Il lutto per la morte di un animale domestico, di Davide Sisto

Closeup portrait of cute adorable tabby cat with stripes and yellow green eyes lying on a sofa couch with yellow brown blanket comforter on sunny dayIl 30 novembre è diventato, dal 2012, un giorno molto triste. In quella data, infatti, è morto il mio gatto Ozzy, il cui nome è un omaggio al cantante dei Black Sabbath, di cui sono appassionato. Trovato in un bidone della spazzatura, quando aveva circa due o tre mesi, Ozzy è stato in mia compagnia per quindici anni. Abbiamo condiviso due traslochi e, dal momento che lavoro principalmente a casa, siamo stati insieme per tante ore di seguito al giorno, con rituali e abitudini pienamente consolidate. Ad esempio, ogni volta che accendevo lo stereo e ascoltavo i miei cd heavy metal, lui arrivava ronfando e si piazzava sotto lo stereo. Fin da piccolo aveva probabilmente percepito quel suono come qualcosa di molto familiare e, rispettando quindi il nome che gli avevo dato, non si perdeva un singolo ascolto. Cosa che lasciava decisamente perplesso chi non aveva familiarità con la musica metal.

La morte di un animale domestico genera un lutto che non va in alcun modo sottovalutato, checché ne pensino coloro che non ne hanno mai fatta esperienza. La sera del 30 novembre 2012 mi è venuto spontaneo pulire immediatamente casa, cancellando il più possibile le sue tracce. Ho buttato via la lettiera, i piattini in cui mangiava e beveva e ho conservato con attenzione i suoi giochi preferiti, per tenerli come ricordo. Non è stato facile abituarsi a dormire senza il suo peso sulle gambe, che per anni ha condizionato il mio riposo notturno obbligandomi a stare praticamente immobile, quasi mummificato, fino alla mattina seguente. Non è stato facile entrare in un supermercato e passare, senza sussulti emotivi, nel reparto in cui vengono venduti i prodotti alimentari per gatti. Non è stato facile, in linea generale, ricostruire daccapo le abitudini casalinghe, mettendo da parte ciò che ha segnato quindici anni di convivenza. Dalla finestra strategicamente aperta, per farlo andare sul balcone, a quella strategicamente chiusa, per non perderlo. Dall’organizzazione dei viaggi e delle vacanze, tenendo conto delle esigenze casalinghe di Ozzy, all’apertura della porta di casa, dietro cui si manifestava immediatamente la sua presenza “miagolante”.

Il rapporto che si crea con un animale domestico non è dissimile da quello che si crea con una persona amata, per cui si vive una situazione di perdita e di elaborazione del lutto che non va sottovalutata, perché può creare – soprattutto, in persone che vivono da sole – un trauma. Non si tratta soltanto di una forma di autosuggestione legata alle abitudini consolidate nel corso degli anni. Nasce un autentico legame in cui entrambi i soggetti vivono mediando le proprie esigenze con quelle dell’altro. Il gatto, così come ogni altro animale domestico, diviene un membro ufficiale della famiglia, al punto che – come indicato in alcuni studi americani – la sua perdita è una delle principali cause dell’insorgenza di una depressione.

A ciò va aggiunto un aspetto che ho constatato in prima persona. La dimensione affettiva nei confronti del proprio gatto domestico è particolarmente intensa poiché si ha la percezione di trovarsi in una condizione di totale accudimento. Si ha la sensazione, cioè, che quel gatto dipenda totalmente dalla cura della persona, per cui ci si sente molto responsabilizzati nelle scelte e nelle decisioni. Inoltre, pur essendo portato a una forma di autarchia quasi caricaturale, il gatto vive un rapporto di totale amore con la persona che lo accudisce come si deve, evitando quelle situazioni conflittuali che invece caratterizzano le relazioni tra esseri umani.

Tutti questi aspetti rendono la relazione molto forte e accettarne la rottura diventa particolarmente doloroso. Alcuni affrontano questo dolore prendendo subito un altro gatto; altri, invece, non se la sentono di sostituirlo. E anche questi due comportamenti dimostrano quanto sia delicata l’elaborazione del lutto.

Quali sono le vostre esperienze a riguardo? Attendiamo commenti e aneddoti su questo tema molto sentito.

 

96 Risposte a " Il lutto per la morte di un animale domestico, di Davide Sisto "

  1. Paola scrive:

    Non so come sopravvivero’ alla morte di Sushi. Non riesco ad immaginarmi senza di lui. Grazie per avere affrontato l’argomento, parlarne con altri mi fa sentire stupida

  2. Franca scrive:

    L’ultima volta che ho sognato la mia cagnetta Bettina è stata la notte scorsa, ma mi capita abbastanza spesso .E’ morta undici anni fa e, malgrado abbia un gran desiderio di riprendere un animale domestico, cane o gatto non importa, non ci sono ancora riuscita per tanti motivi. Lei era parte della famiglia e lo è stata per molti anni, dormendo spesso tra i piedi
    miei e di mio marito, costringendoci, come capitava a te, alla quasi immobilità. Ha lasciato un vuoto e ci manca ancora tanto.

  3. Giovanni scrive:

    Grazie, Davide, per aver condiviso un momento così “intimo”. Che si tratti di un animale, poco importa: sono anche loro i nostri compagni di vita, forse quelli più amati, perchè – come dici tu stesso – il rapporto con loro non è mai conflittuale, ma di puro accudimento, il che ci fa sentire sommamente responsabili (forse anche troppo) verso un altro essere vivente.
    Ho avuto un gatto anch’io, nella mia giovinezza. Contro il parere del veterinario, non ho mai voluto farlo castrare – inutile crudeltà che priva l’animale di parte fondamentale della sua esistenza -, con tutte le conseguenze del caso: lunghe assenze, e ritorni a casa con azzannamenti di cani (che affrontava – tutti – in battaglia, a viso aperto), ferite da lotte con altri maschi, avvelenamenti, perfino un impallinamento da parte dei vicini. E’ stata una vita intensa, per lui e per noi. Un animale così era parte della nostra famiglia, e in quanto tale non era sostituibile, e non ne ho più voluti.
    Prima e dopo ho avuto sempre pappagallini – attualmente i cosidetti “inseparabili” -, che, quando in casa siamo presenti, lascio regolarmente uscire e svolazzare per la casa. A uno di questi eravamo particolarmente affezionati: si posava sulla nostra spalla, a volte ci faceva compagnia in soggiorno davanti alla TV. Quando è morto non ne ho voluti più. Il lutto – perchè di questo si tratta – è duranto un anno: dopodichè, senza animali, senza la loro presenza e i loro versi, la casa mi sembrava “morta”. Così abbiamo ricominciato.
    Gli animali sono quanto di più vitale e innocente ci sia consentito di avvicinare. Sono vita allo stato più puro. Ma anche loro muoiono, e la loro scomparsa ci fa sentire più soli, più adulti e meno innocenti: perchè abbiamo preso cognizione della finitezza di ogni cosa, anche degli affetti più semplici e disinteressati.

  4. angela donna scrive:

    Ringrazio anch’io per le riflessioni su un tema delicato e non sempre valutato nella sua significatività.
    Ho perduto già due miei gatti. La prima, Berenice Morsichina, una dolcissima angora turco dagli azzurri occhi di stella.
    E’ caduta dal balcone, dopo un anno che era con me, saltando per prendere un pipistrello serale (era il mio primo gatto e certo la causa fu anche una mia leggerezza…). Le mie amiche sapendo il mio profondo dolore, il giorno dopo mi attesero per un’ora sotto casa per portarmi in uno scatolino di cartone, una nuova piccola tigre. La chiamai Donata Piccola perché era un dono d’amore. Certo il mio impegno per il suo accudimento (come ben ricorda Davide) mi ha aiutato a superare il vuoto. L’altro angora bellissimo della famiglia di Berenice (li avevo trovati in montagna per un caso stranissimo…) era Musino D’oro che se né andato via per un tumore all’intestino sviluppatosi velocissimamente. Ho messo la sua foto sul mio desktop così ogni giorno quando accendo il computer è lì con me. Per loro sono nate in me due poesie che hanno per me un valore curativo.

    C’ERA UNA VOLTA UNA GATTA
    berenice
    eterna cucciola
    volata sulla luna
    dal balcone
    dopo appena un anno
    appena prima
    della festa
    del tuo compleanno
    con me
    berenice
    spero che lassù
    in cielo tu sia
    felice tanto tanto –
    e per davvero –
    sincero angelo di pelo
    per sempre rimpianto

    SO CHE TI HO GIÀ PERDUTO
    oh Musino Musino
    Musino d’oro
    dove stai andando ora? qual è il tuo destino felino
    e quale il mio d’essere umano?
    Entrambi divine parti del Tutto.
    Quali i percorsi che non conosciamo
    indaghiamo per sostare tutti nel grande Mistero
    oggi
    ieri
    domani
    ma uno dopo l’altro
    uno dopo l’altro
    come ce ne andiamo Tutti.
    Tu sai che t’ho amato
    come si ama l’Amore
    un tepore piccolo piccolo
    scenda con te nella Terra
    presto lo sai ch’io t’inseguirò
    con una carezza d’angora
    Oggi ho ancora tre gatti meravigliosi che amo con tutto il cuore e che mi regalano affetto e gioia.
    A volte mi chiedo quando come e cosa succederà anche nel momento del loro lasciarmi…

    • Massimiliano scrive:

      Bellissima la Sua poesia.
      Ho perso in breve tempo la mia cara bestiolina.
      Le hanno diagnosticato un linfoma in stadio ormai avanzato.
      Le sono stato vicino fino all’ultimo sapendo che avrei potuto assistere a scene strazianti come è avvenuto.
      Non riesco ancora a farmene una ragione.
      Ho fatto il possibile per alleviarle il dolore.
      Il dolore che ho provato è stato devastante.
      E’ riuscita a tirarmi fuori l’ amore più istintuale e profondo che è in ognuno di noi.
      Per lei avrei fatto qualsiasi cosa.
      Sono disperato.
      Ho vissuto con lei per quasi 12 anni.
      La sua morte mi ha risvegliato la paura di vivere che si manifesta con un pensiero infantile ricorrente: che senso ha vivere se poi raggiungiamo dolori così profondi?
      Ogni sera ,quando torno a casa,mi fermo sulla sua tomba e le dico: ti voglio talmente tanto bene mia piccola creatura e te ne vorrò sempre.
      Sono stufo di chiedermi che senso abbia la vita ,sono stanco di chiedermi il perchè delle cose,di certo c’è solo il bene che ti ho voluto e che morirà con me.
      Sono ormai convinto che l’ unica cosa che può salvarci è l’amore.Però bisogna essere capaci di amare.
      Dio si manifesta in noi solo quando riusciamo ad amare.

