Aiuto! Sono in lutto.

Cosa ci accade quando perdiamo una persona essenziale nella nostra vita?
Perdiamo i riferimenti, la nostra identità si sgretola. Caos, incertezza, isolamento, e vuoto si impossessano di noi: i luoghi che abbiamo amato ci respingono, le persone che abbiamo frequentato ci sfuggono (o siamo noi a non volerle vedere), i gesti che hanno riempito le nostre giornate diventato privi di senso.
Non siamo solo tristi, siamo come sospesi in un limbo. La nostra identità passata è definitivamente alle spalle, morta col nostro morto, e non sappiamo chi potremo divenire, come potremo ricostruire la nostra vita, ritrovare il gusto di vivere. Eppure dobbiamo anche guardare avanti, occuparci di altre persone che ci sono vicine, magari dei figli, e forse tornare al lavoro: la fatica di esistere giorno dopo giorno è quasi insopportabile. Il tempo guarisce tutto, ci dicono spesso gli altri. Sì, ma quanto tempo? Ci pare che non ne usciremo mai e poi mai.
Dobbiamo sapere che non torneremo “come prima”. Le esperienze non si cancellano, ci cambiano. La chiave di volta è accettare il cambiamento. Ma a volte siamo troppo depressi e abbiamo troppa paura per fare spazio al cambiamento nella nostra vita.
C’è una cosa che possiamo provare a fare: non ripiegarci sul nostro dolore. Cercare aiuto. I gruppi di auto mutuo aiuto che stanno nascendo un po’ ovunque in Italia hanno già aiutato molti. Sono gruppi di pari, che si trovano una volta alla settimana, facilitati da un partecipante senior volontario, dove ci si può narrare, certi del rispetto e della solidarietà degli altri, che sono passati attraverso la nostra stessa esperienza, e sicuri della loro discrezione (sono regole fondamentali nei gruppi). Qui troverete un incrocio tra la vostra richiesta di aiuto e le soluzioni presenti nella vostra città o nella vostra zona. Potete scrivere direttamente sul blog. Troverete indicazioni e suggerimenti, e esperienze simili alla vostra.

 

 

19 Risposte a " Aiuto! Sono in lutto. "

  1. Paola scrive:

    Se so che gli altri mi aiuteranno ho meno paura.

  2. marianna scrive:

    si può dire voglio provare com-passione nei confronti di chi vive un ‘esperienza ineluttabile…si può ritornare
    ad essere compassionevili e aiutare per essere “allievi” di chi aiutiamo..

    • sipuodiremorte scrive:

      Vero! Imparare a aiutare chi soffre dà più a chi aiuta che a chi riceve. Ma non è facile da capire in una società in corsa…

  3. Liliana Corwrado scrive:

    Si,il tempo fa moltissimo,ma ce ne vuole molto..Riprendere a vivere senza la persona che se ne e’andata e’ un impegno

    gravoso e la tetazione di lasciarsi andare fa capolino spesso. Ma piano piano si recupera la parte di se’ che era stata messa da parte per vivere con l’altro e si riprende il cammino, magari con molta nostalgia,ma si va avanti. Mi ha molto aiutato il riprendere astudiare,il volontariato accanto agli ammalati,oltre che i figli e i nipotini. Ora,passati ormai 15 anni, aspetto serenamente di ricongiungermi a mio marito in un altro mondo,forse migliore..

    • sipuodiremorte scrive:

      Grazie per la sua testimonianza, Liliana. E’ vero, è un impegno. La nostra identità precedente va in frantumi, e occorre ricostruirne un’altra. Ci sentiamo come sospesi, in un limbo. E siamo poco aiutati dal contesto.

  4. Filippo scrive:

    Ho perso nel giro due persone: avevo solo famigliari e parenti interessati alla piccola eredità che avrebbero avuto: è stato/ è ancora traumatico, anche perchè il conforto/comprensione di altri non arriva come si vorrebbe.
    Penso che sia da bandire il ” ..anchio ho avuto un problema analogo……” e via con le loro storie.
    Saluti, Filippo

