Cosa ci spinge a donare gli organi

Ricevo, e pubblico con piacere, questo articolo di Virginia Ghiara:

Il Report attività 2014 a cura del Centro Nazionale Trapianti ha diffuso pochi giorni fa una notizia molto positiva: in Italia, durante l’ultimo anno, il numero di trapianti di organi è aumentato, così come il numero di persone risultate idonee che si sono offerte ai centri trapianti. Crescono quindi parallelamente i donatori effettivi (sia in vita che non) e i potenziali donatori. Basti pensare che, sul totale degli accertamenti di morte eseguiti nel 2014, solo nel 31 % dei casi vi è stata opposizione al prelievo.
Di fronte a questa notizia, sorge spontanea una domanda: perché si dona? Mentre appare comprensibile ciò che spinge un uomo a donare un organo ad una persona conosciuta (ad esempio a un componente della propria famiglia), risulta più arduo capire come si prenda la decisione di donare a un estraneo.
Uno dei più grandi studiosi del dono fu Marcel Mauss, il quale pubblicò nel 1923 un Saggio sul dono, che analizza la pratica del dono in tre diversi momenti, al tempo stesso liberi e obbligati: dare, ricevere e ricambiare. Proprio questa dimensione di libertà e obbligo permette di distinguere la sfera del dono dalla sfera del mercato. Quando si dona non si ha la garanzia che si riceverà qualcosa in cambio.
Il dono tra estranei sembra scardinare questa logica: è del tutto unilineare, chi dona non conosce il ricevente ed è consapevole che non potrà vivere i momenti del ricevere e del ricambiare. È un dono unilineare, che però resta dono grazie alla volontà del donatore di renderlo tale. Chi dona non lo fa seguendo le logiche del mercato, non massimizza il proprio interesse ma compie un gesto del tutto volontario e gratuito.
Si potrebbe affermare che il dono allo sconosciuto è una modalità di dono recente. Un gesto che sta diventando sempre più frequente, alla cui base vi è la volontà di mantenere la spontaneità e la gratuità che fanno parte dell’umano, e di cui troppo spesso viene negata l’esistenza.
Ora la parola a voi: vi è mai capitato di avvertire l’esigenza di donare, anche a persone che non si conoscono? Vi siete mai informati sulla donazione di organi? Se sì, perché?

Una risposta a "Cosa ci spinge a donare gli organi "

  1. paola scrive:

    Aderisco ad una logica di dono, scambio, molto più che alle logiche di mercato. Tifo per la solidarietà, mi è indifferente se la do’ o la ricevo. Anzi, quando mi è capitato di dare ho sempre notato che era molto di più quello che ricevevo. E quando ricevo, bastano un sorriso e un grazie per sentirmi “sdebitata”. Ma anche questa logica del debito non mi sta bene. Si avvicina pericolosamente alla logica del mercato.

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