      • Laura scrive:

        Massimiliano, anche io sono disperata, è la parola giusta per descrivere lo stato d’animo che accompagna la perdita di tutto quello che il nostro animale rappresenta per noi.

        • massimiliano scrive:

          Mi fa molto piacere che esistano ancora persone come Lei.
          Di una cosa sono certo: non cercherò mai più l’amore negli essere umani.
          Un amico mi ha detto che mi stò autocommiserando nel ricordare la mia cara bestiolina.
          Forse non sa che l’amore è nato dalla miseria e dalla compassione.
          L’ uomo stà diventando sempre di più simile ad un robot.Schiavo di tutto ciò che lo circonda e di se stesso. Questo perchè è venuto a meno il presupposto ambientale che fà nascere l’amore: la miseria .A noi l’amore serve per sopravvivere in questa effimera vita, negli animali l’amore è parte della loro stessa natura.
          Solo con gli animali ho potuto capire che l’amore può esistere senza miseria e compassione.Ciò li fa essere di gran lunga superiori a noi

          • silvia scrive:

            io sono disperata da due giorni, devo far sopprimere il mio cane e sono in profondo lutto. ieri avevo deciso per oggi e oggi ho deciso che lo farò domani…piango, mi avvicino al suo muso e non so piu nemmeno capire se mi riconosce se sente il mio dolore e il mio amore. Sono giorni fitti di lacrime e di rimpianti

  5. Angela scrive:

    Un dolore devastante!
    Pensavo mi scoppiasse il cuore,
    il mio Zakkino,.. Zak in onore di Zakk Wilde
    Il mio gattaccio adorato come lo chiamavo
    ci ha regalato emozioni uniche
    e mi sembra sempre di sentirlo in giro per casa…o forse spero che appaia all’improvviso come faceva sempre!

  6. Davide Sisto scrive:

    Grazie a tutti per le vostre testimonianze. Quello che generalmente emerge è come questo tipo di lutto sia sottovalutato, con conseguenze che possono essere molto negative. D’altronde, non c’è veramente nulla di strano nel considerare un animale domestico un membro della famiglia, vivendo a contatto con lui quotidianamente. Bello, dal mio punto di vista, il gatto chiamato Zakkino, in onore di Zakk Wilde. Se avesse conosciuto Ozzy, avrebbero potuto ricreare in versione gattesca lo storico duo!

  7. francesca scrive:

    E’ vero anch’io ho perduto un cane – Pluto – per la mia preferenza per il fumetto che lo descriveva, è stato un carissimo compagno per 15 anni, abbiamo vissuto insieme tante passeggiate nei boschi e mi affidavo a lui, quando ad un incrocio in un sentiero non sapevo quale strada prendere, lui sempre si dirigeva in quello giusto. abbiamo vissuto operazioni chirurgiche – e qualche problema di salute, ma lui si è sempre fidato dei nostri interventi. oggi dopo nove anni di assenza, ancora mi intristisce vedere un cane, specialmente se ha delle somiglianze con lui, e come dici tu, nei supermercati non passo dove sono esposti i cibi che gli compravo. ho avuto altri animali in passato ma quest’ultimo mi ha lasciato ancora tanta sofferenza, e non riesco a pensare di sostituirlo. qualche volta lo sogno, e qualcuno ha detto che quando moriremo insieme ai nostri cari defunti ci sarà anche il nostro amato animale, che ci verrà incontro. spero proprio che sia così. un caro saluto e grazie per poter condividere. f.sca

  8. Pier Luigi Gallucci scrive:

    Da psicologo che si occupa di elaborazione del lutto, anche per gli animali domestici, ringrazio per questo contributo.
    Se già il tema della morte delle persone care è spesso un tabù nella nostra società, rischia di esserlo ancor di più quello per cani e gatti (ma non solo) che vivono insieme a noi, nelle nostre case e famiglie anche per lungo tempo: le persone in lutto per il proprio animale domestico si sentono spesso non ascoltate anche dalle persone vicine, se non giudicate o banalizzate nei loro pensieri e vissuti rispetto alla morte del proprio animale, a volte si vergognano o si sentono “stupide”. Iniziare a parlarne e scriverne è già un buon primo passo per dare voce a un dolore che è spesso negato, perché considerato -a torto- di serie b.

  9. D.D. scrive:

    Il mio primo gatto aveva problemi di reni e per anni mia mamma lo ha curato delle flebo per migliorare l’idratazione. È morto a 18 anni, dopo una vita – spero – felice. Il secondo gatto ha passato quasi tutta la vita con me. Quando ho traslocato per lavoro l’ho portato con me e per qualche anno siamo stati solo noi due. Quando il mio fidanzato ha cominciato a passare la notte da me, Morgan era geloso…. alla fine ha accettato la presenza del “rivale” ma sempre con diffidenza. A 19 anni ha cominciato a dimagrire, sembrava anche disorientato – forse demenza senile, mi hanno detto che colpisce anche i gatti – L’ultima settimana ha smesso di mangiare, era diventato magrissimo. Si stava spengendo come una candela.

    Non credo ci sia espressione più triste di “spengersi come una candela”: alla fine era completamente consumato e la fiamma si è spenta. L’ultima sera, tornando dal lavoro lo abbiamo trovato sul pavimento della cucina, si era fatto pipì addosso, era già freddo ma ancora vivo. L’ho tenuto in braccio finché è andato e poi ho pianto per una settimana.

    Ancora piango, quando ci penso, come adesso che sto scrivendo. Questo è successo due anni fa a novembre. In un primo momento ho eliminato tutto quello che usava: la cassetta nel bagno piccolo, le ciotole, i giocattoli, etc..

    Dopo qualche settimana, la casa sembrava vuota e fredda. Alla fine, abbiamo deciso di adottare un orfanello e siamo andati in gattile, tre mesi dopo la morte di Morgan. Dall’anno scorso abbiamo Giacomo, un gatto completamente diverso da Morgan, ma che rende la casa una vera casa.

  10. Davide Sisto scrive:

    Grazie per le vostre testimonianze, che mi pare evidenzino bene quanto sia sentita questa perdita. Io faccio parte di quelli che non ha più preso un gatto e che, a distanza di anni, percepisce ancora la mancanza in casa.

  11. Giovanni scrive:

    Sono sulla stessa linea di Davide. Un gatto (o un cane), se lo si è considerato un amico con una sua peculiarità precisa, un membor della famiglia, non può essere rimpiazzato.

  12. D.D. scrive:

    Non si tratta di rimpiazzare, perché ogni gatto che ho avuto ha un carattere – e anche un aspetto – diverso. Uno dolcissimo, il classico gatto- cane, l’altro un po’ scontroso ma affezionato, il piccolo è un selvaggio…

    Conoscevo una signora che aveva cockers di color biondo fulvo, uno dopo l’altro. Quando un cagnetto moriva di vecchiaia, ne prendeva un altro il più uguale possibile al precedente . Ma non sta certo a me decidere cosa è giusto fare e come sopportare la perdita dei nostri compagni.

    Anch’io ero contraria a prendere un altro gatto, ma dopo qualche settimana la casa mi sembrava vuota, triste e fredda. La mancanza era un buco nero che assorbiva gioia. Infine, mi sono detta che potevo essere utile a un gattino abbandonato e che vivere con la paura di soffrire è un po’ stupido, tanto la vita trova sempre il modo di colpirci quando meno si aspetta. Almeno c’e’ un gatto in meno abbandonato in gattile…

    E comunque, se muore un amico, mi pare più ragionevole cercare di aprire il cuore a nuove conoscenze, pur sapendo che il sentimento non si può replicare e che l’amico deceduto non sarà mai dimenticato…

  13. Davide Sisto scrive:

    Ovviamente, ci tengo a sottolineare che se uno vuole avere un altro gatto o cane in casa va benissimo. Si tratta di una scelta soggettiva. Io, ammetto, faccio fatica a pensare di avere un altro gatto. Ma è una questione più emotiva che razionale. Si può benissimo avere un altro animale domestico, senza infangare la memoria di quello che non c’è più.

  14. Mike scrive:

    Bracco baldo conte di Cavour, per gli amici solo Bracco. Un bastardino, scalzonato, ruspante ma tenero
    La sua foto in scrivania in ufficio.

  15. Alexia scrive:

    Quando una vita termina poco importa se sia umana o animale: il dolore c’è ed è innegabile. Va in frantumi un mondo di affetti, abitudini, complicità. Improvvisamente diventa vuota e fredda un’area colorata della nostra esistenza e con questo vuoto grigio si devono fare i conti.
    Ho da poco subito due lutti a distanza di due mesi – Poirot, il gatto 17enne e Viviana, la cagnolona di 15 – e nonostante fossi “preparata”, vista la veneranda età dei due, quell’ultimo saluto mi è costato davvero tanto. Adesso sono nelle foto scattate, nei cuscini del salotto dove ancora sono ben visibili soprattutto i graffi di Poirot, nelle ciotole e nei giochi che sono stati riposti in attesa di essere utili, forse, a nuovi arrivati in attesa di una chance di buona vita. Poirot e Viviana sono insieme agli altri amici a 4 zampe che li hanno preceduti, in una girandola di ricordi dove si sovrappongono ai loro buffi musetti di cuccioli quelli dei loro volti anziani, stanchi ma sempre carichi di amore soprattutto in quegli ultimi attimi in cui ormai sul finire dell’esistenza ho concesso loro di andarsene senza soffrire più.

