Lutto e Narrazione Guidata: una metodologia innovativa.

C’è una domanda che mi capita di pormi, quando qualcuno intorno a me perde una persona cara, e constato che le reazioni individuali sono spesso molto diverse. Perché alcune persone sono resilienti, e riescono a far fronte con stoicismo e serenità al loro lutto, e altre precipitano in un malessere profondo e hanno bisogno d’aiuto per superare il sentimento di perdita?
Propongo il mio interrogativo a Nicola Ferrari, psico-pedagogista che anima, dal 1986, l’associazione Maria Bianchi, che ha lo scopo di sostenere gli individui in lutto e di formare il personale curante su questi temi.
Nicola Ferrari sostiene che dal 1986 a oggi la richiesta di aiuto è molto cresciuta in Italia, e che la capacità di convivere col dolore per la perdita non è molto diffusa: non siamo abituati a immaginare di affrontare la vita senza i nostri affetti. La resilienza si attiva, invece, in un secondo momento, quando si riesce a comprendere che la sofferenza esiste, ma si può decidere cosa farne, non è ineluttabile lasciarsene sommergere. Allora, cambia l’esperienza della perdita.

Chi sono coloro che si rivolgono a voi?
In genere, il 60, 70% delle persone che arrivano all’associazione sono reduci da un’altra esperienza di supporto, che non è stata efficace. Capita non di rado che alcuni abbiano già intrapreso senza successo una terapia psicologica o psicoanalitica.
Inoltre, vedendo chi sono i nostri utenti, dobbiamo sfatare il mito secondo cui ha bisogno d’aiuto chi non è sostenuto dalla famiglia o chi viene abbandonato dagli amici. Viceversa, anche gli individui con congiunti amorevoli e amici capaci di vicinanza hanno l’esigenza di un aiuto esterno. Evidentemente, cercano qualcosa di diverso nel supporto che chiedono alla nostra associazione: probabilmente desiderano cogliere il significato del dolore che provano.

Come aiutate i dolenti?
Utilizziamo tre strategie, a seconda delle esigenze di chi è in lutto: gli incontri individuali, i gruppi di auto mutuo aiuto e il servizio di corrispondenza. Questi tre modi hanno una logica comune, s’ispirano a un unico modello d’intervento che è quello della Narrazione Guidata. Le persone in lutto raccontano la loro storia e trovano in primo luogo un ascolto attento e attivo, empatico. Poi, gradualmente, sono guidate a riflettere sulla narrazione che loro stessi hanno fatto, sui termini che hanno utilizzato e sul loro preciso significato. E’ quasi un’analisi linguistica. Nella ricerca del termine che corrisponde puntualmente all’emozione, trovano la verità di ciò che sta loro accadendo.

Un esempio?
Quando un dolente dice di provare un dolore “infinito”, si può ad esempio chiedergli che cosa intenda per infinito. “E’ piuttosto un dolore illimitato, ossia ti sembra che non debba mai finire? O è molto esteso, nel senso che occupa la tua vita in ogni suo aspetto?” La migliore definizione dei termini lo aiuta a cogliere cosa prova. E’ una chiave di volta per iniziare a modificare il punto di vista sul proprio dolore, a smettere di subirlo e a trasformare la riflessione linguistica in azione.

Come avviene la narrazione nel servizio Cor-rispondenze?
Avviene quasi completamente tramite internet anche se è possibile utilizzare lo scambio tramite lettera postale. Vi sono sei operatori esperti che rispondono alle mail. Far “risuonare” interiormente il dolore altrui, trasmetterlo e condividerlo con parole scritte, può aprire una via e favorire, in chi vive un lutto, un tentativo di riconciliazione con se stessi, con la vita e con la persona perduta per sempre. Si crea e condivide insieme uno spazio dove il cambiamento esistenziale diventa possibile.

Avete buoni risultati?
In genere i feedback che ci arrivano sono positivi. Aiutiamo circa 130/150 persone l’anno. Quando rimaniamo in contatto con i nostri ex utenti, ci rendiamo conto che parlano del congiunto che hanno perduto anche sorridendo. Purtroppo molte persone non riescono ad ammettere di essere in difficoltà, e così preferiscono soffrire piuttosto che accedere all’aiuto che avrebbero a portata di mano.

Come lavorate? Avete finanziamenti?
Lavoriamo tutti gratuitamente, come volontari, e spesso mettiamo anche denaro nostro nell’associazione. Le uniche entrate sono le quote associative, gli eventi di raccolta fondi, il 5xmille, che servono a nutrire la mediateca, che nella nostra sede di Suzzara, vicino a Mantova, mette a disposizione gratuitamente al pubblico a tutt’oggi ca. 1000 libri, 100 DVD, numerosi atti e dispense, tutti sul tema del lutto e della relazione d’aiuto.