    • beppe scrive:

      ogni accadimento è sempre soggettivo; e soggettivamente vissuto. Conosco gente che dopo questi lutti ha ripreso la vita velocemente come prima. Di uno posso testimoniare l’eroismo della moglie che, avendo un tumore all’utero e incinta, ha voluto lo stesso portare a compimento la gravidanza morendo quindici giorni dopo il parto. Una bambina. Avrebbe potuto curarsi, vivere un po di più con un aborto, consigliato, ma lei decise diversamente.Ebbene, suo marito, due settimane dopo, era nuovamente nelle sale da ballo che usava frequentare con lei. Lo conosco bene, è persona corretta e sensibile, ha sempre seguito la figlia, ormai adulta. Che dire, non è certo il mio caso, ma non mi sento di condannarlo. Invece, una cosa mi sento di dire per chi vive il lutto. Bisognerebbe avere vicino, ma non troppo, una persona che ti faccia sentire di non essere solo, da una parte, e, dall’altra, che ti lasci metabolizzare il tuo stato di confusione, disperazione, con discrezione. Tatto, intelligenza: accompagnarti in questo periodo. Farti sentire quasi la normalità. Anche ridere, scherzare, fare cose… Sappiamo tutti che è una finzione: c’è la morte, se ne è andata la persona più cara, mia moglie, che mi ha lasciato un buco ..”.e adesso vche faccio?” Con me, ha funzionato… abbastanza. Per lo meno per i primi mesi più brutti. Sacrificando un po del suo tempo familiare, questo amico mi è stato discrezionalmente vicino, senza incombere come dicevo, e ha permesso che la mia vita riprendesse…piano, piano. “Dai sù, dobbiamo dare i volantini, c’è da fare i tavoli” – facevamo i banchetti con i radicali, grandi discussioni con la gente – con un tono amichevolmente autoritario, mi spronava a lavorare, e non pensare per non cadere nella depressione vitimizzante. Certo, quando alla sera tornavo in casa, vuota, era come se una mano mi strappasse il cuore, il desiderio di morte era fortissimo ecc, però, con questo amico, la giornata era passata…Un metro, mezzo metro fuori dal buco…Ecco, questa è un’esperienza soggettiva, mia. Non farsi catturare dal dolre: anche perchè non sono molte le “grandi anime” che compartecipano alle sofferenze degli altri come questa, la maggioranza, anzi, ne fugge. Contare su se stessi: poi, vada come vada, tu hai tentato….i miei suggerimenti. Complimenti per questo sito, non lo conoscevo. beppe.

      • sipuodiremorte scrive:

        Grazie per le vostre testimonianze, domani proverò a scrivere ancora sul lutto, senza alcuna pretesa di risolvere nessun dolore… solo perché credo nel parlare di ciò che sta a cuore.

  5. ANNA scrive:

    Verissimo! Ci vorrebbe un amico o un’amica disposti a darti conforto. Io invece sono sola con la mia disperazione. Nel giro di un anno ho perso le due persone a me più care, mamma e marito. Non avrei mai immaginato di perdere mio marito a pochi mesi dalla scomparsa di mia madre. Era un uomo stupendo e stava benissimo. E’ mancato improvvisamente in circostanze drammatiche e assurde. Dopo la sua morte, ho scoperto che mi ha nascosto cose fondamentali della sua vita. Gli volevo un bene infinito, vivevo per lui e pensavo anche lui per me. Non me ne faccio una ragione e mi sembra di impazzire. La vita non ha più alcun senso per me e sinceramente non vedo l’ora di raggiungerlo. E’ terribile tornare a casa la sera e sapere che non c’è nessuno ad attenderti e passare tutte le feste sola come un cane a piangere disperatamente.

    • sipuodiremorte scrive:

      Cara Anna, la capisco profondamente. So che è terribilmente duro quello che sta vivendo. Ho conosciuto però persone che sono riuscite, da una situazione come la sua, a immaginare, poco per volta, una nuova vita, certo diversa da quella di prima. Non so dove lei abita…ha provato a informarsi sui gruppi di auto mutuo aiuto nella sua zona? Potrebbero fare meglio di un’amica. Se lo desidera, può scrivermi privatamente: marisozzi@gmail.com.