  16. Lucia scrive:

    Maggie mi ha lasciata 15 giorni fa, dopo 18 lunghi anni di vita insieme, lei ed io. Sapevo che prima o poi sarebbe successo ma evitato il pensiero e poi la vedevo così forte, sana e vivace… In pochi giorni, invece, ha smesso di mangiare e quel poco cibo che riuscivo a darle lo lecca va dalla mia mano, quasi per farmi contenta. Alla fine, per non vederla più soffrire, ho deciso di mettere fine alla sua sofferenza. Non sarei mai riuscita a vederla morire completamente denutrita. È sempre stata una gran mangiona e mangiava di tutto, comprese le zucchine e l’insalata. Ormai però pesava soltanto due chili, era pelle ed ossa. Maggie era tutta nera, una bellissima gattone, vivace e anche un po’ aggressiva con chi non la lasciava stare e si ostinata ad accarezzarla. Pensavo di essere forte e di riuscire a reagire, invece è una sofferenza acuta che provoca un dolore immenso. La casa senza di lei è vuota e senza energia. Svegliarsi al mattino non ha senza, non ha senso fare la spesa e continuare a fare le cose di sempre. Non ha senso rincasare, perché lei non c’è. Eppure, la rivedo in ogni angolo della casa. Anch’io ho subito messo da parte le sue ciotoline, la lettiera, il trasportino, le spazzole, tutto quello che me la può ricordare. Ma 18 anni di ricordi sono dentro di me e fanno tanto, tanto male. Mi suggeriscono di continuare a dare amore ad un altro gattino ma in questo momento il mio mio amore è solo per Maggie. La mia Maggie…

    • Cristian scrive:

      Anch’io sono distrutto,domani mattina la mia piccola micia non ci sarà più ,dopo 15 anni sempre insieme,…non sono pronto….l’ho amata tantissimo ….

      • SONIA scrive:

        Due giorni fa ho dovuto far addormentare la mia gatta Kyra, non aveva neanche 7 anni. Non potevo permettere che morisse tra dolori strazianti e senza di me. L’ho accarezzata tutto il tempo fino al suo ultimo respiro, ora non soffre più. Manca tanto a me e alla sua compagna di giochi, che la cerca e aspetta di vederla uscire all’improvviso dai suoi nascondigli. Spero che nella sua breve vita abbia sentito tutto l’amore che ho sempre cercato di dimostrarle, ora un pezzo del mio cuore è andato via con lei.

  17. Debo scrive:

    Domenica è morta la mia Gina. 15 anni e mezzo di gioie. La gatta, tra tutte, con cui ero in sintonia. Si è spenta in 7 giorni, accudita e amata. La sera é voluta uscire di casa e si è messa sotto ad un cespuglio. È morta. Mi fa male. Ciao Gina, mi manchi tanto.

  18. Jessica scrive:

    Mercoledì pomeriggio è morta Meringa, una gattina randagia di circa 6 mesi di cui io e il mio compagno, da poco conviventi, ci stavamo prendendo cura.
    È comparsa la sera del 31 luglio di quest’anno entrandoci in casa e comportandosi subito come se ci fosse sempre stata: coccole e fusa a volontà e tante graffiate sul divano. Era una micia tigrata bianca e grigia dai grandi occhi azzurri che aveva la particolarità di non miagolare. Piano piano è diventata a tutti gli effetti membro della famiglia e dormiva anche con noi (ricordo ancora quando la sera si lasciava pulire con le salviettine disinfettanti, il cui pacchetto ho ancora qui vicino al letto e non lo riesco A togliere). Ma lei non riusciva assolutamente ad usare la lettiera e per questo eravamo costretti a tenerla fuori se noi dovevano rimanere via a lungo per lavoro.
    Eravamo in attesa di sterilizzarla: il veterinario ci aveva consigliato di curarla prima con antibiotici per una tracheite e poi di vaccinarla in modo che sarebbe arrivata forte all’intervento. Ma non ci è mai arrivata perché lei, che non si allontanava mai dalla via in cui abitavano (tra l’altro qui erano in tanti a volerle bene perché tutti si prendevano cura di lei) spinta dal primo calore ha girato l’angolo ed è morta investita.
    Mi sento in colpa perché io quel pomeriggio non ero a casa e mi dico “se solo fossi stata a casa” “se solo l’avessimo sterilizzata” “se solo l’avessi portata prima dal veterinario”. Ed ora non trovarla più ad aspettarmi appena mi sentiva entrare nella via, o non averla più accanto mentre dormo con lei che a volte giocava con i miei capelli mi fa stare male e mi fa sentire in colpa.
    Mi faceva compagnia in una casa che ora è fredda dato che sono quasi sempre sola e riusciva a farmi dimenticare ogni tristezza quando mi si strusciava addosso.
    Non so se ce la farò a superare il dolore, lavoro anche in un negozio di aninali con colleghe che però non amano gli animali (al mio dolore ed avere il viso triste hanno risposto con l’intelligentissima frase “è solo un gatto”) e questo mi fa sentire sola e non capita.
    La cosa più difficile da superare per me è il senso di colpa, anche perché la settimana scorsa siamo andati in vacanza e l’abbiamo lasciate alle cure di mio suocero dato che lei, non essendo in perfetta salute, non poteva viaggiare. E oggi mi lento di non averla portata con noi perché sarebbe stata una settimana in più di ricordi, di fusa, di amore e di felicità.

  19. Sandra scrive:

    Buongiorno a tutti..A luglio del 2018 al mio gatto Dylan e’ stato diagnosticato un tumore all’intestino..Il veterinario mi ha dato una cura per farlo star meglio (era inoperabile).Dylan si e’ ripreso..giocava mangiava ed era sempre con me..Ha sempre dormito sulle mie gambe ..Lo amavo e lo amo ancora..A novembre il giorno dopo il mio compleanno ha cominciato a star male..Appena lo toccavo miagolava disperato..ho capito che stava malissimo..Alla notte l’ho avvolta nella sua copertina e lui e’ rimasto immobile accanto a me..Quella notte non ho dormito ..Avevo paura che morisse senza le mie carezze e piangevo..Al mattino dopo l’ho portato in clinica veterinaria..Dylan stava morendo..Ho deciso di farlo addormentare per sempre e l’hi tenuto stretto a me..Mi sono sentita spezzare il cuore e non riuscivo a smettere di piangere (anche ora che sto scrivendo)..Sono caduta in depressione..Parlavo sempre di Dylan..E pochissime persone hanno capito veramente il mio dolore…Ho deciso di cambiare casa lavoro e citta’..Ora abito in un ‘altra regione e mio marito ha una gatta molto dolce..Non e’ Dylan..nessun gatto sara’ mai Dylan…Lui era ed e’ il mio unico Amore di gatto

  20. Anna scrive:

    Il 28 ottobre è un anno che è scomparso il mio maltese Lucky. Stasera non faccio che piangere pensando a lui. Non è vero che si dimentica. Te lo porti nel cuore sempre. Abbiamo preso un altro cane pochi giorni dopo ma ognuno è a sè, non sono ripieghi, ognuno ha la sua personalità,carattere, sono unici

  21. Mara scrive:

    Sono capitata per caso in questo spazio intimo perchè avevo bisogno di sapere che come me ci sono altri compagni di amici pelosi che soffrono come sto soffrendo io per la mia Lola… la Mia dolcissima e amata gatta che il 2 agosto dopo 14 anni di profondo amore mi ha lasciata in un dolore cosí profondo che non credevo possibile.
    Mi manca immensamente ed il pensiero di avere un altro gatto lo vedo ancora molto lontano.
    Grazie per le vostre testimonianze che in parte mi danno conforto.
    Mara

    • Roby scrive:

      Ciao Mara.
      Quando il tuo PENSIERO, non sarà più quello di “sostituire” la tua Lola…
      Ma di adottare un altro fagottino a cui dare il tuo amore e riceverlo,…vedrai che il tuo PENSIERO cambierà,…e lui…verrà da te senza che tu lo cerchi…ti riempirà la vita, e sono convinto che gli parlerei di lei….
      Un abbraccio.

  22. Guiducci Lorenzo scrive:

    Da 28 anni tengo animali in casa, cani, Speedy e’ stato il primo gatto, non lo volevo per il solo motivo che sapevo che in qualche modo poi avrei sofferto, ma lui, piccolino, scelse subito me. I primi anni furono nella normalita’, pur castrato qualche notte fuori casa e noi a cercarlo poi si e’ calmato ed e’ nato tra me e lui un rapporto particolare. L’avevo vicino sul divano e la notte nel letto cercava il mio contatto. Tutto era diventato impegnativo perche’ stavo bene solo quando era in casa e programmavo vacanze brevi per non stare lontano da lui, erano arrivati altri due mici, ma lui era lui, ma era anche un gatto difficile, mangiava solo quello che voleva, e quello e’ stata la sua rovina, pur con controlli vetrinari non sono riuscito ad imporgli una dieta necessaria per problemi ai reni, con altri due gatti che mangiavano era ancor piu’ difficile, e lo scorso Agosto, a 14 anni, Speedy ha lasciato me e la famiglia, e la casa. Ora riposa in un lembo di giardino davanti la cucina, dove vivo. Lo ricordo continuamente e mi sembra impossibile che mi abbia lasciato, ho altri due gatti a cui voglio bene, ma non sono Speedy, non sono la stessa cosa. Ho visto casualmente questa pagina e letto esperienze molto simili, cosi’ ho pensato di condividere pure la mia, in ricordo di Speedy, che ora corre nel cielo e da non credente spero un giorno di riincontrare da qualche parte.

  23. Roby scrive:

    Mi sono commosso molto a rileggere tutte le vostre storie.
    Sinceramente non sò perchè ho deciso di farmi del male facendolo…
    …è una ferita sempre aperta,…ho perso Hope una piccola persiana di 3 anni l’anno scorso a maggio,..ancora dopo un un anno sento la sua presenza in casa,…come se una parte di lei fosse rimasta li…
    Hope,…chiamata così perchè ne avevo bisogno in un periodo dove mia moglie se n’è andata e mi ha lasciato solo…
    lei e la piccola Pepper ci erano riuscite,…a tirarmi fuori da quella brutta buca in cui ero caduto…
    Hope ,…una pestifera che mi adorava e mi stava sempre appiccicata,….
    Hope e Pepper,… hanno cambiato la mia vita,..in meglio.
    Hope era uan persiana sealpoint e come i siamesi parlava molto…
    Non ho mai pianto nella mia vita,… per lei lo faccio ancora adesso.
    Mi è rimasta Pepper,…una pestifera coccolona…. e qui voglio intrecciarmi con quanto scritto da alcuni…
    Un animale non rimpiazza un altro, come una persona non rimpiazza un’altra persona, me non chiudetevi in voi ,se sentite di dover dare amore,…datelo e vi sarà ridato…
    se non ci fosse Pepper oggi anche per me non avrebbe molto senso rientrare in casa,….
    Pepper c’era già….e penso anche lai abbia maturato a suo modo il lotto della sua amica,… siamo molto in simbiosi,…e nell’ultimo periodo è successa una cosa strana,….lei che nemmeno da piccola miagolava,…ha iniziato a parlare con versi come faceva Hope,…se io sento ancora la sua presenza, probabilmete anche pepper la sentirà…
    Questo per dirvi che non ha senso non dare il vostro amore a nessun altro,…è come privarsi dell’amore che un altro pelosetto potrebbe dare a voi…..

