto il corpo del defunto, liberando pure gli escrementi, ma così facendo quei familiari entravano in contatto con il sangue magari infetto del cadavere. Per questo mi interesserebbe vedere quali differenze ci sono in questo caso raccontato.

    • sipuodiremorte scrive:

      L’Africa è un continente, con moltissime etnie e molte usanze diverse. Di tanto in tanto parlerò di altre popolazioni…

  5. Villanueva Carmela scrive:

    La morte è qualcosa che ci appartiene a tutti noi da quando siamo concepiti , da quando se ha vita, è scientificamente verificato che da quando se nascere acque se muore un po alla volta, ma de questo non se parla, nostri vecchi ci hanno insegnato, come vivere e come affrontare la morte, ci siamo dimenticato,; che il nascere e il morire vanno della mano..
    Vorrei sapere en che parte dell’Africa succedeva quel rito.grazie,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*