    • Patrizia Bonavita scrive:

      Cara Anna,

      ho perso anch’io tragicamente mio marito (arresto cardiaco fulminante) mentre si trovava all’estero per lavoro circa un anno fa.
      Mi sono sentita esattamente come tu hai descritto nella tua testimonianza, sembra impossibile ritornare a vivere, sembra impossibile addirittura respirare.
      Ad un anno di distanza sto leggermente meglio, ho eliminato le persone che mi facevano stare male invece che bene (anche un’ “amica” storica), ho incontrato nuove persone splendide che invece mi hanno ridato il coraggio di andare avanti.
      Non mi sento guarita ancora, anche se ho incontrato un’altra persona che mi vuole bene e vorrebbe iniziare un nuovo percorso di vita con me.
      Ma Lui è ancora presente, Lui è un pensiero quotidiano, ma so che Lui vivrà per sempre nel mio cuore e che vorrebbe che io non mi lasciassi andare ma continuassi a vivere anche per lui.
      Mi manca, mi manca da morire, ma mi sforzo di accettare, seppur con fatica, tormento e dolore, la sua perdita ed il fatto ineluttabile che Lui non tornerà più.
      La vita è tremenda, ti pone di fronte a queste durissime prove e non ci sono vie di mezzo: o vivi o muori.
      Cerca di vivere cara Anna per te stessa ed anche per il Tuo Lui.
      Anche se non ti conosco so bene cosa stai passando e mi permetto di dirti che ti sono vicina.
      Ti abbraccio

  6. depressissimo scrive:

    gia’ mi e’ morta 1 persona cara a causa del cancro
    ne ho incontrata un altra e sta’ morendo sempre per il cancro
    l’unico modo di aiutarmi e’ uccidermi o aiutarmi a suicidarmi .

  7. depressissimo scrive:

    se avevo la fortuna di morire quando sono purtroppo nato mi sarei evitato tutta la sofferenza vissuta nel periodo che tutti definiscono il miglior periodo della vita , per me’ e’ stato il mio peggiore periodo della mia brutta orrenda continua seguenza di giornate di sofferenza vita

  8. depressissimo scrive:

    se avevo la fortuna di morire prima di incontrare la prima persona con cui ho vissuto 8 anni circa mi sarei evitato la sofferenza da quasi pazzia ( per oltre 10 mesi dormivo tutto il giorno ;( mi svegliavo 30 60 minuti e tornavo a dormire ) cosi ho passato i 10 mesi di dolore per la morte della prima persona con cui ho vissuto e ho conosciuto

  9. depressissimo scrive:

    se avevo la fortuna di morire prima di incontrare questa altra persona che tra pochi mesi muore ( ci ho vissuto solo 3 anni ma intensissimi MI RIMANGONO LE PERLE DELLA NOSTRA CONVIVENZA CHE SONO LE POCHE VOLTE CHE L’HO VISTA GIOIRE <3 ) ora non soffrirei e solo soffrirei durante dopo e sempre

  10. depressissimo scrive:

    tanti anni fa’ nacqui morto ( ma la mia sfortuna e’ iniziata con me’ ) passava 1 dottore che vedendo questo neonato tutto cianotico con tutto il corpo cianotico lo aiuto e questo neonato naque VE LO GIURO E’ DA DECENNI E DECENNI CHE MALEDICO QUESTO DOTTORE il mio desiderio piu’ intenso e’ uscire da questo continuo incubo che e’ per me’ la mia vita

  11. depressissimo scrive:

    l’unica speranza che HO e’ di morire = uscire dal mio incubo la mia vita prima possibile ( LO GIURO)

  12. cristina scrive:

    Buonasera,io ho perso mio papà che adoravo da diversi mesi….Non riesco proprio ad elaborare il lutto,mi manca troppo..Io sono single e ho sempre vissuto con i miei genitori..Ora ho solo mia mamma..E’ morto in pochi giorni ,in ospedale ,anche se non era entrato per una cosa grave…Non avrei mai pensato di perderlo cosi’ presto…Era un papà magnifico,sempre dedito alla famiglia,una Persona dolce e affabile nei modi,sempre pronto ad aiutare il prossimo..Con me,che sono figlia unica ,aveva un dialogo speciale,era orgoglioso di me,mi aiutava e si interessava molto di cio’ che facevo..Per cui ho perso anche un Amico speciale, oltre che un Genitore Superlativo ..,,senza di lui mi sento molto sola,mia mamma ,ha un carattere piu’ chiuso,è meno comunicativa..Non riesco piu ad avere entusiasmo per nulla..La vita è cambiata radicalmente senza di lui..Vado al cimitero ogni giorno a portargli fiori, lo sogno spesso..Ma la sua assenza mi divora ogni giorno di piu’.. Con mia mamma parliamo sempre di lui ,di quanto ci manchi. E’ proprio dura….

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