    • Elle scrive:

      La tua testimonianza é davvero toccante. Gli animali ci aiutano in un modo in cui nessun altro sa fare, sanno esserci sempre per noi con un amore incondizionato, vivono in simbiosi e capiscono le nostre emozioni e ci stanno accanto per sorreggerci sempre. Nessun animale sostituirà mai un altro, ma tanti animali hanno bisogno del nostro amore come noi del loro, é bello prendersi cura di loro anche in memoria di coloro che purtroppo ci hanno lasciato.

  24. Davide Sisto scrive:

    Grazie a tutti per le testimonianze. Mi rendo conto di quante persone soffrano per la perdita del proprio animale domestico e quanto questo lutto sia segnante, soprattutto dopo tanti anni di condivisione dei propri spazi quotidiani. E questo conferma, una volta ancora, della necessità di considerare l’importanza notevole di questo tipo di lutto.

  25. Federica scrive:

    Io ho perso il mio micione di 6 anni da tre settimane.. Toffee é arrivato nella mia famiglia in un momento molto particolare..avevo appena perso mia nonna, alla quale ero legatissima e lui è arrivato a distrarmi proprio in quei giorni. Un trovatello bianco e miele con una spiga in un occhio che miracolosamente non ha perso grazie alle nostre cure…lo abbiamo sempre accudito con tutto l’amore di questo mondo, e in un paio di settimane di calvario improvviso si è ammalato e se n’è andato. Inutile dire che per giorni mi sono colpevolizzata per non aver fatto abbastanza, di aver scelto veterinari sbagliati etc etc.
    La sera prima che se ne andasse l’ho salutato. Dentro di me sapevo…L’ho guardato negli occhi e gli ho detto”ti ho amato tantissimo”. É un sentimento puro, che tocca corde molto sottili della nostra anima..mentre tu ti occupi di lui, lui si occupa di te… é amore incondizionato e il vuoto é incolmabile, lo confermo a gran voce, senza vergogna. Nessuno se ne dovrebbe vergognare, sono legami fortissimi ed è naturale soffrirne quando vengono a mancare. Chi ne sminuisce il valore ha poco valore, io non me ne curo.

  26. Giovanna scrive:

    Scusami mia amata Chicca, hai condiviso tanto con me e con la mia mamma che ti adorava e che tu adoravi, poi gli ultimi mesi della tua vita sono stata distratta da vari problemi e porto il rimpianto che avrei potuto salutarti meglio e accorgermi che la fine si avvicinava . Mi ha colto alla sprovvista la tua morte, e il dolore che mi ha invasa è
    stato grande. Ancora ti cerco, ma non ti trovo, non sei tornata da me, col tuo sguardo pieno di amore e di comprensione e compassione. I luoghi mi parlano di te ma sono vuoti senza di te. Non mi aspetti più quando torno a casa.
    Avevi quasi 18 anni, eri una gatta fuori dal comune, intelligente, con grande dignità e decoro. Parlavi con lo sguardo e condividevi i miei stati d’animo. Sei stata una degna compagna di vita. Ti ricorderò sempre finchè vivrò.

  27. Valentina Biraghi scrive:

    Buonasera… la mia amata dolcissima Polvere mi ha lasciato ieri e io sono caduta in un baratro profondo di disperazione e senso di colpa per non aver saputo aiutarla. Non so come è quando passerà questo dolore, forse mai… ci amavano di un amore puro e infinito. Sto tanto male ma almeno qui sento di non essere sola. Un abbraccio

  28. Barbara scrive:

    La mia amatissima Tabu’ che avevo da piu’ di 18 anni, presa quando era ancora una micetta, nera, bellissima e’ mancata poco piu’ di un mese fa. Il nostro fu un amore a prima vista.
    Pur avendo avuto una lunga vita , piena di salute, e pur essendo morta anziana e in poco tempo, sto molto male per la sua mancanza e contrariamente ad altre volte non mi decido a prenderne un altro. E’ vero, un amore purissimo, una complicita’ che si instaura tra te e il gatto e questo non c’e’ piu’. Ho pianto a leggere i vostri commenti e piango adesso, ma si deve superare . ho ancora tutte le sue cose da utilizzare con un a futura micetta…

  29. Serena scrive:

    Ho perso il mio Young Briciola che avevo da ormai 9 mesi, l ho visto esanime al lato della strada ed Ho sentito il mio mondo diventare improvvisamente vuoto, ero cosi` disperata che credevo mi sarebbe esploso il cuore, son due giorni che faccio fatca a mangiare e dormire e sto scrivendo queste righe mentre sto piangendo a dirotto e con tanto rimorso per non averlo portato a sterilizzare prima. Magari si sarebbe calmato e non sarebbe finito sotto quella dannata auto!mi sento cosi in colpa. Somo triste anche per. L altro gatto lynch e il cane tito che lo avevano adottato e se lo contendevano. Questa casa mi sembra cosi vuota ora

  30. paolo scrive:

    Scusate se mi intrometto con la mia coniglietta Snow.
    L’ho persa domenica scorsa ed ho un dolore incolmabile, anche fisico. Mi addormento col suo sguardo quando l’ho lasciata ricoverata in clinica e mi risveglio con quello sguardo piantato nella testa. Ho telefonato a tutti gli allevamenti nel giro di 400 km. da Roma per trovare una cucciola bianca con gli occhi azzurri, ma niente. Poi un miracolo, avrei trovato una cucciolona di 10 mesi uguale a 5 km. da dove abito. Non sarà mai la mia Snow lo so, MA MI MANCA un esserino da curare e coccolare la sera sul divano. Snow viveva libera nel mio studio che divideva con me, mi saltava tra i piedi che mi mordicchiava per esprimermi il suo affetto. Non so che fare, ma vi assicuro non è una sostituzione LO SO! Ma il solo pensiero di riavere a casa una pelosetta anche somigliante a Snow mi fa stare già meglio.

  31. Irene scrive:

    Ieri sera all’improvviso mentre eravamo di ritorno da una passeggiata, il mio cane Branco è morto. Ho deciso di fargli fare un’autopsia per capire come mai e farmene una ragione visto che fino ad un attimo prima stava benissimo.
    Sono anch’io una psicologa e sono certa che il dolore che sto provando da ieri sia identico a quello che si proverebbe nei confronti di una persona amata.
    Non ho intenzione per il momento di togliere le sue cose da casa nostra-vivevamo io e lui-né tantomeno di pulire le sue tracce in casa.
    Mi manca molto. Non credo di poter essere amata allo stesso da un altro essere vivente.

  32. gianni scrive:

    pensavo di farmi del male a leggere tutte queste lettere, invece non è stato del tutto vero, in parte mi ha confortato apprendere di persone che come me hanno affrontato un lutto “animale”.In realtà, io invece di NON pensare al mio cane che è scomparso da poco, ci penso, lo ricordo, a dire il vero, ricordo gli ultimi istanti passati con lui, e sono stato fortunato che si è spento in maniera naturale risparmiandomi l’ulteriore dolore di compiere l’eutanasia.Detto questo sono vicino a tutti coloro che scrivono, e vorrei conoscerli tutti, in quanto secondo me sono persone SPECIALI. il mio NERONE cane meticcio di quasi 17 anni si é spento tra le braccia mie e di mia moglie il 26/12/18 . Cosa stupida che dico, ha passato il natale con noi poi se n’è andato……..un saluto e un abbraccio a tutti

  33. Lara Beltrame scrive:

    Io ho perso la mia gattina da 3 giorni dopo 15 anni. Sto così male che non riesco a respirare. Piango e sono piena di rimorsi perché dopo il mio trasloco (successivo a un lutto in famiglia è una separazione)avevo deciso di lasciarla nella casa dove era nata con il padre di mio figlio e mio figlio quando è con lui. Avevo provato a portarla con me ma nella casa nuova era sempre immobile, mentre nella sua casa tornava interattiva. Io la andavo a trovare spesso, a giorni alterni, e negli ultimi tre giorni di vita ho dormito con lei. Mi sembrava una cosa giusta per il suo bene ma adesso sto male per non essermela goduta io o per averla fatta magari sentire sola. Non me lo perdono. È morta quando io non c ero. Un incidente. È straziante. Non so cosa fare per superare tutto questo.

  34. Barbara scrive:

    Ho appena perso NERINA, la mia gatta, e provo un dolore così intenso e profondo difficile da descrivere… Nerina era la gatta “di quartiere”, da anni la vedevo bazzicare nella mia zona, a tutti gli effetti era una gatta randagia. Finchè il 1′ Gennaio di 2 anni fa l’ho trovata nel mio sottoscala con una zampa fratturata in diversi punti. Io e due miei vicini di casa abbiamo deciso di portarla subito dal Veterinario, non potevamo lasciarla in quelle condizioni… così è stata operata. Dopo di che si è deciso che mi sarei occupata io del post- operatorio, così è venuta a vivere con me. Ed è iniziata la nostra convivenza… io uscivo da una lunga relazione, finita in malo modo, e occuparmi di Nerina mi ha salvato la vita! Io non avevo mai avuto un gatto, e lei mai un “padrone”, ma ci siamo abituate immediatamente l’una all’altra. Ed abbiamo iniziato ad avere dei riti, delle abitudini comuni, a darci amore incondizionato come se fosse la cosa più naturale del mondo. Nerina era diventata la “mia” gatta… Ho fatto qualche ricerca, e ho scoperto che aveva pressapoco 13 anni. Era una micia anziana…. e mi faceva puacere averle potuto insegnare cos’è una casa e una famiglia.
    Al mio ritorno dal lavoro mi correva inconincontro festante, e io tornavo senza indugi, perché sapevo che mi aspettava… abbiamo trascorso un lungo periodo bellissimo. La facevo uscire la mattina, perchè tornasse a fare la regina del suo amato quartiere, e alla sera tornava sempre da me, carica di affetto.
    Finchè a febbraio dell’anno scorso non le è stato diagnosticato un tumore all’iall’intestino. Inoperabile.
    In accordo col Veterinario ho deciso di farle una terapia, la chemio. Che le avrebbe dato circa un altro anno di vita. Così per 5 mesi tutti i sabato mattina andavamo a fare le infusioni. Durante la terapia è stata poco bene, ma il tumore è regredito. E si è ripresa al 100%. Avevamo ancora tempo per stare insieme… ero così felice! Soprattutto perchè capivo che mi era grata, aveva capito che mi stavo occupando di lei, e che il malessere era lo “scotto” da pagare per vivere ancora intensamente.
    Purtroppo però dopo 11 mesi il tumore è tornato, più aggressivo e fulmineo di prima. Non c’era più niente da fare… è stata una pugnalata al cuore. Non potevo fare nulla… solo starle accanto nei suoi ultimi giorni. Cosa che ho fatto, con l’anima sanguinante e il cuore spezzato… ora Nerina non c’è più. Se n’è andata Martedì, e io non riesco a smettere di piangere. Non so come affrontare questa perdita. La casa è così vuota…
    Mi rincuora un pò sapere che ho fatto tutto quello che umanamente si poteva fare, e che lei lo sapeva…. Non la dimenticherò mai.

