Dichiarazioni anticipate di trattamento?

Ieri pomeriggio è ripresa in Commissione Sanità del Senato la discussione sul testamento  biologico, o legge sulle “Dichiarazioni anticipate di trattamento”. Cosa sono le dichiarazioni anticipate, o living will?

E’ la possibilità data a un cittadino, cosciente e eventualmente in buona salute, di esprimere la propria volontà  sui trattamenti che desidera ricevere nel caso in cui non dovesse avere, in un ipotetico futuro, la capacità di decidere. Ad esempio, la volontà di ciascuno di noi potrebbe essere: non voglio in alcun caso essere tracheostomizzato, o non voglio vivere in stato vegetativo, o ancora: non datemi gli antibiotici se prendo una polmonite con una sindrome di Alzheimer conclamata.

Oh finalmente! penseranno molti lettori, forse ora potremo lasciare le nostre volontà, riflettere liberamente sul senso della nostra vita, e sul valore che le diamo in determinate circostanze.

Ebbene, no! Il testo (DDL 10), concepito nel 2009 per fermare Englaro, obbliga al contrario il cittadino a subire i trattamenti di respirazione, nutrizione, idratazione artificiali anche qualora abbia espresso volontà diversa o opposta.

Credo che l’Italia sia l’unico paese al mondo capace di fare una legge sulle “dichiarazioni anticipate di trattamento” che, invece di ampliare l’ambito dei diritti, di fatto annulli la possibilità del cittadino di esprimere una volontà. Paradossale, non solo dal punto di vista logico, ma anche etico.

Perché, ancora una volta, siamo di fronte a una strumentalizzazione del dolore di esseri umani al fine di stringere alleanze politiche, dimostrare sudditanza nei confronti del Vaticano, o semplicemente salvare la poltrona.

Ma non è questo il momento per legiferare su temi delicati come questi. Le leggi che coinvolgono l’ambito della sofferenza non dovrebbero forse essere discusse in tempi sereni, nella maggiore concordia possibile, senza intransigenza e fanatismo, senza pretendere di imporre a tutti la concezione del dolore, della vita e della morte propria solo di qualcuno?

8 Risposte a " Dichiarazioni anticipate di trattamento? "

  1. Paola scrive:

    Condivido anche le virgole. Ho trascorso molto tempo ai banchetti per la raccolta firme pro testamento biologico, e posso affermare che non è quello che vogliamo. Gliene fregasse qualcosa a qualcuno di quelli che hanno presentato questo DDL

    • maria laura cattinari scrive:

      completamente d’accordo con articolo e commenti. Aggiungo solo che siamo in tanti organizzati da anni per ottenere il rispetto ad una morte dignitosa. Io faccio parte, ad esempio dell’Ass. Libera-Uscita http://www.liberauscita.it, ma sostengo anche l’Ass. Luca Coscioni e la Consulta di Bioetica e l’Ass. per Eluana di Udine. Insomma il Movimento c’è e in questi anni ci siamo impegnati per far decollare i REgistri Comunali dei TEstamenti Biologici, come è noto, a Milano lo si sta facendo ora. Io sono di MOdena e qui abbiamo il REgistro dal 2010 nel Comune capoluogo e in altri 13 e si lavora per aprirne altri. E’ un Servizio alle/i cittadine/i ma anch eun monito rivolto al PArlamento perchè non legiferi contro la VOLONTA’ POPOLARE

  2. beppe racca scrive:

    Condivido in pieno. Bisognerebbe trovare il modo per parlare parlare parlare alla gente per cercare di far capire che non si può imporre a tutti la concezione del dolore, della vita e della morte che é solo di qualcuno.
    Categoria: Scegliere la fine della vita

  3. Silvia scrive:

    Ho fatto una ricerca su come i quotidiani hanno raccontato la discussione del ddl e nessuno dei quotidinai più diffusi si è preso la responsabilità di fare chiarezza su cosa sia il testamento biologico e su cosa effettivamente comporti il ddl.
    Sono anch’io d’accordo sul fatto che bisognerebbe trovare il modo per parlare con la gente, ma per ora la nostra stampa non ci aiuta. Anzi… Ne fa solo una questione “partitica” anziché spiegare prospettive nuove di politica della vita

  4. Sandro Milano scrive:

    Condivido pienamente. Mi viene in mente un ingeneroso paragone con lo Stato dell’Oregon…già. Fortunati gli abitanti di quello stato,non solo per le leggi sul fine vita,ma anche perché probabilmente non hanno legislatori come i nostri (vedi quell’onorevole,di nome ma non di fatto,che il giorno dopo aver licenziato una legge la definì “porcata”),oppure politici che con teatralità di maniera si indignavano per la Englaro,e che oggi sono silenti e non indignati per le ruberie dei loro compari di partito.

  5. Tiziano scrive:

    Credo sia importante sensibilizzare le persone su questo argomento che trovo di grande valore e importanza.

    Penso che tutti abbiano il diritto di decidere come affrontare sofferenza, malattia e morte, nel rispetto delle proprie convinzioni, preferenze e rispettando le posizioni degli altri.

    Vedersi imposte certe direttive che vengono dalla credenza di un dio concepito in un certo modo non ha nessun senso per chi in quel dio nemmeno ci crede.

  6. Paola scrive:

    Io penso di aver avuto l’opportunità di parlarne con tanta gente (i banchetti in genere erano in Via Garibaldi il sabato pomeriggio di tutto lo scorso inverno), ma questo DDL mi lascia basita, è proprio il contrario di quello che chiedono le persone! A che serve sensibilizzare se poi le leggi non tengono assolutamente conto della volontà generale? Ma che razza di Paese è questo? Più banalmente, a che è servito prendere tanto freddo?

  7. Elisa scrive:

    Un grazie di cuore a Marina e a tutti quelli che come lei e come voi provano a sensibilizzare la gente sul tema della privazione di un diritto umano fondamentale. E’ demoralizzante sapere che comunque ci sono tantissime persone che non si rendono conto di quanto sta succedendo in Italia. Non è solo colpa dei politici o del Vaticano, ma anche tutte di quelle persone ignoranti, nel senso che scelgono di ignorare un problema gravissimo e mettono la testa sottoterra come gli struzzi.

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