Avete altri progetti?
Stiamo pubblicando un libro sul servizio Cor-rispondenze, che uscirà presto in formato e-book: un saggio che contiene gli aspetti teorici, metodologici e numerose semplificazioni di cor-rispondenze già terminate. Sarebbe un modo per diffondere la metodologia della Narrazione Guidata.

Ringraziando il dottor Ferrari, vi invito a andare a dare un’occhiata al sito: www.mariabianchi.it, dove troverete maggiori dettagli sul tema del lutto, sul modo di affrontarlo proposto dall’associazione e su come accedere all’aiuto offerto dall’associazione Maria Bianchi. E, se posso suggerirvi un gesto simbolico, iscrivetevi, credo che valga la pena dimostrare il nostro sostegno a chi fa volontariato per ridurre l’altrui sofferenza.
Un’ultima domanda a voi: che ne pensate di questa metodologia della Narrazione Guidata, anche per corrispondenza? La suggerireste a un vostro amico o parente in lutto?

7 Risposte a " Lutto e Narrazione Guidata: una metodologia innovativa. "

  1. Sandro scrive:

    Rifletterò sull’invito ad iscrivermi alla associazione Maria Bianchi; quanto all’interrogativo proposto penso sia di difficile risposta,almeno per me che non sono stato colpito dal lutto di recente, penso sia molto difficile non già la narrazione quanto il dare una risposta. Altro mi colpisce: che anche questa associazione si regga solo ed esclusivamente sul volontariato. E’ un continuo colmare vuoti lasciati dal nostro welfare(???!!!) , o,più prosaicamente, dal nostro apparato statale, che sciupa miliardi di euro (di noi contribuenti) e non trova pochi denari per qualcosa di utile. A presto!
    Sandro

  2. Nicoletta scrive:

    Molto interessante….sono contenta che mi abbiano segnalato questo sito, lo trovo davvero ben fatto e può rispondere alle esigenze di tanti come me che vedono un vuoto culturale attorno al tema della morte. Ancora complimenti, vi seguirò con attenzione.

  3. Pam scrive:

    Posso affermare che questo sito e i temi trattati mi hanno molto aiutato nella elaborazione del lutto per la perdita di mia madre un anno fà.Hanno colmato il senso di solitudine profonda che ho provato, pur avendo una mia famiglia,un bambino piccolo e il lavoro, forse proprio per questi grossi doveri quotidiani non ho potuto esprimere a pieno il dolore,ho dovuto portare una maschera,e poi la notte nel silenzio veniva fuori tutto e questo sito mi ha tenuto compagnia e mi ha dato la sensazione che il mio dolore venisse ascoltato senza essere giudicato.Grazie infinite Pam

    • sipuodiremorte scrive:

      grazie mille a te, per avercelo detto, marina

      • Nicola Ferrari scrive:

        Salve Pam,
        grazie mille di questa Sua testimonianza perché costituisce la motivazione più intensa a proseguire, aggiunge senso e valore a ciò che cerchiamo di fare e infonde nuova energia.
        Se lo desidera, resti in contatto.
        Un caro saluto.
        Nicola Ferrari

  4. natalia scrive:

    oltre la straziante mancanza dell affetto di mio figlio che ha lasciato una vedova ed un figlio di 2 anni vi è la seria difficoltà economica che non mi permette di aiutarli di aiutarmi avendo mutuo per la casa mio figlio che guadagnava molto bene tanto da aiutare anche noi genitori con mutuo e chiaramente essedo cosi giovane la pensione è bassissima

  5. Ramona scrive:

    Ho perso l’unico figlio di 20 anni ,3 mesi fa , suo padre si suicidò che allora mio figlio aveva 5 anni.Sono sola a parte mia madre anziana e nipoti che vivono lontani…Mi chiedo perché devo vivere ancora ?Per chi? Con lui ho avuti momenti belli ma anche dispiacere..Dopo tante disgrazie: incidenti , la morte del padre, L ho trovato io in casa steso x terra ,ma non si è suicidato..L incidente x lui è stato devastante non solo x gli interventi ,in era rimasto scioccato e aveva le crisi di panico,quindi ha iniziato con le cure psichiatriche…Avevo solo lui è ho fatto i sacrifici x crederlo.Lui era buono , sensibile , in un mondo che vedeva amici falsi ,ma li frequentavo lo stesso anche se sapeva che volevano affrontare dei suoi risparmi. Vivo solo x avere giustizie , e per andare tutti i giorni al cimitero.Torno a casa vedo le sue foto e la sua roba è soffro..Non voglio più stare a questo mondo.

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