  35. Antonella scrive:

    Il mio Ilario è andato via ieri sera, aveva quasi 2 anni, in questo arco di tempo lui per me è stato amore vero. Abbiamo vissuto in simbiosi, lui con me e io con lui. Da piccolo dormiva sempre sulla mia testa e mi mangiava i capelli, era di una dolcezza immensa. Ascoltava la musica con me e mi mangiava tutti i libri, ma non mi sono mai arrabbiata, lui è sempre stato più importante di ogni altra cosa. Mi amava incondizionatamente. Amava lo yogurt, mi rubava sempre il vasetto e ci infilava il musino dentro. Il mio cucciolo dolce mi seguiva ovunque e dormiva sempre con me, cercava sempre le mie coccole, le mie carezze ed era un vero giocherellone. Un gatto vivace, pieno di vita. Siamo stati felici insieme, una felicità che mi ha curata, è arrivato in un periodo buio della mia vita. E’ stato il mio miracolo. Mi manca immensamente, il dolore che ho provato e che sto provando mi ha spezzato il cuore. Sento un vuoto dentro che non so descrivere. Lo amerò per sempre. Era un gatto fiero Ilario, di una forza grandissima, ha lottato in questi mesi, ma il suo cuore non ha retto… era malato. Ilario spero di rincontrarti in un’altra vita, giocheremo ancora insieme amore te lo prometto.
    Ti amerò per sempre. Sarai sempre nel mio cuore e nei miei pensieri.
    Grazie per i vostri racconti dei vostri compagni di vita, mi sento meno sola in questo dolore.
    Un abbraccio sincero a tutti.
    Arrivederci Ilario, gatto tigrato bianco grigio, dotato di un amore unico e speciale. Sii felice amore mio. Ovunque tu sia.

  36. Lella scrive:

    Il mio adorato cane, Lillo, mi ha lasciata tre settimane fa, dopo 15 anni e mezzo.. Sono svuotata,inebetita, scoppio a piangere se parlo di lui..o piango se guardo le sue cose che ancora non sono riuscita a mettere via.. Accarezzo il suo lettino, le sue coperte.. Mi sento morire..

  37. Lorella scrive:

    Il primo gennaio ho perso la mia Duchessa.
    Duchessa era una micia dolcissima. Stavamo insieme da 6 anni ed abbiamo vissuto dei momenti indimenticabili.
    Vivere con lei è stato un privilegio e l’affetto e l’amore che mi ha dato in maniera incondizionata, hanno colmato il mio cuore e riempito le mie giornate.
    Amava stare tra le mie braccia, poggiarsi sulle mie spalle e tenere la sua zampetta tra la mia mano.
    Era unica, insostituibile e mi manca.
    Non riesco a consolare il mio dolore ad abituarmi alla sua assenza, certe volte mi sento senza respiro.
    La sofferenza che si prova non sempre è compresa e parlarne è difficile ma aiuta molto, per tale motivo ringrazio chi ha dato la possibilità di condividere questo spazio.

  38. Maddalena scrive:

    E’ sempre difficile rapportarsi coi propri sentimenti davanti ad una perdita.
    Potrei raccontare centinaia di aneddoti su di lei, Luna.
    Ieri l’ho lasciata andare.
    La piccola meticcia di casa.
    Trovata per caso da un fioraio e presa dopo tante riflessioni dettate dalla paura di non essere pronta ad accettare un altro cane in casa ed ad essere in grado di dare le cure e le attenzioni necessarie dopo la perdita di un altro grande amico, sempre dopo 13 anni, Pablo.
    Cercavo due gerani, così dico sempre quando parlo di lei, e lei ha trovato me.
    Ieri l’eutanasia, con Pablo non ne ebbi il coraggio e me ne pento ogni giorno.
    Con lei non avrei sopportato l’idea di farla soffrire dopo 13 anni di “odi et amo”, due caratteri difficili i nostri che per necessità si dovevano smussare, tante liti, ma anche tanti bacini e tanta comprensione reciproca.
    L’ultimo bacio gliel’ho dato con le lacrime agli occhi, appena accorta che la malattia da quel momento sarebbe stata solo dolore fisico, certa di averle donato tutto il possibile fino alla fine. Fine compresa.
    Ringrazio mio marito che mi è stato vicino e mi ha fatto capire l’importanza di non essere egoisti con chi si ama.
    Sarà sempre parte di me e della mia famiglia, la sua presenza ci ha cambiati, in meglio.
    Le sarò sempre grata per avermi, ancora una volta, fatto conoscere la sincerità e la potenza di un sentimento.

  39. silvia scrive:

    ieri eutanasia al mio cane. Io non racconto nulla, nulla ha senso, nemmeno scrivere qui che sto impazzendo. Il dolore che provo è immenso. Il vuoto, il silenzio, la mia solitudine. Guardo la sua cuccia, la sua ciotola e Dio Dio mio chi capirà mai quanto sto soffrendo…

  40. silvia scrive:

    sto male, sto male, senza raccontare nulla di lui, ma è dentro di me…occupa il mio cuore, la mia testa, ora in un turbinìo di rimpianti. Le ore sono fitte di lacrime e di una grande sofferenza. Solo chi ha amato così può capire

  41. silvia scrive:

    Sono passati due giorni dalla sua morte Non so se riesco e in che modo potrò sopravvivere. Ora il dolore così profondo, alimenta il senso di colpa. Un senso di colpa che mi travolge

  42. Annalisa Meloni scrive:

    Io credo che il mio cuore non riuscirà mai più a riprendersi. Il 26 gennaio sono rientrata a casa dal lavoro e ho trovato il mio prezioso Merlino senza vita. Il mio cuore si è spezzato e ancora non riesco a credere che lui non ci sia più. La gente dopo una settimana mi dice che devo reagire e che non va bene andare avanti piangendo. Ma nessuno sembra capire che lui era tutto per me. La mia vita la mia gioia ogni cosa potessi fare o programmare era fatta in funzione di Merlino. Anch’io dopo poche ore dalla sua morte ho rimosso tutto da casa ogni cosa con una rabbia assurda. Me lo sono tenuta 3 giorni a casa perché non riuscivo a separarmi da lui. Lui che rappresentava tutto x me. Ora quando torno a casa inizio a piangere prima ancora di scendere dalla macchina. Aprire la porta significa sempre rivivere il giorno in cui rientrando l’ho trovato la per terra, e risento le mie grida nel cercare di svegliarlo. E l’enorme senso di colpa perché prima di andare al lavoro aveva rimesso, ma altre volte era successo. Ho pensato appena rientro lo controllo e se necessario lo porto dal veterinario. Ora la mia disperazione è grande perché era solo e spero solo che qualunque cosa sia successa l’abbia portato via velocemente e senza sofferenza. Non so come potrò andare avanti. La mia vita ora mi sembra inutile, vuota, la nostra quotidianità era ricca dei nostri momenti speciali. Tra poco avrebbe compiuto 9 anni, perché è dovuto andare via così presto, lui che aveva una voglia di vivere così marcata. Tutti mi dicono che il tempo guarisce ogni cosa, ma io sento solo tantissimo dolore che mi sembra aumentare ogni giorno di più.

    • silvia scrive:

      ti capisco,, ti capisco e so cosa provi. solo chi ha provato o sta provando questo tipo di dolore può capire. Sono passati tre giorni dalla sua morte e non mi dò pace, sono tormentata dai sensi di colpa che mi frustano l anima.
      Sono passati tre giorni e sto davvero impazzendo di dolore, niente ha più senso…

      • Angela scrive:

        Io anche..non riesco a mangiare tanto meno dormire…
        Tanti sensi di colpe..casa vuota..dolori..incubi tutte le notte…

  43. Annalisa scrive:

    Cara Silvia, vorrei abbracciarti forte e dirti che anch’io comprendo il tuo immenso dolore perche’ è lo stesso che sto provando io. Anch’io come te vivo con un profondo senso di colpa. Mi logora in maniera devastante l’interrogativo se fossi stata con lui magari avrei potuto correre dal veterinario, o comunque assisterlo in qualche maniera anche per non fargli avere paura. In passato abbiamo affrontato sempre tutto insieme So che per te è stato diverso perchè hai dovuto farlo addormentare per lenire quelle che sarebbero state brutte sofferenze, ma credimi Silvia non avremmo mai potuto trovare pace in alcuna situazione. Ti dico che mai più nella mia vita prenderò un’altro esserino con me. Lui rimarrà unico, perchè vivevamo davvero uno per l’altra. E credimi se la notte riesco a dormire qualche ora, il momento del risveglio è terribile, perchè riprendo coscienza di tutto ciò che di terribile è accaduto. Nonostante tutti gli incoraggiamenti che mi sento ripetere di continuo da parenti e amici, ti dico che se mi sentirò di piangere, lo farò e se vorrò fissare per ore il pavimento continuerò a farlo. Forse è più fortunato chi non vive da solo o ha figli di cui occuparsi, io vivo sola e l’assenza del mio grande amore è davvero troppo troppo grande.

    • silvia scrive:

      Annalisa cara…perchè ci è capiato di vivere questo immenso dolore. È un dolore che taglia il cuore che toglie il respiro e che porta tante, incessanti lacrime. Piango. E piango. Io ho anche due gatti, che soffrono anche loro, lo cercano, lo aspettano, annusano l aria non capendo. Annalisa, anch io come te vivo la devastante solitudine del mattino. il mattino è terribile. Provo una profonda angoscia e un senso di smarrimento e..piango. Piango sempre.
      Le persone intorno a me non mi consolano, io sono inconsolabile e sono facile preda dei rimorsi e dei rimpianti.
      Mi sono trovata a fissare il pavimento e a singhiozzare forte e ho pensato a te e ti ho detto che ti capisco

  44. Annalisa scrive:

    Cara Silvia, io me lo sto ancora chiedendo perchè sia successa una tragedia così terribile. Merlino è stato un leoncino per il coraggio dimostrato in tutti questi anni. Pensa che a tre mesi è stato operato di pancreatite e già li il veterinario mi aveva detto che probabilmente non sarebbe sopravvissuto, e invece lui con tanta forza l’ha spuntata, poi nemmeno un mese e mezzo dopo era solo con il mio ex compagno, che l’ha lasciato uscire sul terrazzo mentre io ero al lavoro ed è precipitato dal quarto piano rompendosi la spina dorsale. Il veterinario dopo qualche settimana mi disse che non avrebbe più camminato e che il suo consiglio era farlo sopprimere, alchè ti giuro merlino mi ha guardata dritta negli occhi e l’ho portato via. Aveva cinque mesi e ha iniziato a mettere il pannolino; al quale si è adattato benissimo, quando correva slittava su di esso ed era perfino più veloce del gatto di mia mamma. Insomma Silvia, tutto questo per dirti che forse dentro di me in tutti questi anni mi ero fatta probabilmente l’dea che potesse vincere su qualsiasi cosa. Mi ha devastata il tornare a casa e trovarlo così inerme a terra. Più penso a lui e più piango lacrime amare, perche’ l’amore che gli ho dato in passato o che lui ha dato a me non mi basta, non può bastare per lenire questo dolore che mi porto dietro ogni ora, ogni secondo del giorno. Non c’è niente che mi possa confortare. Continuo a pensare, come può il mondo ancora andare avanti normalmente quando questa vita tanto bella e tanto preziosa non c’è più? Mi ritrovo spesso a inspirare fortissimo perchè mi sembra di non avere abbastanza aria. Ormai non lo dico più a nessuno dei miei conoscenti che lui era la mia gioia, tutta la mia vita perchè tanto so cosa pensano dentro di loro. Silvia parlami del tuo amore grande se ti fa piacere, dimmi come si chiamava e come vi siete conosciuti

    • silvia scrive:

      sto troppo male, sempre peggio. Il vuoto è insopportabile, non ce la faccio non ce la faccio…attanagliata dai sensi di colpa..ti invio mail e ci scriviamo..

  45. Annalisa scrive:

    Va bene Silvia con i tuoi tempi. Se mi vuoi scrivere la mia mail è annalisameloni.magomerlino@gmail.com ti sono tanto vicina

  46. stefania scrive:

    Cari voi tutti, siamo approdati a questa pagina spinti dal bisogno di raccontare quanto è grande il nostro dolore e forse anche dal bisogno di trovare una risposta che porti conforto.. Ringrazio Davide che ha iniziato e dato questa possibilità. Ho letto e capito il vostro dolore, ma la disperazione che sento io non posso raccontarla. È un dolore che non mi dà pace. è una settimana che la mia cagnolina di dieci anni se nè andata. Sto soffrendo e solo qui posso dire che ho pianto meno quando è morta mia mamma. Forse petchè era molto vecchia, perchè è nell ordine delke cose…ma un cane …un cane no!! Sto piangendo da una settiman, io mi sto ammalando di un disperato dolore

  47. Paola scrive:

    Ho perso la mia Missy di 18 anni la notte del 31 gennaio il giorno dopo ad un intervento. Sono stata con lei fino a 24,45…sono andata a dormire e alla mattina alle 5,10 era rigida…si era addormentata per sempre. Non riesco a farmene una ragione…il dolore è grande, perché il bene è stato grande. Anche il cane abitato a stare con lei nelle mattinate in cui eravamo tutti fuori sente la mancanza…è triste!! Era il mio amore…il suo arrivo aveva fatto bene alla nostra famiglia ma soprattutto ai nostri cuori!! Amore della mamma continuo a volerti bene

  48. Ferdy scrive:

    Mi unisco a tutti voi, perchè capisco il dolore immenso che provate, come lo sto provando io a pochi giorni dalla morte del mio cagnetto FUNKY un meticcio di quasi 12 anni, se ne andato per uno scompenso cardiaco congestizio seguito da un edema polmonare, così nel giro di soli 6 giorni che non ha lasciato speranze se non all’eutanasia. Oggi, sono andato nel posto dove andavamo insieme a correre e a passeggiare, è stato come un richiamo tornare li…perchè sento che lui era li che mi aspettava ho avuto una sensazione di serenità, e mi ha fatto bene, ma ho pianto tanto, parlavo con lui ad alta voce e camminavo con le mani in tasca con la testa abbassata, sembravo impazzito, poi mi fermavo e guardavo lassù tra le nuvole, per capire se lui in quel momento mi stava vedendo, e quando tenevo la testa alta…gli sorridevo, perchè non volevo fargli vedere che stavo soffrendo tanto, poi però la riabbassavo, lui fra le nuvole non c’era e riprendevo a commuovermi e sentirmi solo, perso in una sofferenza inconsolabile. Il mio ultimo ricordo del mio cucciolo prima di quella maledettissima iniezione, i suoi occhi, nei miei occhi pieni di lacrime, mi guardava curioso come sempre, ma poi chissà perchè li ha girati, ha appoggiato la sua testolina, che sembrava rassegnata….quegli istanti terribili che non potrò mai più dimenticare!!!

  49. stefania scrive:

    Passano i giorni senza la mia cagnolina. Nella mia vita è cambiato tutto, il dolore smisurato che provo è indescrivibile. Piango. Piango. Piango. In questa pagina possono scrivere che con lei se nè andata un pò della mia vita

    • Ferdy scrive:

      Ciao Stefania, lo so, nessuno può realmente consolarci per la perdita del nostro più grande amore, ma se può esserti d’aiuto fai come faccio io, ogni giorno torna nel posto dove andavi insieme a lei a passeggio, vedrai che la troverai là ad aspettarti, e quando sei là parlale ad a alta voce, chiamala, vedrai che ti risponderà, e quando la incontri non piangere…falle un bel sorriso perchè lei non vuole vedere che stai soffrendo cosi tanto. Vedrai che andando a cercarla, ti darà più forza, e serenamente piano piano ti aiuterà a superare questo bruttissimo momento.

      • stefania scrive:

        Ferdy, sono andata al parco, ho camminato smarrita in compagnia dei miei singhiozzi e tra mille lacrime. Non riesco psrlare sorridere dormire. Sono sfinita, lacerata, tormentata dal rimpianto e soffoco per i sensi di colpa perchè io, proprio io e solo io dovevo capire prima il suo malessere.
        Ferdy, dimmi che questo dolore diminuirà

  50. Ferdy scrive:

    Hai fatto bene andare al parco, lei ti ha trovata, ma non dovevi piangere, dovevi sorriderle…non farle vedere che soffri, poi tu stai male come tutti noi, ma vedrai che più si soffre, e piu si è in grado di far passare il dolore, e quindi vedrai che il tuo dolore, il mio, e quello di tutti noi pian pianino scomparirà, per lasciare posto ai ricordi e a tutto l’amore che gli hai dato. Nel dolore c’è una soglia che non si può superare, perchè anche l’amore ha dei limiti, e noi che siamo esseri umani dobbiamo essere in grado ad un certo punto di reagire e dire basta alla sofferenza e tollerare il nostro dolore verso i nostri amici che non ci sono più, perchè la loro vita rispetto alla nostra passa velocissima, e quello che noi non ci rendiamo conto!! Anch’io posso sentirmi in colpa perchè dovevo prevedere che alla sua età il suo cuoricino poteva iniziare ad ammalarsi, ma finchè lo vedi star bene, non lo fai. Sapevo che era gia anzianetto e avevo limitato le passeggiate per non farlo affaticare troppo. Ma Lui si stava ammalando più in fretta di quanto mi immaginassi, e queste cose non le puoi prevedere cosi facilmente a volte neanche il vet può saperle. Ci sono nei cani dei problemi congeniti già dalla nascita, che possono limitare la loro vita, ma noi non lo possiamo sempre sapere, eppoi quando si ammalano, e per fortuna non tutti, ma moltissimi cani come il mio, in pochi giorni se ne vanno, e ci lasciano li….con quel vuoto poi cosi difficile da colmare. Ammetto che un pò di rabbia verso la mia vet. lo avuta per aver trascurato il suo problemino di soffio al cuore, sicuramente congenito che era nella norma però quando aveva 6 anni, senza però poi negli anni successivi avvisarmi, che sarebbe stato meglio forse fare delle visite cardiologiche più accurate. Ma non voglio adesso accanirmi verso il vet. era anche stato il mio primo cane, anch’io ho le mie responsabilità e se anche la mia inesperienza non mi ha permesso di gestire al meglio tutto, comunque non mi sento in colpa di nulla. Voglio solo ricordare questa bellissima esperienza, che mi ha insegnato tante cose della vita, lui me le ha insegnate, mi ha dato piu forza più consapevolezza del significato della parola AMORE che lui mi ha sempre dato. Forse un giorno, dalla porta di casa mia ne entrerà un altro, io non lo cercherò, perchè sento che verrà lui da me…come il mio trovatello … FUNKY… e io sarò li, dinuovo pronto ad accoglierlo e dargli tutto l’amore che avrà bisogno.

    • Francesca scrive:

      Ho perso la mia Yuma mercoledì. Aveva 12 anni ed è diventata mia un anno e mezzo fa. Mi ero ripromessa che non avrei lasciato che morisse sola. Eravamo con lei quando si è spenta. Ma nulla sembra abbastanza, né averle dato una casa e una famiglia, né avere cercato di assisterla, per quanto possibile. Perché questi esseri silenziosi ti scavano l’anima, ti costringono a fare i conti con i non confini dell’amore che sanno dare. E noi siamo incapaci di amare in quel modo, con quell’affidamento totale, sereno, senza paura. Si resta come inebetiti, come se non si sapesse più che fare, come gestire il proprio cuore, se considerare l idea di essere impazziti o tentare di riprendersi, ma pare di lasciarli andare via troppo presto, come tradendoli. Scriverò sulla sua tomba oggi, con mio marito e le nostre due bimbe: Amare non è avere. Per ricordarci che nessuno possiede nessuno, che è un donare senza attesa di risposta…e nel contempo che bisogna ad un certo punto lasciare andare via da noi quell’anima. Spero che questo lutto mi renda una persona migliore. Spero di riuscire ad attingere a quel tipo di gratuità e di innocenza per poter portare lei nel mio cuore ed essere portatrice di luce, in onore di tutti quegli esseri viventi che non hanno voce.

  51. stefania scrive:

    Ferdy, è molto bello quello che scrivi, è tutto giusto, ma per quanto riguarda me, io non lo so o non sono in grado di gestire questo lutto. Mi dici che anche il dolore ha una soglia che non si può superare ma io credo di essere vicina a quella soglia. Il dolore è indescrivibile e mi sembra che nessuno possa soffrire quanto me, è impossibile!
    Tu se bravo Ferdy, sei positivo e fai capire che può esserci la speranza.
    Ma per me, per ora, è difficile credere che sia possibile. Grazie Ferdy, grazie

    • Ferdy scrive:

      Guarda Stefania, anche io soffro maledettamente e anche se cerco di farmene una ragione, e cerco di essere positivo ogni benedetto giorno sento la sua mancanza e mi commuovo ogni volta che penso a lui. Purtroppo dobbiamo tornare ad abituarci ad esseri dinuovo un po piu soli, aggrappandoci ai ricordi piu belli trascorsi con loro. Come ti avevo già detto il mio dolore svanisce un pochino quando di pomeriggio vado in campagna, dove andavo a fare le passeggiate con lui, vado a trovarlo gli parlo ad alta voce, lo chiamo, e ho la sensazione che lui mi senta. Boh forse sto diventando matto. Dai su forza Stefania… non sei la sola a trovarti in questo brutto momento. C’è chi tollera più il dolore, che chi come te un po meno, ma vedrai che piano piano ti passerà…e quando ti passerà, rimarrano quei dolcissimi momenti indimenticabili di tu e lei….Scrivimi pure….se vuoi tutte le volte che vuoi…se senti che ti possa far bene.

  52. LM scrive:

    Domani fa un mese che manca la mia cagnolina dopo 16 anni di affetto amore reciproco incondizionato,un legame che solo la morte ha diviso ma sento ancora che lei c’e’ in casa,io sono entrata in una profonda depressione,il resto mi capirete come mi sento vuota e inutile senza lei..vi capisco tutti,un abbraccio a tutti..

  53. stefania scrive:

    –L.m. Dopo un mese ti senti vuota e inutile, casa vuota, profonda depressione, io ti capisco. Sono passati poco piu di dieci giorni e ho un senso di mausea di questa casa dove è vissuta la mia cagnolina. Lei era la mia vita e ora, nella mia solitudine, soffro atrocemente.
    –Ferdy (leggi sopra) soffre, ma è positivo, speranzoso, si apre alle nuove giornate.
    io non ci riesco, mi costringo a fare, parlare, mangiare ma non ce la faccio, mi manca così tanto al punto di sentirmi un fantasma che vagabonda per le stanze vuote singhizzando disperata
    –Ho letto tutti questi scritti e ho capito che non sono la sola a soffrire cosi tanto, ma mi sembra impossibile, io in alcuni momenti mi sento impazzire

  54. francesca scrive:

    vedo le date dei commenti, in questi giorni se ne sono andati tanti cari animali? be, ieri la mia micia si. Aveva 13 anni e mezzo, tutta nera e occhioni verdi, negli ultimi due anni soffriva di insufficienza renale, con il cambio di croccantini si era ristabilita, aveva ripreso brio ma in questi due anni ha perso molto peso, solo !,7 Kg pesava ieri prima dell’eutanasia. non c’è stato neanche bisogno di dirlo al veterinario, perché già piangevo e quando mi ha visto aveva già capito (due giorni prima eravamo andati a farla vedere perché era stata male). l’ho portata a casa e l’ho baciata e accarezzata anche se quegli occhi aperti fissi mi inquietavano, ma erano i nostri ultimi momenti, l’ho stretta a me per un po’ prima di riporla pronta alla sepoltura in giardino. Non so come fare perché mi ritengo una persona sensibile/fragile in queste cose, praticamente aveva la metà dei miei anni e siamo cresciute insieme, ha fatto anche dei cuccioli che tutt’ora abbiamo con noi, è stata partecipe ai miei traslochi per via degli studi universitari, standomi sempre accanto, ora passo in rassegna i nostri momenti e le nostre abitudini quotidiane e mi chiedo come farò senza di lei che sempre mi stava a fianco, che tutte le notte dormiva con me, mi sento in colpa se penso a quelle volte che l’ho lasciata troppo a casa da sola e magari ne risentiva. è successo tutto relativamente in fretta, ieri c’era oggi no. mi manca da morire, e mi mancherà così chissà per quanto, di sicuro non mi dimenticherò di lei MAI, penso che se avessi 10 gatti in vita mia non colmerebbero il vuoto che mi ha lasciato, era la cosa più importante che avevo, le persone vengono e passano, lei era sempre con me. Mi manchi micia, guardo quella zolla di terra dalla finestra e piango, guardo le tue foto di quando stavi bene e piango, guardo il letto e tu non ci sei…

  55. A.L scrive:

    Grazie.i vostri racconti mi hanno confortata dopo la tragica scomparsa del mio gatto di 8 anni operato di uretrostomia.Ho fatto tutto per llilui…forse troppo.Mi sento in colpa di averlo così stressato e marterizzato.Ha sofferto.Non dovevo fare un intervento così invasivo…Mi sentirò in colpa finché vivro

  56. stefania scrive:

    sentirsi in colpa è inevitabile e credo faccia parte del lutto. Io non so quando potrò riprendermi, sono passati 15 giorni e non ho pace. Giro per la casa e piango e mi sento in colpa e mi manca. Una disperazione profonda che toglie il respiro, è atroce questo sentire

  57. A.L scrive:

    A.L Sono passate due settimane piango di meno..adesso sento più rabbia.Sono arrabbiata con me.con i veterinari che non hanno saputo curarlo e con mio marito che aveva raggione di non operarlo.Povero micetto mio poteva ancora vivere..almeno altri 8 anni.Ho letto da qualche parte che il dolore dopo la morte di un animale è il prezzo per il loro amore…..Avverto tutti sentitamente di non fare mai interventi invasivi ai vostri animali..e contro la natura.E umiliante per loro doloroso e egoistico da parte nostra e quella dei veterinari soprattutto.Stefannia un abbraccio

  58. stefania scrive:

    …e io…pentita per non averla operata! Non c è salvezza per noi che amiamo così i nostri animali. Ogni scelta è sbagliata. La mia cagnolina ha sofferto e al pensiero dei suoi occhi io impazzisco. Sono passati 15 giorni e piango. Piango. Un abbraccio a Ferdy e un abbraccio sconosciuta A.L.

  59. Ferdy scrive:

    Si, anch’io sto patendo un po meno rispetto al 4 febbraio giorno terribile, giorno che ho sofferto cosi tanto in cui ho dovuto lasciare il mio cagnetto tanto amato. Data che ricorderò per sempre. Non voglio toccare il tasto del veterinario, perchè sicuramente ha trascurato il problemino che poteva acutizzarsi del mio cane, perchè un soffio al cuore nella norma ora sò che può peggiorare, cosi velocemente forse anche per altre patologie, chi lo sà…e quando peggiora cosi in un attimo mi sembra di capire che ci siano poche possibilità di salvarlo. In ogni caso se incomincio a mettere in dubbio le capacità di un veterinario, non ne esco più, sicuramente l’esperienza che io ho acquisito a questo mio primo cane, mi servirà tantissimo, nel caso decidessi di adottare un altro cane. Pian piano la sofferenza si attenua, per lasciare spazio ai ricordi che abbiamo condiviso con loro. Augurandomi che troviate un po di pace nellla vostra sofferenza…il mio abbraccio, lo potrete sentire quanto e cosi forte!

  60. Giovy scrive:

    Buonasera a tutti. Leggere i vostri post mi ha aiutato a sopportare per qualche attimo il mio dolore immenso: dopo 13 anni di vita insieme, la notte del 12 febbraio è morto il mio adorato Bibi, il mio batuffolo di cane simpaticissimo e vivace. È morto alle 2 del mattino sotto gli occhi di mia figlia di 10 anni, forse, secondo quanto ha detto il veterinario, per un cedimento di una corda cardiaca. Il mio tesoro era cardiopatico, ma dopo 2 anni di terapia stava bene, giocava, correva, era un’esplosIone di felicità. La sera in cui è morto, ha mangiato, giocato, abbaiato…poi la notte dopo un colpo di tosse è svenuto. L’ho rianimato con il massaggio cardiaco e con la respirazione, poi corsa in clinica…e mi ha lasciato. La nostra casa adesso è vuota, la tristezza ha colpito ogni cosa, niente conta più…eravamo da poco in una nuova casa, doveva essere un nuovo inizio invece siamo partiti dalla fine. Solo lacrime ed un dolore che ti toglie il respiro, insonnia, un senso di oppressione al petto…questo è ciò che mi resta. Non so perché penso sempre a quella notte maledetta, invece di pensare ai momenti belli vissuti insieme!! Sicuramente abbiamo bisogno tutti di tempo, di vivere a fondo il dolore per poi accettare aprendo le braccia alla rassegnazione. Mi manca una parte di me, mi manca il mio piccolo mondo, il mio piccolo grande amore di nome Kirby. Spero esista davvero un’altra dimensione dove lui possa essere felice in attesa di riunirci. Vi abbraccio tutti.

  61. stefania scrive:

    È passato quasi un mese da quando non c è più la mia piccola cara cagnolina. Io sono ancora in lutto, il dolore mi lacera e tutto è cambiato. Niente ha più valore niente ha più colore e io sento solo un bisogno irrefrenabile di piangere. Piango. Piango. Ho letto quello che avevo scritto e da allora è tutto immutato. La sofferenza, il bisogno struggente del suo muso qui, del suo pelo, della suo abbaiare…bisogno di lei
    Giovy, ti capisco.

    • Giovy scrive:

      Cerca di reagire, per ciò che puoi…io oggi ho ripreso a lavorare ed è stata dura, ma per qualche ora sono riuscita a distrarmi un po’. Il ritorno a casa è ovviamente indescrivibile così come la sera. Mi manca tutto del mio amico, c’è un silenzio assordante. Lo penso sempre anche quando cucino, ma non viene più a curiosare e chiedere qualcosa di buono. Fatti forza, pensa che non sei la sola a vivere questo dolore. Ho trovato questo forum per caso, mentre cercavo un po’ di conforto. Ti abbraccio forte forte. Parlane con chi ti vuole bene, sfoga il dolore. Prima o poi dobbiamo accettarlo perché le cose non cambiano e dobbiamo andare avanti perché la vita è un grande dono.

      • Francesca scrive:

        Anche io ho trovato per caso questo forum per cercare conforto, grazie Giovy per le tue parole, il loro silenzio è davvero assordante e c’è in casa il fantasma dello spazio che occupavano

  62. stefania scrive:

    Grazie Giovy. la vita è un gran dono, hai ragione, ma è durissima la giornata senza di lei. Non so come farò, sono spaventata dal pensiero dei prossimi mesi immersa nella mia solitudine. Ma ti ringrazio, hai usato parole sincere che incoraggiano. Un abbraccio a te

  63. Francesca scrive:

    Sono venuta su questo sito a cercare conforto e comprensione, che ho trovato.Leggere i vostri commenti mi fa sentire meno sola. Questa mattina ho dovuto accompagnare la mia amata gatta Megghy nel suo ultimo viaggio. stava troppo male. Aveva 19 anni. Abbiamo passato una vita insieme. Mi manca da spezzare il fiato, la vorrei abbracciare fortissimo e dirle che non la dimenticherò mai. Spero di rincontrarla un giorno. Anche io come alcuni di voi questa mattina ho pulito tutta la casa e nascosto le sue cose, come se non vederle mi potesse impedire di pensarle. Ma non è così, è un dolore atroce.

    • Giovy scrive:

      Ciao Francesca, capisco in pieno il tuo dolore. Io sto cercando di reagire in ogni modo, ma ci sono momenti che crolla ogni mia sicurezza. Per noi sono passati 21 giorni, ma è come se il mio cane dovesse tornare, mi rifiuto di credere che non lo rivedrò mai più.,,mia zia mi dice sempre “alza gli occhi al cielo e lasciati andare “… non c’è soluzione se non sfogare dolore e rabbia piangendo, per poi lasciarsi andare all’accettazione. Mi manca tutto del mio piccolo amore, tutto. In casa siamo devastati dal dolore, ma dobbiamo farci forza. Parlane più che puoi con chi ti capisce. Sfogati. Io sto facendo così e spero di tornare un po’ serena. Ti abbraccio forte. Non sei sola… per me il 2019 è iniziato come non volevo.

  64. stefania scrive:

    Giovy, Francesca, Ferdy e tutti gli altri, ditemi come si fa, come si può continuare ad aprire gli occhi, parlare, mangiare..vivere…io sono disteutta, lacerata dai ricordi e anch io non posso credere di non rivederla più. Non posso e mi aggrappo alla speranza di una prossima vita, un giorno chissà.. Non sono la sola a consolarmi con questa eventualità ma non c è altro. Devastata dal dolore anche dopo un mese dove l unico cambiamento è stato il riprendere a parlare, ad uscire. Giovy hai ragione la vita e un grande dono e non dobbiamo buttare il tempo pensando a quello che abbiamo perso, dobbiamo convogliare le forze per convincerci ad accettare. Ma intanto piango. Piango.
    Vi abbraccio tutti

    • Giovy scrive:

      Ciao Stefania, stasera è una di quelle sere “no” per me…mi è venuto in mente il mio Kirby mentre abbaiava nel sonno ed ho una fitta al cuore. Vorrei poter tornare indietro a rivivere alcuni momenti, ma non posso. Di giorno mi distraggo facendo tante cose, ma la sera… quanto è brutta la sera…si è vero, rimangono solo lacrime, ma bisogna andare avanti per forza. Ti abbraccio.

      • Ferdy scrive:

        Stefania, tu chiedi come si fà…e io ti rispondo chiudendo gli occhi, e facendo un grande sospiro che bisogna stringere i denti e lasciare che il tempo piano piano faccia svanire questi momenti di dolore, momenti bruttissimi che abbiamo vissuto tutti noi. E solo poco più di un mese che ho perso il mio caro amico, e non c’è giorno che pensi a lui. Vado sempre tutti i giorni a camminare nei posti dove andavo con lui, e parlo da solo parlo con lui, e chiaro che tutto questo non può passare in poco tempo…ci vorranno ancora molto, per mandare giù questo boccone amaro, perchè ho ancora tanto bisogno di mettere il mio muso vicino al suo e non smettere di baciarlo. Sono momenti duri, lui mi ritorna sempre in mente, non ricordo d’ aver amato cosi tanto in vita mia un animale rispetto ad una persona, che di ” lutti sentimentali” ne abbiamo avuti un po tutti, e si soffre anche per quelli…ma poi passano, mentre invece il lutto di un animale domestico e troppo forte, giuro non pensavo cosi tanto. Ti abbraccio Stefania…facciamoci forza perchè purtroppo non ho ho più parole per descrivere tutto il dolore che continuo a provare dentro.

  65. Teresa scrive:

    Sapere di non essere la sola a soffrire così per la perdita del mio adorato peloso non mi fa sentire stupida. L’8 marzo il mio adorato cocker dopo 16 e mezzo di amore incondizionato ci ha lasciato. Abbiamo dovuto prendere la difficilissima decisione di porre fine alle sue sofferenze. Un dolore così grande non si può immaginare, ho il cuore letteralmente spezzato. Sapevo che prima o poi quel giorno sarebbe arrivato ma non si è mai pronti ad affrontare il vuoto incolmabile che questi esserini speciali lasciano a noi che restiamo. Io sono disperata…anche se ho una figlia lui era per me il figlio maggiore. Abbiamo condiviso tutto insieme e ora ad ogni mio gesto che faccio in casa lui mi manca in un modo che fa troppo male. Cucino e lui non è sotto di me sperando che cada qualcosa…. mi alzo e lui non è lì che aspetta che gli apra la porta per farlo uscire in giardino… e così ogni altra cosa facessi. Non so davvero come riuscirò a superare la sua assenza. Il non poter più accarezzare il suo ciuffo biondo mi fa letteralmente impazzire. Tante lacrime…solo tante tante tante lacrime!!!

  66. stefania scrive:

    Giovy, Ferdy, grazie. Ho letto e riletto i vari post, mi chiedo quanto ancora si debba soffrire. Sono ormai 50 giorni che lei non c è più e ogni giorno, ogni giorno, io piango. Ogni giorno è un giorno intriso di dolore, di vuoto. Ho tre gatti che girano per la casa e la cercano e i loro interrogativi non fanno che aumentare la solitudine di queste giornate di sole. Mi manca tanto.
    Mi manca tanto.
    Mi manca tutto di lei
    In questa pagina, avere qualcuno che legge, che capisce bene la portata del dolore, mi è di aiuto. Siete voi, sconosciute persone che hanno amato così tanto, e che ora soffrono, a capire la disperazione di chi vive tra le lacrime. Ferdy, facciamoci si, forza, sai anch io non conosco piu parole che possano far capire quanto dolore sto vivendo.
    Anche Giovy, che invita ad andare avanti per forza, che invita ad avere coraggio, sta soffrendo ancora molto.
    Tutti soffriamo e ci siamo trovati qui per raccontare ed essere capiti ed io capisco tutti voi.
    Teresa, ti capisco, ti capiamo.
    A mia volta dico che ci vuole coraggio.
    Vi abbraccio
    Un abbraccio anche a Teresa

  67. Teresa scrive:

    Grazie Stefania per le tue belle parole. Mi incoraggiano ad avere più forza, quella forza che quando sono al lavoro mi illudo di avere e che invece quando torno a casa si sbriciola. Ogni angolo mi parla di lui, lui che non rivedrò più scondinzolare dimostrandomi tutta la sua gioia nel vedermi….lui che con quegli occhietti tondi mi faceva sciogliere….e quel suo ciuffetto biondo, come amavo quel suo ciuffetto biondo. Il dolore di nuovo mi attanaglia!!!
    Ora come ora non vedo altro che lacrime e dolore.
    Mio adorato Roky TI AMERÒ PER SEMPRE!!!

  68. Francesca scrive:

    Torno spesso su questo sito. La mia Yuma non c è più e non mi sembra possibile. Dove finisce tutto quell’amore?
    Come si può onorare la loro vita, continuando a fare la nostra? Mia piccola, ti penso tanto e mi manchi tanto. Ti ho dato ciò che ho potuto. Non è lo stesso senza di te. Mi dispiace per la tua vita ingrata. Avrei voluto cancellarla tutta e riscriverla con te. Ma forse la solitudine è ciò che ti ha resa così saggia, così grata. Così speciale. Spero di averti lasciato nel cuore la pace che meritavi.

  69. stefania scrive:

    Quanto sconfinato dolore nel cuore. Oggi è il primo giorno senza lacrime. Il dolore sta lasciando il posto alla rassegnazione, o forse ho finito le lacrime che dal 29 gennaio rigavano il mio viso. La mia tenera. dolcissima infelice cagnolina, mi manca ma tutto intorno sta tornando come prima.
    Vi abbraccio tutti, sconosciuti amici (anche sepotrei dire che vi conosco, avendo condiviso il dolore.. Giovy, Teresa, Ferxy, AL Francesca… e tutti tutti…) di questa angosciosa fase della vita.

  70. A.L scrive:

    A.L.Ciao.Anche io ogni tanto ritorno su questa pagina…..mi aiuta a superare la nostalgia del mio micio.Ho trovato tantissime belle frasi piene di emozioni;alcune me le sono scritte e rilego ogni tanto perché sono bellissime.Grazie a tutti voi…Spero che con tempo riusciremo ad affezionarsi avun altro animale.Io ancora non sono pronta:il gatto mio ha sofferto ed ancore provo sensi di colpa…ma il tempo…Grazie a tutti..

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